Amore, di Teresa Averta

Se guardo nel mio “libro” uno di questi spazi bianchi mi racconta di te amore eterno e invisibile. Sei nella musica del tempo la più chiara nota del pentagramma universale. Ti prego lascia che il mio pensiero scivoli sulle mie labbra che vogliono cantarti. O amore immenso e vagabondo, partorito da quel sacro cielo, nel cuore di ogni uomo e caduto per grazia sul grembo dell’essere. Sempre a spasso nel tempo, te ne vai spargendo coriandoli di luce… questo amore, questo sentimento che appartiene a tutti, è in me, in voi e in ogni dove si posa l’infinito sulla terra.

Se guardo nel mio “libro”
uno di questi spazi bianchi mi racconta
di te amore eterno e invisibile.
Sei nella musica del tempo
la più chiara nota del pentagramma universale.
Ti prego lascia che il mio pensiero scivoli
sulle mie labbra che vogliono cantarti.

O amore immenso e vagabondo,
partorito da quel sacro cielo,
nel cuore di ogni uomo
e caduto per grazia
sul grembo dell’essere.

Sempre a spasso nel tempo, te ne vai
spargendo coriandoli di luce…
questo amore, questo sentimento
che appartiene a tutti,
è in me, in voi e in ogni dove
si posa l’infinito sulla terra.

O amore così elegante e sorridente,
che ti vesti di sincerità e non menti,
indossi la corona della coerenza
e siedi sulla poltrona speciale dell’umiltà.

O amore bello come il sole,
fresco come una goccia di rugiada
stai sempre con un fiore tra le mani,
non ti risparmi e ti inventi
di farmi felice sempre e comunque.

E allora io, misero uomo,
mi sento un verme
chè sono solo un pezzo del tuo amore.
In questo mondo mi vergogno tanto
che vorrei nascondermi o svanire nel nulla.
Se ancora esiste la preghiera vorrei dirti
amami anche se non son come vorresti.

Amami Amico mio, speciale.
così:
piccolo e indifeso,
malato e diverso,
peccatore e pentito.

Amami anche quando non me lo merito,
non lesinar il tuo amore!
Tu che sei carità assoluta
e abbraccio universale,
accetta tutto ciò che ho,
e anche quello che non posso darti
prenditelo tutto.

Amami ancora
e non farmi più aspettare…
non mendicherò più sentimenti,
ai miei fratelli nel mondo,
ma andrò a cercarti tra i poveri e gli affamati,
tra i miseri e i diseredati,
nelle strade impolverate;
ove ristagna il cattivo odore della guerra,
tra le urla dei bambini feriti e abbandonati
e tra le lacrime sui i loro visi impauriti.

Ti cercherò nei barboni di strada,
con gli occhi spenti colmi di tristezza e di malinconia.
Ti cercherò in ogni luogo,
ove la vita e lo scorrere del tempo ha lasciato il segno.

Chè se le nostre bocche
e le nostre scritture medesime
parleranno ancora d’amore
il cielo brillerà di gioia e il sole sarà un fuoco eterno.

Non basta una vita per dire di aver vissuto
senza aver amato davvero un solo istante.
Amami così … povero come sono,
spoglia pure i miei pensieri
e sciogliti goccia a goccia
dentro l’anima che attende…
solo allora potrò dire…
di sentirmi finalmente libero.

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