<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Libri e scrittori&#187; Sardegna</title> <atom:link href="http://www.libriescrittori.com/articoli/regioni/sardegna/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.libriescrittori.com</link> <description>Il portale per chi ama scrivere e...leggere</description> <lastBuildDate>Tue, 08 May 2012 19:05:03 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Maria Lidia Petrulli, scrittrice</title><link>http://www.libriescrittori.com/maria-lidia-petrulli-scrittrice/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/maria-lidia-petrulli-scrittrice/#comments</comments> <pubDate>Mon, 06 Sep 2010 14:50:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Sardegna]]></category> <category><![CDATA[Schede personali]]></category> <category><![CDATA[Maria Lidia Petrulli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/maria-lidia-petrulli-scrittrice/</guid> <description><![CDATA[Scheda personale della scrittrice Maria Lidia Petrulli Nome: Maria Lidia Cognome: Petrulli Luogo e data di nascita: Roma, 08/04/1957 Luogo di residenza: Quartu Sant’Elena (CA) Occupazione: medico psichiatra Email: marialidiapetrulli@virgilio.it Sito internet: http://lidiahelene.blog.tiscali.it Titoli prodotti Fara e Il Suo Cappello – Il Foglio Letterario Edizioni La Realtà e il suo Enigma – 0111 edizioni I [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale della scrittrice <strong>Maria Lidia Petrulli</strong><span id="more-3349"></span></p><p>Nome: Maria Lidia<br /> Cognome: Petrulli<br /> Luogo e data di nascita: Roma, 08/04/1957<br /> Luogo di residenza: Quartu Sant’Elena (CA)<br /> Occupazione: medico psichiatra<br /> Email: <a href="mailto:marialidiapetrulli@virgilio.it">marialidiapetrulli@virgilio.it</a><br /> Sito internet: <a href="http://lidiahelene.blog.tiscali.it" target="_blank">http://lidiahelene.blog.tiscali.it</a></p><p><strong><em>Titoli prodotti</em></strong></p><ul><li>Fara e Il Suo Cappello – Il Foglio Letterario Edizioni</li><li>La Realtà e il suo Enigma – 0111 edizioni</li><li>I Draghi di Avalon – Tespi Edizioni</li></ul> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/maria-lidia-petrulli-scrittrice/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Daniela Marianna Pittaluga, scrittrice</title><link>http://www.libriescrittori.com/daniela-marianna-pittaluga-scrittrice/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/daniela-marianna-pittaluga-scrittrice/#comments</comments> <pubDate>Mon, 06 Sep 2010 14:34:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Sardegna]]></category> <category><![CDATA[Schede personali]]></category> <category><![CDATA[Daniela Marianna Pittaluga]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/daniela-marianna-pittaluga-scrittrice/</guid> <description><![CDATA[Scheda personale della scrittrice Daniela Marianna Pittaluga Nome: Daniela Marianna Cognome: Pittaluga Luogo e data di nascita: Carbonia ( CA ) il 19-08-1972 Luogo di residenza: Roma Occupazione: Impiegata Email: pittaluga.daniela@alice.it Titoli prodotti: I rumori di Sarah, romanzo di 102 pagine edito dal gruppo Albatros il Filo]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale della scrittrice <strong>Daniela Marianna Pittaluga</strong><span id="more-3328"></span></p><p>Nome: Daniela Marianna<br /> Cognome: Pittaluga<br /> Luogo e data di nascita: Carbonia ( CA ) il 19-08-1972<br /> Luogo di residenza: Roma<br /> Occupazione: Impiegata<br /> Email: <a href="mailto:pittaluga.daniela@alice.it">pittaluga.daniela@alice.it</a></p><p>Titoli prodotti:</p><p>I rumori di Sarah, romanzo di 102 pagine edito dal gruppo Albatros il Filo</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/daniela-marianna-pittaluga-scrittrice/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>presentazione: &#8220;La maschera sotto la neve&#8221; di Marco Casula</title><link>http://www.libriescrittori.com/presentazione-la-maschera-sotto-la-neve-di-marco-casula/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/presentazione-la-maschera-sotto-la-neve-di-marco-casula/#comments</comments> <pubDate>Thu, 12 Aug 2010 12:55:20 +0000</pubDate> <dc:creator>lacoonte</dc:creator> <category><![CDATA[Libri]]></category> <category><![CDATA[Sardegna]]></category> <category><![CDATA[Marco Casula]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=3229</guid> <description><![CDATA[Se la neve è il palcoscenico naturale, il periodo storico ha una data precisa: febbraio 1956 e uno spazio definito, le città di Sassari e poi di Cagliari. Una storia terribilmente moderna dal significato universale. Josto è un giovane tranquillo, sposato a Domenicangela che non si rassegna ad accettare passivamente la regressione nevrotica nella quale [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Se la neve è il palcoscenico naturale, il periodo storico ha una data precisa: febbraio 1956 e uno spazio definito, le città di Sassari e poi di Cagliari. Una storia terribilmente moderna dal significato universale. Josto è un giovane tranquillo, sposato a Domenicangela che non si rassegna ad accettare passivamente la regressione nevrotica nella quale sembra precipitato il giovane marito. Scopre una persona diversa da quella che aveva amato, vuole innanzitutto <em>capire</em> il perché e nel momento in cui si rende conto che Josto non riesce a liberarsi della sua maschera, non esita ad affrancarsi da lui. È l’unica figura ammantata di modernità.<span id="more-3229"></span></p><p>Josto ritorna con Domenicangela a Cagliari, sua città natale, per celebrare la memoria della madre e per trovare una risposta al terribile dubbio che l’accompagna da quando casualmente un giudice gli ha rivelato il crimine in cui il padre lo ha coinvolto e che lui ha cancellato dalla sua coscienza.</p><p>Vindice, il padre di Josto. È quello che si dice un uomo che si è fatto da sé. Ma è senza scrupoli Vindice: ha fatto dell’inganno e della violenza uno strumento di potere. Il viaggio di Josto e Domenicangela verso Cagliari è un percorso iniziatico. Attraverso una Sardegna innevata Josto ritrova affetti, luoghi che fanno riemergere un passato dove la coscienza comincia a svelarsi, gli elementi rimossi del suo inconscio tentano di tornare alla memoria.</p><p>A Cagliari nel palazzo di famiglia l&#8217;incontro con l&#8217;amata sorella Gilla. Il ricordo della madre Fannuccia, cacciata di casa da Marina Bazzone, la convivente del padre Vindice, accomuna i due fratelli. Nel conflitto tra i due fratelli e Marina lo svelamento inesorabile dei rapporti familiari. Il drammatico incontro con il padre Vindice e lo scontro finale con Marina, sino al drammatico epilogo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/presentazione-la-maschera-sotto-la-neve-di-marco-casula/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Marco Casula</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-marco-casula/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-marco-casula/#comments</comments> <pubDate>Sat, 03 Jul 2010 13:09:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Sardegna]]></category> <category><![CDATA[Marco Casula]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2927</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Marco Casula Nome: Marco Cognome: Casula Regione di residenza: Sardegna Email: marco.casula@leoneeditore.com Intervista (giugno/2010) D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Direi che l’incontro con la scrittura è stato tutto affatto casuale, non cercato. Scrivere in forma prosastica era l’ultima cosa cui pensavo. [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore <strong>Marco</strong> <strong>Casula</strong><span id="more-2927"></span></p><p>Nome: Marco<br /> Cognome: Casula<br /> Regione di residenza: Sardegna<br /> Email: <a href="mailto:marco.casula@leoneeditore.com">marco.casula@leoneeditore.com</a></p><p><strong>Intervista (giugno/2010)</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Direi che l’incontro con la scrittura è stato tutto affatto casuale, non cercato. Scrivere in forma prosastica era l’ultima cosa cui pensavo. Per formazione culturale e lontano dai miei interessi, per l’attività o per l’impegno individuale o sociale nel corso degli anni mai ho pensato alla scrittura come mezzo d’espressione. Diciamo che sino a un certo periodo ho scritto esclusivamente per la mia utilità, mai un diario intimo o cose del genere, ma riflessioni generali, oppure generiche, o per il mio esclusivo interesse, magari in rapporto al tipo di studio o di lavoro. Poi succede qualcosa nella vita che cambia di trecentosessanta gradi la prospettiva, vedi le cose in modo diverso. Forse perché capisci che scrivere è come urlare: un urlo liberatorio, disperato, proclamatorio, terapeutico. Scrivere mantiene accesa una fiamma: della conoscenza, del proprio <em>io</em> e dei tanti <em>io</em> che ci sono in te; della compassione, del farsi carico del dolore degli altri. Scrivere è una lettera al mondo dove dici <em>io esisto! </em>Scrivere è testimonianza, è testamento, il suo prologo, diceva Paolini, di quel poco di sapere accumulato. In un certo senso, è la scrittura che mi è venuta incontro. Come ho avuto modo di dire in altre occasioni, ho capito che la scrittura come la vita è un gioco dove pensieri, parole, storie si formano tra la punta di un pennino e le righe di un quaderno da riempire. A quel punto forse posso determinare io il destino di immaginari personaggi e non il destino a fissare i paletti della mia vita.</p><p>Questo spiega, in parte, perché sono arrivato tardi alla scoperta di questo mondo. È stato dunque un approccio meditato, maturo. Un gioco che consente di abbandonarsi all’esplorazione di un’immensità di spazi carezzabili e reciprocamente carezzevoli, come scrisse Calvino.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) È dimostrato come la mia formazione culturale sia del tutto <em>scentrata </em>rispetto al manifestarsi di una mia presunta o meno vocazione letteraria. E non solo. Ho fatto studi tecnici – maturità di tecnico industriale – senza mai svolgere attività legate a quel campo; studi universitari di scienze politiche senza laurea.</p><p><em>D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Ho iniziato a scrivere, nei termini di cui dicevo, una decina d’anni fa e i motivi credo li possa spiegare meglio il Signor Freud, perché a me sono sconosciuti. Forse perché, come ho sostenuto sopra, scrivere per me è un gioco. E come un gioco scrivo. In più, direi che è una bella sfida, una sfida alla possibilità di esserci. Non ricordo chi l’abbia detto, ma è come opporre al potere del conosciuto, la forza dell’ignoto. Scrivere dà forza all’ignoto.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) Questa risposta è legata alla precedente, come la precedente è legata alla prima. Scrivere è un divertimento, in tutti i suoi momenti: il momento artigianale, perché scrivere è qualcosa di estremamente concreto – si plasma la parola come l’artigiano manipola la materia, il momento creativo, perché ti senti dio, ma anche progettuale, quando vuoi seguire un tuo schema mentale per dare efficacia e rigore narrativo all’opera, e quello post-creativo, diciamo così, per perfezionarla. Nel divertimento c’è l’emozione, la gioa dell’atto. Scrivere è un rapporto <em>carnale </em>con la materia dello scrivere: la carta, la penna o la la tastiera. e poi ancora carta, insomma una libidine che non ti molla. Nel gioco e nel divertimento il momento della scrittura è quello del rivelarsi, del mettere a nudo le proprie ferite e del mostrare le cicatrici, perché tutto ciò che rappresenti attraverso la scrittura rivela, senza descriverla, la tua visione del mondo, che è solo tua.</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) In testa metterei: <em>Lettere dei condannati a morte della Resistenza</em>. Quindi i libri di saggistica che sono stati per me pietre miliari: <em>I Quaderni dal carcere e le lettere </em>di Antonio Gramsci su tutti, e di saggistica storica, Spriano, Candeloro. Nella narrativa in prima fascia, <em>I Promessi Sposi</em>, l’<em>Odissea, </em><em>Il Gattopardo </em>e <em>Pinocchio, </em>ma direi anche: <em>Underword </em>di Delillo, <em>Uomini e Topi </em>di Steimbeck e quindi in ordine sparso, <em>Il giorno del giudizio</em> di Salvatore Satta, <em>La Storia</em> di Elsa Morante, <em>Miele amaro</em>, di Salvatore Cambosu, <em>Paese d’ombre</em> di Giuseppe Dessì e <em>Il Quinto passo è</em> <em>l’addio </em>di Sergio Atzeni. A parte, <em>I ragazzi della via Paal</em>, di Ferenc Molnar perché è stato il libro della mia infanzia.</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) Letteratura di consumo.</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) Direi <em>Accabadora</em> di Michela Murgia e <em>Stirpe</em> di Marcello Fois a pari merito.</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) La trilogia <em>Millennium</em> di Stig Larsson. Uno dei tre, a scelta.</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) La mia terra, la Sardegna, è uno stato mentale e l’influenza ambientale è molto forte anche quando scrivo di cose lontane, o apparentemente lontane, il suo orizzonte mi tiene avvinghiato. Mi sento figlio di una tradizione culturale in divenire, aperta al mondo. Una miniera da saccheggiare.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) Non ho elementi sufficienti per esprimere un giudizio motivato. L’idea che mi sono fatto è che un po&#8217; tutta l’editoria se la passi male e che sia in vigore la legge della giungla. I gruppi più grandi editoriali spadroneggiano, ma hanno i magazzini pieni; i più piccoli arrancano come possono: c’è chi fa il furbo e chi segue le regole, ma tutti si sentono sull’orlo del precipizio. Poi c’è il brutto dell’editoria a pagamento. Doloroso.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R). È uno scenario in chiaroscuro e l’argomento è complesso per affrontarlo in poche parole. C’è un Paese con un grande passato, un immenso patrimonio culturale, risorse anche umane dalle grandissime potenzialità, nel campo scientifico e delle scienze umane. Ma sono portato a una lettura pessimistica riguardo al futuro. Viviamo un tempo presente involgarito, alienato, sprofondato nel sonno della ragione, minacciato dall’oscurantismo, dominato da una condizione di pietosa ignoranza e da una sub cultura teledipendente che ha omologato le menti. Come se il Paese avesse perso memoria di sé, della propria identità e della sua storia. Purtroppo il discorso investe il ruolo degli intellettuali nell’epoca della globalizzazione e, in ultima analisi, quello della classe dirigente del nostro Paese. E mi riferisco a chi porta la responsabilità collettiva, non solo politica, ma anche istituzionale, economica e sociale, in ogni campo. A cominciare dalla scuola sino all’università, dalla ricerca alla formazione scientifica. Non è opera dello spirito santo la scomparsa delle università italiane dalle graduatorie internazionali, studenti, studiosi che vanno all’estero e via di questo passo. A mio avviso ciò è tanto più evidente nella lingua italiana, spesso svuotata di contenuti e significati. Non lo dico io, ma c’è chi sostiene e sono d’accordo, che l’avvento di una lingua indotta dalla tecnologia, dall’aziendalismo, dai mass-media abbia prodotto una lingua omologatrice più adatta a entrare nella Grande Bottega del mondo delle merci e dei consumi. È diventato un luogo comune ahimè portare come argomento a dimostrazione, il fatto che l’Italia sia ultima nelle classifiche per la lettura dei libri e dei quotidiani. È un fatto purtroppo che siamo entrati nell’era del pensiero binario, vero/falso, sì/no, nero/bianco, acceso/spento: il linguaggio mediatico predomina, non esistono le differenze di registro e quelle locali, come le sfumature, le varietà di parole e le articolazioni di pensiero. Quanto ai rimedi, è da titani risalire la discesa di un processo lungo cinquant’anni. Si aprirebbe un altro capitolo, quello della egemonia culturale, un’inversione di tendenza che implica passaggi epocali di cui vedo deboli fiammelle ma non la luce.</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) Ho spedito il manoscritto, via email o posta ordinaria, a una sessantina di editori. Ho scartato quelli a pagamento, e quando un editore serio lo ha valutato positivamente senza chiedermi un soldo, ho accettato la sua proposta.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) <em>Rocco e i suoi fratelli </em>di Visconti. Ma non è il solo, ovviamente.</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) <em>A Whiter Shade of Pale</em> dei Procol Harum, ma non sarebbe sola.</p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) No.</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) Non saprei. Se i corsi fossero finalizzati a fornire nozioni di base, rudimenti, fondamenti di tecniche e metodiche di formazione, di composizione, di analisi del testo letterario penso di sì. Dovrebbero consegnare una specie di cassetta degli attrezzi. È ben più difficile impadronirsi della parte creativa che dipende da altri fattori.</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) La fase progettuale: l’impostazione macro strutturale, è a mio avviso la più complessa. Precondizione: scrivere seguendo una disciplina di lavoro, darsi un metodo. Questa fase richiede applicazione e costanza. Qui ci vuole olio di gomito, cervello e muscoli d’acciaio. Poi c’è chi fa un romanzo in due mesi: beato lui. In ogni caso far tesoro di un precetto popolare: impara l’arte e poi mettila da parte.</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Si solito scrivo al computer, di giorno (mattina o pomeriggio), quando sono solo e nel più completo silenzio. Se ci sono costretto, però, scrivo anche in mezzo a una folla urlante. Di notte dormo. No, nessun rito pagano.</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Un lampo durato cinque secondi, l’idea è stato il seguente pensiero: chi non fa i conti sino in fondo col proprio passato è destinato a confrontarsi coi suoi fantasmi. Il resto, per costruire la storia, è stata falegnameria.</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Ho già risposto in parte. Raccontare significa mettere in scena i personaggi che nascono da un’idea, una premessa tematica continuamente presente nella mia mente. Personaggi che sono come tanti <em>io</em> che assumono un’identità definita mano a mano che procede la storia. Sono i personaggi che, infine, portano avanti il racconto, sotto la mia guida, come farebbe un regista coi suoi attori. Ma è il personaggio che fa la storia. Lavoro dunque sul personaggio o sui personaggi, anche quelli meno importanti.</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Ebbene, il significato del verbo <em>cimentare </em>è<em> </em>mettere alla prova, sperimentare. Per me, è così col romanzo: una sfida, più precisamente una sfida con se stessi, un gioco che diverte (anche qui aiuta l’etimologia = divergere, ossia faccio qualcosa che muove in direzione diverse, contrapposto a convergere) una cosa dunque certamente gioiosa, che mi aiuta a creare altri mondi, che non è mai la stessa, che ferisce e guarisce, piange e ride, eccetera. Il romanzo più del racconto perché mi affascina la sua complessità. Ma le sensazioni sono le stesse.</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) È una convenzione quella di ritenere il racconto più breve rispetto al romanzo. È una differenza quantitativa dunque, ma le differenze sono di lana caprina, in fondo. Di cosa parliamo infatti, quando parliamo di romanzo breve e di racconto lungo?</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) Ho pensato a un titolo dove fossero presenti gli elementi della maschera come simbolo del super-io che nasconde la coscienza di sé e della neve perché l’ambiente narrativo è quella della grande nevicata del 1956.</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) Complessivamente un anno circa.</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) Una segnalazione speciale al premio «Città di Cagliari» 2006 per racconti brevi inediti. Segnalazioni, diplomi di merito, premi speciali per la composizione di qualche verso in concorsi di poco conto nei quali, credo, abbiano premiato un po&#8217; tutti. Questi non li conto nemmeno. E poi erano concorsi di poesia, ai quali non credo molto, come detto.</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Sì e no. Comprendo che per giovani autori e in generale per esordienti possano servire al confronto con altri autori, un po&#8217; di <em>pubbliche relazioni</em>. Il confronto mette in comunicazione il tuo lavoro con quello degli altri, a prescindere dal giudizio che ne dai tu dei premi letterari. Se ti va bene, ti fai conoscere.</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) Ho terminato la prima stesura del prossimo romanzo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-marco-casula/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Marco Casula, scrittore</title><link>http://www.libriescrittori.com/marco-casula-scrittore/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/marco-casula-scrittore/#comments</comments> <pubDate>Sat, 03 Jul 2010 13:09:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Sardegna]]></category> <category><![CDATA[Schede personali]]></category> <category><![CDATA[Marco Casula]]></category> <category><![CDATA[scrittore]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2925</guid> <description><![CDATA[Scheda personale dello scrittore Marco Casula Nome: Marco Cognome: Casula Luogo e data di nascita: Nuoro Luogo di residenza: Pirri Cagliari Occupazione: Email: marco.casula50@gmail.com Sito internet: www.marcocasula.wordpress.com Titoli prodotti La maschera sotto la neve, Leone Editore (2009) Il cortile dello zio (2007) Le strade perdute, Montedit Editore (2005)]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale dello scrittore <strong>Marco</strong> <strong>Casula</strong><span id="more-2925"></span></p><p>Nome: Marco<br /> Cognome: Casula<br /> Luogo e data di nascita: Nuoro<br /> Luogo di residenza: Pirri Cagliari<br /> Occupazione:<br /> Email: <a href="mailto:marco.casula50@gmail.com">marco.casula50@gmail.com</a><br /> Sito internet: <a href="http://www.marcocasula.wordpress.com" target="_blank">www.marcocasula.wordpress.com</a></p><p><strong><em>Titoli prodotti</em></strong></p><p>La maschera sotto la neve, Leone Editore (2009)</p><p>Il cortile dello zio (2007)</p><p>Le strade perdute, Montedit Editore (2005)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/marco-casula-scrittore/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Michele Marseglia</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-michele-marseglia-2/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-michele-marseglia-2/#comments</comments> <pubDate>Sun, 04 Apr 2010 10:33:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Campania]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Sardegna]]></category> <category><![CDATA[Michele Marseglia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2618</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Michele Marseglia, Vincitore premio Gramsci per la saggistica inediti XI^ edizione Intervista (12 settembre 2010) D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) E’un approccio dettato dallo studio che mi ha portato a d affinare sempre più questo interesse culturale sulla ricerca storico-filosofica e [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore <strong>Michele</strong> <strong>Marseglia</strong>, Vincitore premio Gramsci per la saggistica inediti XI^ edizione<span id="more-2618"></span></p><p><strong>Intervista (12 settembre 2010)</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) <em>E’un approccio dettato dallo studio che mi ha portato a d affinare sempre più questo interesse culturale sulla ricerca storico-filosofica e letteraria degli scritti e degli studi gramsciani </em></p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Conseguita la licenza media inferiore con 9/10, ho intrapreso gli studi classici riportando la media di 58/60 , quindi mi sono laureato in Filosofia e poi in Giurisprudenza , conseguendo le, abilitazioni in Filosofia e Scienze dell’Educazione e , quindi, alla professione forense .</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) <em>All’età di sedici anni con un romanzo “Il primo mattino del mondo,” tra romanticismo e vita vissuta di adolescente…</em></p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) Significa realizzare con la scrittura parte della propria interiorità e d trasferire con essa ad un pubblico più vasto temi ritenuti d’elite</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p><em>a)Le lettere del carcere </em></p><p><em>b) Nevespina </em></p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p><em>R)I libri di mero intrattenimento</em></p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R <em>La ragazza del secolo scorso di Rossana Rossanda</em></p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R)<em> Non vi è un libro che in assoluto mi sia dispiaciuto</em></p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) E’ un rapporto di odio- amore, in cui l’amore prevale, per la civiltà antica, le sue bellezze naturali, la sua storia , la sua cultura, l’umanità della sua gente , mentre le sue negatività, amplificate a dismisura dai mass media, la fanno identificare come terra di camorra e dis sopraffazione irrimediabilmente perduta.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) La capacità distributiva abbastanza capillare anche on line delle piccole e medie case editrici, su cui , purtroppo, le recenti misure tariffarie postali del Governo peseranno non poco, credo.</p><p>Ho potuto riscontrare però che, in genere c’è poca fiducia da parte delle grandi case editrici in chi non sia noto al grande pubblico per ragioni commerciali, privilegiando più che il livello culturale e la qualità dei testi editi, i personaggi famosi a… mentre la piccola editoria si fonda gran parte sulla richiesta di contributo per sopperire al problema della scarsa commerciabilità .</p><p>penso invece che l’autore o aspirante tale si metta in gioco e collabori certo, ma che l’editore debba osare di più e investire sulla qualità del testo.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) Una ripresa della letteratura di impegno civile grazie a Roberto Saviano ne costituisce uno degli aspetti fondanti , per il resto c’è un prevalere di mezzi audiovisivi che anche sulla rete potrebbero essere utilizzati più proficuamente e con intelligenza .</p><p>Purtroppo non vedo elementi di ripresa del panorama culturale di questi anni ; esso , inoltre, risulta aggravato dall’appiattimento e dallo scadimento degli ideali del Novecento e la perdita della memoria che lo pervade impedisce di trasmettere alle nuove generazioni valori condivisi di solidarietà , di libertà, di uguaglianza, mentre ne avrebbero urgente bisogno.</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) Il mio lavoro è stato pubblicato tornando alla proposta originaria di un casa editrice qualificata come Aracne, pur dopo aver vagliato e ricevute diverse proposte ,perché soprattutto,infine, ho inteso aver fiducia in chi ha creduto nel mio lavoro ancor prima di ricevere il Premio Gramsci per la Saggistica inedita, tenendo, però, anche conto della facoltà accordatami di pubblicare senza diritti di esclusiva,vera novità nel panorama editoriale italiano</p><p>R) Novecento di Bertolucci</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) Il mio canto libero di Josè Feliciano</p><p><strong>approfondimento Scrittura</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) No</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) Si, penso che possano affinare le propensioni di base per la scrittura …</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) La descrizione degli ambienti e dei dettagli emotivi…</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Di giorno a casa al computer negli spazi liberi dal lavoro ..raramente di sera…</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea alla base del l suo libro più recente?</em></p><p>R) Non è un racconto ,ovviamente, ma uno studio approfondito a seguito di una passione politico-culturale degli anni giovanili maturato alla luce degli eventi epocali che hanno caratterizzato il Novecento la sua fine<em> e questo scorcio di inizio millennio </em></p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Esserle fedele per quanto possibile cercando di innescare elementi romanzati tipici della fantasia dello scrittore e non del cronista narrante……</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Senz’altro il romanzo</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Il racconto è un narrare una cronaca del vissuto proprio o altrui, un romanzo è, ritengo, la fantasia che si racconta e si inventa…</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) E’ un titolo che sia adatta a riassumere un periodo della vita di Gramsci ,quello giovanile, poco conosciuto rispetto a quello carcerario</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) <em>Ha richiesto molto impegno di ricerca e molti anni con continui aggiornamenti alla luce dell’evoluzione storica degli eventi che hanno caratterizzato questo ventennio a cavallo a tra vecchio e nuovo millennio </em></p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) Il Premio Gramsci per la saggistica inedita XI ^ edizione con il testo La formazione culturale di A. Gramsci 1910-1918</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Per l’esperienza che ho avuto certo , ma dipende , appunto, dalla serietà di chi li organizza</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>Si , se il tempo me lo consentirà, un approfondimento, di altri temi gramsciani.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-michele-marseglia-2/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;La formazione culturale di A.Gramsci&#8221; di Michele Marseglia</title><link>http://www.libriescrittori.com/la-formazione-culturale-di-a-gramsci-di-michele-marseglia/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/la-formazione-culturale-di-a-gramsci-di-michele-marseglia/#comments</comments> <pubDate>Sun, 04 Apr 2010 10:31:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Campania]]></category> <category><![CDATA[Sardegna]]></category> <category><![CDATA[Gramsci]]></category> <category><![CDATA[Michele Marseglia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2616</guid> <description><![CDATA[L’analisi dell’evoluzione del pensiero di Gramsci, è certamente utile per meglio comprendere i suoi scritti, le sue idee e, di conseguenza,anche criticamente il suo operato. Una disamina della formazione del suo pensiero rinvia necessariamente ad un lavorio di ricostruzione della temperie storica e culturale che l’ ha permeato. In Gramsci le proprie personali esperienze contano [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L’analisi dell’evoluzione del pensiero di Gramsci, è certamente utile per meglio comprendere i suoi scritti, le sue idee e, di conseguenza,anche criticamente il suo operato.<span id="more-2616"></span></p><p>Una disamina della formazione del suo pensiero rinvia necessariamente ad un lavorio di ricostruzione della temperie storica e culturale che l’ ha permeato.</p><p>In Gramsci le proprie personali esperienze contano in maniera decisiva per la formazione del suo pensiero.Il momento sardo nella sua formazione ha un rilievo non secondario e una sua dignità storiografica , ma è certamente Torino che segna un salto qualitativo che è culturale e politico</p><p>La battaglia antipositivistica di Gramsci assume un ruolo in cui si afferma una visione della cultura che &#8220;non la separi mai dalla politica, ma la comprenda come una dimensione della lotta politica&#8221;.</p><p>Nell’ elaborazione di questo periodo i motivi gentiliani sono quegli stessi contenuti sottolineati , ma con forzature e strumentalizzazioni, qualche anno fa.</p><p>Proprio per esigenze di chiarezza &#8220;sono favorevole, dopo l&#8217;oblio e la condanna registrati in questi anni, ad un ripensamento di un nucleo filosofico e culturale che nel bene e nel male appartiene, è iscritto nel nostro DNA culturale&#8221;.(E. Garin)</p><p>Questo soprattutto oggi in un quadro storico politico che vede la Sinistra divisa e sconfitta, anche perchè, a mio avviso, un presente che dimentica il passato non ha neanche un futuro</p><ul><li>Autore: Michele Marseglia</li><li>Titolo: La formazione culturale di A.Gramsci 1910-1918</li><li>Editore: inedito</li><li>Numero pagine: 154</li></ul> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/la-formazione-culturale-di-a-gramsci-di-michele-marseglia/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Vittorio Frau</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-vittorio-frau/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-vittorio-frau/#comments</comments> <pubDate>Sun, 14 Feb 2010 13:42:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Sardegna]]></category> <category><![CDATA[Vittorio Frau]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2394</guid> <description><![CDATA[Intervista a Vittorio Frau Nome: Vittorio Cognome: Frau Regione di residenza: Sardegna Email: vit.frau@inwind.it Intervista (del gennaio 2010) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura Fin da adolescente ho avuto la misteriosa capacità di scrivere storielle divertenti, tanto che tutti i miei compagni di scuola volevano scrivessi loro [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista a Vittorio Frau<span id="more-2394"></span></p><p>Nome: Vittorio<br /> Cognome: Frau<br /> Regione di residenza: Sardegna<br /> Email: <a href="mailto:vit.frau@inwind.it">vit.frau@inwind.it</a></p><p><strong>Intervista </strong>(del gennaio 2010)</p><p><em>Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura<br /> </em></p><p>Fin da adolescente ho avuto la misteriosa capacità di scrivere storielle divertenti, tanto che tutti i miei compagni di scuola volevano scrivessi loro qualche “fesseria” nel diario, cosa che mi riusciva senza sforzo.</p><p>Intorno ai vent’anni, epoca remota nella quale i computer, ancora grandi come container, non erano d’uso comune, scrissi a mano una specie di resoconto surreale del primo campeggio della mia vita e lo conservai in un cassetto. Questa strana capacità, assolutamente slegata dal mio ciclo di studi (sono un Perito Elettrotecnico), colpì, alla fine degli anni ’80, un conoscente che all’epoca collaborava con un settimanale satirico-sportivo cagliaritano ormai scomparso: il “Trovotutto sport”. In breve tempo mi fu affidata una rubrica nella quale simulavo ipotetiche domande e risposte ad un sedicente “direttore”, rubrica che mi ha dato discrete soddisfazioni.</p><p>Nei primi anni ’90 ho conquistato il tanto bramato “posto fisso” che, tanto per cambiare, era assolutamente slegato da qualunque attività inerente alla scrittura o alla satira in genere: sono entrato a far parte del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, insomma in parole povere faccio il pompiere.</p><p>Nel 1993 portarono in un ufficio sindacale della caserma uno strano schermo che sembrava un televisore, ma non aveva l’antenna e nemmeno uno spinotto in cui inserire un cavo. Il curioso oggetto aveva un filo grigio sottilissimo collegato a una scatola con tanti tasti: si trattava di un preistorico personal computer, con processore da 8 Mb e dotato di un programma denominato “Framework” che permetteva di scrivere e stampare su un foglio!</p><p>In men che non si dica, agevolato dalla tecnologia, mi impadronii dell’attrezzo, creando un periodico di satira che chiamai “Pompe e Pompieri”, che ebbe, all’interno della mia caserma, un successo strepitoso la cui eco non si è ancora spenta nemmeno dopo due decenni.</p><p>A cavallo fra i due millenni cominciai a vagare per la rete, imbattendomi in siti nei quali era possibile inserire i propri racconti, quindi “digitalizzai” il mio antico manoscritto “Le vacanze degli innocenti” e lo inviai a una decina di siti dedicati. Diverse email di persone che si erano immedesimate nel tragicomico racconto mi convinsero a scrivere un seguito: “La passione di Re Giovedì” .</p><p>Nel luglio di quest’anno, la mail di Vera Ambra, presidentessa di “Akkuaria edizioni” con la dicitura troppo bella per sembrarmi vera: “ho trovato interessante il tuo modo di scrivere e vorrei proporti un contratto editoriale!”</p><p>Devo confessare che non risposi alla prima richiesta in quanto già diverse volte avevo ricevuto comunicazioni simili, ma seguite dalla richiesta di cifre esorbitanti come “contributo alla pubblicazione”.</p><p>La seconda mail di Vera specificava che non avrei dovuto versare alcun contributo, ma soprattutto faceva dei riferimenti ad alcuni brani dei miei scritti! Fu come essere folgorati, li aveva letti davvero! Feci una rapida ricerca su internet e mi resi conto che si trattava di una persona seria e una scrittrice di grandi qualità, che ho successivamente avuto la fortuna di conoscere durante un convegno dell’associazione a Milano. Scrissi tra agosto e settembre “La rimpatriata” che costituiva il prosieguo e la conclusione degli altri due e, ad ottobre, è diventato il primo dei miei libri, pubblicato dalla “Edizioni Akkuaria”.</p><p><em>Qual è stato il suo percorso di studi?</em><br /> Nonostante avessi dimostrato fin da piccolo una certa attitudine alla scrittura e alle materie umanistiche, sono stato indirizzato a qualcosa che i miei familiari ritenevano più facilmente “capitalizzabile”: ho studiato presso un Istituto Tecnico Industriale Statale, conseguendo il diploma (ex maturità) di Perito Industriale Capotecnico con specializzazione in elettrotecnica e automazione.</p><p>Devo però ammettere che il buon voto che campeggia sul diploma è dovuto molto più a Giacomo Leopardi che a Rudolf Hertz.<br />  </p><p><em>Quando e perché ha iniziato a scrivere?</em><br /> Come ho già detto, non ho effettuato un percorso di studi che stimoli la scrittura, è un amore spontaneo che ho provato immediatamente dopo l’adolescenza, quando mi sono accorto che qualsiasi foglio bianco postomi di fronte si riempiva come per magia di storielle che risultavano piacevoli alla lettura.</p><p>Avevo la netta sensazione di non essere io a scrivere.</p><p>Inoltre, come praticamente tutta la mia famiglia, compresi gli antenati con la sola licenza elementare, ho la particolarità di scrivere in un modo grammaticalmente corretto, diciamo che ho una specie di “dono” immeritato.<br />  </p><p><em>In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em><br /> Scrivere è la mia “valvola di sfogo”, è un momento in cui posso esprimermi senza essere condizionato dai freni dovuti a vari fattori, ambientali e psicologici, come la soggezione nei confronti dell’interlocutore o il timore che un concetto, una volta espresso, non possa più essere corretto in maniera efficace, possibilità che invece offre la scrittura .<br />  </p><p><em>Quali sono i suoi libri del cuore? </em><br /> “<em>Il vecchio e il mare</em>” di Hemingway,  “<em>Canne al vento</em>” di Grazia Deledda e <em>“Tre uomini in barca” </em>di Jerome k. Jerome.<br />  </p><p><em>E quelli che non leggerebbe mai?</em><br /> Tutti i libri di Bruno Vespa<br />  </p><p>Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?<br /> “<em>Insabel</em>” di Vera Ambra<br />  </p><p>E quello che meno le è piaciuto?<br /> “<em>Non siamo nati per soffrire” </em>di Raffaele Morelli<br />  </p><p><em>Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em><br /> Sono “Sardegnadipendente”, non saprei immaginarmi a vivere in un posto diverso e non sopporto spostarmi nemmeno per viaggi di piacere.<br />  </p><p><em>Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em><br /> Il fatto che sia esclusivamente in mano alle grosse case editrici, qualunque libro, se pubblicizzato nei luoghi opportuni, vende decine di migliaia di copie a prescindere dal contenuto.<br />  </p><p><em>Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em><br /> Il fatto che l’unico veicolo di diffusione della cultura sia la televisione che, obbedendo alle leggi del mercato, calpesta e affossa grandi opere ed esponenti della cultura privi degli “agganci giusti”, rende il panorama culturale italiano difficilmente fruibile. La constatazione che i libri più venduti siano poco più che inchieste giornalistiche ne è la prova. Marco Travaglio vende centinaia di migliaia di libri esclusivamente copiando atti giudiziari. Tonino Guerra per sopravvivere reclamizza lavatrici e scaldabagni.</p><p>Il vero panorama culturale italiano è quello offerto dagli incontri nei circoli letterari, dal passaparola che premia il reale valore di un libro, non dai concetti impostici dai media. Se oggi la stragrande maggioranza della gente associa il termine “filosofo” a Rocco Buttiglione, significa che il panorama culturale italiano ha un grosso problema .<br />  </p><p><em>Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em><br /> Ho sempre avuto la passione per i racconti umoristici, ho letto avidamente quelli che scriveva il primo Woody Allen, o quel genio di Jerome K. Jerome; così, tanti anni fa, ho provato a scrivere “<em>Le vacanze degli innocenti</em>” un racconto divertente basandomi sul primo campeggio al quale avevo partecipato e, in seguito, con l’avvento di internet, l’ho digitalizzato e inviato ad alcuni siti dedicati. Diverse e-mail di persone che si erano divertite a leggerlo mi ha spinto a scrivere un seguito :”<em>La passione di Re Giovedì</em>”. Questi racconti sono stati letti da Vera Ambra, presidentessa di “Akkuaria un ponte sulla cultura” che mi ha contattato proponendomi di pubblicare un libro, così ho scritto un terzo episodio che era la naturale conclusione degli altri due. Il mio lavoro è stato apprezzato da Vera Ambra, che mi ha dato la grande opportunità di vederlo pubblicato.</p><p><em>Cinema: qual è il suo film preferito?</em><br /> “<em>Non ci resta che piangere</em>” con Benigni e Troisi<br />  </p><p><em>Musica: la canzone del cuore?</em><br /> “<em>Canzone per Piero</em>” di Francesco Guccini , la più bella poesia scritta e musicata in tempi moderni.<br />  </p><p><em>Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em><br /> No, mai.<br />  </p><p><em>Ritiene siano utili?</em><br /> Non so come siano articolati tali corsi, credo che la creatività sia un qualcosa di istintivo e non trasmissibile, tuttavia se i corsi sono mirati alla corretta esposizione del prodotto di una mente creativa, hanno senz’altro grande utilità.<br />  </p><p><em>Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em><br /> La complessità della narrazione, oltre alla creazione di una stesura che incuriosisca il lettore, sta nel riuscire a costruire una rete di dettagli che sostengano la storia principale. Nulla può essere lasciato al caso e nulla deve essere citato per caso, ma ogni singola parola, fatto o preludio deve contribuire a rendere verosimile il finale.<br />  </p><p><em>Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue </em>“<em>riti” particolari?</em><br /> Scrivo sui miei tre computer, vagando come un pazzo per la casa, a qualsiasi ora del giorno o della notte, ma riesco a scrivere solo in perfetta solitudine, se qualcuno mi osserva mentre riempio le pagine bianche, non riesco ad andare avanti.<br />  </p><p><em>Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em><br /> Il mio libro più recente è “Gabriel e il mostro”. E’ nato dal racconto, con l’omonimo titolo, con il quale ho vinto un concorso letterario. La storia nasce dal desiderio di provare a cimentarmi con argomenti seri e drammatici, come la depressione e il cancro, tralasciando quella che è la mia passione di sempre: la letteratura umoristica.<br />  </p><p><em>Cosa significa per lei raccontare una storia?</em><br /> Il mio intento, è quello di far entrare il lettore nella storia, facendolo immedesimare con i personaggi. Non ho certo velleità “verghiane” o pretese “veriste”, diciamo che le vicende che racconto sono tratte da esperienze comuni alla stragrande maggioranza delle persone e questo rende facile l’immedesimazione.<br />  </p><p><em>Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em><br /> In genere inizio con il racconto, ma quasi sempre a quest’ultimo, strada facendo, si aggiungono “pezzi” che non avevo previsto, facendolo crescere in lunghezza e in larghezza tanto da richiedere una vasta articolazione e innumerevoli “incastri” tra i vari fatti e personaggi, portandomi a una divisione in capitoli che tutti insieme formano un romanzo.<br />  </p><p><em>Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em><br /> Il racconto è in genere una storia circoscritta, difficilmente ampliabile senza cadere nella banalità, quindi di dimensioni limitate.</p><p>Il romanzo è una specie di grande “lago asciutto” che si riempie solo con l’esaurimento del fiume di parole che andranno a comporlo.<br />  </p><p><em>Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em><br /> Il “mostro” citato nel titolo è la depressione, il male oscuro visto da Gabriel, il protagonista, come un mostro dalle mille facce che pianta le unghie nel suo cervello..<br />  </p><p><em>Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em><br /> Ovviamente non faccio lo scrittore a tempo pieno, diciamo che ho sfruttato i ritagli di tempo di quasi un anno.</p><p><em>Ha vinto premi letterari?</em><br /> Sì, ho vinto il primo premio per la sezione narrativa nel primo Concorso Letterario Nazionale dedicato al filosofo Fortunato Pasqualino.<br />  </p><p><em>Crede nei premi letterari?</em><br /> A livello di soddisfazione personale senz’altro, ma questo è valido per chi, come me, non ha ambizioni economiche, per coloro i quali, invece, scrivono per professione, il premio letterario non è il mezzo giusto per avere visibilità.<br />  </p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em><br /> In due anni ho scritto quattro libri: <em>La rimpatriata, Guasto, Cell generation e Gabriel e il mostro.</em></p><p>Potrei sentirmi appagato, ma non è così, non riesco a smettere di scrivere. Anche in questo periodo, come è mia particolarità, sto scrivendo due libri contemporaneamente, ma è presto per sapere se sono destinati alla stampa o al cestino.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-vittorio-frau/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Paola Musa, scrittrice</title><link>http://www.libriescrittori.com/paola-musa-scrittrice/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/paola-musa-scrittrice/#comments</comments> <pubDate>Sun, 14 Feb 2010 13:19:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Sardegna]]></category> <category><![CDATA[Schede personali]]></category> <category><![CDATA[Paola Musa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2373</guid> <description><![CDATA[Scheda personale della scrittrice Paola Musa Nome: Paola Cognome: Musa Luogo e data di nascita: Sardara (CA) 25/01/1966 Luogo di residenza: Roma Occupazione: Libera professionista Email: paola.musa@libero.it Sito internet: www.paolamusa.info Titoli prodotti: Condominio occidentale – Salerno editrice 2008 Il terzo corpo dell’amore – Salerno editrice 2009]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale della scrittrice Paola Musa<span id="more-2373"></span></p><p>Nome: Paola<br /> Cognome: Musa<br /> Luogo e data di nascita: Sardara (CA) 25/01/1966<br /> Luogo di residenza: Roma<br /> Occupazione: Libera professionista<br /> Email: <a href="mailto:paola.musa@libero.it">paola.musa@libero.it</a><br /> Sito internet: <a href="http://www.paolamusa.info">www.paolamusa.info</a></p><p>Titoli prodotti:</p><ul><li>Condominio occidentale – Salerno editrice 2008</li><li>Il terzo corpo dell’amore – Salerno editrice 2009</li></ul> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/paola-musa-scrittrice/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Le esternazioni di Pinco Pallino&#8221; di Adriano Pisano</title><link>http://www.libriescrittori.com/le-esternazioni-di-pinco-pallino-di-adriano-pisano/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/le-esternazioni-di-pinco-pallino-di-adriano-pisano/#comments</comments> <pubDate>Thu, 15 May 2008 15:24:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Sardegna]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/tematiche/narrativa/le-esternazioni-di-pinco-pallino-di-adriano-pisano/</guid> <description><![CDATA[Pinco Pallino, l’uomo qualunque, colui che non è soggettivamente identificabile, ha trascorso gran parte della propria esistenza socialmente isolato. Non si occupa di politica né di essa si intende ma, paradossalmente, dalla politica, attraverso un’ironica cronaca della campagna elettorale del 2006 e dalla disamina dei primi mesi del governo Prodi, inizia il proprio persorso di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Pinco Pallino, l’uomo qualunque, colui che non è soggettivamente identificabile, ha trascorso gran parte della propria esistenza socialmente isolato. Non si occupa di politica né di essa si intende ma, paradossalmente, dalla politica, attraverso un’ironica cronaca della campagna elettorale del 2006 e dalla disamina dei primi mesi del governo Prodi, inizia il proprio persorso di liberazione dalla suddetta apatia sociale e prende coscienza di diversi aspetti negativi della nostra comune quotidianità. Evidenzia questi aspetti, utilizzando toni a volte ironici e provocatori, a volte più severi, e non mancherà di palesare le proprie opinioni finalizzate a provocare una seria riflessione sugli argomenti trattati.</p><p><strong><em>Il testo presente in quarta di copertina</em></strong></p><p>Pinco Pallino è lo pseudonimo dietro cui si cela l&#8217;autore, ma è anche e soprattutto &#8220;l&#8217;uomo qualunque&#8221;, una figura in cui molti italiani di oggi si possono riconoscere. Rappresenta chi si è interessato di più alla propria vita personale piuttosto che alle battaglie politiche; chi ha evitato il protagonismo e il coinvolgimento sociale; chi ha avuto come primario interesse il vivere tranquillamente, soddisfatto della quotidianità e di poche e semplici cose. Questa situazione viene sbloccata da Tangentopoli e la conseguente caduta della prima Repubblica, evento nazionale da cui parte per un excursus della storia italiana degli ultimi anni, di situazioni e personalità che hanno avuto grande rilievo mediatico. Passando per le elezioni del 2006, l&#8217;immigrazione, l&#8217;educazione, la scuola, la droga, fino ad arrivare a Calciopoli e Vallettopoli, sono tanti e diversi i temi trattati e su cui viene espresso in questo libro un punto di vista, qualche volta definito, qualche volta in contrasto con la propria coscienza, ma mai imposto e supponente.</p><p>Autore: Adriano Pisano<br /> Titolo: Le esternazioni di Pinco Pallino<br /> Editore: La Riflessione<br /> Anno di pubblicazione: 2008<br /> Luogo di pubblicazione: Cagliari<br /> Numero pagine: 72</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/le-esternazioni-di-pinco-pallino-di-adriano-pisano/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>“Adesso, a poche ore da qui” di Enrico Pili</title><link>http://www.libriescrittori.com/%e2%80%9cadesso-a-poche-ore-da-qui%e2%80%9d-di-enrico-pili/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/%e2%80%9cadesso-a-poche-ore-da-qui%e2%80%9d-di-enrico-pili/#comments</comments> <pubDate>Mon, 31 Mar 2008 09:21:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Sardegna]]></category> <category><![CDATA[romanzo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/tematiche/narrativa/%e2%80%9cadesso-a-poche-ore-da-qui%e2%80%9d-di-enrico-pili/</guid> <description><![CDATA[Quarantasei anni dopo, i congolesi tornano alle urne. Il 30 luglio 2006 è il giorno delle prime elezioni nella Repubblica Democratica del Congo dopo lunghi anni di dittature e di guerre. Dal 2003 un governo provvisorio gestisce la fase di transizione, che ha in queste attesissime elezioni il suo punto di arrivo. I volontari di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quarantasei anni dopo, i congolesi tornano alle urne. Il 30 luglio 2006 è il giorno delle prime elezioni nella Repubblica Democratica del Congo dopo lunghi anni di dittature e di guerre. Dal 2003 un governo provvisorio gestisce la fase di transizione, che ha in queste attesissime elezioni il suo punto di arrivo. I volontari di numerose associazioni umanitarie sono presenti, coordinati dall’Onu, per verificare che la consultazione elettorale si svolga regolarmente. Partecipa a questa missione E*, sardo, cinico osservatore, che vive l’evento nel Nord Kivu e racconta in questo libro, tra romanzo e reportage, un’esperienza nella quale ieri e oggi, qui e altrove si mischiano: tutto è attuale, tutto è vicino, tutto ci riguarda, adesso.</p><p>Il testo presente in quarta di copertina</p><p>Non è presente un testo in quarta. Alla fine c’è la seguente nota dell’autore.<br /> L’esperienza di un viaggio nella RDC in occasione delle prime elezioni dopo l’uccisione di Patrice Lumumba non può non lasciare il segno nell’osservatore attento, distaccato ma non “fuori” dagli avvenimenti. Il viaggio innesca un processo dai risvolti imprevedibili, mette in moto “la macchina del tempo”. C’è, per così dire, un coinvolgimento fisico e metafisico. Ciò che si osserva entra nell’anima e rievoca eventi mai visti e mai vissuti che, però, improvvisamente, scopriamo dentro di noi. Per questo il racconto del viaggio è innanzitutto un racconto dello spirito, un racconto senza tempo e senza spazio. Siamo a Roma, qui e ora, e a Goma, a Sestu, qui e ora, e a Padova, a Bukavu e a Cagliari nello stesso istante, all’aeroporto di Fiumicino e di Beni e di Tunisi. Un po’ come accade a Billy Pilgrim in Il mattatoio n. 5 (di Kurt Vonnegut). Deve essere questo il mistero della vita. Abbiamo già vissuto. Vivremo sempre. Tutto è in noi, qui e ora.</p><p>Autore: Enrico Pili<br /> Titolo: “Adesso, a poche ore da qui”<br /> Editore: Scuola Sarda Editrice<br /> Anno di pubblicazione: 2007<br /> Luogo di pubblicazione: Cagliari<br /> Numero pagine: 163<br /> Introduzione di: Albert Thsiseleka Felha, ambasciatore della Rep. Democratica del Congo in Italia</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/%e2%80%9cadesso-a-poche-ore-da-qui%e2%80%9d-di-enrico-pili/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;La rimpatriata&#8221; di Vittorio Frau</title><link>http://www.libriescrittori.com/la-rimpatriata-di-vittorio-frau/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/la-rimpatriata-di-vittorio-frau/#comments</comments> <pubDate>Thu, 07 Feb 2008 11:21:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Sardegna]]></category> <category><![CDATA[scrittura]]></category> <category><![CDATA[Vittorio Frau]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/la-rimpatriata-di-vittorio-frau/</guid> <description><![CDATA[Il libro è composto da tre capitoli: i primi due  “Le vacanze degli innocenti” e “La passione di Re Giovedì” sono legati da un filo comune: l’odio viscerale per le vacanze “fai da te” e l’ assurda scomodità a cui ci si assoggetta pur di dire:  “Sono stato in vacanza. “ “Le vacanze degli innocenti” [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il libro è composto da tre capitoli: i primi due  “Le vacanze degli innocenti” e “La passione di Re Giovedì” sono legati da un filo comune: l’odio viscerale per le vacanze “fai da te” e l’ assurda scomodità a cui ci si assoggetta pur di dire:  “Sono stato in vacanza. “</p><p>“Le vacanze degli innocenti” narra del primo campeggio a cui partecipa  un gruppetto di giovanissimi , che partono con la spensieratezza dei 15 anni e si scontrano in maniera quasi “tragica” con una serie di incredibili difficoltà e situazioni a volte surreali, ma comuni a tantissime vacanze improvvisate.<br />  I ragazzi imparano a conoscere le privazioni della vita all’aria aperta, della mancanza di servizi igienici, della “persecuzione” da parte delle forze dell’ordine che, giustamente, pretendono il rispetto delle leggi e soprattutto della divisione in caste sociali dei vacanzieri.<br /> I giovani infatti finiscono per  “bivaccare” nei pressi di uno degli Hotel più esclusivi della Sardegna, illudendosi di poter  di godere degli stessi agi dei fortunati clienti, ma vengono brutalmente e ripetutamente respinti.<br /> La morale del racconto è l’assurdità dell’imbarcarsi in assurde avventure, accettare di fare una vita da “terzo mondo” solo per poter dire di essere stati in vacanza, mentre a due passi da casa si ha spesso molto più di quello che si va a cercare.<br /> “La passione di Re Giovedì” è la dimostrazione di come si possa ricadere in un errore che si era giurato di non ripetere.<br /> I protagonisti di questa storia sono  un gruppo di diciottenni che ha come mira principale quella di “darsi da fare” con le campeggiatrici straniere. Oltre al sottoscritto, vi sono quattro personaggi piuttosto singolari, ciascuno con caratteristiche differenti che si recano in Costa Smeralda, questa volta optando per la sosta  in alcuni campeggi organizzati dove, pur non vivendo le spaventose privazioni di un campeggio libero, vanno incontro a una serie di avvenimenti grotteschi a causa delle bizzarre caratteristiche dei singoli personaggi. La parte del  leone è svolta dal terribile Pierclaudio, un individuo il cui unico scopo di vita è l’organizzare, ai danni del prossimo, scherzi idioti al limite del codice penale.<br /> Gran parte della vacanza è trascorsa nel cercare di  contenere la sua esuberanza  che porterà delle conseguenze tali dal costringere il gruppo a una fuga precipitosa.<br /> “La Rimpatriata”, che dà il titolo al libro,  è la naturale conclusione degli altri due; quando le vicissitudini narrate negli episodi  precedenti  assumono il carattere di vecchi ricordi, ecco ripresentarsi un attempato Pierclaudio, indiscusso protagonista negativo del racconto precedente che,  cresciuto solo anagraficamente,  organizza una “rimpatriata”, coinvolgendoci  prepotentemente nella sua stramba idea e trascinandoci in una serie di umiliazioni e situazioni paradossali che ci riporta indietro nel tempo.<br /> Dopo il primo incontro Pierclaudio si mette in testa di voler risvegliare il nostro vecchio amico Giuseppe dallo stato di coma in cui si trova da quasi vent’anni a causa di un incidente stradale.<br /> Il poveretto si sveglia ma crede che tutto sia uguale al 1986 e nel prosieguo della storia viene lentamente a conoscenza delle innovazioni tecnologiche dell’ultimo ventennio, primo fra tutti il telefono cellulare e la sua incredibile diffusione, oltre a tante  altre “stranezze“ che fatica a digerire.</p><p><strong><em>Il testo presente in quarta di copertina</em></strong></p><p>Sull’intera opera vigila sempre un’autoironia che appare allo stesso tempo sprezzante, crudele, beffarda e irriguardosa nei confronti di tutti i luoghi, ora divenuti comuni, di questa nostra società che ha smarrito il senso dell’orientamento, eretta a fondamentale difesa delle vicissitudini della vita. Persino il pessimismo leopardiano sembra intervenire per enunciare l’esaurimento culturale barattato con le vicende di una TV malata di banalismo maligno. Ma l’Autore lascia aperto un varco al delirio poetico, che lo coglie nei momenti più difficili della vita, quando la vista d’un gabbiano si trasforma nel simbolo poetico dell’albatro baudelairiano. È la speranza d’una poesia disposta a sopravvivere pur sommersa nelle distrazioni di una società che non si rende conto di non poterne fare a meno, nascosta tra le pieghe delle ultime pagine di una malinconica e dignitosa disfatta.</p><p>Autore: Vittorio Frau<br /> Titolo: La rimpatriata<br /> Editore: Edizioni Akkuaria<br /> Anno di pubblicazione: 2007<br /> Luogo di pubblicazione: Catania<br /> Numero pagine: 102<br /> Introduzione di: Antonio Ragone<br /> <a target="_blank" href="http://www.akkuaria.org/vittoriofrau/index.htm"><strong><font color="#0a6681">http://www.akkuaria.org/vittoriofrau/index.htm</font></strong></a></p><p>Vittorio Frau è nato a Cagliari nel 1964 dove vive tuttora con moglie e due figli. Ama definirsi un ventenne di vent’anni fa. È un Vigile del Fuoco. Dal 1990 svolge la sua professione sulle strade della sua terra. Nonostante fin da bambino avesse dimostrato una certa attitudine alla scrittura e alle materie umanistiche, è stato indirizzato all’effettuazione di studi di tutt’altro tipo, giungendo al diploma di Perito Elettrotecnico, anche se lui crede di essere stato l’unico ad aver conseguito tale diploma grazie più a Leopardi che a Watt.<br />  </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/la-rimpatriata-di-vittorio-frau/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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