<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Libri e scrittori&#187; Interviste</title> <atom:link href="http://www.libriescrittori.com/articoli/autori/interviste-autori/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.libriescrittori.com</link> <description>Il portale per chi ama scrivere e...leggere</description> <lastBuildDate>Tue, 08 May 2012 19:05:03 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Intervista alla scrittrice Cherryh R</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-alla-scrittrice-cherryh-r/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-alla-scrittrice-cherryh-r/#comments</comments> <pubDate>Tue, 08 May 2012 18:51:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Tommaso Maria Lovato</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Lombardia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4877</guid> <description><![CDATA[D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Il mio primo approccio al mondo della scrittura avvenne all&#8217;età di sette anni circa, quando con il supporto di mia madre cominciai a scrivere storie fantastiche con relativi disegni. Più tardi, nel duemilasette (anno successivo il diploma) ho deciso [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura<br /> R) Il mio primo approccio al mondo della scrittura avvenne all&#8217;età di sette anni circa, quando con il supporto di mia madre cominciai a scrivere storie fantastiche con relativi disegni.<br /> Più tardi, nel duemilasette (anno successivo il diploma) ho deciso di dedicarmi a scrivere il mio primo vero romanzo.</p><p>D) Qual è stato il suo percorso di studi?<br /> R) Mi sono diplomata presso l&#8217;Istituto Statale d&#8217;Arte di Monza; dopo un anno di lavoro e scrittura alternati ho deciso di iscrivermi al corso universitario di Scienze dell&#8217;Educazione presso l&#8217;Università di Milano Bicocca, dove mi sono laureata lo scorso Marzo.</p><p>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?<br /> R) Ho iniziato perchè scrivere mi permetteva di evadere in luoghi sconosciuti, paradisi inimmaginabili (scrivevo e scrivo tutt&#8217;ora narrativa Fantastica).<br /> Più tardi, con la stesura di Masters School ho scritto per parlare in chiave fantastica di avvenimenti che possono capitare a chiunque nella vita di tutti i giorni.</p><p>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?<br /> R) In termini umani significa sfogarsi e rielaborare le proprie esperienze, anche quando si tratta di narrativa Fantastica. Ogni autore lascia qualcosa di sé in ciò che scrive: le sue idee traspaiono più o meno intensamente dai suoi testi.</p><p>D) Quali sono i suoi libri del cuore?<br /> R) Il mio libro del cuore è senza alcun dubbio “L&#8217;ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafòn, famoso autore di Best Sellers di origini barcellonesi. Oltre ad essere scritto molto bene, con la giuste dose di intrighi, passioni e sentimenti arriva fino in fondo all&#8217;anima del lettore.</p><p>D) E quelli che non leggerebbe mai?<br /> R) Non leggerei mai libri genere Horror: da piccola ne ho letti moltissimi e attualmente mi inquietano parecchio. Inoltre sono poco propensa a testi eccessivamente descrittivi, anche se considerando Zafòn il mio autore preferito sembra un controsenso.</p><p>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?<br /> R) Il libro più bello che abbia letto negli ultimi tre anni, senza considerare i testi universitari, è “Venuto al mondo” di Margaret Mazzantini.</p><p>D) E quello che meno le è piaciuto?<br /> R) Non ce n&#8217;è uno in particolare: se leggo un testo che non mi piace semplicemente lo dimentico in fretta.</p><p>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?<br /> R) Mi piace la mia regione perchè qui sono nata e cresciuta (infatti il libro tratta di Monza, città lombarda che ha ospitato la mia infanzia) ma il mio rapporto con essa non va al di là di questo.</p><p>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?<br /> R) Mi piace che permetta la nascita di nuovi autori italiani, specialmente per quanto riguarda i generi Fantastico e Fantasy; mi piace meno che, come sempre, questi passino inosservati rispetto ad autori stranieri.</p><p>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?<br /> R) Mi piace che qualcuno preferisca ancora leggere un buon libro al giocare ai videogiochi; mi dispiace che attualmente la tecnologia stia rubando troppo spazio ai testi scritti, sminuendone il potenziale educativo.</p><p>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?<br /> R) Per pubblicare Masters School ho inviato il testo a quanti più editori possibili scegliendone poi uno tra quattro (quello con la proposta di contratto migliore).</p><p>D) Cinema: qual è il suo film preferito?<br /> R) Il mio film preferito è da sempre “L&#8217;attimo Fuggente” del 1989.</p><p>D) Musica: la canzone del cuore?<br /> R) Non ho una canzone del cuore: ascolto un po&#8217; tutti i generi musicali senza eccezioni.</p><p>approfondimento NARRATIVA</p><p>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?<br /> R) No, nessuno.</p><p>D) Ritiene siano utili?<br /> R) Si, penso di si. Anche se credo che bisognerebbe avere già una buona base di partenza.</p><p>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?<br /> R) A mio parere l&#8217;aspetto più complesso della scrittura narrativa riguarda la modalità di stendere i testi: prima o terza persona, più o meno descrizioni, discorsi aperti o sottintesi eccetera.</p><p>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?<br /> R) Scrivo sempre al computer. Non ho un&#8217;ora preferita della giornata: se ne ho voglia scrivo di giorno e di notte e se ci sono persone attorno non riesco a concentrarmi, quindi evito di scrivere anche se ho già tutta la storia in mente.<br /> Un mio rito particolare consiste nell&#8217;accendere la musica mentre scrivo, così immagino le scene e mi immergo nel testo che sto elaborando.</p><p>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?<br /> R) L&#8217;idea è nata da ore passate sui banchi di scuola a fantasticare e a disegnare personaggi inventati e le loro avventure, in aggiunta a esperienze anche traumatiche che ho vissuto in prima persona e al desiderio di descrivere le dinamiche relazionali che intercorrono tra le persone che vengono chiamate per necessità a far parte di un gruppo.</p><p>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?<br /> R) Per me raccontare una storia significa parlare di argomenti difficili tramite un linguaggio accessibile a tutti; dire le proprie opinioni, esprimere il proprio punto di vista, dare sfogo alle emozioni più profonde.</p><p>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?<br /> R) Senza dubbio con il romanzo&#8230; Nel racconto mi sembra sempre di aver sempre tralasciato qualcosa.</p><p>D)Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</p><p>R) Per me il racconto rappresenta una parentesi, qualcosa che accade in uno sfondo più grande; nel romanzo invece è possibile avere una panoramica generale, conoscere ogni minimo particolare, affrontare totalmente le questioni proposte.</p><p>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?<br /> R) E&#8217; nato spontaneo con la stesura del testo.</p><p>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?<br /> R) Sei mesi, scrivendo a qualsiasi ora, di giorno e di notte, nei momenti in cui mi sentivo particolarmente ispirata.</p><p>D) Ha vinto premi letterari?<br /> R) No, nessuno.</p><p>D) Crede nei premi letterari?<br /> R) Non saprei.</p><p>Ha altri progetti in cantiere?<br /> R) Certamente ma per il momento preferisco non rivelare nulla.</p><p>Aprile 2012</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-alla-scrittrice-cherryh-r/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista alla scrittrice Mariagrazia Buonauro</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-alla-scrittrice-mariagrazia-buonauro/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-alla-scrittrice-mariagrazia-buonauro/#comments</comments> <pubDate>Tue, 03 Apr 2012 17:00:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Tommaso Maria Lovato</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Campania]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4842</guid> <description><![CDATA[D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Oggi ho avuto l’onore e il piacere di essere intervistata su Libri e Scrittori, ringrazio la Redazione per l’opportunità di farmi conoscere ai lettori e di parlare un po’ del mio libro. Sono nata e risiedo a Marigliano, comune [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</p><p>R) Oggi ho avuto l’onore e il piacere di essere intervistata su Libri e Scrittori, ringrazio la<br /> Redazione per l’opportunità di farmi conoscere ai lettori e di parlare un po’ del mio libro.<br /> Sono nata e risiedo a Marigliano, comune della provincia di Napoli. Lavoro nella scuola superiore<br /> statale come docente di Lettere, svolgo una professione impegnativa ma entusiasmante e<br /> gratificante. Sono un’autrice campana al mio debutto letterario con il romanzo “Sogni tra i fiori”<br /> pubblicato nel 2010 con la CSA Editrice. Il testo ha conseguito numerosi riconoscimenti e premi<br /> letterari. Brani del mio libro sono presenti in varie antologie collettive di autori premiati. Amo<br /> la cultura, la letteratura e le grandi opere classiche, mi piace leggere tutto e non ho preferenze<br /> particolari riguardo al genere, m’interessano libri molto diversi tra loro.</p><p>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</p><p>R) Ho fatto studi umanistici, mi sono laureata con il massimo dei voti e ho conseguito le abilitazioni<br /> all’insegnamento in Materie letterarie, Filosofia e storia, Filosofia e Psicologia mediante concorsi a<br /> cattedre.</p><p>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</p><p>R) Ho cominciato quando frequentavo le scuole medie, allora componevo poesie e scrivevo racconti<br /> brevi. La scrittura era per me un hobby e un cantuccio in cui amavo rifugiarmi, poi è diventata un<br /> bisogno creativo, la compagna della mia vita.</p><p>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</p><p>R) Scrivere significa fissare pensieri, riflessioni, sentimenti sulla carta per condividerli e mettere in<br /> moto la fantasia per creare. La scrittura è il bisogno sincero di raccontare, aprire le porte sul mondo,<br /> comunicare con gli altri.</p><p>D) Quali sono i suoi libri del cuore?</p><p>R) I miei libri preferiti sono quelli che ho letto appassionatamente: “Via col vento”, “L’ombra del<br /> vento”, “Il gioco dell’angelo”.</p><p>D) E quelli che non leggerebbe mai?</p><p>R) Sicuramente i libri di genere horror.</p><p>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</p><p>R) Il libro che mi ha veramente coinvolto è stato “ Il gioco dell’angelo” di C. Ruiz Zafòn.</p><p>D) E quello che meno le è piaciuto?</p><p>R) Non ho letto libri che non mi sono piaciuti perché, in genere, prima di fare un acquisto, mi<br /> documento, leggo le recensioni sui giornali, sui blog, chiedo al libraio cioè scelgo quel testo e fino a<br /> oggi mi è andata sempre bene.</p><p>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</p><p>R) È un rapporto decisamente positivo. Amo le mie radici, la mia splendida terra, essere nata in<br /> provincia di Napoli, a pochi chilometri da questa città ricca di storia e arte, famosa per il mare,<br /> il sole, la cucina, il calore delle persone. E, naturalmente, il mio romanzo “Sogni tra i fiori” è<br /> ambientato proprio a Napoli.</p><p>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</p><p>R) Mi piacciono le novità, i cambiamenti, gli e-book e le nuove piattaforme come Amazon per il<br /> self – publishing.<br /> Non mi piace che uno scrittore debba contare sulle conoscenze, sulla raccomandazione per<br /> pubblicare, oppure sborsare soldi per vedere stampato il suo libro. Non tollero che le case editrici<br /> rinomate perseguano il profitto promuovendo libri di dubbia qualità e che sono solo il frutto di<br /> un’operazione commerciale.</p><p>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</p><p>R) Non mi piace che in Italia si legge poco e che gli italiani, come lettori, siano all’ultimo posto<br /> in Europa. È davvero vergognoso, anche perché gli italiani non solo si dedicano pochissimo<br /> alla lettura ma quei pochi libri che acquistano non sono qualitativamente buoni; questo perché<br /> si lasciano condizionare dalle mode e dalla pubblicità. La colpa è delle grandi case editrici che<br /> attualmente sfornano libri su angeli e vampiri, secondo la moda attuale, riempiendo gli scaffali delle<br /> librerie a discapito di tanta buona letteratura contemporanea.<br /> Mi piacciono invece le maggiori opportunità che sono offerte ai lettori, rispetto al passato, con la<br /> letteratura virtuale, il fatto che alcuni siti consentano di scaricare gratuitamente opere classiche i cui<br /> diritti d’autore sono decaduti da qualche tempo.</p><p>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?<br /> R) Terminato il manoscritto, ho spedito il libro in valutazione ad alcuni editori, escludendo le<br /> grandi case editrici che non mi avrebbero preso in considerazione, e dopo mesi di attesa sono<br /> arrivate delle risposte, ma ho avuto anche molte delusioni. Comunque, ho pubblicato con la<br /> CSA Editrice che mi dava più affidamento, che si sta affermando nel campo editoriale italiano e<br /> distribuisce i libri in tutta l’Italia grazie alla CSA Promodis. È stata una bella esperienza vedere<br /> sbarcare il romanzo in libreria.</p><p>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</p><p>R) Un film del quale sono innamorata è “La ciociara” di Vittorio De Sica tratto dall’omonimo<br /> romanzo di Moravia; un’opera che è la viva espressione del neorealismo italiano ed è la<br /> rappresentazione della società del dopoguerra.</p><p>D) Musica: la canzone del cuore?</p><p>R) Amo tutta la musica e non ho preferenze specifiche, ma dovendo scegliere dico che mi piace<br /> senz’altro la bellissima canzone “Perdere l’amore” di Massimo Ranieri e la colonna sonora del<br /> film “Titanic” ovvero “My heart will go on” che ha commosso intere generazioni.</p><p>Approfondimento NARRATIVA</p><p>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</p><p>R) Non ho frequentato questi corsi, ma ho letto dei manuali che trattano l’argomento.</p><p>D) Ritiene siano utili?</p><p>R) Credo siano utili per migliorare la tecnica non certo per infondere il talento che è un dono<br /> naturale. Ritengo che si possa imparare a scrivere leggendo moltissimo.</p><p>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</p><p>R) Sicuramente costruire una storia avvincente con personaggi che emergono e fanno parlare di sé<br /> come Rossella O’Hara e Madame Bovary.</p><p>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone?<br /> Segue “riti” particolari?</p><p>R) Scrivo su carta, sulla mia scrivania, poi trascrivo a computer. In genere scrivo quando ho<br /> l’ispirazione, di solito la sera quando sono libera da impegni lavorativi e tutto intorno a me è<br /> tranquillo. Durante il giorno appunto su un taccuino pensieri, riflessioni, e lo faccio dove capita,<br /> per strada, sul treno, sul posto di lavoro. Quando scrivo, non seguo riti particolari ma spesso metto<br /> un po’ di musica in sottofondo. Per la correzione e revisione delle bozze ho bisogno di assoluto<br /> silenzio.</p><p>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</p><p>R) “Sogni tra i fiori” è una storia che m’interessava e che volevo narrare da tempo, è una<br /> vicenda che nasce dalle mie esperienze personali e professionali che ovviamente sono state<br /> un po’ romanzate. Si tratta di una coinvolgente e intensa storia d’amore che esalta il coraggio,<br /> l’intelligenza e la forza di carattere della protagonista. Nel libro c’è una vasta gamma di sentimenti<br /> quali l’amore per un uomo, per i genitori, per la propria terra, per le persone sfortunate, ampiamente<br /> condivisibili dai lettori.</p><p>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</p><p>R) Intrattenere il lettore, offrirgli una buona scrittura, fargli trascorrere un po’ di tempo pensando<br /> che ne è valsa la pena, ma soprattutto coinvolgerlo toccando il suo cuore.</p><p>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</p><p>R) Preferisco il romanzo che consente di narrare una storia che, rispetto al racconto, è più<br /> sviluppata, contiene tanti temi intrecciati e trame secondarie.</p><p>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</p><p>R) Il racconto è un microcosmo, il romanzo è un macrocosmo. Il racconto è un’opera in prosa<br /> breve, monotematica e dalla struttura semplice. Il romanzo è una narrazione più complessa e più<br /> strutturata che prevede una trama popolata da vari personaggi, molti motivi, una introspezione<br /> psicologica, descrizioni e riflessioni.</p><p>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</p><p>R) Il titolo “Sogni tra i fiori” ha un valore simbolico rispetto ai contenuti trattati. La protagonista<br /> del mio romanzo vuole realizzare tutti i suoi sogni circondata dalla pace idilliaca e dal silenzio della<br /> campagna.</p><p>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</p><p>R) Due anni con delle pause.</p><p>D) Ha vinto premi letterari?</p><p>R) Sì, ho partecipato a molti concorsi letterari e ho collezionato in tutto ventinove riconoscimenti,<br /> tra menzioni e premi classificandomi al primo posto al Concorso Nazionale di poesia e narrativa<br /> “ Viareggio Carnevale” (Viareggio, 21 maggio 2011) e al Premio Letterario Luce Dell’Arte (Roma,<br /> 3 luglio 2011.) È stato un buon risultato per un primo libro pubblicato e ne sono fiera.</p><p>D) Crede nei premi letterari?</p><p>R) Sì, perchè rappresentano una buona palestra che stimola l’autore a fare meglio, magari a vincere<br /> anche premi più importanti. Le gare letterarie danno sicuramente visibilità allo scrittore, gli<br /> consentono di entrare nell’ambiente, mettersi in discussione e confrontarsi con altri artisti.</p><p>Ha altri progetti in cantiere?</p><p>R) Sì, sto lavorando intensamente al mio secondo romanzo e ci sto mettendo davvero l’anima<br /> perché possa piacere ai lettori. Si tratta di una storia di quotidianità dai risvolti sentimentali nella<br /> quale i lettori potranno riconoscersi e non posso dire nulla di più della trama.</p><p>Approfondimento POESIA</p><p>D) Quali sono i suoi poeti del cuore?</p><p>R)Tutti, ma in particolare i grandi: Dante, Petrarca, Foscolo, Leopardi, Baudelaire.</p><p>D) Come nasce un suo verso?</p><p>R) Da un’esperienza, un’emozione, una visione improvvisa, un’intuizione, da sentimenti e<br /> immagini di vita.</p><p>D) Quanto tempo ci lavora su?</p><p>R) Il tempo che occorre perché la poesia sia bella, armoniosa, pregna di contenuti e messaggi.</p><p>D) Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?</p><p>R) Il ritmo, la musicalità, l’eleganza, la melodia.</p><p>D) Dove e quando ha scritto il suo primo verso?</p><p>R) A scuola, alle medie inferiori ho composto la mia prima poesia.</p><p>D) Cos’è che l&#8217;ha spinta a pubblicare le sue poesie?</p><p>R) Non ho pubblicato le poesie, le tengo nel cassetto, potrei pensarci in futuro.</p><p>D) Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?</p><p>R) “ Il verso che avrei voluto scrivere è: “Tanto gentile e tanto onesta pare”del famosissimo sonetto<br /> di Dante Alighieri.</p><p>D) Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?</p><p>R) Ho tante poesie sparse cui non ho dato un titolo perché non fanno parte di una raccolta.</p><p>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</p><p>R) Non saprei, le poesie le ho scritte nel corso della mia vita.</p><p>D) Ha vinto premi letterari?</p><p>R) Non ho partecipato a premi di poesia, solo a quelli per opere di narrativa edita.</p><p>D) Crede nei premi letterari?</p><p>R) Sì, anche un premio di poesia arricchisce il curriculum e regala la bellissima soddisfazione di<br /> aver vinto.</p><p>D) Ha altri progetti in cantiere?</p><p>R) Adesso non sto scrivendo poesie perché mi ritengo più portata per il romanzo e sono impegnata<br /> con la prosa.<br /> Grazie mille per l’intervista e per l’attenzione. Saluto tutti i lettori del sito.</p><p>&nbsp;</p><p>(Marzo 2012)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-alla-scrittrice-mariagrazia-buonauro/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista allo scrittore Filippo Gigante</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-allo-scrittore-filippo-gigante/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-allo-scrittore-filippo-gigante/#comments</comments> <pubDate>Mon, 05 Dec 2011 22:43:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Tommaso Maria Lovato</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Puglia]]></category> <category><![CDATA[Regione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4731</guid> <description><![CDATA[Nome: FILIPPO Cognome: GIGANTE Regione di residenza: PUGLIA Email: info@biancoenerobook.it Intervista (DICEMBRE 2011) D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Il mio desiderio di scrivere nasce fin da piccolo. Inizialmente scrivevo poesie (ne avrò scritto circa 300!), ma nel tempo grazie anche alla continua passione per [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>Nome: FILIPPO<br /> Cognome: GIGANTE<br /> Regione di residenza: PUGLIA<br /> Email: <a href="mailto:info@biancoenerobook.it">info@biancoenerobook.it</a></p><p>Intervista (DICEMBRE 2011)</p><p>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</p><p dir="ltr">R) Il mio desiderio di scrivere nasce fin da piccolo. Inizialmente scrivevo poesie (ne avrò scritto circa 300!), ma nel tempo grazie anche alla continua passione per la lettura, mi sono accorto che l&#8217;idea di scrivere un libro prendeva sempre più la forma di un sogno da realizzare. Ho sempre adorato sfogliare libri, sentire il profumo delle pagine. Le varie esperienze di vita ti portano a maturare delle consapevolezze e personalmente avevo bisogno di dar voce ai miei pensieri, alla mente e al cuore. Scrivere è sempre stato, per me, una liberazione e un modo per esprimere i miei stati d’animo. Desideravo raccontare una storia che racchiudesse elementi essenziali che sono parte della vita di tutti.</p><p>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</p><p dir="ltr">R) Le mie due lauree, la prima in Informatica e Comunicazione Digitale e la seconda in Editoria Libraria e Multimediale mi hanno portato a saper usare al meglio tutti i mezzi di comunicazione. I miei studi tecnici agrari, invece, hanno maturato in me l’amore e la cura per l’ambiente. Nel mio “Bianco e Nero” c’è una traccia importante di questo amore per la natura nelle pagine dedicate al nonno del protagonista e al suo meraviglioso giardino.</p><p>D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?</p><p dir="ltr">R) Mi è sempre piaciuto leggere e scoprire qualcosa sui mondi immaginari delle fiabe, così ho iniziato a scrivere per cercare i piccoli e grandi mondi custoditi nel mio essere.</p><p>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</p><p dir="ltr">R) Avere il coraggio nel portare avanti un sogno, una idea, un messaggio e di non fermarsi alla prima caduta, ma di vivere l’avventura editoriale, nonché quella della vita come un cammino dal quale cogliere le migliori esperienze per potersi sempre migliorare, comunque vada.</p><p>D) Quali sono i suoi libri del cuore?</p><p dir="ltr">R) La mia scrittrice italiana preferita è Susanna Tamaro. Con lei, posso ben dire, di essere cresciuto in questi anni. Amo la sua scrittura e vorrei un giorno poterla conoscere, durante qualche fiera del libro…. Chissà! Adoro i romanzi per ragazzi, dai classici come “Il Mago di Oz” e “Le Cronache di Narnia” ai contemporanei come “Harry Potter” e “Coraline. Uno dei miei libri, nonché film, preferiti: “Il Signore degli Anelli”… Il grande Tolkien ha scritto un capolavoro di descrizioni, passaggi memorabili, significati e morale.</p><p>D) E quelli che non leggerebbe mai?</p><p dir="ltr">R) Credo sia bene aprire la mente a tutto, ma personalmente non riuscirei a leggere libri scritti per pubblicizzare programmi tv, donne e uomini dello spettacolo o eventi di cui si è già tanto parlato (come capita sempre) per settimane e settimane.</p><p>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</p><p dir="ltr">R) Caspiterina… incoronare il libro più bello, letto negli ultimi tre anni, non è semplice. Da ogni libro imparo qualcosa, da ogni libro conservo in me qualche pagina… Così, su due piedi, nomino i recenti “Per Sempre” della Tamaro e “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafòn.</p><p>D) E quello che meno le è piaciuto?</p><p dir="ltr">R) “L’ultima riga delle favole” di Massimo Gramellini mi aveva inizialmente colpito, poi a fine lettura mi ha lasciato una sensazione di vuoto. Mi aspettavo di più.</p><p>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</p><p dir="ltr">R) Amo la mia Puglia. E’ una terra di antichi sapori e tradizioni che hanno sempre suscitato un pizzico di sana nostalgia. Le coste pugliesi, i trulli, le grotte, i boschi… tesori che ho sempre apprezzato e pubblicizzato quando, in alcuni miei viaggi in altre regioni italiane, ho incontrato diversi colleghi e amici.</p><p>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</p><p dir="ltr">R) Ogni autore credo sia libero di scegliere la strada più opportuna alla pubblicazione, anche se le grandi case editrici nazionali sono purtroppo prevalentemente aperte, con un occhio di riguardo, a personaggi già celebri ed affermati, adesso anche nel mondo dello spettacolo e della tv. In Italia, insomma, scrivono tutti e questo comporta una più difficile e scombussolata scelta tra quei libri che meritano di essere letti e tra tanti altri che non lasciano nulla, se non una sensazione di incompletezza interiore che porta lo stesso lettore a ritenersi, nella scrittura, più in gamba dell’autore. Non cambierei nulla, perché negli anni, comici come Faletti hanno scritto capolavori come “Io Uccido”, perciò resto ancorato all’idea di poter sperimentare e scoprire nuovi autori. Si spera, ovviamente, che si dia più spazio alle piccole case editrici e a tanti giovani esordienti che meritano di affacciarsi dignitosamente lì dove regnano quei grandi, che una volta giunti all’apice, sfornano opere non sempre meritevoli di lode.</p><p>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</p><p dir="ltr">R) Ritengo che si possa leggere di più, soprattutto educando i bambini fin dall’asilo ad abituarsi all’ascolto e alla fabulazione di fiabe, racconti e ad avere tra le loro mani anche un libro: un sempre e fedele compagno di crescita e di storie da conoscere. Spesso nelle diverse iniziative dedicate alla lettura, si parla troppo e si pratica poco o niente.</p><p>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</p><p dir="ltr">R) Ho conosciuto Photocity Edizioni Open (ex Boopen Editore), attraverso alcune ricerche ed analisi sulle case editrici tradizionali ed on line, inerenti alla mia ultima tesi di laurea. Mi stuzzicava sperimentare il cosiddetto “book on demand”, la stampa su richiesta che prevede, da parte di una casa editrice on line, la preparazione del volume e la sua messa in stampa e vendita attraverso canali di diffusione, sulla base delle effettive richieste del pubblico. Posso ben dire di aver trovato, una casa editrice che tutt’oggi, considerate anche le buone vendite, mi sostiene attraverso diverse promozioni legate all’acquisto del mio libro. E’ anche vero, però, che grazie alle mie conoscenze del settore sono al contempo autore e promotore, attraverso booktrailer, sondaggi e tutto ciò che è presente nelle diverse sezioni del sito ufficiale.</p><p>D) Cinema: qual è il suo film preferito?<br /> R) I generi cinematografici sono diversi. Tra i miei film preferiti: “Il Signore degli Anelli”, “Into the wild”, “Cuore Sacro” e molti dei classici d’animazione Disney.</p><p>D) Musica: la canzone del cuore?</p><p dir="ltr">R) C’è una canzone, tra le tante mie preferite, che dal 2001 mi accompagna in diversi momenti della mia vita. “You’ll never be alone” è un brano della cantante americana Anastacia che spesso mi ha anche ispirato nella stesura di alcuni racconti brevi. Il senso del brano è quello che nessuno resta da solo e che se pur lontano, c’è una forza che supera tutto e ti resta accanto.</p><p>approfondimento NARRATIVA</p><p>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?<br /> R) Sì, ho frequentato un corso di scrittura creativa.</p><p>D) Ritiene siano utili?<br /> R) Credo che questi corsi possano essere utili a chi vuol migliorare la propria scrittura, la creatività è pur sempre una dote innata in alcuni e una dote da maturare per altri.</p><p>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?<br /> R) Riuscire ad emozionare e lasciare una traccia delle proprie pagine.</p><p>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?<br /> R) Preferivo scrivere su carta, fino a quando non ho abituato le mie mani ad adoperarsi sulla tastiera. Mi piace appuntare con una penna e un taccuino alcune mie riflessioni, pensieri che poi invio, attraverso sms, ai miei amici… anche in tarda notte! Il pc ti permette di impaginare al meglio le tue idee e i tuoi scritti e di poterli più facilmente trasmettere via e-mail o via web.<br /> Forse mi sento più ispirato durante le ore notturne, ma se fosse per me resterei giornate intere in riva al mare. Amo il suono delle onde, amo osservare lo spettacolo della natura tra gli alberi dei boschi e nel mio romanzo si capisce come questi elementi siano di profonda ispirazione e riflessione anche per il protagonista Alex. Alcuni dei luoghi, in cui sono nate molte delle pagine del mio libro, sono stati proprio il mare della Liguria e della mia amata Puglia, i boschi del Gargano e uno splendido giardino genovese di una mia amica.</p><p>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?<br /> R) Ho iniziato a scrivere “Bianco e Nero” quando quel forte senso di liberazione di alcuni pensieri legati ad un preciso passato, ha iniziato a ribellarsi, a farsi sentire anche nei momenti più sereni, dove dovevano trovare spazio solo pensieri felici, ma questo non accadeva così durante l’estate 2010 ho pensato di dover rinchiudere alcune parti salienti di questi pensieri violenti in un libro, in una storia che potesse aiutarmi ad addomesticarli. Senza volerlo, mi son trovato tra le mani dei frammenti di scrittura, pagine intere che rispecchiavano alcune parentesi di vita di molte persone che tutt’oggi, durante la lettura del mio libro, rivedono personaggi, pensieri o situazioni che richiamano parte del loro stesso vissuto.</p><p>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</p><p dir="ltr">R) Ogni uomo ha in sé mondi. Quando si parla di mondi, mi viene in mente proprio il concetto di &#8220;sub-creazione&#8221; tanto caro a Tolkien. Nelle pagine del mio libro, non mi considero un creatore ma piuttosto un subcreatore dei fatti raccontati. Lo scrittore inglese riteneva che un autore di narrativa, per quanto la fantasia potesse portarlo lontano nella descrizione di ambienti, personaggi e avventure, è sempre e solo un umile servitore della verità che si cela nella realtà. Quindi, per me, raccontare una storia significa descrivere un piccolo o grande mondo con le sue più o meno nascoste verità.</p><p>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?<br /> R) Non ho una preferenza, credo che bisognerebbe parlare di esigenza. In questo periodo ho appuntato alcune idee su diversi racconti…</p><p>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</p><p dir="ltr">R) La differenza sostanziale la si trova nella stessa estensione. Il romanzo racconta con maggiori dettagli una storia moltiplicando spesso personaggi, luoghi ed intrecci. Il racconto punta ad un messaggio più immediato che si delinea, nasconde, evidenzia tra le pagine.</p><p>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</p><p dir="ltr">R) Chi mi osserva potrà notare un naturale ciuffo bianco tra i miei capelli bruni, adoro le fotografie in bianco e nero, la contrapposizione tra luce ed oscurità, tra ciò che è positivo e negativo, tra bene e male… Credo che questo titolo rispecchi me stesso sotto diversi aspetti. In ogni cosa, a questo mondo, bisognerebbe cercare quella parte che ci aiuti a sperimentare la consapevolezza di come ogni singola cosa accada per lasciare una traccia di sé.</p><p dir="ltr">BIANCO E NERO, però, non è la mia autobiografia come molti lettori hanno pensato, ma è la storia di una ricerca interiore che porterà, il protagonista Alex, a dover comprendere e ad amare tutte le sfumature di una vita che spesso è smossa dalle tempeste. Una storia a tratti poetica che tocca il cuore del lettore e che lascia spazio all’essenza delle piccole cose e di quei respiri così profondi che tracciano un affascinante e coinvolgente viaggio tra nascita, morte e rinnovamento.</p><p dir="ltr">Di me, in questo romanzo, ci sono le mie riflessioni, c’è quella parte più intima della mia stessa vita, quella che cattura e cura i sentimenti.</p><p>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?<br /> R) Per tutta l’estate del 2010 ho raccolto idee e pensieri, ma ho ufficialmente iniziato a scrivere BIANCO E NERO ad Ottobre 2010 e ho terminato la stesura a fine novembre. Il libro è poi stato pubblicato ad Aprile 2011.</p><p>D) Ha vinto premi letterari?<br /> R) Ho partecipato a numerosi concorsi letterari, vincendone alcuni di poesia e racconti brevi.</p><p>D) Crede nei premi letterari?<br /> R) Ho sperimentato, recentemente, anche la parte di giudice che credo sia una di quelle figure, più difficili da impersonare perché si è costretti a decretare dei vincitori e a scartare qualcuno, anche meritevole tra i tanti candidati. Il mio giudizio resta comunque positivo riguardo questi concorsi, perché se ben organizzati sono una buona vetrina per giovani autori.</p><p>Ha altri progetti in cantiere?</p><p dir="ltr">R) Oltre alle prossime presentazioni di BIANCO E NERO che si terranno fino a Maggio 2012, in diverse altre località d’Italia (Napoli, Firenze, Roma, Torino, ecc.) e alla continua promozione via web su diversi siti e social network, sto lavorando ad una serie di nuovi progetti e non soltanto editoriali. Uno dei prossimi libri si chiamerà “La Piscina delle Mamme (e scaloppine al vino bianco)”, questa volta desidero puntare sull’umorismo e su una storia che ha come protagoniste due anziane “mamme” straniere. Scrivere questo nuovo libro è stato come girare una serie televisiva e devo ringraziare il mio grande amico Erminio per avermi ispirato. Poi, tra le tante idee c’è una raccolta particolare di racconti brevi e il desiderio di poter incentivare la lettura tra i ragazzi, perché leggere significa arricchirsi di nuovi mondi, scoprire storie e comprendere, forse, un po’ di più la vita.</p></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-allo-scrittore-filippo-gigante/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Intervista allo scrittore Claudio Masciopinto</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-allo-scrittore-claudio-masciopinto/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-allo-scrittore-claudio-masciopinto/#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 Nov 2011 14:45:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Tommaso Maria Lovato</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Puglia]]></category> <category><![CDATA[Regione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4711</guid> <description><![CDATA[Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura. Mi chiamo Claudio e ho 22 anni. Sono appassionato di letteratura, filosofia e fumetti. La scrittura è per me un modo di essere me stesso e di condivere con gli altri i miei pensieri e le mie conoscenze. Qual è stato [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<pre><strong>Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura.</strong>
Mi chiamo Claudio e ho 22 anni. Sono appassionato di letteratura, filosofia e fumetti. La
scrittura è per me un modo di essere me stesso e di condivere con gli altri i miei pensieri e le mie
conoscenze.

<strong>Qual è stato il suo percorso di studi?</strong>
Sono laureato in Filosofia all’Università degli studi di Bari, sto proseguendo la mia carriera
accademica all’Università degli studi di Siena frequentando il corso di Laurea Magistrale in
Antropologia e linguaggi dell’immagine. Ho anche intenzione di frequentare dei Master.

<strong>Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</strong>
Fin da bambino mi divertivo a scrivere racconti d’avventura; con il passare del tempo, e con la
mia successiva maturazione, ho preso una diversa direzione approfondendo la scrittura divulgativa e
le tecniche del saggio.

<strong>In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</strong>
Per me scrivere è naturale, è una parte inscindibile di me, mi rende felice perché è uno
straordinario modo di comunicare, soprattutto verso i ragazzi, le mie conoscenze e le mie ricerche.

<strong>Quali sono i suoi libri del cuore?</strong>
Sono un accanito lettore di ogni genere; non un solo libro del cuore, ne ho molti.

<strong>E quelli che non leggerebbe mai?</strong>
Non ci sono libri che non leggerei mai, possono piacermi oppure no.

<strong>Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</strong>
Molti, fra cui cito: “L’uccello che girava le viti del mondo” di Murakami Haruki, “L’ultimo
giro di giostra” di Tiziano Terzani, “Il caso Cartesio”di Daniele Bondi e “L’eleganza del riccio” di
Barbery Muriel.

<strong>E quello che meno le è piaciuto?</strong>
Fortunatamente non ne ho mai trovato nessuno.

<strong>Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</strong>
Io apprezzo e ammiro molto la mia regione; adoro i suoi sapori, i suoi odori, la sua gente; e
spero di contribuire alla sua crescita.

<strong>Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</strong>
E’ un campo talmente nuovo e poco conosciuto per me che non penso di poterlo valutare
appieno.

<strong>Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</strong>
Nel panorama culturale italiano d’oggi c’è una bella schiera di giovani e studiosi che
propongono idee originali e lavori di qualità; certamente ciò che non mi piace e che spesso si punta
più sull’apparenza delle opere e degli autori, dettato dalle leggi di mercato.

<strong>Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</strong>
Sono arrivato alla pubblicazione dopo una revisione totale del lavoro, spinto dalla famiglia a
dagli amici, ho trovato una casa editrice che ha accettato di pubblicarlo.

<strong>Cinema: qual è il suo film preferito?</strong>
“Amici miei” di Mario Monicelli.

<strong>Musica: la canzone del cuore?</strong>
“Moonlight shadow” di Mike Oldfield

<strong>Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</strong>
No

<strong>Ritiene siano utili?</strong>
Puoi affinare e perfezionare la scrittura, ma certo bisogna nascere con il dono della creatività.

<strong>Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</strong>
Non saprei, è una cosa molto soggettiva.

<strong>Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone?</strong>
<strong>Segue “riti” particolari?</strong>
Scrivo al computer, riguardo il periodo esso varia a seconda del tempo che mi lascia libero lo
studio e il lavoro. Scrivo prevalentemente da solo, senza seguire alcun rito particolare, lasciandomi
guidare dal momento.

<strong>Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</strong>
E’ un lavoro iniziato con una tesi per l’esame di stato, e che ho poi approfondito durante gli
ultimi tre anni.

<strong>Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</strong>
Ho scelto come titolo “Il fumetto tra i banchi di scuola” perché mi rivolgo prevalentemente ai
giovani, proponendo loro la lettura di determinate opere a fumetti con cui approfondire tematiche
complesse come la filosofia, la letteratura, la satira, la storia contemporanea, la psicologia e il
giornalismo.

<strong>Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</strong>
Quattro anni.

<strong>Ha vinto premi letterari?</strong>
No

<strong>Crede nei premi letterari?</strong>
Dipende da situazione a situazione, certamente se fanno conoscere e confrontare gli autori
possono risultare utili.

<strong>Ha altri progetti in cantiere?</strong>
Ho in progetto di scrivere un altro saggio sui fumetti, e poi, chissà…..</pre><pre></pre><pre>(Novembre 2011)</pre>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-allo-scrittore-claudio-masciopinto/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista ad Andrea Mucciolo, Casa Editrice Galassia Arte</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-andrea-mucciolo-casa-editrice-galassia-arte/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-andrea-mucciolo-casa-editrice-galassia-arte/#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 Nov 2011 14:34:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Tommaso Maria Lovato</dc:creator> <category><![CDATA[Case editrici]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Lazio]]></category> <category><![CDATA[Regione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4704</guid> <description><![CDATA[DATI DELL'AZIENDA Nome: Edizioni Galassia Arte Regione nella quale si trova la sede: Lazio Email: edizioni@galassiaarte.it Aree di interesse: saggistica, manualistica, narrativa, poesia, libri tradotti. Persona da contattare: Andrea Mucciolo INTERVISTA ALL'EDITORE Quando è nata la vostra casa editrice? A metà del 2011. Qual è la vostra struttura redazionale? Al momento lavorano in redazione due [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<pre><strong>DATI DELL'AZIENDA</strong></pre><pre><strong>Nome:</strong> Edizioni Galassia Arte
<strong>Regione nella quale si trova la sede:</strong> Lazio
<strong>Email:</strong> edizioni@galassiaarte.it
<strong>Aree di interesse:</strong> saggistica, manualistica, narrativa, poesia, libri tradotti.
<strong>Persona da contattare:</strong> Andrea Mucciolo

<strong>INTERVISTA ALL'EDITORE</strong>

<strong>Quando è nata la vostra casa editrice?</strong>
A metà del 2011.

<strong>Qual è la vostra struttura redazionale?</strong>
Al momento lavorano in redazione due editor, una giornalista</pre><pre>che si occupa dell’ufficio stampa, un grafico e ovviamente il direttore editoriale.

<strong>Qual è la vostra politica editoriale?</strong>
Pubblichiamo un vasto genere di opere senza richiesta di contributo.

<strong>Come è cambiato il vostro lavoro negli anni?</strong>
Abbiamo appena iniziato, quindi non possiamo rispondere a questa domanda.

<strong>In quali settori si concentra la vostra attività? Saggistica, narrativa, poesia?</strong>
Soprattutto saggistica, un po’ meno la narrativa, mentre la poesia, pur valutandola, rappresenta un’eccezione.

<strong>Quali collane compongono il vostro catalogo?</strong>
Al momento abbiamo quattro collane: “Libri per scrittori”, dedicata ai manuali</pre><pre>di editoria e scrittura; “Voci e cori”, dedicata ai libri sul sociale, l’attualità e la politica;</pre><pre>“Formazione e società”, contenente testi di spessore riguardanti l’istruzione e l’educazione civica</pre><pre>e la collana “Parole dal Sol Levante”, dedicati ai libri di autori giapponesi.

<strong>Come è strutturata e gestita la distribuzione dei vostri libri?</strong>
Abbiamo diversi distributori che coprono tutto il territorio nazionale e che lavorano
anche con le Feltrinelli.

<strong>Quali servizi offrite ai vostri autori?</strong>
Editing, realizzazione grafica, ufficio stampa e distribuzione nazionale.

<strong>Quanti titoli avete pubblicato sinora?</strong>
Abbiamo sette titoli in catalogo.

<strong>Quali sono le principali difficoltà di chi fa l’editore oggi?</strong>
Vendere i libri, in quanto se ne pubblicano troppi.

<strong>Qual è il vostro modello di editore?</strong>
Nessuno, vogliamo creare un nostro personale modello di editoria.

<strong>Sintetizzi in tre parole lo spirito e gli obiettivi della sua casa editrice?</strong>
Dare al libro una vita vera, offrirgli anzitutto dignità, per poi farlo crescere assieme al
suo autore, attraverso un lungo e affascinante percorso.

Andrea Mucciolo, editore di Galassia Arte</pre>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-andrea-mucciolo-casa-editrice-galassia-arte/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista alla scrittrice Tiziana Cazziero</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-alla-scrittrice-tiziana-cazziero/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-alla-scrittrice-tiziana-cazziero/#comments</comments> <pubDate>Mon, 03 Oct 2011 13:35:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Tommaso Maria Lovato</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Sicilia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4594</guid> <description><![CDATA[D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Scrivere è sempre stato il mio modo di rapportarmi con il mondo. Da bambina adoravo scrivere lettere, avevo molti amici di penna sparsi in tutta Italia. Oggi c’è il computer ed è più facile comunicare e conoscere amici nuovi, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Scrivere è sempre stato il mio modo di rapportarmi con il mondo. Da bambina adoravo scrivere lettere, avevo molti amici di penna sparsi in tutta Italia. Oggi c’è il computer ed è più facile comunicare e conoscere amici nuovi, ma in passato non era così. A volte sento la mancanza della carta bianca, del suo profumo, dell’inchiostro della penna. Poi ho iniziato a scrivere poesie, ho una collezione che tengo ben custodita. Sono il mio contatto con l’adolescenza, le conservo ancor oggi gelosamente. Scrivere un romanzo è stato un passo che è arrivato successivamente. Ho avuto sempre una cavalcante fantasia, e un giorno quasi per caso, la storia ha quasi preso vita da sola. Un giorno mi sono messa al computer per poi alzarmi dopo aver messo la parola fine.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Mi sono diplomata Ragioniera. Desideravo laureami ma le vicende della vita non sempre ti permettono di realizzare tutti i tuoi desideri. Mi piace leggere e documentarmi, così negli anni ho cercato di colmare i vuoti della mia istruzione.</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Ero piccola, come detto scrivevo molte lettere, anche se non credo di poter individuare il momento esatto in cui ho iniziato. Per me è come se scrivessi da sempre.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) Scrivere è uno sfogo, un bisogno che nasce da dentro, un qualcosa che fa parte di me. E’ mettere nero su bianco le sensazioni che la vita ci offre.</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) Adoro Patricia Cornwell e tutti i suoi romanzi.</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) Nessuno, non credo che mi precluderei mai la possibilità di leggere un testo o un autore che non conosco.</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) Un libro che mi ha colpito molto è “Da quando non ci sei” di Candlish Louise.</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) I libri sono tutti frutto di conoscenza ed esperienza, non ricordo un libro in particolare che non mi sia piaciuto.</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) La mia terra la Sicilia è sinonimo di ospitalità e del cibo buono, ma di certo amo gli spazi aperti e soprattutto il mare, perdere il mio sguardo fino alla lunga linea dell’orizzonte, mi appaga ed è fonte continua ispirazione.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) Mi piace che il mondo dell’editoria si stia avvicinando sempre di più al mondo e ai giovani autori emergenti. Quello che purtroppo stona secondo me è lo snobismo delle grandi case editrici nei confronti dei piccoli autori e per gli esordienti in generale. Ci sono molti giovani autori che scrivono molto bene, ma non avendo un cognome conosciuto, sono costretti ad aspettare in un angolo che arrivi il loro momento, e che una casa editrice dia loro la possibilità di pubblicare un loro libro, così com’è successo a me.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) Credo che il fenomeno del favoritismo sia sempre dominante nella nostra cultura, questo è ciò che non mi piace. Invece negli ultimi anni ho notato un’inventiva sempre più entusiasmante nei confronti del piccolo, con un’attenzione verso le giovani promesse che forse possono arricchire la cultura del nostro paese.</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) E’ trascorso molto tempo, il mio libro ha aspettato pazientemente che arrivasse il suo momento, ma non ho mai smesso di avere fiducia in ciò che avevo creato. Ho spedito la mia storia a tante case editrici, nel 2010 però dopo tante proposte a pagamento e tanti no, ho deciso di auto pubblicare con il sito ilmiolibro.it, che dà una buona occasione per farsi conoscere, ma non è mai come avere una casa editrice. La Booksprint Edizioni ha risposto alla mia richiesta con una proposta di pubblicazione interessante. E’ trascorso del tempo prima di arrivare ad un accordo, ma alla fine questa casa editrice ha deciso di dare fiducia a me e al mio romanzo.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R)Sono cresciuta con Dirty Dancing e Greese, sono e rimangono i film ai sono molto legata.</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) Adoro la musica in generale, con un occhio particolare per quella italiana, Laura Pausini ed Eros Ramazzotti mi hanno fatto sognare e lo fanno tutt’oggi. Un titolo specifico non c’è.</p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) No.</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) Sinceramente io credo che la lettura sia la scuola migliore per gli aspiranti scrittori, fermo restando che scrivere, è un’arte che non si può imparare. Certo la grammatica e la sintassi sono cose ben diverse, ma questo è un altro discorso.</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Scrivo al computer, in qualsiasi ora del giorno, la notte la prendo per riposarmi. Spesso mi piace essere accompagnata in sottofondo dalla musica.</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Credo che la famosa ispirazione sia il segreto di tutta la scrittura.</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Condividere la mia fantasia, far vivere un mondo spesso irreale per avere la possibilità di sognare.</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Romanzo.</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Il racconto è un sogno breve, un flash che ti fa fantasticare per un periodo limitato nel tempo. Il romanzo invece è un qualcosa di più complesso, che ti rende partecipe della vita dei protagonisti, ti tiene incollato alle pagine per periodi sicuramente più lunghi, dove a fare la differenza sono i dettagli narrati nel romanzo.</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) Ho pensato ai personaggi principali ed è stato naturale individuarlo subito.</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) Quattro mesi per ultimare la prima stesura.</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) No, ma sono arrivata seconda ad un concorso per romanzi inediti con un libro che tengo ancora conservato nel mio cassetto.</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Sì, credo che siano una buona occasione per mettersi alla prova e crescere professionalmente, nonché per farsi conoscere.</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) Sì, tre libri che aspettano di essere ultimati.</p><p><em><br /> </em></p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-alla-scrittrice-tiziana-cazziero/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Donatella Canepa</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-donatella-canepa-2/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-donatella-canepa-2/#comments</comments> <pubDate>Wed, 10 Aug 2011 16:50:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Tommaso Maria Lovato</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4472</guid> <description><![CDATA[Intervista alla scrittrice Donatella Canepa Nome: Donatella Cognome: Canepa Regione di residenza: Emilia Romagna Email: donatellacanepa@gmail.com Intervista marzo 2011 D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Sono una musicista (chitarrista), suono vari generi, principalmente rock, hard rock e punk rock. Il mio primo racconto l’ho scritto [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista alla scrittrice Donatella Canepa</p><p>Nome: Donatella</p><p>Cognome: Canepa</p><p>Regione di residenza: Emilia Romagna</p><p>Email: donatellacanepa@gmail.com</p><p><strong>Intervista marzo 2011</strong></p><p style="text-align: left;"><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p style="text-align: left;">R) Sono una musicista (chitarrista), suono vari generi, principalmente rock, hard rock e punk rock. Il mio primo racconto l’ho scritto a 14-15 anni. Parlava di qualcosa che evidentemente raccontato in una canzona sarebbe stato forzato. Credo che mi sia venuto naturale scriverlo in prosa e scoprire così un&#8217;altra forma di comunicare le emozioni. Ritengo che la musica e la scrittura si completino a vicenda: la prima non ha costrizioni di metrica o di rima e può raccontare con le parole cose che in musica risulterebbero costrette, la seconda trasmette l’emozione laddove le parole non riescono ad arrivare. La musica comunque per me rimane la forma di comunicazione più pura e diretta: l’emozione (che sia positiva o negativa) colpisce l’ascoltatore e non ha bisogno di interpretazioni.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p style="text-align: left;">R) Ho frequentato il Liceo Scientifico</p><p style="text-align: left;"><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p style="text-align: left;">R) Ho iniziato a scrivere quasi quattro anni fa. La scrittura è una mia necessità. Non è il desiderio di un’escalation personale che mi spinge a scrivere: per me rappresenta una valvola di sfogo. Io scrivo soprattutto canzoni, ma ci sono cose che non è possibile raccontare attraverso le canzoni, queste cose hanno bisogno di prendere forma in maniera diversa: hanno bisogno di più spazio, di più tempo per essere metabolizzate e c’è bisogno che la colonna sonora su cui farle navigare la decida il lettore a seconda della sua interpretazione.</p><p style="text-align: left;"><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p style="text-align: left;">R) Quando ho un’emozione da raccontare, qualcosa di forte che sento ronzare dentro e non posso soffocare, prendo la penna o la chitarra e la scompongo in parole, nel caso della scrittura, o la traduco in suoni nel caso della musica.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p style="text-align: left;">R) Il libro che mi ha iniziato ad una lettura più consapevole è stato “Delitto e Castigo”. Mi ha fatto passare molte notti insonni, ma è un libro che porto nel cuore.</p><p style="text-align: left;"><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p style="text-align: left;">R) Non voglio pormi limitazioni. uiQQqqq    Quando decido di leggere un libro non seguo una logica, decido in base alle sensazione che provo al momento dell’acquisto ed alla musica che passa nella mia testa.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p style="text-align: left;">R) Post Office, Bukowski</p><p style="text-align: left;"><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p style="text-align: left;">R) Non saprei dirlo. Di solito se un libro non mi emoziona fin dalle prime pagine lo interrompo.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra</em></p><p style="text-align: left;">R) Parlo della Liguria, perché è lì che ho vissuto fino ad ora. È un rapporto di amore-odio. Io amo Genova, pur non avendoci mai vissuto. Ogni volta che scendo dal treno alla stazione di Brignole, provo una grossa emozione e la sensazione di essere a casa. È una città che racchiude qualcosa di misterioso e poetico all’interno dei suoi vicoli. È una città con un’anima. Non posso dire lo stesso di Chiavari, il mio paese. Mi ha sempre sconfortato l’idea di vivere lì, un po’ per la mancanza di sbocchi e di spazi culturali (soprattutto per ciò che riguardava l’ambito musicale), un po’ per il quieto vivere annoiato dei Chiavaresi.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p style="text-align: left;">R) La piccola e la media editoria dedicano molto spazio agli esordienti, ma purtroppo e quasi impossibile raggiungere le major senza avere un nome conosciuto.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p style="text-align: left;">R) Credo che la cultura stia passando un momento di forte crisi. Gli artisti faticano ad emergere e le risorse sono poche. Faccio un esempio per ciò che riguarda il mondo della musica, al quale sono più vicina. I talent show sono ormai l’unico modo per avere visibilità, sicuramente questo è molto riduttivo e spesso genera “fenomeni lampo” destinati ad essere dimenticati un pochi anni. In nomi sul piatto alla fine sono sempre i soliti tre. Non credo che ci sia un calo artistico da parte dei musicisti, credo che il problema sia nella produzione discografica che deve seguire le tendenze del momento, tendenze che variano al ritmo della società. Il pubblico sfugge, non riesce a dare all’arte il tempo che merita. Spesso si ascolta musica mentre si svolgono altre attività, mentre le canzoni faticano ad adeguarsi al “ritmo produttivo”, per questo bisogna comporre cose di facile ascolto e che non presuppongano una particolare attenzione. Credo che questo sia valido un po’ in tutti i campi.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p style="text-align: left;">R) Dopo aver visto in treno la pubblicità di una casa editrice che faceva della selezioni letterarie, feci una ricerca sul web e  vedendo che era necessario spedire semplicemente un’e-mail mi sono chiesta se fosse il caso di provare.  E’ successo tutto quasi per caso, non ho mai pensato realmente di voler pubblicare i miei racconti se non al momento della firma del contratto.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p style="text-align: left;">R) Ho un regista preferito, Kubrick, e quasi tutti i suoi film se la battono per il primo posto.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p style="text-align: left;">R) Da appassionata di musica sarebbe già molto difficile doverne scegliere cento. Dirò la canzone che passa nella mia testa in questo momento: Down South Jukin, Lynyrd Skynyrd</p><p style="text-align: left;"> <strong>Approfondimento: narrativa. </strong></p><p style="text-align: left;"><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p style="text-align: left;">R) No.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p style="text-align: left;">R) Non per il mio genere.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p style="text-align: left;">R) Riuscire ad accostare sempre le parole giuste per ottenere l’emozione. Mentre nel romanzo ci si può permettere qualche piccolo “calo”, nel racconto c’è bisogno di pesare ogni singola parola, quasi come in una canzone.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p style="text-align: left;">R) Di solito scrivo su carta, non per una questione di scelta, ma per comodità. Carta e penna le ho quasi sempre a portata di mano, e il tempo necessario per accendere il computer potrebbe giocare brutti scherzi: se non scrivo subito ciò che ho in testa mi sfugge facilmente! Non c’è un momento preciso della giornata in cui mi metto a scrivere, può succedere che mi venga un idea in qualsiasi situazione, persino in bicicletta o, come è già successo, in treno dove, non avendo altro a disposizione, mi sono arrangiata a scrivere con un evidenziatore in alcuni fazzoletti di carta. Posso dire che nella maggior parte dei casi mi capita di scrivere di notte, quando rielaboro la giornata e le emozioni provate. Molti ritengono che la notte accada quasi qualcosa di sovrannaturale che dà ispirazione all’artista, io credo invece in ciò che aveva detto Hemingway: “E&#8217; straordinariamente facile fare il superiore su ogni cosa di giorno, ma di notte è un&#8217;altra faccenda”. Quando scrivo non gradisco avere persone affianco, anzi è una vera è propria ossessione: nessuno deve vedere il mio racconto fino a quando non ho scritto l’ultimo punto. Può addirittura capitare che se qualcuno mi disturba durante la stesura butti nel cestino l’intero testo. È una cosa che i miei familiari faticano molto a capire.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p style="text-align: left;">R) Dalle emozioni. È una raccolta di emozioni. Io la definisco una raccolta di suoni ed odori dalla strada.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p style="text-align: left;">R) Raccontare qualcosa di me attraverso metafore e personaggi.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p style="text-align: left;">R) Nel racconto, credo che sia più adatto per ciò che voglio comunicare, più musicale in qualche modo. Ma non escludo di poter scrivere un romanzo in futuro.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p style="text-align: left;">R) Credo che il racconto, per la sua concisione, sia più adatto a raccontare un’emozione o comunque un concetto forte. Il romanzo è probabilmente più adatto a raccontare una storia ed a far “navigare” il lettore.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p style="text-align: left;">R) Credo che mi abbiano influenzato i dischi di Bob Dylan, Neil Young, i Rolling Stones… Mi ha sempre appassionato l’idea dell’ “on the road”, ho provato a vederlo in maniera metaforica. “All’area di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll” mi è sembrata la descrizione giusta per i miei racconti. Mi sono immaginata ferma all’area di servizio per un panino e la benzina a riflettere sulla parte di viaggio appena trascorsa. Le bombe sono le emozioni forti, i carramba tutto ciò che vuole trattenerci o incanalarci in qualche binario, il rock’n’roll è la colonna sonora, la linfa vitale.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p style="text-align: left;">R) due anni e mezzo circa</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) No.</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Possono essere un modo per pubblicizzare il proprio libro, niente di più.</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R)  Sì, ho molte cose in cantiere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-donatella-canepa-2/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Vincenza Lo Re</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-vincenza-lo-re/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-vincenza-lo-re/#comments</comments> <pubDate>Sun, 29 May 2011 13:15:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Sicilia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4443</guid> <description><![CDATA[Intervista alla scrittrice Vincenza Lo Re Nome: Vincenza Cognome: Lo Re Regione di residenza: Sicilia Email: vincenza_lore@libero.it Intervista 22/05/2011 D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R)Mi sono portata dentro il vissuto dell’infanzia e dell’adolescenza: le fratture dell’anima e le gioie più grandi. Poi il mio lavoro [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista alla scrittrice <strong>Vincenza Lo Re</strong></p><p>Nome: Vincenza<br /> Cognome: Lo Re<br /> Regione di residenza: Sicilia<br /> Email: <a href="mailto:vincenza_lore@libero.it">vincenza_lore@libero.it</a></p><p><strong>Intervista 22/05/2011</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R)Mi sono portata dentro il vissuto dell’infanzia e dell’adolescenza: le fratture dell’anima e le gioie più grandi. Poi il mio lavoro di pediatra e l’indole contemplativa hanno determinato l’inizio delle parole scritte</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R)Studi scientifici, un grande amore per la matematica e le scienze… e, da quando ho iniziato a leggere, tantissime storie narrate</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Ho iniziato a scrivere da ragazzina affidando ad un diario i miei pensieri solitari. Poi, le prime storie cercando di trasmettere al lettore curiosità, emozione e soprattutto convincimento, velocizzandomi man mano non solo sui tasti del computer.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) Plasmare chi ascolta, centrare l’obbiettivo, fondere passato, presente e futuro nell’infinito ‘di parole scritte.’</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) Tanti… per prediligerne alcuni. Prediligo autori come Cohelo, Falcones,Baricco, Manfredi, Redford e tanti altri</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) Libri porno e gialli</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) La cattedrale sul mare</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) non so</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) Amo la Sicilia ma amo nella stessa misura l’Italia e sono orgogliosa di essere nella zona di confine fra Europa, Asia e Africa… Sento questi popoli come fratelli e aggiungo a questo pensiero anche l’America e l’Oceania</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) La politica approssimativa, l’egoismo imperante e la mancanza creativa di molti giovani.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) Tanti scrittori meritano lo spazio delle testate giornalistiche e dell’alta editoria, ma non tutti…</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) Certamente con fatica! Ho inviato il mio testo a parecchie case editrici con distribuzione Messaggerie, Mondadori, PDE e, altre distribuzioni nazionali. Poi ho avuto tre risposte positive importanti. Ho firmato scegliendo la prima… non ero sicura che ne arrivavano altre due.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) Breveheart</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R)Uomini soli</p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) No, ma correggendo le bozze del mio libro ho imparato tanto</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) Si</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) Dare i giusti tempi al testo facendo scorrere la storia con gli obbiettivi preposti</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Prima scrivevo su carta, poi ho imparato a scrivere sul computer. Scrivo nei ritagli del mio tempo(sono nella vita di tutti i giorni una pediatra di famiglia) e quando ho l’ispirazione</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Un momento mistico</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Partecipare agli altri le mie emozioni</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Ho iniziato col racconto, spero di arrivare a scrivere dei romanzi</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?I</em>l racconto è più semplice, diciamo per principianti o per chi vuole realizzare un testo non troppo spesso come trama. Il romanzo se fatto bene è il massimo a cui può aspirare uno scrittore. Io per esempio adoro i romanzi storici ambientati nel medioevo.</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R)Nel mio momento mistico ho pensato che la strada diventa bianca perché battuta dai passi di un cammino… ecco perché il libro ha come titolo:LA STRADA BIANCA</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) Tre anni… con pause e momenti di fervida scrittura</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) Ho partecipato a dei premi… A fine giugno saprò se ho vinto</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Mi piace crederci</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R)Si, un romanzo storico ambientato nel medioevo fra la Sicilia e Gerusalemme</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-vincenza-lo-re/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Massimo Valentini</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-massimo-valentini/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-massimo-valentini/#comments</comments> <pubDate>Sun, 08 May 2011 12:09:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Calabria]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4414</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Massimo Valentini Nome: Massimo Cognome: Valentini Regione di residenza: Calabria Email: valentini.nde@libero.it Intervista Maggio 2011 D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Mi piace parlare di me stesso come di uno scrittore “rinato” perché cominciai a scrivere moltissimi anni fa, ma in qualità [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore <strong>Massimo Valentini</strong></p><p>Nome: Massimo<br /> Cognome: Valentini<br /> Regione di residenza: Calabria<br /> Email: <a href="mailto:valentini.nde@libero.it">valentini.nde@libero.it</a></p><p><strong>Intervista Maggio 2011</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Mi piace parlare di me stesso come di uno scrittore “rinato” perché cominciai a scrivere moltissimi anni fa, ma in qualità di “ nigra” per conto di una grossa realtà editoriale italiana. Poi, una decina di anni fa qualcuno che lavorava nell’ambito di una piccola realtà editoriale della mia zona lesse alcuni dei miei primi lavori e mi suggerì di pubblicare a mio nome quel che scrivevo. Da allora sono diventato scrittore reale, col mio nome e, ciò che più conta, senza mai pagare per pubblicare. La penna è la mia vita quotidiana, dato che in qualità di giornalista pubblicista ho collaborato con diverse testate locali come “Il Quotidiano della Calabria”, “Il domani di Cosenza e provincia”, “Edizione della Sera” e ho curato una mia rubrica sui libri per conto della versione on-line della rivista InScena Magazine. Adesso scrivo articoli di divulgazioni per alcune importanti riviste nazionali tra le quali “Il Giornale dei Misteri”, la più antica e prestigiosa rivista italiana di tutto ciò che a che fare con l’insolito.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Liceo Classico più una laurea in Lettere Moderne. Ma si può dire che studio sempre, occupandomi, per lavoro, di divulgazione scientifica e non su riviste specializzate come, ad esempio, “Il Giornale dei Misteri”.</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Quando ho cominciato a trasporre le mie fantasie su carta per non dimenticarle in seguito! Ero piccolissimo quando cominciai a scrivere quelli che a conti fatti erano veri e propri raccontini. Nel tempo quest’attività è diventata più matura e… eccomi qui!</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) La soddisfazione di un’esigenza primaria. A volte mi capita di sentire l’impulso a mettere su carta uno stato d’animo che non riesco a esprimere a parole. Ecco perché scrivo, perché altrimenti non saprei a spiegare a voce ciò che provo. La cosa mi risulta più semplice se lo racconto.</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) Tanti e decisamente troppi. Sono sempre stato un lettore onnivoro, anche se la mia inclinazione naturale è scientifica. La Fantascienza dei grandi classici non mi è sconosciuta ma non disdegno il Weird. Volendo limitare a un solo titolo per genere direi “La falce dei cieli” di Ursula Le Guin per la SF, i racconti incentrati sul personaggio puritano di Solomon Kane per il Fantastico e La saga di Ende “La storia Infinita” per il Fantasy. Senza disdegnare i libri di Matheson, Dick, Lem e tantissimi altri grandi nomi della letteratura mondiale.</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) Moccia, Faletti, Baricco, Meyer…</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) “Io sono leggenda”, di Richard Matheson</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) “Tre” di Melissa P.</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) Ci vivo, ma non mi sento cittadino solo del mio luogo natio, sa troppo di ghettizzazione. Come inclinazione sono un apolide e preferisco il pianeta Terra come mia Regione…</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) Il non rischiare più come si faceva un tempo di scommettere su titoli poco commerciali ma più artistici. Capisco che molti autori emergenti non siano usciti da un reality, ma non è che molti nomi noti sono poi queste gran cime. Perché, allora, non investire davvero su romanzi potenzialmente meno commerciali, ma innovativi? Dopotutto alle grandi CE il denaro non manca per produrre campagne a tappeto. E si sa che vendere è figlio del marketing, ma l’arte è figlia del cuore. Invece di tante risorse sprecate a pubblicare divette e divetti senza cervello un po’ più di cuore e meno di portafogli sarebbe una bella cosa.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) A costo di apparire impopolare il suo provincialismo. Al di là di una patina di modernità (a parole) a conti fatti preferiamo tutti le nostre tradizioni e non le integriamo con ciò che è nuovo. Per esempio, mi ha stupito il commento della responsabile di una libreria delle mie parti: non voleva esporre quello che all’epoca era il mio secondo libro, ambientato in Antartide, perché a suo dire i libri dei mie conterranei, per vendere, devono parlare sempre e solo dei nostri problemi. Bene, non è un male, ma se io scrivo abitualmente in modo anglosassone, perché devo essere discriminato rispetto a chi non lo fa? Non era colpa della signora in questione (quel libro si è venduto lo stesso in ALTRE librerie) ma del sistema. Poi vedi tutti con l’ultimo modello di iphone…</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) Per caso. Un giorno ho conosciuto il curatore di una collana relativa a una piccola casa editrice delle mie parti. Sapeva che scrivevo e ha voluto leggermi. Il mio lavoro di allora gli piacque e pochi mesi dopo nacque il mio primissimo libro, “Alfa e Omega”. Ora sono al quinto libro con una diversa casa editrice, stavolta del milanese, e posso affermare con orgoglio di non aver mai versato un euro per pubblicare. Sono contrario all’editoria a pagamento, per quanto sia una pratica legalissima e rispettabile. Penso, però, che ci sia più gusto a essere scelti per pubblicare e non a scegliere di pubblicare…</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) tanti, sono un cultore della Settima Arte. Diciamo che preferisco quelli trasposti da… libri, ma trasposti bene. “Le pagine della nostra vita”, tratto dall’omonimo romanzo di N. Sparks, è però nel mio cuore. Più di altri.</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) “Woman in love” della grandissima Barbra Streisand</p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) No!</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) Penso siano utili per affinare la tecnica ma penso anche che la strada, ossia la propria esperienza (leggere tantissimo, “sentire” la scrittura, confrontarsi dal vivo con altri autori) sia più importante. Una buona scuola di scrittura creativa è utile, invece, per affinare quanto già fa parte di te.</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) Sicuramente il dare vita a una storia che sia il più possibile originale e innovativa. Va bene ispirarsi ma non bisogna farlo troppo! L’arte vera non è una copia, mai!</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) In entrambi i modi. Un mio romanzo nasce come appunti sparsi su fogli di carta, a volte anche volanti, seguiti da altri appunti e altri ancora. Poi cancello gran parte del materiale (seccato!) e riscrivo al pc. Di notte o di giorno, spesso quando fuori piove perché adoro il rumore della pioggia che batte sui vetri, al mattino presto o quando sono in viaggio. Scrivo sempre e non lo faccio mai, ovunque e in nessun luogo. Se non ho carta né pc (magari in viaggio) a volte scrivo con la mente, cioè immagino, e ricordo quando devo per passarlo al pc. Dipende dal momento… ciò che conta è sognare e mettere su carta i miei sogni. Scrivo in solitudine, naturalmente. Scrivere è una cosa che non richiede un team di teste, ma una sola mente che lo immagina, un solo cuore che lo prova e una sola mano che lo realizza.</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Non ho idea di come sia nata! So solo che un bel giorno mi sono svegliato e la mia mente l’ha, come dire? Trovata! Da allora è diventata una cosa viva, fa parte di me.</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) piangere, ridere, gridare, sognare, immaginare, rattristarsi, provare piacere. Raccontare per me significa vivere emozioni e vite che non ho mai vissuto o che ho vissuto ma che dimenticato prima di porle su carta, fermandole nel tempo.</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) ho cominciato coi racconti di SF e ho continuato con quelli weird. Poi sono passato al romanzo di viaggio “Ultima Thule”. Ora il mio ultimo libro, “Gabbiani delle Stelle”, è composto da racconti a metà tra il Fantasy, il Fantastico e il Romantico. Ma il futuro mi riserva solo romanzi, anche piuttosto lunghi. Ne ho pronti due. Senza dimenticare il mio primo saggio che sarà dato alle stampe tra un anno circa.</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Il racconto serve per fermare il tempo nell’istantanea di una scena, di un’emozione, è uno schiaffo, è un bacio, il pensiero di un momento. Un romanzo è un pezzo di vita più lunga con più emozioni. Nessuno dei due è superiore all’altro, ma entrambi hanno un loro perché. So che in Italia molti preferiscono leggere romanzi ai racconti, ma è un errore. In realtà sono due facce della stessa medaglia ed entrambi sono complessi, semplici, meravigliosi o banali. Dipende da come lo scrivi e da chi li scrive!</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) “Gabbiani delle Stelle” è un po’ il mio marchio di fabbrica. Così si chiamava la mia prima poesia, così si chiamava la rubrica sui libri che curavo per la versione on-line della rivista InScena Magazine. Così si chiama il mio blog (<a href="http://www.gabbianidellestelle.blogspot.com/">www.gabbianidellestelle.blogspot.com</a>) e così si chiama il mio “avvertire” l’ispirazione. Una coppia di gabbiani che volano in un cielo infinito trapuntato di stelle e stillante sogni.</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) Venti giorni o quattro anni. Nel senso che i quattro racconti che lo compongono sono stati scritti ciascuno in circa venti giorni, ma a un anno di distanza uno dall’altro e poi riuniti perché legati, tra loro, dai… gabbiani delle stelle!</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) ho vinto premi nell’ambito del giornalismo come il premio “Crathis” nel 2007, ma non ho mai voluto partecipare ai concorsi. Mi annoiano.</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) non tantissimo. Credo non siano indicativi del valore di una storia. So di moltissimi libri decisamente insulsi vincitori di questo o quello. E ancora non capisco che meriti avrebbero. E poi i più grandi di sempre spesso non sono mai stati premiati… Strano, no?</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) sempre. Uno scrittore scrive sempre, altrimenti farebbe un’altra cosa, come dico nelle mie presentazioni. Io vivo di scrittura: scrivo articoli, faccio divulgazione, rispondo alle lettere, scrivo racconti e romanzi o butto giù idee. Al momento ho due romanzi inediti completi, uno dei quali in valutazione, un saggio in preparazione (pubblicato presumibilmente nel 2012) e appunti da scrivere per i miei prossimi romanzi. Oltre agli articoli, ovviamente.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-massimo-valentini/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Donatella Canepa</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-donatella-canepa/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-donatella-canepa/#comments</comments> <pubDate>Fri, 29 Apr 2011 15:24:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Donatella Canepa</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Liguria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4368</guid> <description><![CDATA[Intervista alla scrittrice Donatella Canepa Nome: Donatella Cognome: Canepa Regione di residenza: Emilia Romagna Email: donatellacanepa@gmail.com Intervista (marzo/2011) D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Sono una musicista (chitarrista), suono vari generi, principalmente rock, hard rock e punk rock. Il mio primo racconto l’ho scritto a [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista alla scrittrice Donatella Canepa</p><p>Nome: Donatella<br /> Cognome: Canepa<br /> Regione di residenza: Emilia Romagna<br /> Email: donatellacanepa@gmail.com</p><p><strong>Intervista (marzo/2011)</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Sono una musicista (chitarrista), suono vari generi, principalmente rock, hard rock e punk rock. Il mio primo racconto l’ho scritto a 14-15 anni. Parlava di qualcosa che evidentemente raccontato in una canzona sarebbe stato forzato. Credo che mi sia venuto naturale scriverlo in prosa e scoprire così un&#8217;altra forma di comunicare le emozioni. Ritengo che la musica e la scrittura si completino a vicenda: la prima non ha costrizioni di metrica o di rima e può raccontare con le parole cose che in musica risulterebbero costrette, la seconda trasmette l’emozione laddove le parole non riescono ad arrivare. La musica comunque per me rimane la forma di comunicazione più pura e diretta: l’emozione (che sia positiva o negativa) colpisce l’ascoltatore e non ha bisogno di interpretazioni.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Ho frequentato il Liceo Scientifico</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Ho iniziato a scrivere quasi quattro anni fa. La scrittura è una mia necessità. Non è il desiderio di un’escalation personale che mi spinge a scrivere: per me rappresenta una valvola di sfogo. Io scrivo soprattutto canzoni, ma ci sono cose che non è possibile raccontare attraverso le canzoni, queste cose hanno bisogno di prendere forma in maniera diversa: hanno bisogno di più spazio, di più tempo per essere metabolizzate e c’è bisogno che la colonna sonora su cui farle navigare la decida il lettore a seconda della sua interpretazione.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) Quando ho un’emozione da raccontare, qualcosa di forte che sento ronzare dentro e non posso soffocare, prendo la penna o la chitarra e la scompongo in parole, nel caso della scrittura, o la traduco in suoni nel caso della musica.</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) Il libro che mi ha iniziato ad una lettura più consapevole è stato “Delitto e Castigo”. Mi ha fatto passare molte notti insonni, ma è un libro che porto nel cuore.</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) Non voglio pormi limitazioni. uiQQqqq    Quando decido di leggere un libro non seguo una logica, decido in base alle sensazione che provo al momento dell’acquisto ed alla musica che passa nella mia testa.</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) Post Office, Bukowski</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) Non saprei dirlo. Di solito se un libro non mi emoziona fin dalle prime pagine lo interrompo.</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra</em></p><p>R) Parlo della Liguria, perché è lì che ho vissuto fino ad ora. È un rapporto di amore-odio. Io amo Genova, pur non avendoci mai vissuto. Ogni volta che scendo dal treno alla stazione di Brignole, provo una grossa emozione e la sensazione di essere a casa. È una città che racchiude qualcosa di misterioso e poetico all’interno dei suoi vicoli. È una città con un’anima. Non posso dire lo stesso di Chiavari, il mio paese. Mi ha sempre sconfortato l’idea di vivere lì, un po’ per la mancanza di sbocchi e di spazi culturali (soprattutto per ciò che riguardava l’ambito musicale), un po’ per il quieto vivere annoiato dei Chiavaresi.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) La piccola e la media editoria dedicano molto spazio agli esordienti, ma purtroppo e quasi impossibile raggiungere le major senza avere un nome conosciuto.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) Credo che la cultura stia passando un momento di forte crisi. Gli artisti faticano ad emergere e le risorse sono poche. Faccio un esempio per ciò che riguarda il mondo della musica, al quale sono più vicina. I talent show sono ormai l’unico modo per avere visibilità, sicuramente questo è molto riduttivo e spesso genera “fenomeni lampo” destinati ad essere dimenticati un pochi anni. In nomi sul piatto alla fine sono sempre i soliti tre. Non credo che ci sia un calo artistico da parte dei musicisti, credo che il problema sia nella produzione discografica che deve seguire le tendenze del momento, tendenze che variano al ritmo della società. Il pubblico sfugge, non riesce a dare all’arte il tempo che merita. Spesso si ascolta musica mentre si svolgono altre attività, mentre le canzoni faticano ad adeguarsi al “ritmo produttivo”, per questo bisogna comporre cose di facile ascolto e che non presuppongano una particolare attenzione. Credo che questo sia valido un po’ in tutti i campi.</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) Dopo aver visto in treno la pubblicità di una casa editrice che faceva della selezioni letterarie, feci una ricerca sul web e  vedendo che era necessario spedire semplicemente un’e mail mi sono chiesta se fosse il caso di provare.  E’ successo tutto quasi per caso, non ho mai pensato realmente di voler pubblicare i miei racconti se non al momento della firma del contratto.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) Ho un regista preferito, Kubrick, e quasi tutti i suoi film se la battono per il primo posto.</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) Da appassionata di musica sarebbe già molto difficile doverne scegliere cento. Dirò la canzone che passa nella mia testa in questo momento: Down South Jukin, Lynyrd Skynyrd</p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) No.</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) Non per il mio genere.</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) Riuscire ad accostare sempre le parole giuste per ottenere l’emozione. Mentre nel romanzo ci si può permettere qualche piccolo “calo”, nel racconto c’è bisogno di pesare ogni singola parola, quasi come in una canzone.</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Di solito scrivo su carta, non per una questione di scelta, ma per comodità. Carta e penna le ho quasi sempre a portata di mano, e il tempo necessario per accendere il computer potrebbe giocare brutti scherzi: se non scrivo subito ciò che ho in testa mi sfugge facilmente! Non c’è un momento preciso della giornata in cui mi metto a scrivere, può succedere che mi venga un idea in qualsiasi situazione, persino in bicicletta o, come è già successo, in treno dove, non avendo altro a disposizione, mi sono arrangiata a scrivere con un evidenziatore in alcuni fazzoletti di carta. Posso dire che nella maggior parte dei casi mi capita di scrivere di notte, quando rielaboro la giornata e le emozioni provate. Molti ritengono che la notte accada quasi qualcosa di sovrannaturale che dà ispirazione all’artista, io credo invece in ciò che aveva detto Hemingway: “E&#8217; straordinariamente facile fare il superiore su ogni cosa di giorno, ma di notte è un&#8217;altra faccenda”.</p><p>Quando scrivo non gradisco avere persone affianco, anzi è una vera è propria ossessione: nessuno deve vedere il mio racconto fino a quando non ho scritto l’ultimo punto. Può addirittura capitare che se qualcuno mi disturba durante la stesura butti nel cestino l’intero testo. È una cosa che i miei familiari faticano molto a capire.</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Dalle emozioni. È una raccolta di emozioni. Io la definisco una raccolta di suoni ed odori dalla strada.</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Raccontare qualcosa di me, attraverso metafore e personaggi.</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Nel racconto, credo che sia più adatto per ciò che voglio comunicare, più musicale in qualche modo. Ma non escludo di poter scrivere un romanzo in futuro.</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Credo che il racconto, per la sua concisione, sia più adatto a raccontare un’emozione o comunque un concetto forte. Il romanzo è probabilmente più adatto a raccontare una storia ed a far “navigare” il lettore.</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) Credo che mi abbiano influenzato i dischi di Bob Dylan, Neil Young, i Rolling Stones …</p><p>Mi ha sempre appassionato l’idea dell’ “on the road”, ho provato a vederlo in maniera metaforica. “All’area di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll” mi è sembrata la descrizione giusta per i miei racconti. Mi sono immaginata ferma all’area di servizio per un panino e la benzina a riflettere sulla parte di viaggio appena trascorsa. Le bombe sono le emozioni forti, i carramba tutto ciò che vuole trattenerci o incanalarci in qualche binario, il rock’n’roll è la colonna sonora, la linfa vitale.</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) due anni e mezzo circa</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) No.</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Possono essere un modo per pubblicizzare il proprio libro, niente di più.</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R)  Sì, ho molte cose in cantiere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-donatella-canepa/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista ad Andrea Blu</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-andrea-blu/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-andrea-blu/#comments</comments> <pubDate>Fri, 29 Apr 2011 15:17:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Valle D'Aosta]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4378</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Andrea Blu  Nome: Andrea Cognome: Blu Regione di residenza: Val d’Aosta Email: andrea.blu@live.it  Intervista (04/2011)   D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Parlare di se stessi è certamente una cosa difficile. Come identità fittizia resto dell’idea di essere nato dall’uovo, orfano di padre [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT">Intervista allo scrittore <strong>Andrea Blu</strong> </p><ul><li><div lang="it-IT">Nome: Andrea</div></li><li><div lang="it-IT">Cognome: Blu</div></li><li><div lang="it-IT">Regione di residenza: Val d’Aosta</div></li><li><div lang="it-IT">Email: <a href="mailto:andrea.blu@live.it">andrea.blu@live.it</a> </div></li></ul><p lang="it-IT">Intervista (04/2011)</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</p><p lang="it-IT">R) Parlare di se stessi è certamente una cosa difficile. Come identità fittizia resto dell’idea di essere nato dall’uovo, orfano di padre e di madre. Il mondo della scrittura mi ha sempre affascinato: ho sempre divorato tutto quello che trovavo di mio gusto e continuo a farlo.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Qual è stato il suo percorso di studi?</p><p lang="it-IT">R) Niente di attinente al mondo letterario in senso stretto. Mi piacciono il surrealismo, il Dada e Fluxus. Mi piace la casualità. Mi ritengo perciò un signor nessuno.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?</p><p lang="it-IT">R) Sull’arte dello scrivere si dicono troppe cose. Chi lo fa per cura, chi per ideologia, chi per riparazione, chi per ambizione. Io lo faccio per esibizionismo.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</p><p lang="it-IT">R) In termini umani scrivere non ha alcuna utilità. Se prendiamo per esempio Kafka, è chiaro che scrivere non rende felici né appagati, né si ha diritto di ricercare la propria felicità in un libro. Da un punto di vista psicologico, però, si crea un legame fra autore e pubblico, perché entrambi sono incapaci di agire materialmente nella realtà, e si soddisfano in altri modi.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Quali sono i suoi libri del cuore?</p><p lang="it-IT">R) Le opere integrali di Virginia Woolf, di Friedrich Nietzsche e qualunque tipo di letteratura da strada.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) E quelli che non leggerebbe mai?</p><p lang="it-IT">R) Gli autori contemporanei e di gran moda. Per Natale mi sono stati regalati due libri; sul primo era scritto: “Quattro edizioni in venti giorni. Il caso letterario dell’anno.” Sul secondo si recitava: “130.000 copie. Appena pubblicato scala la classifica dei bestseller.” Entrambi sono diventati legna da ardere per il mio caminetto immaginario.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</p><p lang="it-IT">R) Pasto nudo di Burroughs.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) E quello che meno le è piaciuto?</p><p lang="it-IT">R) Sulla strada di Kerouac. E me ne assumo la piena responsabilità.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</p><p lang="it-IT">R) Non esiste alcun rapporto con la mia regione e la mia terra. Scrivere può essere inutile, ma perlomeno dev’essere universale. L’unità di tempo e di spazio non fa per me.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</p><p lang="it-IT">R) L’editoria italiana è divisa in due: la parte sovrastante e la parte sottostante. A me piace la seconda, perché è più vicina alla strada.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</p><p lang="it-IT">R) Servirebbe un intervento di qualche pagina sul panorama culturale italiano di oggi. Prendo in prestito una scritto di Immanuel Casto: “Non capisco perché la cultura contemporanea debba essere così noiosa. Si organizzano tante rassegne, che di per sé potrebbero essere interessanti, ma alla fine sono noiose. Spesso quando assisto a una proiezione di video-arte mi annoio. Spesso se vado a vedere una performance di ricerca a teatro mi annoio. Spesso se prendo parte ad un concerto di musica sperimentale mi annoio. Spesso se vado a vedere una mostra mi annoio. A meno che la mostra sia in un contesto esclusivo. In quel caso passo la prima ora a sentirmi chic, e poi mi annoio. Così torno a casa a vedere la televisione. [...] La televisione è un elemento determinante belle nostra società ed ignorarla, per quanto possa giovare, significa non essere in grado di comprendere il proprio contesto culturale. La televisione non può essere noiosa, perché si può cambiare canale. Il tempo è il nuovo oro e la noia è lo sperpero maggiore.”</p><p lang="it-IT">Al termine di questo lunghissimo intervento una parola sola che le esaurisce tutte: qualunquismo.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</p><p lang="it-IT">R) Tramite Alessandra di Gregorio, l’unica che ha creduto in questo testo. Ho avuto almeno una decina di rifiuti o domande cadute nel nulla.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Cinema: qual è il suo film preferito?</p><p lang="it-IT">R) Velvet Goldmine</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Musica: la canzone del cuore?</p><p lang="it-IT">R) Bohemian Rhapsody</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</p><p lang="it-IT">R) Assolutamente no.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Ritiene siano utili?</p><p lang="it-IT">R) No. L’arte è istinto.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</p><p lang="it-IT">R) Non esistono aspetti complessi: è risaputo che alle persone piacciono le cose semplici.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</p><p lang="it-IT">R) Scrivo su entrambi, di giorno e di notte. Gli scrittori che scrivono in gruppo o fra altre persone non sono scrittori e, in ogni caso, non prendono sul serio il loro lavoro.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</p><p lang="it-IT">R) Per sfogo, per esibizionismo, e soprattutto per bisogno ed elaborazione.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</p><p lang="it-IT">R) Non significa assolutamente niente. Non mi pongo mai domande del genere: perché scrivo? Quale è il mio target di pubblico? Cosa capirà la gente di questa storia e dei suoi significati? Una storia, se ha un qualche valore, può essere letta in migliaia di modi, e nessuno di essi potrebbe essere giusto. Occorre distinguere fra forma e contenuto. Spesso alcuni romanzi hanno contenuti ottimi e forme pessime; in genere, sul contenuto non si dovrebbe discutere, sulla forma sì.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</p><p lang="it-IT">R) A volte mi alzo e ho in testa qualcosa di lungo, a volte qualcosa di breve. Mi si rimprovera spesso tenere in eccessiva considerazione la seconda tipologia.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</p><p lang="it-IT">R) Il racconto non è altro che un romanzo in potenza. Non si può dire che siano padre e figlio, o fratello e sorella: il racconto è piuttosto un seme che, se fosse caduto in un terreno adatto, o fosse stato piantato in condizioni climatiche favorevoli, sarebbe diventato una pianta alta, e non un cespuglio.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</p><p lang="it-IT">R) L’ho scelto il primo Gennaio 2010 attraverso una lunga esegesi di stampo antropologico nella storia dell’arte del Novecento. In genere mi piacciono le parole di Battiato e gli avverbi. Antimateria fa riferimento a un’opera di Gallizio del 1959 e all’Internazionale Situazionista teorizzata da Guy Debord nel 1967.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</p><p lang="it-IT">R) Circa 45 secondi.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Ha vinto premi letterari?</p><p lang="it-IT">R) No.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">D) Crede nei premi letterari?</p><p lang="it-IT">R) Solo in quelli gratuiti che rilasciano cospicui premi in denaro.</p><p lang="it-IT"> </p><p lang="it-IT">Ha altri progetti in cantiere?</p><p lang="it-IT">R) Nessuno. Ci sono tempi dedicati ad assorbire ed altri in cui si espelle. Gli scrittori o sedicenti tali che sfornano un libro ogni due anni si fanno guidare dalla pressione e non dalle conoscenze acquisite. I risultati di queste sovrastrutture temporali sono evidenti per tutti. Sono orgoglioso di dire che la mia testa, adesso, è una tabula rasa.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-andrea-blu/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Ornella Lodin</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-ornella-lodin/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-ornella-lodin/#comments</comments> <pubDate>Wed, 27 Apr 2011 21:09:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Sicilia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4342</guid> <description><![CDATA[Intervista alla scrittrice Ornella Lodin Nome: Ornella Cognome: Lodin Regione di residenza: Sicilia Email: carmilla46@yahoo.it Intervista Aprile, 2011 D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Amo vivere la vita, osservare quanto intorno mi accade accompagnata dalla musica, sempre, come colonna sonora del mio quotidiano. Non ho [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista alla scrittrice <strong>Ornella Lodin</strong></p><p>Nome: Ornella<br /> Cognome: Lodin<br /> Regione di residenza: Sicilia<br /> Email: <a href="mailto:carmilla46@yahoo.it">carmilla46@yahoo.it</a></p><p><strong>Intervista Aprile, 2011</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Amo vivere la vita, osservare quanto intorno mi accade accompagnata dalla musica, sempre, come colonna sonora del mio quotidiano. Non ho mai un atteggiamento passivo, presto sempre orecchio alle storie di chi mi capita di incontrare: non esistono storie banali. Ho iniziato a “scrivere” ad otto anni, delineando quello che in futuro sarebbe stato il mio stile: prima persona, introspettivo, un cinismo e un’ironia spesso sopra le righe. Poi sono seguiti gli immancabili versi, ed i versi, col tempo, si sono fatti nuovamente parole.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Ho frequentato il Liceo Scientifico, sia per tradizione di famiglia, sia perché la matematica è un grande amore. Mi sono laureata in Filosofia, dal momento che il pensiero è legato a concetti matematici e per il mio secondo amore: la storia. A pensarci bene, i miei scritti “privati” sono uno spaccato storiografico di questi tempi moderni.</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Come già detto, ad otto anni. Il mio è un vero e proprio bisogno fisiologico.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) Indurre alla riflessione</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) Eh, l’elenco è troppo lungo e le tematiche troppo svariate tra loro. Potrei dire Cime Tempestose in lingua originale, che leggo ogni estate, e Il Fuoco di D’Annunzio.</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) Mai dire mai…</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) La zia marchesa</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) La bussola d’oro</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) Viscerale. Io sono nata ad Augusta, un’isola nell’isola, nelle mie vene scorre mare.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) C’è molta più libertà d’espressione. Cosa non mi piace? Che si tenda a pubblicare e sponsorizzare testi di nomi famosi, scritti da “autori fantasma”, a discapito di esordienti spesso molto più meritevoli.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) Esiste ancora un panorama culturale in Italia?</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) Come quasi tutti al giorno d’oggi: partecipazione a concorso e proposta editoriale.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) Orlando</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) “Attualmente”, Dinah and the beautiful blue</p><p lang="en-US"> </p><p lang="en-US"> </p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) No, ma sono autrice e direttrice di corsi del genere per adulti e bambini</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) Sì, nella misura in cui chi vi prende parte non pretenda di diventare “uno scrittore” frequentandone uno. Bisogna fare palestra prima: aver letto molto e continuare a leggere.</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) Non costruire una trama, ma lasciare che questa venga fuori da sé, che siano i personaggi a “raccontartela”, e questo, spesso, richiede molto tempo…</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Carta, computer, retro degli scontrini… alba, tramonto, notte inoltrata, pieno giorno… sul bus, sotto un albero… ogni momento è ideale se mi viene su un passaggio che voglio fissare. Riti? Decisamente no, se non teniamo in considerazione che comunque abbia bisogno della musica per comporre</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Prendo spunto da ciò che accade nella mia realtà e in quella di chi mi sta intorno, l’idea non nasce, viene fuori da sè</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Sviluppare un senso critico e uno spunto di riflessione, di identificazione o totale distacco, in chi la legge</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Entrambi</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Il racconto è una polaroid, un unico fotogramma completo; il romanzo è un intero album fotografico, un’insieme di fotogrammi concatenati.</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) E’ la storia che ti dice come vuole essere chiamata…</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) Un mese per la prima bozza. Nove anni di gestazione in un cassetto. E poi la seconda bozza definitiva dopo aver vissuto esperienze per me nuove.</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) Premi no, concorsi sì.</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Dipende da che tipo di premio si parla…</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) Sempre, il mio cantiere è sempre in evoluzione e al lavoro.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-ornella-lodin/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Marco Perrone</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-marco-perrone/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-marco-perrone/#comments</comments> <pubDate>Sun, 20 Mar 2011 13:08:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4290</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Marco Perrone Nome: Marco Cognome: Perrone Regione di residenza: Piemonte Email: perrone_marco@libero.it Intervista (mese/anno) Marzo 2011 D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Del tutto casuale; non avevo mai scritto nulla fino al dicembre 2009, quando, partecipando ad una conferenza di carattere esoterico, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore <strong>Marco Perrone</strong><span id="more-4290"></span></p><p>Nome: Marco<br /> Cognome: Perrone<br /> Regione di residenza: Piemonte<br /> Email: <a href="mailto:perrone_marco@libero.it">perrone_marco@libero.it</a></p><p><strong>Intervista (mese/anno) Marzo 2011</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Del tutto casuale; non avevo mai scritto nulla fino al dicembre 2009, quando, partecipando ad una conferenza di carattere esoterico, all’improvviso mi si è accesa una “lampadina”, ed ho incominciato a scrivere una novella breve, mia opera prima.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Laurea in Scienze Geologiche</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Appunto nel dicembre 2009, per soddisfare un impulso spirituale molto impellente.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) Scrivere quello che ho scritto mi ha dato grandi emozioni, le stesse che spero di trasmettere ai lettori.</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) Tutta la produzione di Giovannino Guareschi.</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) Mai porre limiti alla propria conoscenza!</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) “L’ingrediente segreto” di Heinz Beck</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) In genere faccio letture molto mirate.</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) Ottimo, e non potrebbe essere altrimenti.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) Non mi piace che tutti scrivano libri, anche quelli che non hanno nulla da dire.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) Non mi piace il culto dell’apparire, la superficialità dilagante, la prostituzione intellettuale.</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) Mandando il manoscritto alla Casa Editrice Albatros, da cui è stato selezionato.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) 2001 Odissea nello spazio</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) Tutta la produzione di Fabrizio De Andrè</p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) no</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) penso di si, tanto è vero che il mio stile lascia molto a desiderare, ma non avevo il tempo materiale, scrivendo, di dilungarmi in lunghe descrizioni di ambienti e personaggi.</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) Penso che gli autori affermati si dilunghino troppo in descrizioni a volte superflue che non fanno altro che appesantire il filo del discorso e la narrazione dei fatti. Sembra quasi che siano pagati in base al numero delle pagine scritte.</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Scrivo al computer, giorno e notte, non ha importanza, in rigorosa solitudine, solo in presenza della dovuta “ispirazione”.</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Partecipando ad una conferenza di carattere esoterico; il relatore ci informava del fatto che tutti i più grandi movimenti esoterici, i Rosacroce, i Teosofi, hanno annunciato il ritorno dello Spirito del Cristo sulla Terra; allora io mi sono domandato quale società troverebbe ai giorni nostri ed in quali situazioni verrebbe coinvolto.</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Ho scritto il mio racconto breve quasi in stato di “trance” , passando da un livello di coscienza ad un altro, rincorrendo le idee che sgorgavano come un fiume in piena dalla “saggezza” del mio cuore. Mi sono emozionato più volte, durante la stesura.</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Racconto</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Per come la vedo io, il racconto è più immediato, senza “fronzoli”, descrive ne più ne meno i fatti, il romanzo si avvale maggiormente di descrizioni di ambienti, personaggi secondari, sensazioni e situazioni non fondamentali per la comprensione dei fatti narrati.</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) La terza alba è l’alba di Risurrezione, al terzo giorno.</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) Un paio di mesi</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) no, stà uscendo solo ora.</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) si, ma non vorrei fossero pilotati da interessi editoriali.</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) Ho già pronto il seguito, ma la sua pubblicazione dipende ancora da molti fattori.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-marco-perrone/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Gioacchino De Padova</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-gioacchino-de-padova/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-gioacchino-de-padova/#comments</comments> <pubDate>Mon, 31 Jan 2011 11:16:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Gioacchino De Padova</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Italia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=3832</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Gioacchino De Padova Nome: Gioacchino Cognome: De Padova Regione di residenza: Lombardia Email: gcdepa@tiscali.it Intervista (Novembre 2010) D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R)La passione per la scrittura è nata dopo avere letto tanto. Sono attratto da diversi generi, ma ho una predilezione [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore <strong>Gioacchino</strong> <strong>De</strong> <strong>Padova</strong><span id="more-3832"></span></p><p>Nome: Gioacchino<br /> Cognome: De Padova<br /> Regione di residenza: Lombardia<br /> Email: <a href="mailto:gcdepa@tiscali.it">gcdepa@tiscali.it</a></p><p><strong>Intervista (Novembre 2010)</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R)La passione per la scrittura è nata dopo avere letto tanto. Sono attratto da diversi generi, ma ho una predilezione per la narrativa giallo noir. Col tempo, mi sono sempre più dedicato a questo genere, sia come scrittore che come lettore.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R)Diploma di maturità scientifica e laurea in medicina, conseguita nel 1993.</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Sono arrivato a scrivere molto tardi, quando avevo già 37 anni, ma ho sempre avuto la passione per la narrativa e mi è sempre piaciuto leggere. Ho iniziato a scrivere dopo essere diventato padre per la prima volta. Ma all’inizio è nato tutto quasi come un gioco, come un modo per mettermi alla prova in qualcosa di nuovo.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R)Adesso è diventata un’esigenza. Scrivere mi aiuta a liberare la mente da storie e personaggi che spesso prendono possesso dei miei pensieri. E’ diventata una necessità, un’esigenza interiore, oltre che un modo per comunicare quello che sento di voler trasmettere.</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R)Ce ne sono tanti, ma ne cito tre, scritti da alcuni dei miei autori preferiti. Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia. Arrivederci amore ciao di Massimo Carlotto. Demasiado corazon di Pino Cacucci.</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R)Non mi piace fare nomi, ma diciamo che ce ne sono parecchi che non leggerai mai. In linea di massima si tratta di tutti quei romanzi che tendono a banalizzare esperienze di vita e sentimenti, costruendo storie preconfezionate, fatte ad uso e consumo di chi tenderà a riconoscersi facilmente.</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R)Ce ne sono diversi, ma ne cito uno che mi è capitato di leggere recentemente: Les Italiens di Enrico Pandiani.</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R)E’ un libro con una valenza metaforica straordinaria e che solo per questo merita di essere considerato un classico. Ma devo dire che ho davvero fatto tanta fatica a terminare di leggerlo, perché a tratti è veramente un po’ pesante. Mi sto riferendo a “Il processo” di Franz Kafka.</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) Mi considero italiano e credo di essere un esempio tipico di come l’Italia sia una nazione in cui è molto difficile, oltre che insensato, creare separazioni e barriere.  Ho origini pugliesi, sono nato in Liguria e vivo da oltre quarant’anni nella stessa città, nel nord Italia. Ma non saprei dire cosa possa aver influito maggiormente nella mia formazione umana, tra le mie origini e l’ambiente in cui sono cresciuto. Devo dire che non ho un rapporto molto stretto con la città in cui vivo, nel senso che tendo a non sentire tanto questo cordone ombelicale. Preferisco considerarmi italiano nella sua accezione più ampia, che spero diventi sempre meno campanilistica e sempre più europea. Però considero la città in cui vivo un porto tranquillo, verso il quale nutro anche affetto. Spesso quando scrivo, immagino una piccola cittadina di provincia in cui ambientare le mie storie. E quasi sempre immagino la mia città.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R)Le cose che non mi piacciono sono tante. Non mi piace lo strapotere di alcuni editori su tutti gli altri. La distribuzione è cannibalizzata da pochi editori che spesso nei loro cataloghi offrono prodotti di qualità molto discutibile. Non mi piace la ristrettezza delle proposte, mi sembra che l’editoria sia troppo chiusa all’interno di un bacino di autori già affermati che non sempre hanno qualcosa di interessante da dire. Non mi piace che le logiche di mercato siano tanto prevalenti a scapito dei contenuti e della voglia di proporre qualcosa di più originale. Non mi piace l’arroganza con cui vengono spesso trattati gli autori, specie quelli poco conosciuti. Non mi piace la mancanza di prospettiva, il proporre in prevalenza quello che sai già in partenza di poter vendere con facilità. Con prodotti spesso troppo stereotipati e con questo tipo di mentalità non c’è poi da stupirsi se si vendono pochi libri o se i lettori sono pochi e spesso rimangono delusi.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R)Mi piacciono la creatività e l’inventiva italiane, che  sono davvero uniche e fanno sì che nel panorama culturale italiano, anche nei momenti più bui, ci siano sempre delle proposte interessanti. Non mi piace l’atmosfera paludata e decadente che spesso si respira in molte rassegne culturali come in molti premi letterari. Mi annoia terribilmente e penso che sia uno dei motivi per cui molte persone si sentono poco attratte e poco coinvolte dalle iniziative culturali</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R)Dopo numerosi invii dei miei manoscritti a editori che in molti casi non hanno nemmeno risposto, mi è capitato di partecipare a un concorso per opere inedite. A seguito di questa partecipazione mi è stato proposto dall’editore un contratto di pubblicazione che non prevedeva alcun tipo di onere da parte mia. Ho accettato, sapendo bene che si tratta di una possibilità che non capita proprio tutti i giorni.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R)Ce ne sono tanti, ma forse il ricordo più indelebile mi è rimasto per “C’era una volta in America”. Un film che io considero a tutti gli effetti una grande opera noir. Ci aggiungerei anche “Il cacciatore”. E non sarà difficile intuire chi sia il mio attore preferito.</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R)Anche qui è difficile la scelta, ma direi “La canzone di Marinella” di Fabrizio De Andrè.  Non credo esista una canzone dove il cuore sia stato cantato con la stessa intensità.</p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R)No</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R)Non lo so, ma non credo siano molto utili. Penso che il modo migliore per migliorare il proprio modo di scrivere sia semplicemente quello di leggere il più possibile. Confrontare con spirito critico il proprio modo di scrivere con quello di autori già affermati. E poi lavorare molto sui propri testi, revisionandoli parecchie volte, anche a distanza di molto tempo dalla prima stesura. In tutto questo credo che un corso di scrittura possa aiutare soltanto in parte, tutto il resto ognuno deve farlo da sé. Considerando i costi, quindi, penso che servano molto a chi li organizza e poco a chi li frequenta.</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R)Forse l’aspetto più complesso è quello di creare una trama che possa interessare e coinvolgere il lettore. Ma anche la caratterizzazione dei personaggi è una procedura molto delicata. I personaggi devono sembrare reali, se il lettore li percepisce poco spontanei, rischia di perdere interesse anche per la storia. Poi ci sono le parti puramente descrittive che sono anch’esse difficili. Se si esagera si rischia di annoiare il lettore. Se si corre troppo, il lettore perde dei punti di riferimenti che potrebbero rivelarsi preziosi per farlo immedesimare nel contesto. Insomma, è tutto piuttosto complesso e impegnativo. Sicuramente l’esercizio e l’esperienza possono essere di aiuto. Ma per farne, è pur vero che bisogna scrivere tanto.</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Scrivo al computer, da solo. No, non seguo nessun rito. Di solito scrivo di notte o in altri momenti in cui sono libero da impegni di lavoro e di famiglia, vale a dire non molto spesso. Però mi capita spesso di pensare a quello che ho intenzione di scrivere. Costruisco la trama nella mente ancora prima di scrivere l’opera al computer. In genere sono pensieri che mi fanno compagnia mentre guido, quindi per diverse ore nell’arco della giornata.</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Inizialmente l’idea era quella di trattare alcuni temi particolarmente delicati e purtroppo di attualità, quali il bullismo e la violenza tra i ragazzi, oltre a quella sulle donne. Attorno a questi temi ho costruito una trama noir. Nel tempo ho ampliato la trama, costruendo attorno alla struttura principale del romanzo diverse ramificazioni che rendessero l’opera più corposa. E ho delineato meglio i personaggi principali, cercando di renderli il più possibile realistici.</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R)Per me raccontare una storia vuol dire principalmente comunicare qualcosa attraverso la storia che sto raccontando. Ma non si tratta di messaggi o di esternazioni. A volte il mio pensiero emerge con chiarezza, altre volte mi limito a rappresentare delle situazioni verosimili sulle quali riflettere. L’intento principale è proprio quello di indurre il lettore a operare delle riflessioni. Mi interessa che si ponga delle domande, di fronte alle quali ognuno poi darà le proprie risposte.</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R)Mi procurano soddisfazione entrambi. Il racconto è più facile da gestire, non necessita di trame molto articolate ed è meno faticoso. Però va curato molto, perché in poche cartelle anche i dettagli diventano molto importanti. Per scrivere un romanzo, invece, devi costruire una storia più corposa che tenga e non faccia acqua da tutte le parti. Inoltre è necessario caratterizzare i personaggi ancora di più che in un racconto. In linea di massima, il romanzo ti fa sudare molto di più. Ma alla fine, se sei riuscito a costruire una storia e dei personaggi credibili, credo che possa dare anche molta più soddisfazione.</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R)Il racconto non necessita di molti ingredienti. Di solito si basa su una storia, che può anche essere molto breve. A volte addirittura può mancare anche quella. Al suo posto può esserci la descrizione di qualche personaggio che dia un senso al racconto. Talvolta può essere costruito attorno alle riflessioni dell’autore, riguardanti qualche episodio di cui sia stato testimone . Per realizzare un romanzo, invece, ci vogliono diversi componenti. La trama deve necessariamente essere molto più articolata. E i personaggi devono essere caratterizzati in modo più capillare, al punto da renderli quasi familiari al lettore.</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R)Il romanzo si intitola &#8220;Il rispetto della legge&#8221;. E’ stato pubblicato a Settembre, dall’editore Edigiò. Ho scelto il titolo prendendo spunto da una frase significativa, tratta da un dialogo che compare verso la fine del romanzo. Ma non posso dire di più perché rischierei di svelare troppo.</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R)Ho impiegato circa sei mesi. Ma dopo avere terminato di scriverlo, ho continuato a revisionarlo periodicamente, ancora per molto tempo.</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R)Mi sono classificato nei primi posti, in diversi premi letterari per racconti e romanzi inediti.</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R)Credo che i premi letterari per inediti possano offrire ad un autore agli esordi una possibilità di pubblicazione. E per un autore sconosciuto di possibilità non ce ne sono molte altre. Se invece mi devo esprimere sulla trasparenza dei premi letterari, allora non saprei. Ma penso che, con l’aumentare della posta in palio, aumenti anche il rischio che i premi letterari siano sempre meno trasparenti. Esattamente come succede in ogni altro ambito della vita, purtroppo.</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R)Nei miei cassetti ci sono diverse opere ancora inedite, che periodicamente rileggo e sulle quali opero spesso piccole modifiche. Ci sono anche diversi canovacci di storie che aspettano di essere tradotte in romanzi. I progetti sui quali lavorare quindi non mi mancano. Quello che a volte si fatica a trovare, invece, sono il tempo e l’energia per iniziare un nuovo progetto.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-gioacchino-de-padova/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Sonia Ferraro</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-sonia-ferraro/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-sonia-ferraro/#comments</comments> <pubDate>Sun, 30 Jan 2011 13:26:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Lombardia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=3996</guid> <description><![CDATA[Intervista alla scrittrice Sonia Ferraro Nome: Sonia Cognome: Ferraro Regione di residenza: Milano Email: sonia.ferraro@live.it Intervista D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Ho sempre amato scrivere, anche se la dislessia che mi ha afflitto da bambina sembrava volesse sminuire il mio forte interesse, creandomi vari [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista alla scrittrice <strong>Sonia</strong> <strong>Ferraro</strong><span id="more-3996"></span></p><p>Nome: Sonia<br /> Cognome: Ferraro<br /> Regione di residenza: Milano<br /> Email: <a href="mailto:sonia.ferraro@live.it">sonia.ferraro@live.it</a></p><p><strong>Intervista </strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Ho sempre amato scrivere, anche se la dislessia che mi ha afflitto da bambina sembrava volesse sminuire il mio forte interesse, creandomi vari problematiche. A 8 anni scrissi per puro svago, e in seguito feci interpretare in forma teatrale da una compagna di scuola e da mia sorella, il mio primo racconto “Le due stagioni”, spettacolo che veniva presentato nelle case di ognuno, a turno. L’idea mi è piaciuta così tanto da scrivere altre storie teatrali, facendovi partecipare come attori vicini e amici.”La pantera rosa contro i fantasmi”,”Paure di buon Natale”,”La nascita di Gesù”,etc.. furono recite che venivano interpretate a casa di ognuno dei bimbi partecipanti, avendo come spettatori i rispettivi parenti. Un successo per me e la mia autostima. Il mio scompenso nella scrittura aveva una compensazione nella mia persona, riuscivo in modo quasi naturale a rendere i miei attori-compagni-amici, tanti quanto erano gli interpreti, partecipi totalmente; disposti in modo ipnotico a imparare e ripetere i manoscritti. Si figuri il lavoro certosino, ma naturalmente pieno di errori, che ognuno vedeva come se fosse stato scritto in modo chiaro e nessuno mi ha mai sminuita o solo fatto delle obiezioni. Un miracolo oserei dire. Poi, verso i 10 anni, mi fu regalata una macchina da scrivere e le fotocopie furono il mio secondo interesse, diminuiva il lavoro d’amanuense.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Mi sono laureata in Scienze dell’Educazione nel 1999. Poi ho provato il concorso regionale, l’ultimo in Calabria, classe A36 e ho conseguito l’abilitazione all’insegnamento di Filosofia e Psicologia nel 2000. Nel 2004, per un mio interesse personale, ho frequentato, dopo aver superato le prove di ammissione, un corso di Perfezionamento in Criminologia. La mia attenzione allora era legato al mondo dei giovani, al passaggio dal comportamento a rischio a quello deviante e infine alla criminalità, passaggi che si è rivelano molto complessi nella loro semplicità. Il lavoro invece mi ha portato a conoscere ed interessarmi a tutta l’età evolutiva e in particolar modo alle persone diversamente abili, cosa che non faceva parte minimamente delle miei prospettive e che invece mi ha dato tanto, anche nell’arricchire i miei interessi precedenti. Ho lavorato nel campo del sociale e come educatore in strutture per portatori di handicap e ragazzi difficili, rimanendo però legata al mondo dell’età evolutiva e con lavori saltuari nei nidi d’infanzia e presso scuole secondarie superiori, come insegnante di Filosofia. Le conoscenza psicopedagogiche teoriche e pratiche mi sono tornate utili come docente in corsi per adulti e/o per adolescenti, finanziati da vari enti(regione,comune,istituti scolastici,etc.) o da agenzie non profit. Oggi mi dedico per lo più ai miei figli e lavoro saltuariamente per chiamata.</p><p><em>D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Come le ho già detto, mentre frequentavo le scuole elementari, per pura curiosità, volevo riprodurre negli scritti il suono della parola, che non riuscivo personalmente ad esplicare in modo corretto, se non nella mia mente, ed è stata proprio questo a dare il suo contributo silenzioso. Le “parole alate” di Ellen, parole scritte per me!</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) Rappresenta il mio essere, in particolar modo il mio passato accompagnato dalla dislessia, un tempo non molto conosciuta, ma sicuramente il motivo fondamentale della mia ricerca del possibile nel vita quotidiana.</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) “1984”, di George Orwell, è il mio preferito in assoluto, ma anche di Aldous Huxley “Il mondo nuovo. Ritorno al mondo nuovo”, di Isaac Asimov “Tutti i miei robot”, di Franz Kafka “I racconti”. Fra gli autori che apprezzo vi sono Banana Yoshimoto e Paulo Coelho, (entrambi offrono letture leggere, pur se con stili diversi), Italo Calvino”, Edgar Allan Poe, Stephen King, Umberto Eco, Isaac Bashevis Singer, Hillman , Bergson, Jean-Paul Sartre e altri. Di tutti questi vari autori posso dire che a volte mi appassiono a come comunica con le parole lo scrittore e mi gusto tutti i suoi libri, altre volte ne apprezzo e ricordo solo qualche testo e il resto va in sordina o, come dico, nel dimenticatoio.</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) I libri che scelgo mi devono dare forti emozioni e/o esprimere in modo colorato e chiaro vissuti di vita reali o immaginati. La copertina può suggestionarmi molto e viene sempre prima e dopo la trama del libro. I gialli li ho letti, ma non sono il mio genere.</p><p>Non credo cmq che esistano libri da non leggere, lo sentirei come un limite, dunque se mi propongono un libro, lo leggo e mi piace se posso compiacermi alla fine di averlo sottovalutato.</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R)Ho riletto quello di Eric Arthur Blair, si firmava George Orwell, che, come ho già detto, è il mio preferito: “1984”. Proposto invece dal mio compagno, quello di Isaac Asimov “Tutti i miei robot”, l’ho trovato di incredibile portata, sia come idea del futuro, sia come rappresentazione umana e/o umanoide di criteri di verità falsati e imposti, nell’indifferenza delle condizione esistenziali universali. Il più coinvolgente dei racconti è per me “Luciscultura”, l’essenza dell’idea del diverso e/o del portatore di handicap, con le sue inevitabili conclusioni, ossia l’incomprensione, legata a una società incongruente.</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) Come le ho detto mi piace compiacermi di aver sottovalutato alcuni libri, quello che non mi è piaciuto non lo ricordo, va nel dimenticatoio. Mia madre mi ha proposto il libro di Bevilacqua “L’occhio del gatto”e, le dirò, non mi ha colpito subito. L’ho ritenuto pesante come lettura, ma, verso la metà del libro, piano, piano si è svegliato in me, come se fosse entrata di sorpresa, ed era invece maturata in ogni pagina, la comprensione di una trama molto oltre l’immaginario, sofisticata nella sua genuina umanità.</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R)E’ il luogo dei miei più cari ricordi, fra cui vi sono, in modo particolare, la figura di nonna Caterina e anche di mio zio Piero. Purtroppo, quando alla mia terra, vedo la vulnerabilità di una regione caratterizzata da una immensa ricchezza umana e ambientale.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) La crescita dall’editoria moderna a quella multimediale è fonte di aspettative forse troppo al di là rispetto alle possibilità reali. Parallelamente la distribuzione e visibilità di un libro, non tanto dell’autore, sono ancora all’inizio. Questo vuole dire che, se non si trovano le linee guida per pubblicizzare un libro, si verifica l’annullamento del prodotto stesso, anche nei casi di opere condivisibili e accettabili. Di conseguenza, non tutti riescono a far conoscere il proprio talento, che è rappresentato dal libro stesso.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) Non mi piace l’opportunismo dilagante e la mancanza concreta d’ideali comuni, che diano all’azione un orizzonte nuovo, un processo di comprensione da portare avanti di continuo, nel rispetto di sé e dell’altro.</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) Dopo la morte mia nonna Caterina. Lei era entusiasta dei miei racconti e mi diceva che valeva la pena leggerli. Mi permetteva di essere me stessa, almeno in quel frangente. Non avevo più la possibilità di vedere i miei scritti prendere vita tramite le recite, dopo le medie tutto era cambiato, c’erano per me nuove e incombenti responsabilità, per un orgoglio che non sono mai riuscita a mettere da parte. Mia nonna era per me un nuovo modo di avere un pubblico e sentirmi partecipe delle sue emozione.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) Nel mio ricordo non può che essere la saga di Guerre Stellari e La storia infinita, in ordine di proiezione, poi ve ne sono tanti altri, sia comici che drammatici:.”La vita è bella” di Benigni, “La storia più pazza del mondo” di Mel Brooks, “Fantasmi a Roma” di Antonio Pietrangeli e via continuando.</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) Secondo me sono il testo, la musica e gli arrangiamenti che contribuiscono a rendere speciale una canzone. Il mio poeta preferito è in assoluto Fabrizio De Andrè da quando ero in fasce, se posso dirlo. Piaceva ai miei, sono cresciuta ascoltandolo. Poi c’è Guccini e mi verrebbe da citare il testo di “Don Chisciotte”, ora che ne parlo, ma ne potrei citare altre di sue canzoni. Poi devo ricordare per forza Giorgio Gaber e qui vai a scegliere un testo; non dimentichiamo Elio, possiamo ridere in anticipo pensando alle sue espressioni, i miei figli lo adorano; di Silvestri, il mio testo preferito è “Il mio nemico” mentre dei Queen è il loro “Who wants to live forever”,e via discorrendo. Potrei fare riferimento anche a Gianni Togni con il testo di ”Luna” o a “Extraterrestre” di Eugenio Finardi. Quanto ai linguaggi musicali, mi piace soprattutto il jazz, libero e a volte provocatorio. Sono stata educata al jazz anche ascoltando le composizioni di mio zio, Piero Cusato, a casa di mia nonna, che è sempre stata la mia seconda casa.</p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) No</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) Non lo so, non ne ho mai fatti, forse un giorno ne farò e sarà di certo una mia scelta, dettata da un nuovo incipit. Il mio vissuto scolastico mi ha lasciato un senso di inappropriato con cui ho dovuto sempre fare i conti, tale che non ho più voluto imporre regole, neppure quando ho insegnato. Credo nella volontà e nelle diverse capacità di ognuno. I vincoli mi hanno delegittimata. Ho però un ottimo ricordo della mia professoressa d’italiano delle medie, lei ha dato vita all’idea di libertà espressiva, al di là delle problematiche semiotiche e grammaticali.</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) L’autore stesso.</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Scrivo su carta da sempre, poi trascrivo sul computer; da bambina lo facevo con la macchina da scrivere, regalatami un natale da mia madre. L’ispirazione non segue linnee prefissate, è un momento inaspettato, in cui senti di doverti esprime o solo un desiderio di riproporre una esperienza vissuta e/o viverla per coinvolgerti e/o voler inconsciamente coinvolgere di nuovo. Sono quel tipo di persona che se vede un tramonto si incanta, ma se non ha qualcuno vicino per poi discuterne le sembra di aver perso metà della mela. Un peccato è tale se è completo!</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Il desiderio di sentire chiaramente quella voce che ti viene da dentro come vissuto introspettivo, coinvolgendo il più possibile l’essere umano in quanto tale.</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Viverla, anche quando non è riferita necessariamente a me.</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Il racconto lascia fresca la fantasia e permette una nuovo utilizzo.</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Il racconto scava dentro la semantica dell’autore e cerca di riproporsi in continuazione con sfaccettature diverse, invece il romanzo è impostato, ben strutturato, non può essere modificato se non dal ricordo del lettore, comporta per l’autore una responsabilità considerevole come impegno personale; non di meno il racconto, ma trovo con un maggiore respiro.</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) Casualmente …</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) Anni forse, non è stato un impegno continuativo, non c’era l’idea di pubblicare, l’ho maturata solo successivamente.</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) Non mi sono ancora cimentata in concorsi, ma in futuro vedrò, non è da scartare.</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Si, se possono dare visibilità al libro</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) Nel libro “…e bussammo alla porta del Lupo”, l’editore mi ha permesso d’inserire alcuni dei miei prossimi racconti.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-sonia-ferraro/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista ad Alessandra Mancini</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-alessandra-mancini/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-alessandra-mancini/#comments</comments> <pubDate>Mon, 24 Jan 2011 13:39:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Toscana]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=3977</guid> <description><![CDATA[Intervista alla scrittrice Alessandra Mancini Nome: Alessandra Cognome: Mancini Regione di residenza: Toscana Email: alesere_m@libero.it Intervista (gennaio 2011) D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Il mio approccio al mondo della scrittura è stato per pura necessità: laurearsi con la Prof. più esigente, mettere nero su [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista alla scrittrice <strong>Alessandra</strong> <strong>Mancini</strong><span id="more-3977"></span></p><p>Nome: Alessandra<br /> Cognome: Mancini<br /> Regione di residenza: Toscana<br /> Email: <a href="mailto:alesere_m@libero.it">alesere_m@libero.it</a></p><p><strong>Intervista (gennaio 2011)</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Il mio approccio al mondo della scrittura è stato per pura necessità: laurearsi con la Prof. più esigente, mettere nero su bianco le esperienze professionali, avere qualcosa da comunicare che fosse alla portata di un pubblico.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Diploma all’istituto magistrale, laurea in scienze dell’educazione, diploma universitario c/o facoltà di scienze della formazione primaria.</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Adoro le ricerche d’archivio e le interviste: fin dal diploma, non mi sono mai accontentata dei libri di testo, ho sempre avuto la curiosità di ricercare alla fonte, da qui la necessità di mettere insieme ed analizzare i risultati delle mie ricerche.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) Narrare se stessi e il proprio rapporto col mondo: non si può scrivere ciò che non percepiamo con i nostri sensi.</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) Le saghe di Harry Potter e di Millennium.</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) Nessuno.</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) “La vita in comune” di Letizia Muratori.</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) “Ti amo bastardo” di Luciana Littizzetto.</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) Per lavoro mi sono spostata frequentemente nella mia regione, ho conosciuto la gente di giorno, nella vita di tutti i giorni, e tutte le persone mi sono rimaste nel cuore.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) Adoro le case editrici attente, che selezionano con passione i libri che pubblicano. Non sopporto che vengano concesse licenze per pubblicare su internet interi libri: l’i-pad potrebbe significare la fine del libro cartaceo e non lo ammetto.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) Mi piace che tutti abbiano la possibilità di scrivere e comunicare. Ci sono più possibilità per tutti ma, altra faccia della medaglia, purtroppo alcune case editrici pubblicano testi tautologici al solo scopo commerciale.</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) Mi sono presentata all’editore ed era interessato.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) “Romanzo criminale” di Michele Placido.</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) “Giudizi universali” di Samuele Bersani.</p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) No.</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) Sì. Servono ad imparare le tecniche appropriate per le varie tipologie di testo.</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) Utilizzare un linguaggio diverso per i diversi generi.</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Scrivo al computer, di notte, in solitudine e silenzio. Se scrivo di giorno lo faccio con sottofondo di musica rock o classica.</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Me lo hanno chiesto e sono rimasta affascinata da ciò che ho scoperto del personaggio di cui tratto.</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Mettere il lettore in condizione di riflettere sui suoi risvolti. La piena comprensione deve avvenire in seguito, come dico io “a digestione lenta”.</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Col racconto, perché finora non ho mai scritto di narrativa.</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Il racconto nasce da un insieme di sensazioni rielaborate nel presente. Per scrivere un romanzo bisogna avere il coraggio di raccontare qualcosa con cui ci siamo relazionati in un arco temporale di anni passati: è necessario confrontarsi sia con eventi positivi che negativi.</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) Di getto.</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) Due anni.</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) No.</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Sì. Più che per il premio in se stesso, per la possibilità di avere un confronto.</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) Scrivere sulle mie esperienze pedagogiche.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-alessandra-mancini/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista ad Ario Gnudi</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-ario-gnudi/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-ario-gnudi/#comments</comments> <pubDate>Fri, 07 Jan 2011 18:37:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=3924</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Ario Gnudi Nome: ARIO Cognome: GNUDI Regione di residenza: EMILIA ROMAGNA Email: ario.gnudi@tiscali.it Intervista (Gennaio 2011) D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Sono un medico sessantaseienne che, dopo una vita lavorativa interamente trascorsa nell’ambito della Sanità Pubblica, prima a livello ministeriale, poi [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore <strong>Ario Gnudi<span id="more-3924"></span></strong></p><p>Nome: ARIO<br /> Cognome: GNUDI<br /> Regione di residenza: EMILIA ROMAGNA<br /> Email: <a href="mailto:ario.gnudi@tiscali.it">ario.gnudi@tiscali.it</a></p><p><strong>Intervista (Gennaio 2011)</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Sono un medico sessantaseienne che, dopo una vita lavorativa interamente trascorsa nell’ambito della Sanità Pubblica, prima a livello ministeriale, poi regionale, infine nelle ASL (ho diretto per anni un distretto socio sanitario), ha deciso di andarsene anticipatamente in pensione perché stufo di vedere i malati, sempre più Pazienti e sempre meno Persone, costantemente collocati dal sistema nelle ultime posizioni della filiera sanitaria, dopo le carriere dei primari, i tagli di bilancio, le apparecchiature obsolete, l’invasione della politica, e via così. Sono sempre stato un divoratore di libri e mi hanno sempre affascinato gli scrittori che, quale che fosse la storia proposta, dialogavano con il lettore, lo rendevano partecipe del romanzo, coinvolgendolo pagina dopo pagina, ed è questa la molla che mi ha indotto a prendere la penna in mano. Mi sono chiesto: ne sarò capace? Saprò far entrare i miei potenziali lettori in una plaza de toros di Madrid ovvero in una sala da biliardo di Luino, così come hanno fatto con me Ernest Hemingway o Piero Chiara? Ho voluto provarci.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Liceo Scientifico Statale, Università degli Studi di Bologna.</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Dopo qualche anno speso al riequilibrio di me stesso (cessazione dell’attività lavorativa, separazione, divorzio, trasferimento in provincia con una nuova compagna), ho trovato l’assetto giusto grazie anche ad una compagnia di vecchi ragazzi della mia età che, come me, amano lo stare insieme, la musica, il cinema, lo sport (praticato, compatibilmente con l’anagrafe, e non allo stadio o in tv), il che mi ha fatto ricordare il clima dei nostri anni verdi, con la sua musica inimitabile, con il suo cinema ineguagliabile, con quel mix di speranza e di fiducia che assaporavi in ogni momento della tua giornata non solo perché eri giovane, ma perché capivi che si andava formando un tipo di società che ti faceva sperare nel domani, perché te lo stavi costruendo oggi.</p><p>Ho voluto quindi provare a descrivere tutto ciò, avvalendomi del mio percorso di vita nell’arco di dieci anni fondamentali di quel periodo.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) Cercare di rendere partecipi gli altri delle proprie emozioni e riuscirci.</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) Tutti i classici italiani e americani della formazione culturale di tutta una generazione: Pavese, Cassola, Chiara, Bassani, Bevilacqua, Gadda, Pasolini, Hemingway, Steinbeck, Faulkner, Fitzgerald, Miller, Masters, Updike, ecc…</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) Certi “giovani” che oggi vanno per la maggiore (che comunque ho cercato di leggere): Moccia, Brizzi, Scarpa, Brown, Follett, Pennac, ecc…</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) Il Profumo, di Süskind.</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) Stabat Mater, di Scarpa</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) Fondamentale. Non riuscirei a scrivere in un contesto diverso. Mi sento molto in sintonia con un altro scrittore delle mie parti, Claudio Bolognini, che ho letto, mi piace e conoscerei volentieri.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) Mi piace il fatto che, grazie a innumerevoli iniziative editoriali, moltissime delle quali anche su internet, quasi tutti coloro che oggi abbiano la voglia (e il coraggio) di pubblicare un libro, e siamo in tanti, lo possano fare. E’ certo che in una miniera così vasta e profonda ogni tanto brilla una gemma, il problema è vederla, riconoscerla e saperla cogliere. Non mi piace il fatto che, chi ha la possibilità (e la fortuna) di pubblicare con un grosso editore, se non ha scritto una “boiata pazzesca” (come diceva il buon Fantozzi), ha davanti a sé una strada sicura, spianata verso i premi letterari, apparizioni nei mass media e celebrazioni di tutti i tipi, mentre gli altri, abbiano pur scritto una nuova Divina Commedia, se la devono sudare in termini di visibilità e riconoscimenti.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) Mi piace la cultura sussurrata, non ostentata, quella vera, che riconosci solo quando ci incappi incidentalmente, perché è l’esatto contrario del modo in cui viene praticata oggigiorno. Viceversa non mi piace quella urlata, pressappochista, “n’dò cojo, cojo”, come si dice a Roma, che nel panorama odierno trasuda da ogni giornale, canale tv, sito internet. Da sempre resto affascinato anche dalle operazioni più semplici, tipo quella di piantare un chiodo per esempio, purché mi renda conto che chi lo fa è un vero esperto della materia. La mia sensazione è che oggi in molti maneggino il martello, ma di chiodi diritti ne vadano giù pochini.</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) Per caso. Mia moglie, molto più giovane di me e curiosa come ogni donna di saperne di più sul proprio uomo, a mia insaputa ha spedito i primi capitoli a un editore locale, ed è stato l’inizio di questo tormento.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) Qui siamo nel mio campo (potrei scriverci un altro libro): diciamo, per brevità, le opere dei tre massimi registi di ogni tempo: Leone, Wilder, Kubrick, senza dimenticare Fellini, Bergman, Monicelli, Truffaut, Risi, Peckinpah, Salvatores, Tarantino, ecc…</p><p>Volendo poi esprimere comunque delle preferenze, ne cito solo tre:</p><ol><li><strong>C’era una volta il west </strong>– il miglior western di tutti i tempi ( con buona pace di John Ford e John Wayne). Sontuoso nei paesaggi, nella colonna sonora, nelle battute (fulminanti), nella scelta degli attori, nella trama, nei primi piani, nei costumi, nei dettagli storici.</li><li><strong>A qualcuno piace caldo</strong> – la miglior comedy di tutti i tempi. Strepitosi gli attori (geniale il doppio ruolo di Lemmon e Curtis), galattica Marilyn, rigorosa l’ambientazione anni ’20, storiche le battute, perfetto il biancoenero (bianchissime le ghette del gangster “Ghette”, nerissima l’ultima notte dove “nessuno è perfetto”).</li><li><strong>Orizzonti di gloria</strong> – la miglior opera antimilitaristica di tutti i tempi. Perfetta l’ambientazione I° guerra mondiale (con tutto quel fango), assoluta la ricostruzione degli ambienti e delle mentalità militari dell’epoca ( geniale l’interpretazione cinico/buonista di Adolphe Menjou), angosciante e commovente il canto finale dei sopravvissuti.</li></ol><p> </p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) Altra mia passione. Diciamo tutta la musica, italiana e non, anni ’50, ’60, ’70 (dal rock al beat, passando per i cantautori italiani). Anche qui, volendo fare delle citazioni, elenco brevemente:</p><p>Anni ’50 – in italiano: <strong>Resta cu’ mme</strong>, di Domenico Modugno, una delle più belle canzoni d’amore di sempre, scritta da un pugliese nella lingua ufficiale della musica italiana, che è il dialetto napoletano.</p><p>In inglese: <strong>Only you</strong>, dei Platters, con cui è iniziata l’epoca della musica “terzinata”.</p><p>Anni ’60 – in italiano: <strong>Sapore di sale</strong>, di Gino Paoli, perché rende perfettamente l’atmosfera di quel periodo: il mare, le ragazze, la spensieratezza, i problemi lungi da venire, quanto allora c’era di meglio nella vita.</p><p>In inglese: <strong>Yesterday</strong>, dei Beatles, forse la canzone più bella di tutti i tempi, e non aggiungo altro.</p><p>Anni ’70 – in italiano: <strong>La canzone del sole</strong>, di Lucio Battisti, una poesia minimalista in musica: le biciclette abbandonate, le tue calzette rosse, e la cantina buia dove noi…</p><p>In inglese: <strong>Imagine</strong>, di John Lennon, anche questa una poesia musicale, di ben altro spessore, da nobel per la pace.</p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) No</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) Non più di tanto, credo di più nel talento individuale.</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) Scrivere è più semplice che narrare, il che consiste nel porre il lettore nella condizione di vivere il tuo racconto, ma non è per niente facile.</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Al computer, da solo, di notte. Credo che solamente così si crei l’atmosfera giusta per calarsi nelle storie che si vogliono raccontare.</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Un po’ per noia e un po’ per non morir, come dice il poeta. Battute a parte, mi sono ritrovato con parecchio tempo libero e con la necessità di “mantenere lubrificate le sinapsi neuronali”, come dicono i miei colleghi. Il ricordo degli anni verdi ha fatto il resto.</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Trasmettere emozioni. Non solo a quelli che c’erano o potevano esserci, ma soprattutto a quelli che non c’erano.</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Con il racconto. Che deve essere necessariamente romanzato.</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Il romanzo è una storia inventata che può sembrare anche vera, il racconto è una storia vera che può sembrare anche inventata.</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) Mi è rimasta impressa la frase: “L’adolescenza è come un anello di fumo, sorge di colpo incerta ma bella, rifulge un istante sorridendo, poi lentamente si sfalda e svanisce nel nulla”. Ne ringrazio pubblicamente lo sconosciuto autore.</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) Dall’autunno 2006 a Natale 2007.</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) No</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Credo di più nelle grosse case editrici.</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) Sì. Un racconto (o un romanzo?) sul sistema sanitario italiano, ospedaliero in particolare, che sto scrivendo e che ho intitolato provvisoriamente “Corsie ad ostacoli”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-ario-gnudi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Filomeno Cafagna</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-filomeno-cafagna/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-filomeno-cafagna/#comments</comments> <pubDate>Mon, 03 Jan 2011 15:03:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=3913</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Filomeno Cafagna Nome: Filomeno Cognome: Cafagna Regione di residenza: Puglia Email: cafagna69@interfree.it Intervista (dicembre/2010) D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Cosa dire… Sono una normalissima persona, sottufficiale della Marina Militare sposato e padre di tre figli con varie passioni tra cui spiccano [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore <strong>Filomeno</strong> <strong>Cafagna</strong><span id="more-3913"></span></p><p>Nome: Filomeno<br /> Cognome: Cafagna<br /> Regione di residenza: Puglia<br /> Email: cafagna69@interfree.it</p><p><strong>Intervista (dicembre/2010)</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Cosa dire… Sono una normalissima persona, sottufficiale della Marina Militare sposato e padre di tre figli con varie passioni tra cui spiccano la lettura e l’intrinseca brama di conoscenza, nonchè la rievocazione storica infatti faccio parte dell’Associazione storico culturale Trani Tradizioni che, a Trani, nel mese di agosto organizza la Settimana Medievale nell’ambito della quale vengono poste in essere le rievocazioni de La Notte dei Templari e Il Matrimonio di Re Manfredi. E’ stato durante una passata edizione de La Notte dei Templari che conosco lo scrittore Domenico Valente divenendone amico. Durante il corso di questa amicizia egli mi chiede di commentare la sua opera La Follia omicida di una donna fantasma che faccio con molto piacere. Una volta espletato tale compito nasce in me il desiderio di misurarmi con la scrittura in modo da poter dimostrare, non solo a me stesso, di non essere capace solo di commentare ma anche di fare.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Il mio è stato un normale corso di studi fino al 1987 con il conseguimento dell’ammissione alla quinta classe dell’Istituto Professionale per le Attività Marinare ma a settembre dello stesso anno anziché trovarmi tra i banchi del su menzionato istituto mi sono assiso tra i banchi della scuola sottufficiali della Marina Militare di Taranto iniziando il mio percorso lavorativo. Il diploma di scuola secondaria superiore lo conseguirò nel 2003.</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) ho cominciato a luglio del 1988 scrivendo poesie per “colpire” il cuore di una ragazza che poi ha deciso di onorarmi concedendomi innanzi a Dio il 1 agosto 1992 la sua mano, ma a farlo seriamente ho iniziato il 19 giugno del 2009 dopo aver inviato, come già precedentemente detto, il mio commento all’opera di Domenico Valente. Il perché… imotivi sono molteplici ed alcuni sono anche indicati nella premessa de Il Destino di un Templare ma tra questi spiccano il voler dimostrare, non solo a me stesso, di non essere capace solo di commentare ma anche di fare, cercare di avvicinare alla lettura i miei figli, fare da cassa di risonanza all’Associazione Trani Tradizioni di cui sono membro, ringraziare a mio modo la città di Trani tentando d’incuriosire il lettore verso questa città in modo da invogliarlo a venirci a visitare.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) Potrei rispondere a questa domanda in modo retorico, ma non mi và.</p><p>Sinceramente non sono in grado di rispondere ma, col senno di poi, posso dire che è stato un altro modo di esternare la mia personalità, rendere fruibile la mia conoscenza, i miei valori con la speranza che chi legga il mio romanzo possa condividerli e farli propri</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) Non c’è un libro in particolare perché il mio campo di lettura è vasto e variegato ma, non posso fare a meno di menzionare il Tesoro degli Inca di Cussler e la Bibbia la quale, nonostante il mio scetticismo su quanto in essa riportato, mi ha fornito molti spunti per il mio lavoro.</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) Quelli che parlano di politica.</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) L’ho appena ultimato, il suo titolo è Il cerchio si è chiuso di Loredana La Puma</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) Potere esecutivo di Tom Clancy</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) Aleatorio e indissolubile in quando il mio lavoro mi ha portato spesso ad allontanarmi da lei per lunghi periodi insegnandomi a farmi adattare in qualsiasi luogo in brevissimo tempo ma non posso fare a meno di difendere ed onorare con il mio dire, le mie capacità il suo nome.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) Non ho molti elementi per poter rispondere a questa domanda ma, in funzione della mia esperienza posso dire che quello che non mi piace è la modalità con cui vengono pubblicati i libri di scrittori emergenti come me. Mi spiego meglio… Per poter pubblicare il mio libro ho dovuto investire una considerevole somma di denaro che non sto qui a specificare e che potrebbe anche essere comprensibile ma ad oggi io ancora non so se il mio lavoro è stato pubblicato perché tutto sommato la casa editrice ci ha messo solo il nome o perché il mio lavoro è stato ritenuto degno di nota e se così fosse come mai la casa editrice nei due spot televisivi dedicati al libro si è limitata a leggere la sinossi che ho redatto senza metterci niente di suo? Perché non mi ha mai espresso in modo formale anche in via privata il suo giudizio? È’ pur vero che tra i tanti libri da lei pubblicati ha scelto il mio per rappresentarla alla 23^fiera internazionale di Mosca ma resta il fatto che direttamente nei miei confronti non si è mai espressa.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) Preferisco non rispondere.</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) si spieghi meglio</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) Codice d’Onore</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) Alta Marea</p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) No</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) Presumo di si</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) Il linguaggio, infatti sono stato apostrofato per aver utilizzato dei termini difficili ed a volte troppo tecnici ma quelli sono stati considerati termini troppo tecnici non esisteva un sinonimo o sostantivo che poteva sostituirlo… un esempio è il termine Coffa, oppure Biscaglina, o per finire rilevamento. Questo ci riporta a bomba alla domanda a cui non ho voluto rispondere e su cui preferirei, per non urlare di rabbia, a continuare a non eprimermi.</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Il destino di un templare è stato scritto su carta e poi trascritto su computer in ritagli di tempo, quando a casa e durante la sera quando nella città in cui lavoro. Non ho mai seguito riti particolari e non ho problemi a farlo tra persone o in solitudine anche se quest’ultima è la condizione che preferisco.</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Non c’è stato un periodo gestazionale, ho solo unito l’utile al dilettevole:</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R)</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) mi è del tutto indifferente.</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Sicuramente sbaglierò, ma secondo me la differenza è da ricercarsi solo nella lunghezza del testo del primo rispetto al secondo</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) Ho cercato un titolo che racchiudesse il romanzo e parlasse del protagonista che essendo un templare fedele al suo credo si trova a vivere vicende legate ai valori del suo ordine e da qui il titolo Il Destino di un Templare</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) sei mesi solari, ma il tempo effettivamente dedicato è stato molto meno… tenga presente che prima di scrivere dovevo onorare i miei impegni di marito, genitore, lavoratore.</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) No</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Si fino a prova contraria</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) Si</p><p><strong>approfondimento POESIA</strong></p><p><em>D) Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?</em></p><p>R) Come sopra</p><p><em>D) Quali sono i suoi poeti del cuore?</em></p><p>R)</p><p><em>D) Come nasce un suo verso?</em></p><p>R) Di getto,</p><p><em>D) Quanto tempo ci lavora su?</em></p><p>R) il tempo necessario per scriverla e rileggerla</p><p><em>D) Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?</em></p><p>R) l’immediatezza del messaggio</p><p><em>D) Dove e quando ha scritto il suo primo verso?</em></p><p>R) Nel 1988 in pizzeria su di un fazzoletto di carta</p><p><em>D) Cos’è che l&#8217;ha spinta a pubblicare le sue poesie?</em></p><p>R) La parabola dei Talenti si presta bene a spigarne i motivi,</p><p>penso che bisogna mettere a frutto le proprie qualità a prescindere da quali esse siano.</p><p><em>D) Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?</em></p><p>R) M’illumino d’immenso</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?</em></p><p>R) in funzione del testo</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) pochissimo</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) no</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) si fino a prova contraria</p><p><em>D) Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) mi auguro di si</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-filomeno-cafagna/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Marilena Ferranti</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-alla-scrittrice-marilena-ferranti-autrice-de-%e2%80%9cl%e2%80%99ultima-protettrice%e2%80%9d/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-alla-scrittrice-marilena-ferranti-autrice-de-%e2%80%9cl%e2%80%99ultima-protettrice%e2%80%9d/#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Dec 2010 13:23:46 +0000</pubDate> <dc:creator>MariLainee</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Libri]]></category> <category><![CDATA[Schede personali]]></category> <category><![CDATA[libri autori interviste]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=3858</guid> <description><![CDATA[Intervista alla scrittrice Marilena Ferranti Nome: Marilena Cognome: Ferranti Regione di residenza: Lombardia Email: marilena.ferranti@libero.it Intervista (Dicembre 2010) D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Ho imparato a leggere prima ancora di andare a scuola, e i libri sono sempre stati parte integrante della mia vita. [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista alla scrittrice <strong>Marilena</strong> <strong>Ferranti</strong><span id="more-3858"></span></p><p>Nome: Marilena<br /> Cognome: Ferranti<br /> Regione di residenza: Lombardia<br /> Email: <a href="mailto:marilena.ferranti@libero.it">marilena.ferranti@libero.it</a></p><p><strong>Intervista (Dicembre 2010)</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Ho imparato a leggere prima ancora di andare a scuola, e i libri sono sempre stati parte integrante della mia vita. Il passo verso la scrittura è stato breve: ho iniziato a scrivere grazie ad una vecchia Olivetti, una macchina da scrivere che mio nonno usava per i suoi racconti.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Alle scuole superiori ho affrontato lo studio di tre lingue straniere, innamorandomi della letteratura inglese, dopodiché mi sono laureata in Scienze e tecnologie della Comunicazione, obiettivo generale del corso di laurea è formare delle figure di operatori dei processi culturali e delle reti comunicative, con grande attenzione all&#8217;impatto delle nuove tecnologie. professionisti nei settori delle imprese radiotelevisive, giornalistiche, editoriali e in quelli delle nuove tecnologie, operatori e funzionari nel campo della cultura, dello spettacolo e dei beni culturali, comunicatori pubblici, ideatori e operatori di eventi comunicativi e sociali</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Ho iniziato a scrivere all’età di tredici anni. Attraversavo la classica crisi adolescenziale, e trovavo nei libri e nella scrittura un’incredibile valvola di sfogo. Ho iniziato con alcuni racconti brevi, per poi approcciare il romanzo vero e proprio.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) Ricreare intorno a me un mondo ideale. Il mondo che vorrei. Popolarlo di personaggi, positivi e negativi, e di luoghi che vorrei poter vedere davvero. La mia idea dello scrivere è paragonabile all’idea di creare, modellare, plasmare, ma anche di parlare per immagini.</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) Uno su tutti mi ha aperto gli occhi: “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde, per via del suo sguardo cinico e malinconico sul mondo e sui vizi degli uomini, ma anche per la sua profonda vena romantica.</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) I libri di Moccia e quelli di politica.</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) “L’uomo che voleva essere felice”di Laurent Gounelle. Alcune riflessioni di questa storia mi hanno fatto cambiare punto di vista su molti aspetti della mia vita. Una di queste è sicuramente: <strong><em></em></strong><em>“Se </em>siamo<em> convinti di una cosa, questa diventa realtà, la nostra realtà” </em>perchè dopotutto<em> </em><em>“Noi siamo ciò che pensiamo. Costruiamo il nostro mondo, con i nostri pensieri.” </em></p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) non me ne viene in mente nessuno. Di solito scelgo attentamente i libri da leggere, e se non sono convinta fin dal principio non corro il rischio di iniziarne uno perché non lo finirei.</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) Non sento un legame forte con la mia regione. Forse perché nascere a Milano, una grande città cosmopolita ed industriale non lascia spazio a questo genere di rapporto.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) L’editoria è un mare popolato di grossi squali, uno stuolo di nomi altisonanti e tanta pubblicità per prodotti di scarsa qualità.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) Mi dispiace non poter dire nulla di positivo. Quello che vorrei è un po’ più di attenzione per le cose belle, e un po’ meno per quelle che luccicano.</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) Tramite un concorso indetto dal Gruppo Albatros Il Filo.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) “L’attimo fuggente” del 1989, diretto da Peter Weir con Robin Williams. Mi ha insegnato a credere nelle mie ambizioni e a pensare con la mia testa.</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) Più d’una dei Bon Jovi. “Always” perché li ho conosciuti quando è uscito questo singolo nel 1994 e “These Days” per la bellezza del testo.</p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) Si, all’università.</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) Si, ma solo per alcuni tipi di prodotti letterari</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) Il personaggio. Ho letto tempo fa questa citazione di Mel Brooks che mi ha fatto riflettere sulla complessità del lavoro dello scrittore e sulla difficoltà creativa: <em>“Ogni essere umano ha centinaia di persone separate che vivono sottopelle. Il talento di uno scrittore è la sua abilità di dare a ognuno di loro un nome, un&#8217;identità, una personalità e una relazione con tutti gli altri personaggi con cui vive”.</em><br /> <em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Scrivo a computer. La mia abitudine si è modificata seguendo la dotazione tecnologica del periodo. Ho iniziato scrivendo a matita e poi ricopiando a penna su dei grossi quaderni di scuola, poi ho usato per anni la macchina da scrivere e infine il pc. Scrivo sulla scia dell’ispirazione che arriva nei momenti più disparati e non seguo riti particolari.</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Ho sempre amato il genere Fantasy ma mai avrei pensato di confrontarmi con mostri sacri come Marion Zimmer Bradley o R.A. Salvatore inventandomi una storia che potesse essere avvincente, originale, emozionante. Poi, giocando di ruolo con un gruppo di amici, ho creato un personaggio che mi ha da subito affascinato. Si trattava di un&#8217;Elfa druida molto abile con l&#8217;arco e le frecce, una creatura dei boschi dai grandi occhi e dalla carnagione splendente. Ho cominciato a darle vita scrivendone la storia per rendere più credibile il mio personaggio nel gioco, e lei ha cominciato a chiedermi man mano più attenzione, a farmi domande sul suo passato&#8230;così mi sono lasciata guidare dall&#8217;immaginazione&#8230;senza limiti.</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Mostrare qualcosa di me rendendolo più irriconoscibile possibile e facendo sentire il lettore parte integrante delle vicissitudini dei personaggi.</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Col romanzo.</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Non riesco a circoscrivere alla brevità di un racconto l’immensità di mondi e personaggi che vorrei mettere in ogni storia ne a smembrare un romanzo in tanti piccoli pezzi fini a loro stessi.</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) è stata durissima. Il titolo è la parte più difficile. Ho semplicemente pensato a qualcosa che desse l’idea del “peso scenico” della protagonista ed è uscito come un respiro: “L’ultima protettrice”.</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) Circa tre anni</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) Non ho ancora iscritto la mia opera a nessun concorso, è stata pubblicata due settimane fa.</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Appena avrò l’occasione di affrontare un concorso che ne prevede uno mi farò un’idea in proposito</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) Il seguito del mio primo romanzo</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-alla-scrittrice-marilena-ferranti-autrice-de-%e2%80%9cl%e2%80%99ultima-protettrice%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Dylan Berro</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-dylan-berro-2/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-dylan-berro-2/#comments</comments> <pubDate>Sun, 24 Oct 2010 15:14:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Liguria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=3612</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Dylan Berro Nome: Dylan Cognome: Berro Regione di residenza: Liguria. Email: dylan.92@hotmail.it Intervista D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Ho appena diciotto anni. Il mio primo vero approccio con la scrittura, è stato quando avevo dodici anni: ricordo che il settembre di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore <strong>Dylan</strong> <strong>Berro</strong><span id="more-3612"></span></p><p>Nome: Dylan<br /> Cognome: Berro<br /> Regione di residenza: Liguria.<br /> Email: <a href="mailto:dylan.92@hotmail.it">dylan.92@hotmail.it</a></p><p><strong>Intervista</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Ho appena diciotto anni. Il mio primo vero approccio con la scrittura, è stato quando avevo dodici anni: ricordo che il settembre di quell&#8217;anno sono stato a Berlino con tutta la mia famiglia. Alle volte mi capitava di girare da solo per la capitale e, quindi, mi isolavo e immaginavo delle storie.</p><p>Una volta mi sono fermato davanti all&#8217;aeroporto e ne sono rimasto folgorato: c&#8217;erano aerei che atterravano, aerei che spiccavano il volo. Ricordo che era notte, e che una marea di luci illuminavano il percorso. Piccole luci che brillavano come stelle. Ecco, sono quelli i momenti in cui mi perdo nell&#8217;immaginazione. Sono momenti emozionanti, in cui cerco di cogliere l&#8217;essenza di ogni singola cosa. Dopo aver immaginato, tento di riprodurre l&#8217;esperienza scrivendo storie, romanzi.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Praticamente, sto frequentando l&#8217;ultimo anno di Liceo Scientifico con doppia lingua.</p><p><em>D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Ho iniziato ad appassionarmi alla scrittura sin dall&#8217;età di dodici/ tredici anni. A quel tempo, leggevo molto e mi piaceva immaginare il seguito di molti romanzi.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) Significa esprimere le emozioni, cercare di metterle per scritto perché rimangano per sempre. Alcuni, per fermare il tempo, fanno fotografie. Io scrivo.</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) Ne ho veramente tanti, ma posso citare la saga di “Harry Potter”. Mi ha trasmetto veramente tanto. E, poi, alcuni libri di Fabio Volo, di Ammaniti e titoli come “The giver” o “Le cronache di Narnia. Per stare più sul classico, citerei Gibran.</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) Libri di alcuni scrittori italiani. Un nome a caso, Moccia. Voglio specificare che non ho nulla contro di lui, solo credo che i suoi libri siano banali e scontati. Poi, ognuno trae le sue interpretazioni.</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) Facile: “Harry Potter e i doni della morte”&#8230; intenso, travolgente e scorrevole. Chiude una saga che ha fatto sognare un&#8217; intera generazione.</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) Sempre Moccia. Comunque, non compro libri che non mi incuriosiscono. In genere, leggo la trama e delle pagine e, se mi interessa, lo acquisto.</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) Un bel rapporto. Abito nel ponente della Liguria e, nonostante siano località tranquille e, alle volte, con poche attività per i giovani, cerco sempre di divertirmi senza esagerare.</p><p>La Liguria, sotto questo aspetta, aiuta. E, poi, se vogliamo parlare di mare e di verde&#8230; Ce n&#8217;è a volontà. Io adoro il mare, mi piace nuotare e affrontare le onde a testa alta. Penso che le onde siano come una sfida: nel romanzo “Sole &amp; luna” ho spiegato il perché.</p><p>Poi, la Liguria è suggestiva: ha dei borghi e degli scorci stupendi.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) Non mi piace che sia così intricata, piena di inganni. Alcuni editori fanno perifrasi per non farti capire che il loro intento è solo quello di spillarti dei soldi.</p><p>Non mi piace che, se si paga, tutti abbiano la possibilità di pubblicare. Vorrei ci fosse un po&#8217; più di selezione e che non si facessero richieste di contributo troppo elevate.</p><p>Cosa mi piace? Che ci siano editori che combattono contro l&#8217;editoria a pagamento, quella che chiede cifre elevate per vedere il proprio manoscritto pubblicato. Che ci sia ancora qualcuno che si batte per qualcosa che crede, per un ideale.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) La cultura italiana è ricca, sia in arte che in letteratura. Mi piace quasi tutto.</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) Questa è una bella domanda: ho girovagato per internet e spedito il manoscritto a diverse case editrici. Alcune mi hanno poi risposto dopo parecchi mesi, altre subito. Quelle che hanno risposto subito, mi chiedevano di sborsare 3000 euro per la pubblicazione. Ecco l&#8217;esempio di richieste di contributo troppo elevate. Così ho rifiutato, e atteso una casa editrice più abbordabile a me.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) Impossibile da dirsi. Mi piace tanto andare al cinema e vedo veramente molti film da poter dire quale sia il migliore. Mi piace Titanic, come Avatar. Seguo gli Harry Potter, ma anche film anarchici come V per vendetta.</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) Stessa risposta della domanda precedente&#8230; Non saprei, potrei citare le canzoni dei Green Day, come quelle di Jovanotti. Vado da Vasco Rossi a James Blunt. Insomma, amo quelle canzoni che trasmettono emozioni, che dicono qualcosa.</p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) No, ho pubblicato in diversi forum&#8230;</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) Non lo so&#8230; Forse sì. Io pubblicavo degli estratti della mia opera in diversi forum e c&#8217;era della gente che mi suggeriva cosa cambiare e cosa piaceva. Prima di cercare un editore per il proprio manoscritto, consiglio di fare un&#8217;esperienza simile: pubblicare degli estratti in diversi forum e ricevere dei pareri. Io gestisco un forum di scrittura, e posso garantire che serve parecchio.</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) All&#8217;inizio credevo che scrivere un romanzo o un racconto fosse semplice. Poi ho capito veramente tante cose:</p><ol><li>Che se non avevo già una trama ben definita, mi bloccavo in diversi punti e non sapevo più come andare avanti.</li><li>Che ogni personaggio ha il proprio carattere, una propria personalità che bisogna studiare, anche psicologicamente: ricordiamo come Goldoni analizzava bene i suoi personaggi a livello psicologico per renderli più credibili.</li><li>Che se non si conoscono i congiuntivi, le tecniche dei discorsi diretti e dei sinonimi&#8230; E&#8217; inutile procedere.</li><li>Che devi saper coinvolgere.</li></ol><p> </p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Scrivo in solitudine, in camera mia&#8230; Solitamente, mi cimento di notte, davanti al computer. Il giorno che un virus mi attaccherà il sistema, sarò finito: non ho ancora salvato le storie nella usb o nei CD!</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Per scrivere “Sole &amp; luna- gnosis auton” ho impiegato almeno tre anni. Avevo in mente la storia già da molto tempo e ho iniziato a scriverla un anno e mezzo fa. Le idee mi vengono di continuo&#8230; Quando capisco qualcosa in più dalla vita, decido di metterlo per iscritto così posso rendere indelebile quell&#8217;esperienza e divulgarla anche agli altri.</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Significa raccontare parte di me stesso: alle volte racconto di esperienze che ho già vissuto perché sono quelle che conosco maggiormente: se ho già vissuto una determina esperienza, è più facile, per me, saperla raccontare, anche nei minimi dettagli. Se non hai mai vissuto un&#8217;esperienza, come fai a raccontarla? Lo faresti per sentito dire&#8230; Se non sai cosa significhi amare, come fai a dirlo? Non puoi.</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Romanzo, assolutamente.</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Un racconto si concentra attorno a un&#8217;idea forte, e presenta pochi personaggi. In più, crea pochi intrecci. Il romanzo, invece, moltiplica i personaggi, gli intrecci e i luoghi attraversati. Espone una storia più complessa e, siccome sono masochista, preferisco narrare qualcosa con una trama più difficile, intricata.</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) Ci ho impiegato un&#8217;eternità. Alla fine, ho sentito che “Sole &amp; luna” era il titolo più adatto: nel libro, è spiegato. Ha diverse interpretazioni: bene e male.</p><p>Oppure, ha spiegazioni anche a livello di trama. Ho poi deciso di aggiungere un sottotitolo e ho così inserito “gnosis auton”. Suona bene, sembra accattivante. Non tutti sanno il significato di queste due parole: significano “Comprendi te stesso”. Il protagonista, alla fine del romanzo, ha capito qualcosa in più di se stesso. E un po&#8217; maturato. Tutti noi, durante la nostra vita, dobbiamo imparare dai nostri errori, dobbiamo imparare a conoscere noi stessi. Perché? Perché così conosciamo i propri limiti e cerchiamo di abbatterli. Più limiti abbattiamo, e più scopriamo. La vita dev&#8217;essere anche una scoperta.</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) Ho impiegato un anno e mezzo: l&#8217;ho riscritto almeno tre volte!</p><p>All&#8217;inizio, buttò giù i dialoghi e una sorta di vicenda. Poi, lo rileggo e faccio una sorta di editing: cerco sinonimi, metto le maiuscole, taglio alcuni pezzi, omologo la punteggiatura. Con la terza lettura, cerco di capire se i personaggi sono credibili o meno. Se i luoghi narrati sono affascinati e se la trama, di per sé, riesce a catturare il lettore. Alle volte, inserisco delle perle di saggezza. Per quanto mi è possibile, ovvio.</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) Non ancora, il romanzo è uscito due settimane fa e non è ancora presente su tutto il territorio.</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Certamente&#8230; Mi premiassero, ne sarei onorato.</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) Quando molti miei amici hanno concluso “Sole &amp; luna”, avrebbero voluto strozzarmi: non l&#8217;ho terminato! E&#8217; una storia ancora aperta. Vorrei iniziare da lì, dallo scrivere un buon seguito che soddisfi le aspettative dei miei lettori e che sia migliore del precedente. Io vivo per migliorare, e voglio che sia così anche per le mie opere. Comunque, oltre il sequel per questo romanzo&#8230; Vorrei scrivere una storia che sia ambientata d&#8217;estate: per noi giovani, è la stagione più bella dell&#8217;anno e merita di essere raccontata! Poi, ho anche in mente un progetto più complesso&#8230; Una storia sul tema “Spazio-tempo”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-dylan-berro-2/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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