<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Libri e scrittori&#187; Emilia Romagna</title> <atom:link href="http://www.libriescrittori.com/articoli/regioni/emilia-romagna/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.libriescrittori.com</link> <description>Il portale per chi ama scrivere e...leggere</description> <lastBuildDate>Mon, 23 Jan 2012 07:47:37 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Recensione: Prima che il mondo cominci a bruciare, di Federico Crosara</title><link>http://www.libriescrittori.com/4643/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/4643/#comments</comments> <pubDate>Tue, 18 Oct 2011 17:59:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Tommaso Maria Lovato</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Inediti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4643</guid> <description><![CDATA[Autore: Federico Crosara Titolo: Prima che il mondo cominci a bruciare (Un problema italiano) Trama: Luca è un giovane di ventisei anni che dopo essersi congedato dall’esercito decide di andare a vivere per conto suo. Un suo ex commilitone di nome Edoardo gli offre di lavorare come operaio presso l’azienda di famiglia con un contratto [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Autore:</strong> Federico Crosara</p><p><strong>Titolo:</strong> <em>Prima che il mondo cominci a bruciare (Un problema italiano)</em></p><p><strong>Trama: </strong></p><p>Luca è un giovane di ventisei anni che dopo essersi congedato dall’esercito decide di andare a vivere per conto suo. Un suo ex commilitone di nome Edoardo gli offre di lavorare come operaio presso l’azienda di famiglia con un contratto a tempo determinato. Luca accetta e tutti i giorni si reca in fabbrica nonostante si stanchi presto del posto e della gente che vi lavora. Va a stare a casa di Alessia, giovane e affascinante lavoratrice precaria e amante segreta di Edoardo, in un tipico appartamento di studenti. Inizialmente doveva essere per un breve periodo, giusto il tempo che la ragazza si riprendesse da una convalescenza. Ma poi decide di comune accordo con lei di restare. Il palazzo è un vecchio ex hotel tenuto in cattive condizioni ma con un certo fascino dato dai corridoi di moquette rossa e le finiture in finto oro. Prevalentemente vi abitano universitari e giovani lavoratori precari che spesso organizzano delle feste tra loro dove l’alcol scorre a fiumi e la droga non manca mai. Luca stringe amicizia particolarmente con i suoi coetanei Fabio, Anto, Pippo e Andrea con i quali è accomunato da un forte odio verso la società e le sue istituzioni parassitarie. Inoltre sono dei forti assertori della dottrina nietzschiana del superomismo e vedono in essa l’unico modo per cambiare questa società. Passano moltissimo tempo ad allenarsi in palestra, a studiare e a imparare ad usare armi da fuoco che acquistano su internet. Tra notti insonni e giorni sonnolenti Luca si trova a dover risolvere diversi problemi. Alcuni piccoli come Aldo, un vecchio operaio che dopo una vita da sfruttato pretende di rifarsi su di lui. Altri enormi come una possibile accusa di torture che incombe sul suo battaglione quando era al fronte. Come se non bastasse dopo un litigio con Alessia, in crisi dopo che Edoardo l’ha lasciata per sposare la sua fidanzata, esce di casa e sull’autobus una zingarella gli ruba il portafoglio. Va a sporgere denuncia ai carabinieri ma questi trattandolo in malo modo non lo aiutano. Non vedendo altre vie d’uscita alla mediocrità e alla alienazione in cui è caduto decide che deve fare qualcosa ma non sa cosa. L’occasione gli arriva quando riconosciuta la zingarella uccide l&#8217;uomo che la sfrutta e tenta di fare esplodere il palazzo dove vivevano a spese del comune. Alla sera Luca e Alessia fanno sesso in bagno durante una festa e ammettono di essere innamorati l’uno dell’altra così lasciano gli amici per andare da soli nel loro appartamento e passare la notte assieme. Ma il risveglio sarà terribile perché&#8230;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/4643/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Federico Crosara, scrittore</title><link>http://www.libriescrittori.com/federico-crosara-scrittore/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/federico-crosara-scrittore/#comments</comments> <pubDate>Tue, 18 Oct 2011 17:51:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Tommaso Maria Lovato</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Inediti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4632</guid> <description><![CDATA[Scheda personale dello scrittore Federico Crosara Nome: Federico Cognome: Crosara Luogo e data di nascita: Thiene (VI) 21/01/1976 Luogo di residenza: Bologna Occupazione: Videomaker Email: contatto@fuocodentro.it Sito internet: www.fuocodentro.it Titoli prodotti: Prima che il mondo cominci a bruciare (Un problema italiano)]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda personale dello scrittore Federico Crosara</strong></p><p><strong>Nome:</strong> Federico<br /> <strong>Cognome:</strong> Crosara<br /> <strong>Luogo e data di nascita:</strong> Thiene (VI) 21/01/1976<br /> <strong>Luogo di residenza:</strong> Bologna<br /> <strong>Occupazione:</strong> Videomaker<br /> <strong>Email:</strong> contatto@fuocodentro.it<br /> <strong>Sito internet: </strong><a href="http://www.fuocodentro.it/">www.fuocodentro.it</a><br /> <strong>Titoli prodotti:</strong> Prima che il mondo cominci a bruciare (Un problema italiano)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/federico-crosara-scrittore/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Edoardo Memoli, Domenica mattina</title><link>http://www.libriescrittori.com/edoardo-memoli-domenica-mattina/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/edoardo-memoli-domenica-mattina/#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Sep 2011 08:59:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Tommaso Maria Lovato</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Inediti]]></category> <category><![CDATA[Redazione]]></category> <category><![CDATA[Riflessioni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4516</guid> <description><![CDATA[DOMENICA MATTINA Mi sembra il momento opportuno per liberare i miei pensieri nella scrittura, è da quando sono seduto nella mia auto che ci penso. Finalmente ho iniziato a scrivere qualcosa, non so se sarò costante, se vi piaceranno le mie idee, il mio modo di scrivere o se le mie parole vi regaleranno emozioni. [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<pre>DOMENICA MATTINA

Mi sembra il momento opportuno per liberare i miei pensieri nella scrittura, è da quando sono
seduto nella mia auto che ci penso. Finalmente ho iniziato a scrivere qualcosa, non so se sarò
costante, se vi piaceranno le mie idee, il mio modo di scrivere o se le mie parole vi regaleranno
emozioni. L’importante che io abbia cominciato a fare una cosa che voglio veramente. Senza
programmarla, senza anticipi e ne scadenze, senza pensarci troppo, senza avere continuamente mille
dubbi prima di prendere una decisione; importante o no che sia.
A volte bisognerebbe agire più istintivamente, altrimenti si rischia di impazzire.
Sono le sei e cinquanta minuti di questa calda domenica. Non avrei mai creduto di stare così
bene svegliandomi presto. Questa mattina mi sono alzato perché avevo un impegno, ma è brutto
chiamarlo impegno, sembra un termine troppo professionale, che si associa spesso a quelle cose
che devi fare ma che preferiresti essere altrove. Come andare a ritirare gli esiti degli esami del
sangue, subendo file infernali. Oppure a ritirare la tessera elettorale in comune. Dove quando chiedi
informazioni ti guardano come se avessi interrotto la loro tranquillità e gli avessi chiesto di andare
sulla luna.
Insomma mi piace dire che questa mattina avevo una promessa da mantenere. Barbara doveva
prendere il volo delle sette e trenta diretto a Milano e poi destinante a Bombay-India. E io
semplicemente le dissi che l’avrei accompagnata in aeroporto, lo so, per alcuni non è nient’altro che
un passaggio, ma per me era importante. Mi piace pensare di averla aiutata, anche minimamente
in una piccola parte di questo suo viaggio. E poi era tutto quello che potevo fare, avrei fatto di più
ma per il resto ci pensano gli addetti agli sportelli, alle dogane e i piloti. Se ci fosse stato bisogno
di spingere l’aereo perché non partisse, l’avrei fatto! Non crediate che sia così egoista e maleducato
da non presentarvi questa Barbara, ma occorrono molte più pagine bianche da riempire con i suoi
profumi, i suoi sguardi e le sue risate. Quando sarà ora, verrà il momento di parlare anche di lei, non
mi farò certo scappare l’occasione. Questo viaggio per lei significava molto, la causa era per lavoro.
Credo che se non lavori almeno per qualche soddisfazione è meglio che ti licenzi subito. Lo so
che non è facile scegliere nella vita. Ma se non scegliamo noi la vita che vogliamo fare, lei non ti
aspetterà a lungo. Un bel giorno guardandosi indietro sarebbe bello non avere rimpianti.
Anche lei era contenta di partire, ma allo stesso tempo mi disse che non avrebbe voluto farlo. Anche
se sarebbe stata via pochi giorni le sarebbero mancate molte cose di qua, il suo letto, il suo bagno
privato, i suoi gatti. Le sue abitudini rimanevano a casa, non sarebbero partite con lei.
Stamani alle cinque suonò la sveglia del cellulare, mi alzai sbadigliando ripetutamente quattro volte
e dopo aver caricato l’auto, insieme alla mia viaggiatrice, andammo in direzione dell’aeroporto di
Bologna. Non mi ricordavo più la calma che c’è nelle strade di provincia così presto, a volte non
incontri neanche una macchina e anche se passa qualcuno tutto è contornato da una strana luce che
rende molto meno squallida una strada costruita con catrame e cemento. Tutto dormiva ancora.
Finestre chiuse, tapparelle serrate, negozi spenti con vetrine immobili. Semafori lampeggianti, ai
lati di essi alberi in fase di risveglio. Si poteva quasi toccare quella luce che regala serenità a tutto.
Le mie ruote scorrevano con rapidità attraverso questo incanto. E’ buffo se si pensa a queste ore,
dove tutto è deserto e incantato, e invece ci alziamo tutti alle sette per andare al lavoro, e alle sette
e mezza per la strada ci sono auto da tutte le angolazioni, code infinite a semafori ancori lenti che
vogliono dormire ma che devono lavorare per noi. Grossi autobus di linea che caricano e scaricano
persone di fretta, clacson sempre più insistenti su gente sempre più rincoglionita e assonnata.
Scooter che sfrecciano come in uno slaloon gigante tra le macchine. Te sei in auto e vorresti non
esserti mai alzato dal letto che sarà sempre lì ad aspettarti tra le mura del tuo nascondiglio, dove
vorresti rifugiarti in questi attimi. Anch’io trovo spesso questo traffico alla mattina. Osservo tutte
le persone che incontro e hanno tutte la stessa espressione, fissa nel vuoto come se non stessero
vivendo. Come se la solita routine le abbia ipnotizzate e rubato un po’ di anima. Quante volte ho
pensato di non svoltare al solito incrocio per andare al lavoro, ma di proseguire fino chissà dove.
Per non seguire il gregge, per agire appunto istintivamente.

In quella mia domenica così insolita ci fermammo con calma a fare colazione, senza problemi di
parcheggio, avrei potuto lasciare la macchina al centro della carreggiata che qualsiasi altra auto,
anche lei coinvolta dalla pace di questa alba, l’avrebbe evitata. Il bar del paese era aperto e come al
solito non possiamo non prendere un buon cappuccino con un inseparabile pasta“salata” la quale
combinazione è perfetta. Anche dentro al bar non c’era quasi nessuno, forse qualche pescatore,
come un tempo lo era anche mio padre, che prendeva un caffé prima di dirigersi verso qualche
laghetto o macero. Ricordo che all’età di cinque, sei e anche sette anni il mio “vecchio”mi portava
a pescare con lui, ma io non prestavo molta attenzione alla pesca, pensavo solo a essere un ninja tra
le erbe alte incolte del fiume. Giocavo con rami per immaginare una spada, con sassi per lanciare
bombe o per provare a farli rimbalzare sul pelo dell’acqua. Al punto che mio padre, dopo ripetuti
richiami per far si che non spaventassi i pesci, avrebbe voluto legarmi a qualche albero. Dopo un
paio d’ore che i suoi risultati erano solo qualche schiccione e magari una gobba, diceva con me:-
Dai forza andiamo a casa che mi hai già rotto il cazzo!- e io lo aiutavo a ricaricare la macchina
tutto fiero di essere stato a pescare. Ma non si è mai arrabbiato sul serio. Una volta ricordo che
stavo pescando anch’io, e mentre tiravo fuori dall’acqua il mio primo pesce, quest’ultimo ci lavò
spruzzandosi le uova. Stranito guardai mio padre che rideva come un matto e io ero felice di vederlo
sorridere. Non capivo cosa fosse successo ma ero contento dell’immagine che si era creata. Padre e
figlio nella merda fino al collo!
Dentro al bar era bello vedere le vetrine dei banconi ancora vuote che si riempivano delicatamente
con panini, piadine e delizie da vendere per i clienti di tutta la giornata, mi dava l’impressione di
essere fortunato a vedere questi comportamenti, questi posti che solitamente vedo mille volte, ma
sempre negli stessi orari. Essere lì mi dava serenità. Dopo aver pagato, il cappuccino riscuoteva già
il suo successo… Non è possibile che tutte le vote che faccio colazione al bar debba correre subito
in un bagno. E’ una cosa automatica: cappuccino, pasta, sigaretta, bagno.
Arrivammo all’aeroporto tramite la tangenziale anch’essa priva di traffico, si viaggiava
splendidamente senza preoccuparsi di possibili tamponamenti. Il sole nasceva sempre di più tra le
costruzioni della città. Parcheggiai ed entrammo con il bagaglio di Barbara nella mia mano, mentre
lei teneva tracollo la borsa con il portatile. Dopo pochi minuti ci salutammo, lei continuò la fila al
check-in con il suo collega di viaggio: un uomo sulla sessantina, calvo e con l’aria da brava e buona
persona. Pensando al suo collega mi rassicuravo un po’, almeno non faceva coppia con un giovane
rappresentante palestrato con occhiali da sole e camicia sbottonata. Come dicevo ci salutammo
fuori mentre l’altro trasfertista continuò la fila all’interno. Qualche bacio prima di risalire in
macchina, le ripetei di stare serena e che mi sarebbe mancata. Lei mi disse che gli sarei mancato
specialmente in quei pochi minuti prima di dormire, quando fuori è freddo e sotto le coperte ci
abbracciamo tutti e due rivolti dalla stessa parte sul fianco destro. In quei momenti dove le nostre
gambe si intersecano, la sua schiena si appoggia al mio petto, i nostri respiri suonano una musica
delicata. Anche mentre i suoi capelli, a dire la verità, mi fanno solletico toccandomi il naso è come
se uno scudo ci si formasse attorno, una barriera tra i nostri corpi dove non potrebbe mai entrare
niente e nessuno. Dove tutto l’oro del mondo non potrebbe comprarci quegli attimi di sicurezza e di
paradiso. L’intesa è perfetta siamo una cosa sola, è impressionante, due anime cosi vicine che si
addormenteranno con l’inconsapevolezza di quello che succederà domani. Non ci importa, basta
stare ancora un po’ qui sotto al caldo, basta stare ancora un po’ insieme. In quelle notti,
specialmente di domenica sera, quando finisce un’altra settimana il lunedì è già lì che ti aspetta.
Quando dovrai alzarti per buttarti in mezzo al traffico, tra la fretta e i ritardi di centinaia di persone
e sai che andando al lavoro non ti accorgerai dei colori degli alberi, del silenzio della natura, non ti
accorgerai del sole. In quelle notti il resto del mondo non conta, il nostro mondo è qui.
Tornai a casa per la stessa tangenziale e avrei voluto fermare il tempo. Avrei voluto quasi andare a
piedi per godermi quegli attimi, quella strada dove migliaia di auto transitano nelle ore di punta che
adesso era come un ricordo sbiadito in lontananza. Mentre l’asfalto scompariva al di sotto della mia
carrozzeria io avevo sempre più bisogno di un bagno.
Decisi di distrarmi buttandomi addosso una canzone. Quale gruppo così malinconico e struggente

avrei potuto scegliere. Perfino in una mattina dove la mia metà era quasi su un aereo a percorrere
infiniti chilometri. Ovviamente i Pink Floyd. Il pezzo mi sembra che si chiami “Nobody Home” dal
famoso album “The Wall”. La voce calda e intensa mi percorreva lungo la schiena e il suono del
pianoforte mi trapassava il cuore. Mentre la mia mente riguardava i pochi attimi trascorsi insieme
a lei, avrei voluto tornare indietro, per darle ancora un bacio, e poi un altro, e un altro lungo il
collo. Per ubriacarmi del profumo della sua pelle. Guardarla negli occhi e sorriderle. Mi avvicinavo
sempre di più al mio paese e pensavo a tutta la gente che dormiva ancora. Qualcuno che magari è
ancora in giro reduce da un sabato troppo pesante da digerire. Qualcuno che piange vicino ad un
telefono, a quelli soli nel proprio letto che vorrebbero cambiare vita. Magari c’era qualcuno dietro
a quei muri che aveva già aperto gli occhi e rimaneva lì, fissando la finestra un po’ aperta, per
osservare il dolce movimento degli alberi e sentire il vento sulla faccia.
Ricordo le domeniche mattine a casa dei miei genitori. Quando ancora frequentavo le elementari.
Verso le nove dormivo nel mio grande letto. Ero lì, illuminato dalla luce esterna. Intanto il profumo
del caffèlatte saliva le scale e mi entrava nelle narici, riconoscevo il rumore del cucchiaio grande
che rompeva i biscotti insieme al pane fresco. I passi costanti di mia madre mi raggiungevano
in camera. Io facevo sempre finta di dormire, ma lo sapevo cosa mi aspettava. La mia colazione
stava arrivando. Mi sentivo meglio di un principe con una gigante zuppa di latte con cioccolato
in polvere, biscotti, fette biscottate e pane da godermi a letto guardando i cartoni animati in
televisione. Era bellissimo svegliarsi così, per me era il massimo. Chissà perché crescendo, molte
cose cambiano valore o gli interessi si spostano sempre altrove.
Arrivai nella mia dimora di provincia. Dopo aver tenuto una breve riunione con la mia colazione,
tra il lavandino e il bidé, tornai in sala. Apri la finestra e, dove prima piccole lame di luce
riflettevano sulle piastrelle del pavimento, un abbaglio di sole giunse fino al frigorifero. Mi
feci cadere sul divano. La quiete di quella mattina d’estate continuava, tagliata solamente
dalla “suoneria” di un gallo in lontananza e dal rumore delle auto in strada che piano piano
riprendevano il loro transito abituale. Mi addormentai come un bambino, con il vento caldo che
mi accarezzava il viso. In quelle piccolissime ore avevo provato delle vere emozioni. Solamente
accorgendomi di certe cose. Fu una mattina indimenticabile. Quello che penso e che tutto ci scorre
davanti, ma siamo troppo distratti dai nostri impegni, ci costruiamo muri altissimi davanti agli
occhi. Non apprezziamo quello che abbiamo, dobbiamo sempre ricercare qualcosa in più. Non ci
accontentiamo.

18/06/2006
Edoardo Memoli</pre>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/edoardo-memoli-domenica-mattina/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Edoardo Memoli, Lunedì</title><link>http://www.libriescrittori.com/edoardo-memoli-lunedi/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/edoardo-memoli-lunedi/#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Sep 2011 08:57:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Tommaso Maria Lovato</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Inediti]]></category> <category><![CDATA[Riflessioni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4513</guid> <description><![CDATA[LUNEDI’ A Barbara, che la vita ti possa sorprendere continuamente… Alla Piera, la Pina e Rocco Al Nano, la kitty e Ciro A Frankie, Charlie e Max A Joe e Spino, che non cesserete mai di esistere… Qualche lunedì mi succede. Sono al lavoro ma la mia mente percorre Chilometri lontano da tutto. Lontano da [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<pre>LUNEDI’

A Barbara,
che la vita ti possa sorprendere continuamente…

Alla Piera, la Pina e Rocco
Al Nano, la kitty e Ciro
A Frankie, Charlie e Max
A Joe e Spino,
che non cesserete mai di esistere…

Qualche lunedì mi succede. Sono al lavoro ma la mia mente percorre Chilometri lontano da tutto.
Lontano da tutti.
Le attività diurne procedono nella solita routine ma c’è sempre quella malinconia di libertà. Quella
un po’ astratta. Non è facile descriverla. Ognuno al proprio esempio personale di libertà.
Spesso, ma non sempre, mi capita.
Sento una sensazione strana che mi avvolge e forse mi illude allo stesso tempo. La stessa
sensazione che una volta qualcuno disse si prova ascoltando la musica dei Doors. Quell’aria un
po’ carnevalesca e festosa che si scopre nei giri di basso e quell’atmosfera di sogni infranti che si
dissolve lentamente insieme al tramonto.
Ancora una volta l’epoca anticonformista mi si presenta davanti, quegli anni che non ho vissuto
ma che ho sempre ammirato dalla musica e dal cinema. Che cosa mi spinge verso quel maledetto
decennio? Quando le strade erano colme di persone ambiziose e c’era la consapevolezza collettiva
che qualcosa poteva cambiare. Stavano tutti cavalcando un’onda gigantesca e potente. E adesso,
a distanza di tanti anni puoi sederti sui tetti di questa jungla e con il tipo giusto di occhi vedere il
punto dove l’onda si è infranta ed è tornata indietro. Forse non so neanche di cosa parlo, siamo
nel duemilaundici e godo di tutta la tecnologia e servizi che mi offre il mio paese. Internet, mp3,
automobili, cibi precotti ed happy hours. Sarei davvero capace di rinunciare a tutto per inseguire i
miei invisibili ideali? Soppressi da un sistema ridicolo e frustrante, ma comodo.
Lavoro bene, ho una famiglia. Ultimamente ci districhiamo a fatica dagli ostacoli che piovono ma
resistiamo. Sopravviviamo.
Poi, in quei lunedì, chiudo gli occhi e sono alla guida del mio caravan arancione. Oppure verde
pisello, o arancione e bianco. Probabilmente verde pisello con le strisce viola!
Percorro strade non asfaltate attraverso la natura o costeggio l’Adriatico dall’autostrada del sole.
Vicino a me la donna della mia vita. Capace con un solo sguardo a cambiare i battiti del mio cuore.
Ovviamente i nostri animali e chissà, forse anche un bambino con la salopette di Jeans o una
bambina con… come si vestono le bambine...?! Comunque tutti insieme ad ascoltare il vento e un
po’ di Rock’n’Roll.
Ci fermiamo su una spiaggia isolata, assaporiamo ogni momento e guardiamo il mare. Poi pranzo,
sigaretta e via si riparte verso, verso, verso… non ci serve un verso. Non necessitiamo di una meta.
Abbiamo già tutto: quattro ruote, un motore, un’autoradio, un mini piano cottura e un frigorifero.
Il mare, il cielo, il profumo degli alberi, la strada, un po’ di sangue nelle vene e quella sensazione
che si prova quando si ascolta la musica dei Doors.
Questo è il mio sogno. Che sia per tutta la vita, per un anno, per un mese o una settimana. Questo è
il pensiero che spesso, ma non sempre, prende il sopravvento e mi fa quasi credere che sia possibile
vivere pensando solo a vivere. Viaggiare per il gusto di viaggiare. Fare musica per fare la Musica.
Camminare accarezzando luoghi silenziosi e incontaminati. Lontano da una società che ha spento

i sensi e non si preoccupa di recupare la verità, ma preferisce non guardare e improvvisare realtà
artificiali. Realtà più redditizie. Un mondo al passo con tutto ma non con i bisogni naturali e non al

passo con i miei sogni. Ma con le ali legate da cellofan marcato monopolio di stato non
possiamo volare. E io per primo non so neanche se sarei in grado di assecondare le mie fantasie.
Probabilmente lontano da casa mi assalirebbe un inaspettata fragilità e nudità. O magari no amore
mio. Forse tutto questo non è fantasia, forse è possibile respirare veramente la vita. Prenderti per
mano e iniziare a vivere per sempre con quella sensazione che si prova solo quando si ascolta la
musica dei Doors.

07 Febbraio 2011
Edoardo Memoli</pre>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/edoardo-memoli-lunedi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Edoardo Memoli, Il segreto dell&#8217;umanità</title><link>http://www.libriescrittori.com/edoardo-memoli-il-segreto-dellumanita/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/edoardo-memoli-il-segreto-dellumanita/#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Sep 2011 08:56:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Tommaso Maria Lovato</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Inediti]]></category> <category><![CDATA[Riflessioni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4510</guid> <description><![CDATA[IL SEGRETO DELL’UMANITA’ L’uomo è stato creato dall’ignoto, da Dio, il caso. Il Bene ha realizzato la macchina perfetta evolvendola sempre più, provando di far ammirare all’uomo la terra in tutti i suoi colori e suoni, ad amare il vento, la vita. L’eterno rivale il Male, i cattivi pensieri, il Demonio, la parte oscura lugubre [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<pre>IL SEGRETO DELL’UMANITA’

L’uomo è stato creato dall’ignoto, da Dio, il caso.
Il Bene ha realizzato la macchina perfetta evolvendola sempre più, provando di far ammirare
all’uomo la terra in tutti i suoi colori e suoni, ad amare il vento, la vita.
L’eterno rivale il Male, i cattivi pensieri, il Demonio, la parte oscura lugubre che risiede in ognuno
di noi fa in modo che l’essere umano invecchi, si consumi negli anni. Proprio quando acquisisce
tutta l’esperienza che occorre per poter vivere una vita giusta, senza errori.
Alla fine che tutto sembra più nitido e quella insicurezza di vivere si dissolve sempre di più…
l’uomo invecchia. Gli viene negata la possibilità di mettere in pratica tutto quello che ha capito
in quasi un secolo di errori, rimpianti e speranze. Quando realizza il verso di come gira la giostra,
sapendo quali pedine si devono muovere prima e dopo; l’uomo si deteriora e muore.
Diventa un ebete, non più autosufficiente. Non in grado di tramandare l’esperienza e non più
in grado di vivere una vita che finalmente ha in mano. Quasi come se il segreto di tutta l’intera
esistenza venisse tolto all’ultimo momento, quando lo si comprende definitivamente. Troppo
importante per stare all’interno di una carcassa ormai alla fine.

L’uomo vive sempre più velocemente dell’esperienza che acquisisce.

Trovandosi sempre troppo vecchio per vivere i momenti e le scelte che finalmente saprebbe
come affrontare. Si ritrova impotente, con intrappolato dentro tutto il sapere di una vita che ora,
inutilizzabile, è solo da prendere e buttare via.

L’uomo muore.

Ma rinasce! Si.. rinasce in un’altra dimensione, pronto a vivere la seconda vita!
Si, è sicuramente così. C’è sempre una seconda possibilità.
A scuola bocciato. Ripeti l’anno.
Esame di guida non superato. Riprenoti il mese successivo.
Licenziato al lavoro. Ti assumono in un nuovo posto.
Matrimonio finito. Si fa un altro matrimonio.
C’è sempre una seconda volta. Così dopo la famosa Morte noi rivivremo per la seconda volta.
Sapendo di aver già vissuto una prima volta, conoscendo già tutto!
Adocchiando subito il bullo della scuola, non rubando mai più quella maledetta autoradio per
Natale.
Sposando subito la moglie giusta. …o non sposandosi affatto..!
Tutta la prima vita è servita a vedere, a sbagliare. Chi ha appreso di più e chi meno.
E ora sta nella gente non sprecare anche questa vita. Attenti che forse questa è l’ultima!
Il governo ovviamente se ne approffiterà lo so… Questa è la sua prima dimora Signor Memoli? Non
credo, ne aveva una anche nell’altra vita. Tasse raddoppiate!
Pensate: ti fermano con l’auto lungo la nazionale.
Signore, non le sembrava di andare un po’ forte, lei non sta capito vero?!
Ma agente non mi hanno mai fermato prima…
Silenzio! Forse in questa vita no, ma lei ha un paio di multe per eccesso di velocità nella vita
precedente. Lei è recidivo! Arrestatelo!
In questa nuova dimensione tutta l’umanità è alla sua seconda volta.
Tutti sanno cosa fare per non ricadere nelle stesse trappole in cui sono già incappati una volta.

Ma in questa vita tutto fa più male.

Ogni caduta, ogni volta che ti dicono No. ogni errore, ogni volta che la vita ti sfugge dalle mani. Fa
male, fa male due volte.

Edoardo Memoli
21/10/2010</pre>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/edoardo-memoli-il-segreto-dellumanita/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>recensione: All’area di servizio fra bombe carramba rock’n’roll</title><link>http://www.libriescrittori.com/recensione-all%e2%80%99area-di-servizio-fra-bombe-carramba-rock%e2%80%99n%e2%80%99roll/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/recensione-all%e2%80%99area-di-servizio-fra-bombe-carramba-rock%e2%80%99n%e2%80%99roll/#comments</comments> <pubDate>Wed, 10 Aug 2011 17:10:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Tommaso Maria Lovato</dc:creator> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Libri]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4483</guid> <description><![CDATA[L’autrice, Donatella Canepa, è una chitarrista rock, che descrive il mondo a lei circostante e quello interiore attraverso racconti che prendono vita  in forme diverse, quali riflessioni, dialoghi, poesie, prose, che sembrano avere un sottofondo musicale. L’America di Kerouac è molto distante, ma se ne può percepire nettamente l’odore. La chitarra sembra  uscire fuori dalle [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L’autrice, Donatella Canepa, è una chitarrista rock, che descrive il mondo a lei circostante e quello interiore attraverso racconti che prendono vita  in forme diverse, quali riflessioni, dialoghi, poesie, prose, che sembrano avere un sottofondo musicale. L’America di Kerouac è molto distante, ma se ne può percepire nettamente l’odore. La chitarra sembra  uscire fuori dalle righe. Alcuni racconti vertono su temi sociali, di attualità o filosofie di vita raggiunti tramite una paziente elaborazione del viaggio (che rappresenta la vita), tema conduttore del libro, che avviene in un momento di riposo all’area di servizio.</p><p><strong>Il testo presente in quarta di copertina</strong></p><p>In All’area di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll, Donatella Canepa coglie squarci di emozioni, sensazioni, pensieri ed esperienze di vita raccolte e immagazzinate lungo la strada. Ad accompagnare la ricerca della libertà interiore e la fuga dall’omologazione voluta dal sistema “La diversità sarebbe la dimostrazione di avere un cervello scollegato dal vostro sistema binario”, sono un sottofondo di Rock’n’Roll e una chitarra che prende vita. Ne vengono fuori racconti mai banali, scritti con uno stile originale, sospesi in quello spazio indefinibile tra il reale e il surreale, il ricordo e la riflessione.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/recensione-all%e2%80%99area-di-servizio-fra-bombe-carramba-rock%e2%80%99n%e2%80%99roll/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Donatella Canepa</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-donatella-canepa-2/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-donatella-canepa-2/#comments</comments> <pubDate>Wed, 10 Aug 2011 16:50:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Tommaso Maria Lovato</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4472</guid> <description><![CDATA[Intervista alla scrittrice Donatella Canepa Nome: Donatella Cognome: Canepa Regione di residenza: Emilia Romagna Email: donatellacanepa@gmail.com Intervista marzo 2011 D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Sono una musicista (chitarrista), suono vari generi, principalmente rock, hard rock e punk rock. Il mio primo racconto l’ho scritto [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista alla scrittrice Donatella Canepa</p><p>Nome: Donatella</p><p>Cognome: Canepa</p><p>Regione di residenza: Emilia Romagna</p><p>Email: donatellacanepa@gmail.com</p><p><strong>Intervista marzo 2011</strong></p><p style="text-align: left;"><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p style="text-align: left;">R) Sono una musicista (chitarrista), suono vari generi, principalmente rock, hard rock e punk rock. Il mio primo racconto l’ho scritto a 14-15 anni. Parlava di qualcosa che evidentemente raccontato in una canzona sarebbe stato forzato. Credo che mi sia venuto naturale scriverlo in prosa e scoprire così un&#8217;altra forma di comunicare le emozioni. Ritengo che la musica e la scrittura si completino a vicenda: la prima non ha costrizioni di metrica o di rima e può raccontare con le parole cose che in musica risulterebbero costrette, la seconda trasmette l’emozione laddove le parole non riescono ad arrivare. La musica comunque per me rimane la forma di comunicazione più pura e diretta: l’emozione (che sia positiva o negativa) colpisce l’ascoltatore e non ha bisogno di interpretazioni.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p style="text-align: left;">R) Ho frequentato il Liceo Scientifico</p><p style="text-align: left;"><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p style="text-align: left;">R) Ho iniziato a scrivere quasi quattro anni fa. La scrittura è una mia necessità. Non è il desiderio di un’escalation personale che mi spinge a scrivere: per me rappresenta una valvola di sfogo. Io scrivo soprattutto canzoni, ma ci sono cose che non è possibile raccontare attraverso le canzoni, queste cose hanno bisogno di prendere forma in maniera diversa: hanno bisogno di più spazio, di più tempo per essere metabolizzate e c’è bisogno che la colonna sonora su cui farle navigare la decida il lettore a seconda della sua interpretazione.</p><p style="text-align: left;"><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p style="text-align: left;">R) Quando ho un’emozione da raccontare, qualcosa di forte che sento ronzare dentro e non posso soffocare, prendo la penna o la chitarra e la scompongo in parole, nel caso della scrittura, o la traduco in suoni nel caso della musica.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p style="text-align: left;">R) Il libro che mi ha iniziato ad una lettura più consapevole è stato “Delitto e Castigo”. Mi ha fatto passare molte notti insonni, ma è un libro che porto nel cuore.</p><p style="text-align: left;"><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p style="text-align: left;">R) Non voglio pormi limitazioni. uiQQqqq    Quando decido di leggere un libro non seguo una logica, decido in base alle sensazione che provo al momento dell’acquisto ed alla musica che passa nella mia testa.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p style="text-align: left;">R) Post Office, Bukowski</p><p style="text-align: left;"><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p style="text-align: left;">R) Non saprei dirlo. Di solito se un libro non mi emoziona fin dalle prime pagine lo interrompo.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra</em></p><p style="text-align: left;">R) Parlo della Liguria, perché è lì che ho vissuto fino ad ora. È un rapporto di amore-odio. Io amo Genova, pur non avendoci mai vissuto. Ogni volta che scendo dal treno alla stazione di Brignole, provo una grossa emozione e la sensazione di essere a casa. È una città che racchiude qualcosa di misterioso e poetico all’interno dei suoi vicoli. È una città con un’anima. Non posso dire lo stesso di Chiavari, il mio paese. Mi ha sempre sconfortato l’idea di vivere lì, un po’ per la mancanza di sbocchi e di spazi culturali (soprattutto per ciò che riguardava l’ambito musicale), un po’ per il quieto vivere annoiato dei Chiavaresi.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p style="text-align: left;">R) La piccola e la media editoria dedicano molto spazio agli esordienti, ma purtroppo e quasi impossibile raggiungere le major senza avere un nome conosciuto.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p style="text-align: left;">R) Credo che la cultura stia passando un momento di forte crisi. Gli artisti faticano ad emergere e le risorse sono poche. Faccio un esempio per ciò che riguarda il mondo della musica, al quale sono più vicina. I talent show sono ormai l’unico modo per avere visibilità, sicuramente questo è molto riduttivo e spesso genera “fenomeni lampo” destinati ad essere dimenticati un pochi anni. In nomi sul piatto alla fine sono sempre i soliti tre. Non credo che ci sia un calo artistico da parte dei musicisti, credo che il problema sia nella produzione discografica che deve seguire le tendenze del momento, tendenze che variano al ritmo della società. Il pubblico sfugge, non riesce a dare all’arte il tempo che merita. Spesso si ascolta musica mentre si svolgono altre attività, mentre le canzoni faticano ad adeguarsi al “ritmo produttivo”, per questo bisogna comporre cose di facile ascolto e che non presuppongano una particolare attenzione. Credo che questo sia valido un po’ in tutti i campi.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p style="text-align: left;">R) Dopo aver visto in treno la pubblicità di una casa editrice che faceva della selezioni letterarie, feci una ricerca sul web e  vedendo che era necessario spedire semplicemente un’e-mail mi sono chiesta se fosse il caso di provare.  E’ successo tutto quasi per caso, non ho mai pensato realmente di voler pubblicare i miei racconti se non al momento della firma del contratto.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p style="text-align: left;">R) Ho un regista preferito, Kubrick, e quasi tutti i suoi film se la battono per il primo posto.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p style="text-align: left;">R) Da appassionata di musica sarebbe già molto difficile doverne scegliere cento. Dirò la canzone che passa nella mia testa in questo momento: Down South Jukin, Lynyrd Skynyrd</p><p style="text-align: left;"> <strong>Approfondimento: narrativa. </strong></p><p style="text-align: left;"><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p style="text-align: left;">R) No.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p style="text-align: left;">R) Non per il mio genere.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p style="text-align: left;">R) Riuscire ad accostare sempre le parole giuste per ottenere l’emozione. Mentre nel romanzo ci si può permettere qualche piccolo “calo”, nel racconto c’è bisogno di pesare ogni singola parola, quasi come in una canzone.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p style="text-align: left;">R) Di solito scrivo su carta, non per una questione di scelta, ma per comodità. Carta e penna le ho quasi sempre a portata di mano, e il tempo necessario per accendere il computer potrebbe giocare brutti scherzi: se non scrivo subito ciò che ho in testa mi sfugge facilmente! Non c’è un momento preciso della giornata in cui mi metto a scrivere, può succedere che mi venga un idea in qualsiasi situazione, persino in bicicletta o, come è già successo, in treno dove, non avendo altro a disposizione, mi sono arrangiata a scrivere con un evidenziatore in alcuni fazzoletti di carta. Posso dire che nella maggior parte dei casi mi capita di scrivere di notte, quando rielaboro la giornata e le emozioni provate. Molti ritengono che la notte accada quasi qualcosa di sovrannaturale che dà ispirazione all’artista, io credo invece in ciò che aveva detto Hemingway: “E&#8217; straordinariamente facile fare il superiore su ogni cosa di giorno, ma di notte è un&#8217;altra faccenda”. Quando scrivo non gradisco avere persone affianco, anzi è una vera è propria ossessione: nessuno deve vedere il mio racconto fino a quando non ho scritto l’ultimo punto. Può addirittura capitare che se qualcuno mi disturba durante la stesura butti nel cestino l’intero testo. È una cosa che i miei familiari faticano molto a capire.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p style="text-align: left;">R) Dalle emozioni. È una raccolta di emozioni. Io la definisco una raccolta di suoni ed odori dalla strada.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p style="text-align: left;">R) Raccontare qualcosa di me attraverso metafore e personaggi.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p style="text-align: left;">R) Nel racconto, credo che sia più adatto per ciò che voglio comunicare, più musicale in qualche modo. Ma non escludo di poter scrivere un romanzo in futuro.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p style="text-align: left;">R) Credo che il racconto, per la sua concisione, sia più adatto a raccontare un’emozione o comunque un concetto forte. Il romanzo è probabilmente più adatto a raccontare una storia ed a far “navigare” il lettore.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p style="text-align: left;">R) Credo che mi abbiano influenzato i dischi di Bob Dylan, Neil Young, i Rolling Stones… Mi ha sempre appassionato l’idea dell’ “on the road”, ho provato a vederlo in maniera metaforica. “All’area di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll” mi è sembrata la descrizione giusta per i miei racconti. Mi sono immaginata ferma all’area di servizio per un panino e la benzina a riflettere sulla parte di viaggio appena trascorsa. Le bombe sono le emozioni forti, i carramba tutto ciò che vuole trattenerci o incanalarci in qualche binario, il rock’n’roll è la colonna sonora, la linfa vitale.</p><p style="text-align: left;"><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p style="text-align: left;">R) due anni e mezzo circa</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) No.</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Possono essere un modo per pubblicizzare il proprio libro, niente di più.</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R)  Sì, ho molte cose in cantiere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-donatella-canepa-2/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Donatella Canepa, scrittrice</title><link>http://www.libriescrittori.com/donatella-canepa-scheda-autore/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/donatella-canepa-scheda-autore/#comments</comments> <pubDate>Wed, 10 Aug 2011 16:37:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Tommaso Maria Lovato</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Schede personali]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=4467</guid> <description><![CDATA[Scheda personale della scrittrice Donatella Canepa Nome: Donatella Cognome: Canepa Luogo e data di nascita: Genova, 6 marzo 1992 Luogo di residenza: Emilia Romagna Occupazione: Musicista Email: donatellacanepa@gmail.com Sito internet: www.myspace.com/frecciacanepa, www.facebook.com/donatellacanepa Titoli prodotti: All’area di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll (2010), Albatros &#8211; Racconti]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale della scrittrice Donatella Canepa</p><p>Nome: Donatella</p><p>Cognome: Canepa</p><p>Luogo e data di nascita: Genova, 6 marzo 1992</p><p>Luogo di residenza: Emilia Romagna</p><p>Occupazione: Musicista</p><p>Email: donatellacanepa@gmail.com</p><p>Sito internet: <a href="http://www.myspace.com/frecciacanepa">www.myspace.com/frecciacanepa</a>, <a href="http://www.facebook.com/donatellacanepa">www.facebook.com/donatellacanepa</a></p><p>Titoli prodotti:</p><p><em>All’area di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll</em> (2010), Albatros &#8211; Racconti</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/donatella-canepa-scheda-autore/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista ad Ario Gnudi</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-ario-gnudi/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-ario-gnudi/#comments</comments> <pubDate>Fri, 07 Jan 2011 18:37:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=3924</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Ario Gnudi Nome: ARIO Cognome: GNUDI Regione di residenza: EMILIA ROMAGNA Email: ario.gnudi@tiscali.it Intervista (Gennaio 2011) D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Sono un medico sessantaseienne che, dopo una vita lavorativa interamente trascorsa nell’ambito della Sanità Pubblica, prima a livello ministeriale, poi [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore <strong>Ario Gnudi<span id="more-3924"></span></strong></p><p>Nome: ARIO<br /> Cognome: GNUDI<br /> Regione di residenza: EMILIA ROMAGNA<br /> Email: <a href="mailto:ario.gnudi@tiscali.it">ario.gnudi@tiscali.it</a></p><p><strong>Intervista (Gennaio 2011)</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Sono un medico sessantaseienne che, dopo una vita lavorativa interamente trascorsa nell’ambito della Sanità Pubblica, prima a livello ministeriale, poi regionale, infine nelle ASL (ho diretto per anni un distretto socio sanitario), ha deciso di andarsene anticipatamente in pensione perché stufo di vedere i malati, sempre più Pazienti e sempre meno Persone, costantemente collocati dal sistema nelle ultime posizioni della filiera sanitaria, dopo le carriere dei primari, i tagli di bilancio, le apparecchiature obsolete, l’invasione della politica, e via così. Sono sempre stato un divoratore di libri e mi hanno sempre affascinato gli scrittori che, quale che fosse la storia proposta, dialogavano con il lettore, lo rendevano partecipe del romanzo, coinvolgendolo pagina dopo pagina, ed è questa la molla che mi ha indotto a prendere la penna in mano. Mi sono chiesto: ne sarò capace? Saprò far entrare i miei potenziali lettori in una plaza de toros di Madrid ovvero in una sala da biliardo di Luino, così come hanno fatto con me Ernest Hemingway o Piero Chiara? Ho voluto provarci.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Liceo Scientifico Statale, Università degli Studi di Bologna.</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Dopo qualche anno speso al riequilibrio di me stesso (cessazione dell’attività lavorativa, separazione, divorzio, trasferimento in provincia con una nuova compagna), ho trovato l’assetto giusto grazie anche ad una compagnia di vecchi ragazzi della mia età che, come me, amano lo stare insieme, la musica, il cinema, lo sport (praticato, compatibilmente con l’anagrafe, e non allo stadio o in tv), il che mi ha fatto ricordare il clima dei nostri anni verdi, con la sua musica inimitabile, con il suo cinema ineguagliabile, con quel mix di speranza e di fiducia che assaporavi in ogni momento della tua giornata non solo perché eri giovane, ma perché capivi che si andava formando un tipo di società che ti faceva sperare nel domani, perché te lo stavi costruendo oggi.</p><p>Ho voluto quindi provare a descrivere tutto ciò, avvalendomi del mio percorso di vita nell’arco di dieci anni fondamentali di quel periodo.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) Cercare di rendere partecipi gli altri delle proprie emozioni e riuscirci.</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) Tutti i classici italiani e americani della formazione culturale di tutta una generazione: Pavese, Cassola, Chiara, Bassani, Bevilacqua, Gadda, Pasolini, Hemingway, Steinbeck, Faulkner, Fitzgerald, Miller, Masters, Updike, ecc…</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) Certi “giovani” che oggi vanno per la maggiore (che comunque ho cercato di leggere): Moccia, Brizzi, Scarpa, Brown, Follett, Pennac, ecc…</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) Il Profumo, di Süskind.</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) Stabat Mater, di Scarpa</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) Fondamentale. Non riuscirei a scrivere in un contesto diverso. Mi sento molto in sintonia con un altro scrittore delle mie parti, Claudio Bolognini, che ho letto, mi piace e conoscerei volentieri.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) Mi piace il fatto che, grazie a innumerevoli iniziative editoriali, moltissime delle quali anche su internet, quasi tutti coloro che oggi abbiano la voglia (e il coraggio) di pubblicare un libro, e siamo in tanti, lo possano fare. E’ certo che in una miniera così vasta e profonda ogni tanto brilla una gemma, il problema è vederla, riconoscerla e saperla cogliere. Non mi piace il fatto che, chi ha la possibilità (e la fortuna) di pubblicare con un grosso editore, se non ha scritto una “boiata pazzesca” (come diceva il buon Fantozzi), ha davanti a sé una strada sicura, spianata verso i premi letterari, apparizioni nei mass media e celebrazioni di tutti i tipi, mentre gli altri, abbiano pur scritto una nuova Divina Commedia, se la devono sudare in termini di visibilità e riconoscimenti.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) Mi piace la cultura sussurrata, non ostentata, quella vera, che riconosci solo quando ci incappi incidentalmente, perché è l’esatto contrario del modo in cui viene praticata oggigiorno. Viceversa non mi piace quella urlata, pressappochista, “n’dò cojo, cojo”, come si dice a Roma, che nel panorama odierno trasuda da ogni giornale, canale tv, sito internet. Da sempre resto affascinato anche dalle operazioni più semplici, tipo quella di piantare un chiodo per esempio, purché mi renda conto che chi lo fa è un vero esperto della materia. La mia sensazione è che oggi in molti maneggino il martello, ma di chiodi diritti ne vadano giù pochini.</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) Per caso. Mia moglie, molto più giovane di me e curiosa come ogni donna di saperne di più sul proprio uomo, a mia insaputa ha spedito i primi capitoli a un editore locale, ed è stato l’inizio di questo tormento.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) Qui siamo nel mio campo (potrei scriverci un altro libro): diciamo, per brevità, le opere dei tre massimi registi di ogni tempo: Leone, Wilder, Kubrick, senza dimenticare Fellini, Bergman, Monicelli, Truffaut, Risi, Peckinpah, Salvatores, Tarantino, ecc…</p><p>Volendo poi esprimere comunque delle preferenze, ne cito solo tre:</p><ol><li><strong>C’era una volta il west </strong>– il miglior western di tutti i tempi ( con buona pace di John Ford e John Wayne). Sontuoso nei paesaggi, nella colonna sonora, nelle battute (fulminanti), nella scelta degli attori, nella trama, nei primi piani, nei costumi, nei dettagli storici.</li><li><strong>A qualcuno piace caldo</strong> – la miglior comedy di tutti i tempi. Strepitosi gli attori (geniale il doppio ruolo di Lemmon e Curtis), galattica Marilyn, rigorosa l’ambientazione anni ’20, storiche le battute, perfetto il biancoenero (bianchissime le ghette del gangster “Ghette”, nerissima l’ultima notte dove “nessuno è perfetto”).</li><li><strong>Orizzonti di gloria</strong> – la miglior opera antimilitaristica di tutti i tempi. Perfetta l’ambientazione I° guerra mondiale (con tutto quel fango), assoluta la ricostruzione degli ambienti e delle mentalità militari dell’epoca ( geniale l’interpretazione cinico/buonista di Adolphe Menjou), angosciante e commovente il canto finale dei sopravvissuti.</li></ol><p> </p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) Altra mia passione. Diciamo tutta la musica, italiana e non, anni ’50, ’60, ’70 (dal rock al beat, passando per i cantautori italiani). Anche qui, volendo fare delle citazioni, elenco brevemente:</p><p>Anni ’50 – in italiano: <strong>Resta cu’ mme</strong>, di Domenico Modugno, una delle più belle canzoni d’amore di sempre, scritta da un pugliese nella lingua ufficiale della musica italiana, che è il dialetto napoletano.</p><p>In inglese: <strong>Only you</strong>, dei Platters, con cui è iniziata l’epoca della musica “terzinata”.</p><p>Anni ’60 – in italiano: <strong>Sapore di sale</strong>, di Gino Paoli, perché rende perfettamente l’atmosfera di quel periodo: il mare, le ragazze, la spensieratezza, i problemi lungi da venire, quanto allora c’era di meglio nella vita.</p><p>In inglese: <strong>Yesterday</strong>, dei Beatles, forse la canzone più bella di tutti i tempi, e non aggiungo altro.</p><p>Anni ’70 – in italiano: <strong>La canzone del sole</strong>, di Lucio Battisti, una poesia minimalista in musica: le biciclette abbandonate, le tue calzette rosse, e la cantina buia dove noi…</p><p>In inglese: <strong>Imagine</strong>, di John Lennon, anche questa una poesia musicale, di ben altro spessore, da nobel per la pace.</p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) No</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) Non più di tanto, credo di più nel talento individuale.</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) Scrivere è più semplice che narrare, il che consiste nel porre il lettore nella condizione di vivere il tuo racconto, ma non è per niente facile.</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Al computer, da solo, di notte. Credo che solamente così si crei l’atmosfera giusta per calarsi nelle storie che si vogliono raccontare.</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Un po’ per noia e un po’ per non morir, come dice il poeta. Battute a parte, mi sono ritrovato con parecchio tempo libero e con la necessità di “mantenere lubrificate le sinapsi neuronali”, come dicono i miei colleghi. Il ricordo degli anni verdi ha fatto il resto.</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Trasmettere emozioni. Non solo a quelli che c’erano o potevano esserci, ma soprattutto a quelli che non c’erano.</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Con il racconto. Che deve essere necessariamente romanzato.</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Il romanzo è una storia inventata che può sembrare anche vera, il racconto è una storia vera che può sembrare anche inventata.</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) Mi è rimasta impressa la frase: “L’adolescenza è come un anello di fumo, sorge di colpo incerta ma bella, rifulge un istante sorridendo, poi lentamente si sfalda e svanisce nel nulla”. Ne ringrazio pubblicamente lo sconosciuto autore.</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) Dall’autunno 2006 a Natale 2007.</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) No</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Credo di più nelle grosse case editrici.</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) Sì. Un racconto (o un romanzo?) sul sistema sanitario italiano, ospedaliero in particolare, che sto scrivendo e che ho intitolato provvisoriamente “Corsie ad ostacoli”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-ario-gnudi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Ario Gnudi, scrittore</title><link>http://www.libriescrittori.com/ario-gnudi-scrittore/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/ario-gnudi-scrittore/#comments</comments> <pubDate>Fri, 07 Jan 2011 18:37:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Schede personali]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=3922</guid> <description><![CDATA[Scheda personale dello scrittore Ario Gnudi Nome: ARIO Cognome: GNUDI Luogo e data di nascita: Bologna – 21/05/1944 Luogo di residenza: Molinella (BO) Occupazione: Pensionato Email: ario.gnudi@tiscali.it Titoli prodotti: ANELLI DI FUMO]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale dello scrittore <strong>Ario Gnudi<span id="more-3922"></span></strong></p><p>Nome: ARIO<br /> Cognome: GNUDI<br /> Luogo e data di nascita: Bologna – 21/05/1944<br /> Luogo di residenza: Molinella (BO)<br /> Occupazione: Pensionato<br /> Email: <a href="mailto:ario.gnudi@tiscali.it">ario.gnudi@tiscali.it</a></p><p>Titoli prodotti: ANELLI DI FUMO</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/ario-gnudi-scrittore/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Silvia M.Damiani</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-silvia-m-damiani-2/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-silvia-m-damiani-2/#comments</comments> <pubDate>Sun, 19 Sep 2010 12:40:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Silvia M. Damiani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/intervista-a-silvia-m-damiani-2/</guid> <description><![CDATA[Intervista alla scrittrice Silvia Mariaelena Damiani Nome: Silvia MariaElena Cognome: Damiani Regione di residenza: Emilia Romagna Email: neitherthemoon@hotmail.it Intervista (09-2010) D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Ho sempre amato scrivere, fin da bambina cercavo con ogni mezzo di scrivere i passi dei film che mi [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista alla scrittrice <strong>Silvia Mariaelena Damiani</strong><span id="more-3439"></span></p><p>Nome: Silvia MariaElena<br /> Cognome: Damiani<br /> Regione di residenza: Emilia Romagna<br /> Email: <a href="mailto:neitherthemoon@hotmail.it">neitherthemoon@hotmail.it</a></p><p><strong>Intervista (09-2010)</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Ho sempre amato scrivere, fin da bambina cercavo con ogni mezzo di scrivere i passi dei film che mi piacevano di più, cercavo di essere il più dettagliata (nauseamente dettagliata) possibile per vedere se ero in grado di ricostruire quella determinata scena che mi piaceva tanto. Più avanti, imparando a descrivere storie che accadevano nella mia testa e non sullo schermo, ho visto che non ero tanto io a scrivere, quanto i personaggi stessi a dirmi chi erano e cosa stavano facendo… così non dovevo far altro che inseguirli senza giudicarli, ed aspettare che fossero loro ad agire e spiegarmi le loro intenzioni.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Elementari e medie in una scuola privata perché, avendo cominciato con un anno di anticipo rispetto gli altri studenti, non mi accettavano da nessuna altra parte… sigh… Con la fine delle medie mi sono trasferita con la famiglia a Piacenza, dove ho seguito il liceo scientifico, e, una volta “maturata”, mi sono laureata in economia aziendale…</p><p>Già, non centra assolutamente nulla con ciò che amo di più al mondo, ma ho sempre ritenuto interessante per una mente così emotiva come la mia, imparare a razionalizzare, e spero mi stia servendo a qualcosa!</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Al liceo ho iniziato a frequentare un laboratorio teatrale, col quale era necessario scriverci i nostri copioni (era una sorta di lavoro sulla storia e sui personaggi che dovevamo interpretare), così, da una storia per sommi capi, ho dovuto iniziare a seguire una consecutio temporum ben definita, ho imparato a seguire i fili di diversi discorsi per poi farli tornare verso un “nodo cardine” della storia.</p><p>E’ iniziato tutto così, per gioco, e da lì è stata una lunga caduta senza fine.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) E’ come avere un dolore inimmaginabile dentro, qualcosa di viscerale, alla quale se non dai voce senti che la tua vita passerà nell’ombra, completamente oscurata dai fuochi fatui che ci ammaliano</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) “il ritratto di Dorian Gray”; “Io uccido”</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) Harmony… non li sopporto</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, mostra il nostro mondo di tutti i giorni dal punto di vista di un bambino autistico.</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) “L’impero dei vampiri”, speravo molto di più… anche se affronta in una modalità completamente nuova la ben vecchia e trita storia sui vampiri, penso sia andato un po’ troppo oltre.</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) Sono nata a Milano, ma dal 2000 la mia casa è divenuta Piacenza, e posso dire che da allora sono rinata. Piacenza mi ha dato e tolto tanto, ma mi ha permesso di conoscere persone che valeva la pena di rendere parte della mia vita e mi ha mostrato luoghi di una bellezza senza fine pur nella loro semplicità.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) Vedo davvero molta disinformazione al riguardo (io stessa non ci capisco un granché). Per chi cerca di iniziare la propria strada, si presenta un percorso irto di ostacoli e contraddizioni.</p><p>C’è chi calunnia le case editrici a pagamento, chi le esalta, ci sono gli onesti ed i disonesti. Però, in fin dei conti, la piccola editoria esiste, e sembra dare un po’ di spazio agli autori esordienti (anche perché i grandi autori già affermati non si affiderebbero mai a piccole case editrici che hanno già i loro problemi a farsi largo). Poi è ovvio che difficilmente ogni libro scritto da un esordiente sia un imminente best seller, ma raramente ci viene data la possibilità di brillare. Questo è anche un problema delle librerie, offrono i posti alle case editrici migliori, e quelle piccole sono costrette in angoli bui e difficilmente raggiungibili, lasciando tutto nelle mani del fato e della fortuna.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) Ammiro molto il panorama italiano, incredibilmente sfaccettato e vasto. Penso che il nostro popolo abbia un potenziale pazzesco, anche se al giorno d’oggi dobbiamo riconoscere che non abbiamo più la vecchia scuola che ci ha reso grandi, e se non ci diamo una bella svegliata siamo condannati a morire.</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) A dir la verità non mi era mai passato per la testa di pubblicare, non lo ritenevo semplicemente possibile. E’ stato il mio fidanzato, dopo aver letto una miriade di racconti e romanzi abbozzati, che mi ha innocentemente chiesto: “Perché non pubblichi qualcosa?”. Poi ha continuato per mesi a indicare le vetrine delle librerie e suggerire qualche casa editrice, così mi sono data una bella svegliata!</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) Ce ne sono diversi, gli evergreen sono: “A qualcuno piace caldo”, forse il mio preferito da sempre; “Il Corvo” e “Number 23”</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) Anche qui non riesco mai a decidermi: “Queen of roses” dei Night Flight e “Strange World” dei Ké</p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) No, mai. Non ne ho la capacità credo, non riesco a mettermi da zero e scrivere, devo vederla prima.</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) Per chi è capace di seguire delle regole ben precise ritengo che siano molto utili, aiuta a rifinire lo stile e correggere le piccole sbavature, io non potrei mai scrivere a comando, troppo incostante…</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) Riuscire a dare vita ai propri personaggi. Malgrado si muovano su storie banali, il saperli rendere “umani” penso che azzeri molto la distanza con il lettore.</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Solitamente al computer, quando sono malata o prevalentemente la sera tardi che ho più tempo ed ho la mente libera. Prediligo avere un po’ di buona musica in sottofondo, e se proprio ho qualcosa da scrivere ma non riesco ad iniziare, allora ascolto la musica e inizio a riscrivere il testo, lo scrivo, lo riscrivo e lo modifico finché il mio cervello non si attiva!</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Volevo raccontare una storia dove gli atti più terribili e raccapriccianti in fin dei conti potessero essere assolutamente giustificabili. Volevo che il lettore giungesse alla parola fine e si chiedesse cosa avrebbe fatto lui al posto suo, e non riuscisse a condannare in pieno le sue azioni.</p><p>Ero anche stufa dei classici stereotipi della letteratura fantastica, così ho cercato di stravolgerli il più possibile, arrivando a costituire un’articolata storia d’amore, dove l’amore non si vede, ma si sente in ogni parola.</p><p>Almeno… diciamo che lo spero!!</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Riuscire a catturare il lettore e portarlo nel mondo di qualcun altro. Significa lasciargli una sorta di marchio indelebile, come diverse personalità che entrano in contatto e ne rimangono contagiate.</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Solitamente col racconto, in quanto essendo tanto incostante non è facile riuscire a seguire una storia dall’inizio alla fine, tuttavia ci sono troppe sfaccettature e sfumature che il breve racconto si “incicciotta” sempre più.</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Penso siano sostanzialmente la stessa cosa: lo stesso cuore e le stesse sensazioni. Nel racconto se ne descrivono frammenti, nel romanzo si può ammirare l’intero dipinto.</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) La storia è costellata di <em>voci</em>, che potrebbero essere semplici sibilii del vento ma anche una specie di <em>coro</em> (inteso come la voce fuori campo al tempo delle rappresentazioni greche, una coscienza collettiva che tutto sa, tutto vede, ma nessuno la ascolta). Volevo catapultare il lettore nel mondo di Nike, la protagonista, un mondo davvero particolare, ecco il perché de “Le voci di Nike”. La seconda parte invece “primo movimento, allegro maestoso”, riprende la dicitura della musica classica, e serve ad indicare la velocità e l’espressività con la quale bisogna eseguire il brano. In questo caso “allegro” indica uno scritto rapido, ricco di colpi di scena.</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) Dieci anni circa… a dir la verità avevo cominciato nel 2002 credo, ma abbandonato poco dopo per altre balzane idee che mi erano giunte per la testa. Solo più recentemente ho ripreso in mano la storia (quasi completamente terminata, mancavano solo le ultime “dieci pagine”, come dicevo ad una mia carissima amica), ho rifinito i personaggi, e finalmente <em>loro</em> mi hanno mostrato come poteva essere la sola via di uscita… e in effetti, a conti fatti tutto tornava, io stessa forse avrei agito come loro.</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) Non ho mai partecipato… un po’ perché non ho mai pensato di esserne all’altezza, e proprio per questo non ci ho mai creduto fino in fondo.</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Dipende Sarebbero una buona spinta per l’ego ed una conferma per il duro lavoro eseguito, oltretutto una buona presentazione sul curriculum. Anche se non penso siano vitali.</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) Fin troppi per la mia povera vita! In via di definizione il seguito a “Le Voci di Nike”, poi tante altre storie alle quali vorrei proprio far vedere la luce delle librerie, ma per ora solo il seguito al mio primo romanzo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-silvia-m-damiani-2/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>recensione: &#8220;L&#8217;anima in personal&#8221;, II e-book DinAnimismo</title><link>http://www.libriescrittori.com/recensione-lanima-in-personal-ii-e-book-dinanimismo/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/recensione-lanima-in-personal-ii-e-book-dinanimismo/#comments</comments> <pubDate>Fri, 16 Apr 2010 20:09:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Zairo Ferrante</dc:creator> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Libri]]></category> <category><![CDATA[artisti vari]]></category> <category><![CDATA[dinanimismo]]></category> <category><![CDATA[ferrara]]></category> <category><![CDATA[futurist edition]]></category> <category><![CDATA[michela erika rossano]]></category> <category><![CDATA[recensione]]></category> <category><![CDATA[secondo e-book]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2694</guid> <description><![CDATA[“LA POESIA COME VOCE DELL&#8217;ANIMA” ovvero L&#8217;ANIMA IN PERSONAL &#8211; AA.VV. secondo e-book del DinAnimismo edito da “Futurist edition” , recensito da Michela Erika Rossano Lo scorso gennaio il DinAnimismo ( movimento poetico/artistico rivoluzionario delle anime) in sinergia con Futurist-Edition (casa editrice sperimentale on-line) ha indetto il suo primo concorso poetico letterario.  pochi mesi di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“LA POESIA COME VOCE DELL&#8217;ANIMA”<br /> ovvero<br /> L&#8217;ANIMA IN PERSONAL &#8211; AA.VV.<br /> secondo e-book del DinAnimismo edito da “Futurist edition” , recensito da Michela Erika Rossano<span id="more-2694"></span></p><p>Lo scorso gennaio il DinAnimismo ( movimento poetico/artistico rivoluzionario delle anime) in sinergia con Futurist-Edition (casa editrice sperimentale on-line) ha indetto il suo primo concorso poetico letterario.  pochi mesi di distanza i partecipanti al concorso, selezionati accuratamente, vedono pubblicate le proprie opere nel secondo e-book del movimento: “La poesia come voce dell&#8217;anima ovvero l&#8217;Anima in personal”.</p><p>L&#8217; e-book, curato dallo scrittore Zairo Ferrante, rientra nelle attività del Laboratorio di Letteratura Futurista (AIT) ed è stato impreziosito dalla “futuribile” voce del critico Roberto Guerra, dalle considerazioni della talentuosa poetessa Barbara Cannetti e dalle opere pittoriche dell&#8217;artista brindisino Vincenzo Carofalo.</p><p>I tredici finalisti, di diverse età, provenienti da tutta Italia, con differenti vissuti professionali ed umani hanno voluto riflettere sull&#8217;anima, accompagnandoci in una dimensione quantomai plurima&#8230;adagiata su metriche espressive oltremodo variegate.</p><p>L&#8217; e-book ha il merito di mostrarci, tramite l&#8217;arte della scrittura e dei versi, i molteplici volti dell&#8217;Io che meravigliosamente si “allarga” lottando contro “l&#8217;infima materia o indifferenza”, per poi rimpicciolirsi facendosi essenza o meglio “Assenza” in un cuore innocente “nascosto dentro una scatola”che ama sia nei “sogni distratti” sia nella realtà di “ un&#8217;erezione d&#8217;amore”.</p><p>Amore che si manifesta anche con “le lacrime di un dolce amaro settembre”, con un “usignolo che canta per gli uomini liberi” o con un uomo che incessantemente cerca il “suo posto nel mondo” dinanzi all&#8217;incertezza “della notte”.</p><p>Inoltre ci mostra tutta la potenza della scrittura che può far “fermare il poeta”, fare “del sogno emozione” e sconfiggere “la visione pessimista dell&#8217;età contemporanea”.<br /> In fine all&#8217;e-book va anche il merito di contenere scritti di autori giovanissimi che lasciano ben sperare per il prossimo futuro!</p><p>DinAnimismo (Movimento poetico/artistico rivoluzionario delle anime)</p><p>Per leggere gratuitamente l&#8217;e-book:<br /> <a href="http://poeticamente.myblog.it/archive/2010/04/07/secondo-e-book-dinanimismo-aa-vv.html" target="_blank">http://poeticamente.myblog.it/archive/2010/04/07/secondo-e-book-dinanimismo-aa-vv.html</a> <a href="http://poeticamente.myblog.it/archive/2010/04/07/secondo-e-book-dinanimismo-aa-vv.html" target="_blank"></p><p>http://e-bookdinanimismo.myblog.it/secondo-e-book-dinanimismo-aa-vv/</a></p><div><a href="http://e-bookdinanimismo.myblog.it/secondo-e-book-dinanimismo-aa-vv/"></a></div><p><a href="http://e-bookdinanimismo.myblog.it/secondo-e-book-dinanimismo-aa-vv/" target="_blank">Per leggere le biografie degli autori “Cinzia Accetta, Giancarlo Fattori, Monica Fonti, Siddharta-Asia Lomartire, Nicola Matteucci, Marco Nuzzo, Gino Puglisi, Mariacarmela Ribecco, Carlo Rinaldi, Daniela Schiarini, Massimiliano Scordamaglia, Nicole Stella, Gioia Volpe” : http://recensionedinanimista.myblog.it/archive/2010/03/29/dizionario-biografico-autori-2-e-book-dinanimismo.html</p><div><a href="http://recensionedinanimista.myblog.it/archive/2010/03/29/dizionario-biografico-autori-2-e-book-dinanimismo.html"></a></div><p></a><a href="http://recensionedinanimista.myblog.it/archive/2010/03/29/dizionario-biografico-autori-2-e-book-dinanimismo.html"> </p><p></a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/recensione-lanima-in-personal-ii-e-book-dinanimismo/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Rudy Mentale</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-rudy-mentale/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-rudy-mentale/#comments</comments> <pubDate>Sat, 27 Mar 2010 11:14:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Rudy Mentale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2489</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Rudy Mentale Nome: Rudy Cognome: Mentale Regione di residenza: Emilia Romagna Email: rudy.mentale@gmail.com Intervista (marzo 2010) D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Come quando ho smesso di fumare. Iniziare a scrivere è avvenuto così, di colpo un mattino. Sembrerà banale ma è [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore <strong>Rudy Mentale</strong><span id="more-2489"></span></p><p>Nome: Rudy<br /> Cognome: Mentale<br /> Regione di residenza: Emilia Romagna<br /> Email: <span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:rudy.mentale@gmail.com">rudy.mentale@gmail.com</a></span></p><p><strong>Intervista (marzo 2010)</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Come quando ho smesso di fumare. Iniziare a scrivere è avvenuto così, di colpo un mattino. Sembrerà banale ma è la verità. Per essere precisi, un fatto di cronaca ha scatenato il mio desiderio di urlare e di scrivere: il massacro di bambini alla scuola di Beslan in Ossezia. Da quel giorno ho iniziato a lavorare a una storia che poi ho rimaneggiato più volte di mano in mano che l’esperienza e una lettura più intensa mi portavano a capire sempre più i meccanismi della scrittura. Un corso di scrittura nell’inverno 2006/2007 a Bologna, sotto la guida di Luigi Bernardi, mi ha ulteriormente stimolato. Per farla breve, in pochi anni ho scritto tre romanzi, una fiaba per bambini, diverse poesie e una decina di racconti brevi. URCA è la mia prima fatica uscita in libreria.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Dopo le medie inferiori, i miei genitori m’imposero una scuola tecnica per geometri, nonostante i professori consigliassero un percorso di studio presso le belle arti di Modena. Non è stato esaltante, ma a Sassuolo, dove sono nato e cresciuto, si poteva studiare solo da geometri o da ragionieri… sapete, la ceramica. Risultato: lasciai l’istituto per geometri al quarto anno, senza nemmeno diplomarmi e dopo aver organizzato l’unica occupazione studentesca della storia dell’istituto. Era il 78… anni caldi e io ero focoso. Dopo ho deciso che preferivo studiare la vita e… credetemi, non ho ancora smesso.</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Come ho detto, fu la strage di bambini alla scuola di Beslan… un evento che mi scosse nel profondo. Fu un caso per me scoprire che riuscivo a scrivere con una certa facilità. Ho sempre avuto il sogno di scrivere un libro, ma mai mi ci ero cimentato con serietà. Fino ad allora, confesso, leggevo poco e scrivevo solo poesie e testi di canzoni. ah sì, dimenticavo, ho una storia come autore e interprete di canzoni. Ho ottenuto perfino un contratto da un importante produttore nel 97, e ho musicato 25 fiabe animate per la Rai.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) Un’esperienza meravigliosa. I personaggi si materializzano nella mente e cominciano a muoversi come entità autonome. Ti svegliano la notte, ti fermano di giorno, ti sussurrano mentre stai con lei&#8230; niente di preoccupante, non si perde la ragione.</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) Amo scrivere romanzi, ma adoro leggere saggi. Georgescu Roegen, Rifkin, Noam Chomsky sono fra gli autori di saggistica che più mi hanno suggerito idee. Sto lentamente leggendo l’opera omnia di Stephen Jay Gould sulla teoria dell’evoluzione. Ho amato la storia della filosofia occidentale di Bertrand Russel. Nella narrativa ho un debole per gli autori americani e inglesi: John Fante, Philip Roth, Ian Mc Ewan o i classici come Oscar Wilde… ma mi mancano ancora tante letture da colmare di sguardi e di riflessioni.</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) Certi italiani fatico a comprenderli. Moccia è uno che non leggerei mai.</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) Difficile dirlo, forse <em>A ovest di Roma</em> di John Fante.</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) Uno che ho cominciato due volte e non sono mai riuscito ad arrivare oltre la pagina trenta: <em>Non avevo capito niente</em> di Diego da Silva</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) Da sempre mi sento un cittadino del mondo e un figlio antropologico dell’Africa. l’appartenenza territoriale viene molto dopo. Per capirci, sto alle istanze della Lega quanto lo zucchero sta alla luna. Mi piace scrivere di storie dove l’appartenenza territoriale è un fatto marginale. Prediligo l’italiano al dialetto, che uso solo per caratterizzare un po’ un personaggio, ma con moderazione.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) La conosco così poco e da così poco tempo… aggiungo che dopo aver frequentato, più o meno direttamente, il mondo discografico, l’editoria al confronto mi sembra l’Italia per uno che è sfuggito alla guerra irachena.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) Qualunque cosa rispondessi, sarebbe necessariamente sbagliata: credo che manchi l’entusiasmo.</p><p>Si è troppo vittime del business per credere in ciò che si fa o per fare qualcosa in cui vale la pena di credere. Ma, come dico, è sicuramente una risposta sbagliata, ricca di eccezioni.</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) L’entusiasmo e l’irrazionalità. Ho creduto all’impossibile e ho trovato casualmente un editore, forse più folle di me, al punto che mi ha pubblicato senza chiedermi alcun contributo. Semplicemente, sono stato fortunato. spero di riuscire a meritare questa fortuna.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) Anche in questo caso la risposta è necessariamente sbagliata: un regista che sto amando molto è Giorgio Diritti di Bologna. Ho visto due suoi film: <em>i</em><em>l vento fa il suo giro</em> e <em>L’uomo che verrà</em>. Strapiaciuti. E’ un artista che tratta l’appartenenza territoriale con la meticolosità di un antropologo, senza mai perdere di vista la storia che sta raccontando.</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) Da Aretha Franklyn a Ray Charles, da Annie Lennox a Amy Winehouse. Da Freddy Mercury ai Led Zeppelin. Gli AC/DC, Miles Davis, Cesaria Evora, Peter Gabriel, i Beatles. di canzoni belle ne sono state scritte talmente tante… Non posso restringere in una sintesi la bellezza di un mondo intero.</p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) Uno, a Bologna, con Luigi Bernardi. Mi si è aperto un mondo.</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) E’ soggettivo. per me lo è stato.</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) La cronologia. Il rispetto dei tempi che s’intende dare è uno degli elementi più impegnativi per imprimere un ritmo coinvolgente al racconto.</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Scrivo rigorosamente al computer. Capisco la mistica della “lettera 24” o di altre “meccaniche”, ma sono nato agli albori dell’era informatica e il computer è uno strumento straordinario. Scrivo la sera, dopo il lavoro, ma le idee mi fioriscono nell’arco dell’intera giornata, con prevalenza al mattino presto e talvolta alla notte, quando mi alzo a prendere appunti su qualunque supporto cartaceo mi passa per le mani, compreso la carta igienica&#8230; con la penna biro, s’intende.</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Due libri in particolare, sullo stesso tema, <em>Entropia</em> di Rifkin e <em>Bioeconomia</em> di Georgescu Roegen, mi hanno dato lo stimolo iniziale. Poi, dal momento che non ho i mezzi tecnici per scrivere un saggio, ho preferito scrivere un racconto di avventura, ambientato in un mondo futuro, dove uomini culturalmente lontani da noi negli usi e nei costumi si confrontano con uomini con la nostra stessa cultura. Un pretesto per prenderci in giro, riflettendoci su.</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Descrivere. Metto sul tavolo i personaggi, imbastisco una trama d’insieme e lascio che siano i personaggi a raccontarmi la loro storia. Ognuno di loro ha una sua personalità che deve emergere attraverso le cose che fa, che pensa e che vede. Mi tengo a debita distanza da giudizi morali. Chiunque legge, deve poter trovare elementi familiari che gli consentano di calarsi nel racconto con serenità e di goderne le sfumature. Lo scrittore sceglie cosa raccontare e come costruire la storia, attraverso logiche terrene fatte di uomini che non sono mai solo buoni o solo cattivi, ma semplicemente o tragicamente uomini. Mi ritengo un “empatizzatore”: cerco di rendere umani i personaggi e fare in modo che i lettori provino sentimenti per loro, prima ancora di decidere se ciò è giusto o sbagliato.</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Non fa differenza; dipende da come nasce l’idea. Alcune nascono con il dono della brevità, altre più complesse e ricche di eventi o di personaggi più complessi. Non decido mai la lunghezza a priori, ma riconosco sempre quando una storia è finita, almeno fino ad ora.</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Per come la vedo io si possono sintetizzare in due verbi: restringere e allargare</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) Ricorda la lampadina di Archimede Pitagorico?… alludo al personaggio di Disney. Però, se verifico che un titolo non è sufficientemente originale, m’impegno a cambiarlo. Per ora non è stato quasi mai necessario.</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) Più di due anni. Credo di essere uno scrittore lento. Scrivo un po’, poi lascio riposare e rileggo e spesso mi capita di cambiare alcuni particolari della struttura o d’inserire elementi nuovi.</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) Dopo il corso di scrittura ho partecipato a una serie di concorsi. Ho vinto il premio “Città di Rosignano” nel 2007 con un racconto breve, un noir. Sono arrivato secondo in un concorso nel comune di Mezzane, con una fiaba sull’olio di oliva. Triplice finalista a Chieri in tre differenti sezioni e al concorso M.A.R.E. 2007 indetto dalla Regione Emilia Romagna.</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Sono uno stimolo. Però, bisogna almeno piazzarsi, altrimenti…</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) Sto lavorando alla sceneggiatura di un film prodotto da una giovane casa di produzione cinematografica. Dovrei realizzare anche la versione su libro della storia. Si tratta di una spy story sui fatti dell’11 Settembre.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-rudy-mentale/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Rudy Mentale, scrittore</title><link>http://www.libriescrittori.com/rudy-mentale-scrittore/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/rudy-mentale-scrittore/#comments</comments> <pubDate>Sat, 27 Mar 2010 11:13:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Schede personali]]></category> <category><![CDATA[Rudy Mentale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2487</guid> <description><![CDATA[Scheda personale dello scrittore Rudy Mentale Nome: Rudy Cognome: Mentale Luogo e data di nascita: Sassuolo (MO), 11 Aprile 1959 Luogo di residenza: Reggio Emilia Occupazione: Operaio specializzato nel settore antincendio Email: rudy.mentale@gmail.com Sito internet: http://www.rudymentale.com Titoli prodotti: URCA]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale dello scrittore <strong>Rudy Mentale</strong><span id="more-2487"></span></p><p>Nome: Rudy<br /> Cognome: Mentale<br /> Luogo e data di nascita: Sassuolo (MO), 11 Aprile 1959<br /> Luogo di residenza: Reggio Emilia<br /> Occupazione: Operaio specializzato nel settore antincendio<br /> Email: <a href="mailto:rudy.mentale@gmail.com">rudy.mentale@gmail.com</a><br /> Sito internet: <a href="http://www.rudymentale.com" target="_blank">http://www.rudymentale.com</a></p><p>Titoli prodotti: URCA</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/rudy-mentale-scrittore/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Luca Gamberini</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-luca-gamberini/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-luca-gamberini/#comments</comments> <pubDate>Fri, 19 Mar 2010 11:36:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Luca Gamberini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2469</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Luca Gamberini Nome: Luca Cognome: Gamberini Regione di residenza: Emilia Romagna 15 marzo 2010 D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) sono luca, ho cominciato a scrivere per solitudine,scrivevo e scrivo tuttora ovunque; sabbia,muri,fogli,diari,terra,quaderni,vetro,mani,roccia,specchi,sassi,legno,perfino sull’acqua…. D) Qual è stato il suo percorso di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore <strong>Luca Gamberini</strong><span id="more-2469"></span></p><p>Nome: Luca<br /> Cognome: Gamberini<br /> Regione di residenza: Emilia Romagna</p><p><strong>15 marzo 2010</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) sono luca, ho cominciato a scrivere per solitudine,scrivevo e scrivo tuttora ovunque; sabbia,muri,fogli,diari,terra,quaderni,vetro,mani,roccia,specchi,sassi,legno,perfino sull’acqua….</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) ho finito a malapena le scuole medie,ero e sono un disastro,un disadattato cronico. Ho sempre rifiutato la logica del mondo.</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) ho iniziato a scrivere per curarmi,o forse per sfogarmi,di sicuro per conoscermi,per cercarmi.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) appunto fare la conoscenza con chi vive dentro me</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) uno nessuno centomila di Pirandello,canto alla durata di Handke,il potere di adesso di Tolle e le poesie di Pavese.</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) non ho preclusioni per nulla,vado a istinto quindi potrei leggere di tutto,ma leggo molto poco,mi piace più scrivere.</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) le voci del bosco di Corona</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) non ricordo né il titolo né l’autore,non l’ho finito l’ho rimosso,ricordo che era un best seller ,lo vedevo in tutte le vetrine,in tutti gli autogrill,mi aveva catturato la copertina,una vera delusione.</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) sono un vagabondo,mi sento a casa ovunque vado, della mia terra non mi manca nulla quando non ci sono,certo in Emilia sono cresciute le mie radici non lo dimentico,ma non ne faccio un icona,l’unico lembo di terra a cui sono affezionato è dove riposa la mia cagnina, che ora si presenta a me sotto forma di tulipano,e in svariati colori.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) non la conosco,non saprei che dire,non ho mai avuto contatti,non ho esperienza diretta.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) sorrido.</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) ho spedito a qualche editore il mio lavoro ed ho accettato l’offerta che era meno peggio per me,sono comunque rimasto soddisfatto della scelta.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) le ali della libertà / compagni di scuola</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) ce ne sono un casino, una una non saprei, dipende dallo stato d’animo del momento…quindi adesso direi… “bingo torna giù” di Sergio Caputo.</p><p><em>D) Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?</em></p><p>R) oramai sono stato vinto dal pc sebbene non mi intenda di politica <img src='http://www.libriescrittori.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> ,ma il fatto di non avere un notebook fa si che ancora quando sono in giro scriva a mano dove capita,il problema poi è di capire cosa ho scritto,poiché causa l’uso abuso del computer la mia calligrafia è diventata ignobile. Scrivo da solo principalmente, ma è bellissimo quando l’ispirazione mi coglie all’aperto magari tra ta tanta gente che non conosco e non mi conosce. Da poco più di un anno leggo anche in pubblico e mi piace tanto farlo,soprattutto perché il riscontro è stato sempre positivo se non esaltante..magari ai primi pomodori cambierò idea…anzi alle prime uova,di pomodori ne vado ghiotto.</p><p><em>D) Quali sono i suoi poeti del cuore?</em></p><p>R) Pavese.</p><p><em>D) Come nasce un suo verso?</em></p><p>R) dalle grida degli inquilini della mia anima,della quale sono l’amministratore condominiale.</p><p><em>D) Quanto tempo ci lavora su?</em></p><p>R) di istinto, immediato, mai corretto nulla.</p><p><em>D) Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?</em></p><p>R) per me scrivere è un modo di buttare fuori ciò che ho dentro e non riesco ad esprimere in altro modo,direi che sono soddisfatto,o meglio più leggero una volta scritto…quindi sempre soddisfatto dopo.</p><p><em>D) Dove e quando ha scritto il suo primo verso?</em></p><p>R) non ricordo con esattezza,ma ero e sono molto timido,probabilmente scrissi versi dedicati a una ragazza alla quale non osavo avvicinarmi.</p><p><em>D) Cos’è che l&#8217;ha spinta a pubblicare le sue poesie?</em></p><p>R) la reazione in chi le leggeva.</p><p><em>D) Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?</em></p><p>R)come verso direi “il buonsenso dei cavalli è quello che li porta a non scommettere sugli uomini” / e aggiungerei il testo della canzone “la cura” di Franco Battiato.</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?</em></p><p>R) mi è sembrato una metafora perfetta dal momento che parlo di solitudine</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) per assemblarlo un mese,ho solo impiegato un po’ per scegliere quali poesie inserire,ne avevo tante, troppe.</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) no</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) dal momento che non ne ho mai vinti rispondo no…(rido)</p><p><em>D) Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) aggiustare il tetto che con le ultime nevicate si è trovato in difficoltà, poi un libro di piccoli racconti un po’ surreali e un po’ no,sarà pronto a fine agosto…ma non ho una lira…questa è la mia vita.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-luca-gamberini/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Luca Gamberini, scrittore</title><link>http://www.libriescrittori.com/luca-gamberini-scrittore/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/luca-gamberini-scrittore/#comments</comments> <pubDate>Sat, 06 Mar 2010 12:11:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Schede personali]]></category> <category><![CDATA[Luca Gamberini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2434</guid> <description><![CDATA[Scheda personale dello scrittore Luca Gamberini Nome: LUCA Cognome: GAMBERINI Luogo e data di nascita: BOLOGNA Luogo di residenza: cento (fe) Occupazione: disoccupato Email: grottadelsale@msn.com Titoli prodotti: COME UN CANE .. CON UN CANE* fogli sparsi inseguono la saggezza delle vele (2008 Montedit) * le prime 300 copie sono numerate a mano dall’autore appare con [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale dello scrittore <strong>Luca Gamberini</strong><span id="more-2434"></span></p><p>Nome: LUCA<br /> Cognome: GAMBERINI<br /> Luogo e data di nascita: BOLOGNA<br /> Luogo di residenza: cento (fe)<br /> Occupazione: disoccupato<br /> Email: <a href="mailto:grottadelsale@msn.com">grottadelsale@msn.com</a></p><p>Titoli prodotti:</p><p>COME UN CANE .. CON UN CANE*</p><p>fogli sparsi inseguono la saggezza delle vele (2008 Montedit)</p><p>* le prime 300 copie sono numerate a mano dall’autore</p><p>appare con la poesia “GENTE CATTIVA” nell’antologia “s’io fossi foco”</p><p>(2009 Albus Edizioni)</p><p>Finalista (28° classificato) al “giro d’Italia delle poesie in cornice 2009” con la poesia inedita LADY NUVOLA</p><p>Sono inoltre inclusi cinque suoi scritti, fuori concorso, come appendice poetica al libro “Narratori dalla pianura-1° concorso letterario -Funo narrativa-”(2007 Voli)</p><p>si è esibito nel corso del 2008 -2009 in vari reading tra caffè letterari e salotti privati, dove rende vivi i suoi confusi pensieri.</p><p>Il 16 Gennaio 2009 @ labartarc Ponte a Elga (PI) ha tenuto la presentazione ufficiale del libro.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/luca-gamberini-scrittore/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Gaia Conventi, scrittrice</title><link>http://www.libriescrittori.com/gaia-conventi-scrittrice/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/gaia-conventi-scrittrice/#comments</comments> <pubDate>Mon, 18 Jan 2010 09:43:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Schede personali]]></category> <category><![CDATA[Gaia Conventi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=1970</guid> <description><![CDATA[Scheda personale della scrittrice Gaia Conventi Nome: Gaia Cognome: Conventi Luogo e data di nascita: Codigoro (FE) il 16/06/1974 Luogo di residenza: Copparo (FE) Occupazione: casalinga Email: gaialod @ hotmail.com Sito internet: http://www.myspace.com/anagrammistery Titoli prodotti: Ebook “Il bandolo della matassa” Ebook “I deliziosi delitti di LittleTown” “RIP” racconto scritto a quattro mani con Stefano Borghi [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale della scrittrice <strong>Gaia Conventi<span id="more-1970"></span></strong></p><p>Nome: Gaia<br /> Cognome: Conventi<br /> Luogo e data di nascita: Codigoro (FE) il 16/06/1974<br /> Luogo di residenza: Copparo (FE)<br /> Occupazione: casalinga<br /> Email: gaialod @ hotmail.com<br /> Sito internet: <a href="http://www.myspace.com/anagrammistery" target="_blank">http://www.myspace.com/anagrammistery</a></p><p><strong><em>Titoli prodotti:</em></strong></p><p>Ebook “Il bandolo della matassa”</p><p>Ebook “I deliziosi delitti di LittleTown”</p><p>“RIP” racconto scritto a quattro mani con Stefano Borghi e pubblicato su “Cupido e altri racconti” di Stefano Borghi (Ed. Fioridicampo)</p><p>“L&#8217;anagramma” racconto scritto a quattro mani con Stefano Borghi e pubblicato nell&#8217;antologia “Giallomilanese 2006” (Ed. Excogita)</p><p>“Sulfureo, racconti in giallo e nero” scritto a quattro mani con Stefano Borghi (Ed. Edigiò)</p><p>&#8220;Chiaro di Lama&#8221;, edito da EdiGiò</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/gaia-conventi-scrittrice/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Gaia Conventi</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-gaia-conventi/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-gaia-conventi/#comments</comments> <pubDate>Mon, 18 Jan 2010 09:42:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Gaia Conventi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=1968</guid> <description><![CDATA[Intervista alla scrittrice Gaia Conventi Nome: Gaia Cognome: Conventi Regione di residenza: Emilia Romagna Email: gaialod @ hotmail.com Intervista (rilasciata nel gennaio 2008) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura E&#8217; stato per puro caso che mi sono dedicata alla scrittura, un hobby tra tanti. Ho sempre amato [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista alla scrittrice <strong>Gaia Conventi</strong><span id="more-1968"></span></p><p>Nome: Gaia<br /> Cognome: Conventi<br /> Regione di residenza: Emilia Romagna<br /> Email: gaialod @ hotmail.com</p><p>Intervista (rilasciata nel gennaio 2008)</p><p>Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</p><p>E&#8217; stato per puro caso che mi sono dedicata alla scrittura, un hobby tra tanti. Ho sempre amato dipingere, fotografare e dedicarmi alla grafica e al video editing. Scrivere è arrivato dopo, o meglio, tra una cosa e l&#8217;altra. Del resto scrivere online è comodo e gratuito, mi sono detta. Così ho cominciato a calcare le scene di scrivi.com, con lo pseudonimo di “gaialodovica”.</p><p>Qual è stato il suo percorso di studi?</p><p>Sono nata a Goro, nell&#8217;estrema provincia ferrarese, nel Delta del Po. Le scuole dell&#8217;obbligo sono state quasi avventurose, da quelle parti ogni cosa lo è. A Goro la gente passa la maggior parte del tempo solcando il mare, la pesca e la fatica sono scuole di vita, per fortuna però negli ultimi anni i ragazzi scelgono con sempre maggior frequenza di continuare gli studi.</p><p>Nonostante Goro sia lontano da tutto, ho avuto la fortuna d&#8217;incontrare proprio lì quella che ritengo sia stata e sia ancora la mia insegnante di lettere, Rita Montanari. Insegnante, scrittrice, una persona splendida che mi ha iniziata alla magia dei libri. Poi mi sono ritrovata al Liceo Scientifico, un po&#8217; perché prima di me l&#8217;aveva frequentato mio fratello, un po&#8217; perché era vicino a casa&#8230; sempre che trenta chilometri si possano considerare due passi! L&#8217;Università l&#8217;ho iniziata e mai terminata, ero iscritta a Scienze dell&#8217;Educazione. A 22 anni ho cominciato a lavorare a Bologna, facevo il metalmeccanico, e i turni mi hanno riempito la giornata, levando tempo e passione per gli studi. Forse terminerò l&#8217;Università, prima o poi.</p><p>Quando e perché ha iniziato a scrivere?</p><p>Credo si inizi a scrivere quando si ha qualcosa da raccontare. Io avevo un sacco di idee strane che avrei voluto buttare su carta, ma il computer mi era più comodo! Ho voluto unire due grandi passioni, la scrittura e l&#8217;enigmistica, così sono nati i racconti gialli e noir della saga di LittleTown. Uno di quei paesini fuori dal tempo dove non capita mai niente&#8230; eppure succedono le cose più strane!</p><p>In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</p><p>Scrivere è come andare dall&#8217;analista, butti fuori tutto e ti senti dire che va bene così. Per me scrivere è palesare le piccole paure e farci un racconto noir. I personaggi dei miei racconti sono i miei amici, la mia famiglia, i miei vicini di casa&#8230; ma sono romanzati, talmente romanzati che spesso nessuno si riconosce quando legge uno dei miei racconti.</p><p>Quali sono i suoi libri del cuore?</p><p>Ho amato “La fattoria degli animali” di Orwell, letto in seconda media grazie a Rita Montanari. Ho sempre avuto il sentore che le grandi utopie diano vita a qualcosa di spietato! Del resto un po&#8217; di sano cinismo ci vuole per scrivere noir, non crede?</p><p>E quelli che non leggerebbe mai?</p><p>Ho un&#8217;idiosincrasia per le storie d&#8217;amore, non mi riesce di leggerle. Sono forse la persona meno romantica dell&#8217;universo! Quando in un racconto c&#8217;è bisogno di un po&#8217; di rosa, passo la palla al mio co-autore, Stefano Borghi, che è molto più bravo di me in queste cose!</p><p>Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</p><p>“Lei così amata” di Melania Mazzucco mi è rimasto nel cuore. E&#8217; la biografia romanzata di Annemarie Schwarzenbach, il libro racconta la sua vita scandalosa e il suo sogno di diventare scrittrice negli anni Trenta e Quaranta. Amo le donne volitive, quelle che vanno controcorrente.</p><p>E quello che meno le è piaciuto?</p><p>Beh, senza voler offendere un mostro sacro&#8230; gli ultimi libri della Cornwell non sono riuscita a terminarli. Quando si perde il filo del discorso, quando si scrive della propria eroina per abitudine o per fare soldi&#8230; il lettore se ne accorge.</p><p>Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</p><p>Ho cambiato casa e città molte volte da quando ho lasciato il mio paese d&#8217;origine. A Ferrara ho vissuto dieci anni, la città mi ha dato molti spunti interessanti per diversi racconti. Ora vivo a Copparo da un paio d&#8217;anni, forse un giorno riuscirò a considerare questo paese come “casa”. Diciamo che sono apolide per scelta, mi piace cambiare spesso indirizzo, sono una di quelle persone a cui ricominciare da zero da un senso di euforia!</p><p>Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</p><p>Trovo che i grandi editori investano poco nei nuovi scrittori, è anche vero però che ormai tutti noi scribacchini ci sentiamo scrittori&#8230; peccando di presunzione! Grazie alla rete molti giovani possono autopubblicarsi e questa è una bella opportunità, le piccole case editrici danno modo di uscire in cartaceo grazie a concorsi letterari con in palio pubblicazioni. Diciamo che sono ottimista, se davvero si ha una marcia in più si emerge&#8230; ma è dura arrivare al cospetto dei Signori dell&#8217;Editoria!</p><p>Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</p><p>Trovo che il panorama culturale italiano sia diviso in due categorie, il troppo e il troppo poco. Da un lato ci vengono propinate sciocchezze, libri e spettacoli di nomi noti che non valgono il tempo di questa citazione; dall&#8217;altro ci vengono impartite lezioni di vita dai Grandi Saggi, spesso cose dette e fatte in maniera tanto pseudo genialoide che ti lasciano perplesso. Sarebbe il caso di tornare coi piedi per terra e di considerare che “italiano medio” non è “italiano mediocre”. Dateci modo di assaporare la cultura, di viverla; la cultura che arriva dall&#8217;alto è come la pioggia&#8230; infastidisce! Credo in un mondo ideale in cui per “fare cultura” si parte da casa propria, insegnando ai propri figli cosa sia la sana curiosità e la voglia di imparare. Imparare di tutto&#8230;</p><p>Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</p><p>Grazie ad un concorso letterario vinto assieme al mio co-autore Stefano Borghi. Il premio in palio era una pubblicazione gratuita, così è nato “Sulfureo, racconti in giallo e nero”. Avevo già pubblicato alcuni ebook, “Il bandolo della matassa” e “I deliziosi delitti di LittleTown”. Pubblicare in cartaceo è stata una svolta, soprattutto a livello personale. Forse comincio a prendermi maggiormente sul serio, anche se continuo a credere che un emergente non lo debba mai fare! Essere uno scrittore è diverso da saper scrivere senza commettere errori d&#8217;ortografia, sarò uno scrittore quando e se mi sarò meritata questo appellativo. Non è falsa modestia, solo un po&#8217; di sana autocritica.</p><p>Cinema: qual è il suo film preferito?</p><p>Potrei citarne alcuni, di generi differenti. Non amo i film francesi e italiani, lo devo ammettere. Tra i miei preferiti c&#8217;è Frankenstein Junior, Ricomincio da capo (Il giorno della marmotta), Blade Runner e tutti i film di Hitchcock. Mi piacciono i film con una buona sceneggiatura.</p><p>Musica: la canzone del cuore?</p><p>Amo la sfrontatezza di Prince quando canta Kiss, tra gli italiani il mio pensiero va a Conte e De Andrè, Caputo e il Quartetto Cetra. Non ho una canzone del cuore, ci sono però canzoni che mi fanno stare bene.</p><p>Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</p><p>No, mai, non avrei la pazienza necessaria! Nei lavori di gruppo sono sempre stata una frana, fin da bambina. Ho il piglio del leader, quando collaboro con qualcuno riesco immediatamente antipatica. Solo Stefano Borghi sa come prendermi, merita un applauso!</p><p>Ritiene siano utili?</p><p>Forse a qualcuno sì, un cavallo pazzo come me striderebbe in un corso di questo genere. Sono intollerante all&#8217;autorità, lo ammetto!</p><p>Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</p><p>Dare un filo logico alle cose e renderle di facile comprensione anche a chi non ha in testa il tuo racconto o il tuo romanzo. Odio quando le cose sono scritte in maniera criptica. La chiarezza e le buone idee, che stanno in piedi senza artifici, sono alla base di ogni buon lavoro.</p><p>Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</p><p>Scrivo al pc, in base al tempo e alle idee. Non mi impongo nulla, scrivere non è come lavare i piatti, non lo si fa perché si deve, sennò si scrivono panzanate! Non ho riti particolari, non sono il tipo. Mi chiudo nel mio studio in compagnia dei miei gatti, accendo la radio e butto giù il racconto, di getto, senza badare agli errori di battitura. Poi lo guardo, riguardo e rileggo; se decido che può andare come prima stesura, invio un file word a Stefano Borghi. Lui aggiunge, toglie, cambia. Mi rimanda la sua stesura e via di questo passo, finché il botta e risposta tramite email non da i suoi frutti.</p><p>Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</p><p>Sono solita scrivere gialli e noir, a volte mi cimento anche qualcosa di comico ma sempre con un cadavere di mezzo. I racconti noir nascono da un sogno, da una cosa sentita in tv, da un ricordo. Ogni cosa è buona per essere romanzata. I 16 racconti di “Sulfureo” sono stati estratti dal cilindro, ovvero dalla “cartella racconti comuni” che Stefano Borghi custodisce sul suo pc. Noi lavoriamo di continuo, anche se non abbiamo una scadenza o un concorso a cui partecipare. Lui si occupa di catalogare i racconti per genere e di tenerli pronti per quando servono. Stefano, tra i due, è quello più organizzato, io sono assolutamente fuori dagli schemi!</p><p>Cosa significa per lei raccontare una storia?</p><p>Vuol dire rendere partecipe il lettore delle mie paure, se quando termino di scrivere una storia sento un brivido di freddo alla spina dorsale, allora mi dico che può funzionare. Ho sentito il grande Stephen King dire in un&#8217;intervista che scrivere lo aiuta a ridere dei propri timori, credo abbia ragione. Se non scrivessi noir sarei meno rilassata e meno in pace col mondo!</p><p>Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</p><p>I racconti sono nelle mie corde, posso sbizzarrirmi su più fronti. Ho un romanzo che è uscito dal cassetto, ho inviato il manoscritto e vedremo cosa succederà. Prima o poi tutti gli scrittori si cimentano con qualcosa di più lungo, al momento però i racconti noir sembrano incuriosire i lettori&#8230; perché non cavalcare l&#8217;onda? C&#8217;è tempo per tutto e con Stefano Borghi sto lavorando, nei ritagli di tempo, ad un giallo storico.</p><p>Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</p><p>I racconti noir sono per me schegge di vita impazzita che ti saltano addosso, poi ti scrolli e torni alla routine. Un romanzo, invece, cresce con te durante le tue giornate. E&#8217; qualcosa di più intimo, un amico con cui passare un po&#8217; di tempo. Credo sia la stessa differenza che passa tra un grande amore e un flirt, c&#8217;è del bello e del buono in entrambe le cose!</p><p>Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</p><p>Ho la fortuna d&#8217;avere un co-autore, Stefano Borghi, che mi lascia parecchio spazio quando è ora di scegliere i titoli di quanto scriviamo. “Sulfureo” è un titolo nato di notte, durante il dormiveglia. Pensavo a quale fosse la parola che poteva descrivere i racconti che avevamo scelto per la pubblicazione. Direi che i racconti sono assolutamente sulfurei! Inoltre è una parola piuttosto evocativa e suona bene, un termine musicale-colorato-profumato.</p><p>Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</p><p>In un paio di mesi abbiamo organizzato e corretto il materiale. Di solito quando scriviamo un racconto ce lo passiamo in email, come una partita a tennis, più e più volte finché non soddisfa entrambi. E&#8217; Stefano Borghi quello con l&#8217;occhio clinico, se il racconto piace a lui allora sono certa che piacerà ai lettori. Stefano ha un sesto senso incredibile!</p><p>Ha vinto premi letterari?</p><p>Abbiamo avuto la fortuna di partecipare ed arrivare tra i primi sedici al concorso Giallomilanese 2006, “L&#8217;anagramma” di Borghi e Conventi è infatti presente su quell&#8217;antologia. E&#8217; Stefano Borghi che si occupa di inviare i nostri racconti ai concorsi, mi tiene informata ma io non ci faccio molto caso. Menomale che c&#8217;è lui a tirare le fila di quanto scriviamo e di dove lo mandiamo&#8230;</p><p>Io non sono tagliata per queste cose, io scrivo e basta. Stefano lo sa e pensa a tutto, sono molto fortunata ad avere un co-autore che sopperisce alle mie lacune.</p><p>Crede nei premi letterari?</p><p>Credo nei premi letterari a tema, quando sono a “tema libero” mi lasciano perplessa. Devo essere sincera, dei concorsi e dei premi si occupa Stefano Borghi. Quando mi telefonarono gli organizzatori di Giallomilanese per dirmi che avevamo passato la selezione e il nostro racconto sarebbe stato pubblicato, ho impiegato un paio di minuti prima di capire di cosa mi stessero parlando, avevo completamente dimenticato il concorso! Immagino d&#8217;aver fatto una figuraccia.</p><p>Tra le mie manie c&#8217;è anche quella di non partecipare ai concorsi dove è richiesta la presenza dell&#8217;autore alla premiazione, è una cosa che detesto! Per fortuna delego tutto a Stefano, lui è un vero esperto nel ramo.</p><p>Ha altri progetti in cantiere?</p><p>Stiamo preparando il materiale per la prossima raccolta, saranno racconti noir. Abbiamo già titolo e copertina, di solito sono io ad occuparmene e Stefano mi lascia fare. Edigiò ci ha proposto di pubblicare di nuovo e ne siamo ben felici, vuol dire che “Sulfureo” si è fatto onore!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-gaia-conventi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Zairo Ferrante: prima azione dinanimista</title><link>http://www.libriescrittori.com/zairo-ferrante-prima-azione-dinanimista/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/zairo-ferrante-prima-azione-dinanimista/#comments</comments> <pubDate>Sun, 27 Dec 2009 15:08:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Zairo Ferrante</dc:creator> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Eventi]]></category> <category><![CDATA[Inediti]]></category> <category><![CDATA[Poesia]]></category> <category><![CDATA[dinanimismo]]></category> <category><![CDATA[Zairo Ferrante]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=1759</guid> <description><![CDATA[PIANGE IL CIELO Remix di Zairo Ferrante de “La pioggia nel pineto” di Gabriele D&#8217;annunzio Taci. Su l&#8217;uscio de la porta non odo rumori che dici naturali; ma odo suoni nuovi che parlano gocciole e tinniti lontani. Ascolta. Piove dalle nuvole grigiastre. Piove sulle lamiere secche e rossastre, piove sui palazzi metallici ed irti, piove [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>PIANGE IL CIELO</p><p>Remix di Zairo Ferrante de “La pioggia nel pineto” di Gabriele  D&#8217;annunzio</p><p>Taci. Su l&#8217;uscio<br /> de la porta non odo<br /> rumori che dici<br /> naturali; ma odo<br /> suoni nuovi<br /> che parlano gocciole e tinniti<br /> lontani.<span id="more-1759"></span></p><p>Ascolta. Piove<br /> dalle nuvole grigiastre.<br /> Piove sulle lamiere<br /> secche e rossastre,<br /> piove sui palazzi<br /> metallici ed irti,<br /> piove sui mirti<br /> dell&#8217;insegna del bar,<br /> sulle catene fulgenti<br /> d&#8217;anelli accolti,<br /> su i fusti folti<br /> di liquidi aulenti,<br /> piove su i nostri volti<br /> stanchi,<br /> piove su le nostre mani<br /> ruvide,<br /> su i nostri vestimenti<br /> ingrassati,<br /> su i tristi pensieri<br /> che l&#8217;anima annega<br /> serena,<br /> su la favola bella<br /> che ieri<br /> t&#8217;illuse, che oggi m&#8217;illude<br /> o padrone.</p><p>Odi? La pioggia cade<br /> sul solitario<br /> asfalto<br /> con clippettio che dura<br /> e varia nella nebbia<br /> secondo le pozze<br /> più alte, men alte. (vv. 39)<br /> Ascolta. Risponde<br /> al canto il pianto<br /> delle Madri<br /> che la piovra silenziosa<br /> ricatta,<br /> né il ciel cinerino.<br /> E il mitra<br /> ha un suono, e il fucile<br /> altro suono, e il pugnale<br /> altro ancora, stromenti<br /> diversi<br /> per innumerevoli morti.<br /> E immersi<br /> noi siamo nell&#8217;aria<br /> malvagia,<br /> di giuste genti morenti;<br /> e il tuo volto austero<br /> è molle di lacrime<br /> come quelle mamme,<br /> e i tuoi capelli<br /> brillano come<br /> i laghi ghiacciati,<br /> o creatura risorta<br /> che hai nome<br /> Falcone.</p><p>Ascolta, ascolta. L&#8217;accordo<br /> della vile politica<br /> a poco a poco<br /> più sporco<br /> si fa sotto il pianto<br /> che cresce;<br /> ma un canto vi si mesce<br /> più roco<br /> che di laggiù sale,<br /> dall&#8217;umida strada remota.<br /> Più sordo e più fioco<br /> s&#8217;allenta, si spegne.<br /> Solo una nota<br /> ancor trema, si spegne,<br /> risorge, trema, si spegne.<br /> Riparte e s&#8217;ode la voce dal mare.<br /> Or s&#8217;ode su tutta la terra<br /> crosciare<br /> l&#8217;argentea pioggia<br /> che spegne<br /> l&#8217;ira tramandata<br /> secondo la progenie<br /> più triste, men triste.<br /> Ascolta.<br /> La figlia della piovra<br /> è muta; ma i figli<br /> dell&#8217;uomo ricattato,<br /> il futuro,<br /> cantano in unanime gruppo<br /> mai con voi, mai con voi!<br /> E piove sulla tua tomba<br /> Falcone.</p><p>Piove sulla tua ultima strada<br /> si che par il ciel pianga<br /> per il dolore; non morto<br /> ma d&#8217;un tratto fatto vivente<br /> par dal ciel tu esca.<br /> E tutto il tuo canto è in noi fresco<br /> aulente,<br /> ed il cuor nel petto è come spada<br /> intatta,<br /> tra le palpebre gli occhi<br /> son come proiettili in canna,<br /> i denti negli alvèoli<br /> son scintillanti luci di rabbia.<br /> E andiam di strada in strada,<br /> or congiunti or disciolti<br /> (e il tuo ricordo prende vigor<br /> ci allaccia i malleoli<br /> c&#8217;intrica i ginocchi)<br /> mai con voi, mai con voi!<br /> E piove sui nostri volti<br /> arrabbiati,<br /> piove sulle nostre mani<br /> serrate,<br /> su i nostri vestimenti<br /> puliti,<br /> su i futuri pensieri<br /> che l&#8217;anima schiude<br /> novella,<br /> su la favola  bella<br /> che ieri<br /> t&#8217;illuse, che oggi m&#8217;illude<br /> e continua<br /> o Falcone.</p><p>AZIONE DINANIMISTA PER UN 2010-3010 LIBERO DA OGNI SFRUTTAMENTO  E DA TUTTE LE MAFIE:</p><p>Prima, spero di una lunga serie, quest&#8217;azione dinanimista mira a sottolineare  uno dei lati oscuri della, contemporanea, società italiana. Come D&#8217;annunzio ed Ermione si trovarono di colpo immersi in una natura viva e nascosta che li avvolgeva e che prendeva forza da ogni loro passo, così noi ci troviamo immersi in una società carica e satura di soprusi e di crimini che prendono forza da ogni nostra azione illegale, anche la più banale. Ecco che il DinAnimismo invoca  la forza della Poesia (Noi non abbiamo armi ma solo parole ed anima per distruggere i nostri nemici)  per risvegliare le Anime assopite e ferite dalla superficialità, con la speranza che questo risveglio possa portare gli uomini ad unirsi ed opporsi, unanimemente, alla deriva societaria di cui siamo sicuramente tutti spettatori e probabilmente anche fautori auspicando un&#8217;era  (2010-3010)  libera da ogni sfruttamento e da tutte le mafie.</p><p>Zairo Ferrante (26/12/2009)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/zairo-ferrante-prima-azione-dinanimista/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>recensione &#8211; &#8220;L’Italia in vacca&#8221; di Riccardo Caselli</title><link>http://www.libriescrittori.com/recensione-l%e2%80%99italia-in-vacca-di-riccardo-caselli/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/recensione-l%e2%80%99italia-in-vacca-di-riccardo-caselli/#comments</comments> <pubDate>Sun, 27 Dec 2009 15:02:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category> <category><![CDATA[Libri]]></category> <category><![CDATA[Riccardo Caselli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=1773</guid> <description><![CDATA[I comportamenti sono l&#8217;origine di tutto, dei successi come delle crisi: il punto di partenza da cui far scaturire ciascun cambiamento. In questo libro, Riccardo Caselli, giovane psicologo sociale, analizza senza pietà il &#8220;Paese più bello del mondo&#8221; (o quel che ne resta) sul piano del costume e della cultura in senso ampio. Dalle aziende [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I comportamenti sono l&#8217;origine di tutto, dei successi come delle crisi: il punto di partenza da cui far scaturire ciascun cambiamento. In questo libro, Riccardo Caselli, giovane psicologo sociale, analizza senza pietà il &#8220;Paese più bello del mondo&#8221; (o quel che ne resta) sul piano del costume e della cultura in senso ampio. Dalle aziende troppo vecchie nelle idee al velinismo dilagante, passando per la pubblica istruzione fino al gioco del calcio, l&#8217;autore passa al setaccio la società parlando di Platone e di Kakà, fondendo antico e moderno, filosofia e internet. Ne esce un quadro impietoso, che l&#8217;occhio di un non ancora trentenne rende ancora più crudo. <span id="more-1773"></span></p><p>Per contrastare la crisi occorre saper innovare sul piano economico e strutturale, ma anche su quello culturale e sociale. Se nel primo caso si tratta di un cambiamento legato alla tecnologia, alla cultura aziendale, alle dinamiche dei consumi, nel secondo il cambiamento assume i contorni di una restaurazione etica. Caselli, parafrasando Popper, lancia un grido d&#8217;allarme: occorre estinguere certe idee, prima che queste estinguano noi. Senza mai rinunciare al ritmo e alla freschezza dello stile, il libro affronta in maniera agile tanti spunti legati al vivere quotidiano, trattati con il piglio di una giovane voce controcorrente.</p><p>Il testo presente in quarta di copertina</p><p>L’Italia in vacca è l’elogio del cambiamento o dell’incrocio dei punti di vista (…) Occorre tornare a dare rilievo a un pensiero divergente, perché non c’è innovazione senza rottura delle regole. (…) A Riccardo Caselli, nel riconoscere il merito di esser uscito nella sua narrazione fuori dal seminato, non possiamo che rivolgere il più sentito augurio di conservare questa buona capacità di devianza che ha dimostrato di possedere.<br /> Dalla Prefazione di Pier Luigi Celli</p><p>Occorre riscoprire una moralità da non confondere con il moralismo, perché il disuso della capacità di giudizio morale si sta rapidamente configurando come il preludio all’abdicazione della capacità di giudizio in generale, la quale è altresì definita come intelligenza</p><p>Scheda da compilare per la recensione<br /> Autore: Riccardo Caselli<br /> Titolo: L’Italia in vacca<br /> Editore: Aliberti<br /> Anno di pubblicazione: 2009<br /> Luogo di pubblicazione: Reggio Emilia<br /> Numero pagine: 234<br /> Introduzione di: Pier Luigi Celli</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/recensione-l%e2%80%99italia-in-vacca-di-riccardo-caselli/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Minified using memcached
Page Caching using memcached
Database Caching 4/88 queries in 0.088 seconds using memcached
Object Caching 1011/1211 objects using memcached

Served from: www.libriescrittori.com @ 2012-02-09 00:52:55 -->
