<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Libri e scrittori&#187; Stranieri</title> <atom:link href="http://www.libriescrittori.com/articoli/regioni/stranieri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.libriescrittori.com</link> <description>Il portale per chi ama scrivere e...leggere</description> <lastBuildDate>Tue, 08 May 2012 19:05:03 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>&#8220;ADIÓS FIDEL!&#8221; di Alejandro Torreguitart, tradotto da Gordiano Lupi</title><link>http://www.libriescrittori.com/adios-fidel-di-alejandro-torreguitart-tradotto-da-gordiano-lupi/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/adios-fidel-di-alejandro-torreguitart-tradotto-da-gordiano-lupi/#comments</comments> <pubDate>Wed, 20 Feb 2008 16:23:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Stranieri]]></category> <category><![CDATA[romanzi]]></category> <category><![CDATA[romanzo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/adios-fidel-di-alejandro-torreguitart-tradotto-da-gordiano-lupi/</guid> <description><![CDATA[Mio padre porta in casa il Granma come ogni mattina, non so perché lo compri, forse un’abitudine, forse è amico di quel mulatto all’angolo della panetteria di Toyo che lo vende, forse pensa a mia madre che di tanto in tanto ci rincarta roba. Non lo so. Fatto sta che lo compra. Oggi lo sventola [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mio padre porta in casa il Granma come ogni mattina, non so perché lo compri, forse un’abitudine, forse è amico di quel mulatto all’angolo della panetteria di Toyo che lo vende, forse pensa a mia madre che di tanto in tanto ci rincarta roba. Non lo so. Fatto sta che lo compra. Oggi lo sventola a mo’ di bandiera, rosso in volto, emozionato come un ragazzino che racconta una prodezza, sputa fuori una notizia bomba, una cosa sensazionale che farà il giro del mondo.</p><p>“Fidel si è dimesso” dice.</p><p>“Dimesso da cosa?” domando.</p><p>“Non vuol più fare il Presidente del Consiglio di Stato e neppure il Comandante in Capo. Dice che non è attaccato al potere…”</p><p>In fin dei conti ha governato soltanto per quarantanove anni, penso.</p><p>“E adesso cosa succederà?” chiedo.</p><p>“Il Granma riporta una lettera di Fidel a Randy Alonso. Pare che stasera alla Mesa Redonda spiegheranno meglio”.</p><p>Sì, alla Mesa Retonta spiegheranno tutto. Non c’è alcun dubbio…</p><p>Mio padre è costernato. Legge attentamente i quattro fogli sgualciti del Granma. Non lo avevo mai visto tanto assorto nella lettura di un giornale così inutile. Di solito dà un’occhiata ai risultati di baseball, scorre i programmi televisivi, legge i titoli e scuote la testa, non c’è niente di nuovo, pare che dica, gli imperialisti sono lontani, stanno a casa loro, proprio non la vogliono questa fantastica rivoluzione. Oggi no, invece. Oggi si divora il Granma, non perde una frase, sottolinea, annota, rilegge, non crede ai suoi occhi.</p><p>“Cazzo, Alejandro. Siamo senza Fidel. Ti rendi conto?”</p><p>Povero papà, lui non è abituato ad alzarsi la mattina e sapere che non c’è babbo Fidel che provvede, non è facile metabolizzare l’idea, pure se dicono che siamo anestetizzati da cinquant’anni di regime.</p><p>“Ci resta Raúl, papà. Non ti basta?”.</p><p>“Non mi basta no, Alejandro. Vuoi mettere?”</p><p>Non ha tutti i torti. Fidel è invecchiato, non è mica lo stesso che prese a scapaccioni Batista, il meglio dei suoi rivoluzionari sono diventati controrivoluzionari e chi ce l’ha fatta è scappato a Miami, lui è rimasto sempre più solo, ma si è fatto nuovi amici. I tempi cambiano, i russi vanno a braccetto con gli statunitensi e i venezuelani governano Cuba a colpi di petrolio. Meo Porcello, detto Chávez, scopre complotti, libera prigionieri dai terroristi e a tempo perso attinge preziosi consigli per costruire il socialismo tropicale. Fidel non ce la fa più, povero vecchio, non c’ha il fisico per tenere in mano le sorti d’una rivoluzione sempre più solida e forte, ci vogliono i giovani. Meno male che  Raúl è ancora un ragazzino, frequenta combattimenti di galli, scommette, qualche volta vince, s’è fatto amico dei cinesi, vuole il socialismo di mercato, c’ha pure qualche vizietto nascosto, un vero scavezzacollo. Siamo davvero in buone mani. Se poi non dovesse bastare c’è Roberto Alarcón, che non s’intende di economia, ma è un rivoluzionario duro e puro, tutto teoria e politica marxista, sacrifici a colpi di machete, zafra e canna da zucchero come se piovesse. Non gli parlate di pesos e dollari ché non se ne intende, mica può sapere tutto lui, che da piccolo nemmeno andava a Varadero, non viaggiava e non frequentava il Tropicana. Povero Alarcón, che a tempo debito gli è mancato un bel culo di mulatta e adesso parla coi giovani e non sa che dire. Per ora è Presidente del Parlamento, sostiene il voto unico, ché bisogna votare senza sapere chi si vota, tanto va sempre bene. Resta Abel Prieto, ministro della cultura per meriti letterari, ché tra lui e la letteratura c’è stata una bella lotta, ma alla fine ha perso la letteratura, poverina, finita nelle sue mani dopo aver frequentato Cabrera Infante e Virgilio Piñeira, non è un bel morire, credo. Abel Prieto dice che a Cuba si può dire e scrivere quello che vogliamo, magari anche pubblicarlo, dirlo in televisione, sostenere che c’è la censura è da stupidi reazionari. E allora la prossima volta, invece di pubblicare in Italia, mando un romanzo inedito a Letras Cubanas, anzi glielo porto a mano, così mi vedono bene in faccia, mi schedano e fanno prima a mettermi dentro.</p><p>“Babbo, mi sa che hai ragione” concludo.</p><p>“Ho ragione sì. Sono più vecchio di te. Lo so che ho ragione”.</p><p>La rivoluzione cubana in mano ai ragazzini mi fa un po’ paura, lo so che si metteranno a giocare con questa cosa messa su da Fidel in quarantanove anni di duro lavoro e la faranno a pezzi. Mi sembra già di vederli. Raúl che perde tempo con galli da combattimento e creoli dagli occhi castani, Alarcón che prende lezioni di economia e Abel Prieto riscrive Il volo del gatto e prova a fare il verso a Lezama. Tanto pure per loro ci sarà un Paradiso, credo. Ecco il grande cambiamento della nostra storia, che tutto cambi perché niente cambi, come ha già detto qualcuno. Adiós Fidel. Ci mancherai.</p><p>Alejandro Torreguitart Ruiz</p><p>L’Avana, 19 febbraio 2008</p><p><font size="2">(Da Alejandro Torreguitart ricevo un racconto ironico sull&#8217;addio di Fidel alla politica attiva. Traduco e diffondo. La riproduzione del testo è libera, a patto che si citi la fonte.) Gordiano Lupi </font><a target="_blank" href="http://www.infol.it/lupi"><font size="2">www.infol.it/lupi</font></a></p><hr id="null" /><strong>Alejandro Torreguitart Ruiz</strong> (L’Avana, 1979)<br /> esordisce in Italia con Machi di carta &#8211; confessioni di un omosessuale (Stampa Alternativa, 2003). Pubblica in seguito: La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2004), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005) e Cuba particular &#8211; Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007). Sono in cerca di editore la raccolta di racconti All’Avana senza un cazzo da fare – Cronache del dopomuro, il romanzo fantapolitico Mr. Hyde all’Avana e la biografia romanzata Un uomo di nome Che Guevara. Alcuni racconti di impronta politico-esistenziale sono stati pubblicati in rivista e su internet. Gordiano Lupi è il traduttore e il titolare per lo sfruttamento dei diritti sulle sue opere in Italia e per l’Europa.<br /> Sito internet: <a target="_blank" href="http://www.infol.it/lupi"><font size="2">www.infol.it/lupi</font></a></p><hr id="null" /><strong>Gordiano Lupi</strong> (Piombino, 1960).<br /> Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Cuba particular – Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007). I suoi lavori più recenti di argomneto cubano sono: Nero Tropicale (Terzo Millennio, 2003), Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son &#8211; viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Orrori tropicali – storie di vudu, santeria e palo mayombe (Il Foglio, 2006) e Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006). Nel corso del 2008 usciranno il taccuino di viaggio Dimenticare L’Avana (Il Foglio) e un libro fotografico su Cuba per Mediane Edizioni di Milano.<br /> web <a target="_blank" href="http://www.infol.it/lupi"><font size="2">www.infol.it/lupi</font></a><br /> Email  <a href="mailto:lupi@infol.it">lupi@infol.it</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/adios-fidel-di-alejandro-torreguitart-tradotto-da-gordiano-lupi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Un ragazzo come tanti&#8221; di Laura Tufilli</title><link>http://www.libriescrittori.com/un-ragazzo-come-tanti-di-laura-tufilli/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/un-ragazzo-come-tanti-di-laura-tufilli/#comments</comments> <pubDate>Fri, 25 Jan 2008 13:48:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Stranieri]]></category> <category><![CDATA[Laura Tufilli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/un-ragazzo-come-tanti-di-laura-tufilli/</guid> <description><![CDATA[Gli ingredienti principali sono forti sentimenti contrastanti, amicizie tra giovani fatte di liti ma anche di riappacificazioni, un amore sbocciato in modo sorprendente tra un giovane benestante e una ragazza semplice. Racconto la storia di un giovane, che come tanti altri, vive la giovinezza senza avere una meta. Ha un disperato bisogno di aiuto, visto [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Gli ingredienti principali sono forti sentimenti contrastanti, amicizie tra giovani fatte di liti ma anche di riappacificazioni, un amore sbocciato in modo sorprendente tra un giovane benestante e una ragazza semplice. Racconto la storia di un giovane, che come tanti altri, vive la giovinezza senza avere una meta.</p><p>Ha un disperato bisogno di aiuto, visto che si trova alle prese con un problema più grande di lui, un problema comune tra i giovani e che sta dilaniando la società odierna, quello della droga. Non ha una via d’uscita, non ha l’appoggio e il sostegno necessario per farcela, non ha la motivazione adatta per porre fine a un male che lo attanaglia sempre di più. Incontra una meravigliosa ragazza che lo spiazza completamente, lei nell’assoluta semplicità, riesce a farlo sentire una persona diversa da quello che era stato costretto a vivere fino a quella fatidica sera. Si sente preso in considerazione e incomincia a vedere la vita da un’ottica differente. Da quel momento in poi cambia radicalmente una vita fatta di noia, di soprusi familiari e priva di scopo. Non sarà facile ma la loro unione sarà ciò che li motiverà a superare non solo questo male difficile da estirpare, ma anche molteplici difficoltà che si susseguono nel corso della lettura. Colpi di scena e situazioni inaspettate arricchiscono il tutto.</p><p><strong><em>Il testo presente in quarta di copertina</em></strong></p><p>Laura Tufilli nasce in Svizzera a Rheinfelden e ha vissuto alcuni anni in Italia tra Milano e Lecce dove ha studiato per diventare un tecnico di laboratorio chimico biologico.<br /> Ritornata nuovamente in Svizzera ha recitato e ballato in alcuni spettacoli teatrali, ha avuto l’ occasione di condurre quattro festival canori e ha dato inizio ad un giornale per giovani. Oltre che con la penna si cimenta con il violino, con il pennello e con le stelle.</p><p>Un ragazzo come tanti è la storia di un amore. L’ amore sorprendente sbocciato tra un giovane ricco, desiderato e affermato ed una ragazza semplice, bella, intraprendente e attorniata dai suoi inseparabili amici. Una scottante verità, alcune situazioni inaspettate e molteplici colpi di scena metteranno a dura prova la loro unione.</p><p>Autore: Laura Tufilli<br /> Titolo: Un ragazzo come tanti<br /> Editore: Altromondo editore<br /> Anno di pubblicazione:  Dicembre 2007<br /> Luogo di pubblicazione: Strà provincia di Padova<br /> Numero pagine: 240</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/un-ragazzo-come-tanti-di-laura-tufilli/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Il buio del mare&#8221; di Ron Kubati</title><link>http://www.libriescrittori.com/il-buio-del-mare-di-ron-kubati/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/il-buio-del-mare-di-ron-kubati/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 Jan 2008 20:06:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Libri]]></category> <category><![CDATA[Stranieri]]></category> <category><![CDATA[Ron Kubati]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/il-buio-del-mare-di-ron-kubati/</guid> <description><![CDATA[Si rinnova ancora Ron Kubati, nel suo continuo giocare con la lingua italiana, nostra/sua. L&#8217;abbiamo conosciuto nei vari registri linguistici di Va e non torna, nel linguaggio diverso di M, uno scrittore al lavoro che esplora, usa, riusa un materiale pastoso e denso, con serietà ed impegno. Squarci indimenticabili di esistenze, riflessioni, poesia, che sono [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p align="left" style="margin-bottom: 0cm"><font color="#000000"></font><font face="arial,helvetica,sans-serif">Si rinnova ancora Ron Kubati, nel suo continuo giocare con la lingua italiana, nostra/sua. L&#8217;abbiamo conosciuto nei vari registri linguistici di <em>Va e non torna</em><span style="font-style: normal">, nel linguaggio diverso di </span><em>M, </em><span style="font-style: normal">uno scrittore al lavoro che esplora, usa, riusa un materiale pastoso e denso, con serietà ed impegno.</span></font></p><p align="left" style="margin-bottom: 0cm"><font color="#000000"></font><font face="arial,helvetica,sans-serif"><span style="font-style: normal">Squarci indimenticabili di esistenze, riflessioni, poesia, che sono entrati nella nostra vita di lettori e di uomini, da quella nave che procede verso l&#8217;ignoto &#8220;</span><em>È il mare che si fa attraversare&#8221;</em><span style="font-style: normal"> a quelle finestre che si aprono su un mondo nuovo entusiasmante e, insieme, su una perdita dolorosa.</span></font></p><p align="left" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal"><font color="#000000" face="arial,helvetica,sans-serif">In questo nuovo romanzo l&#8217;italiano si muove fluido assecondando i pensieri del protagonista bambino. L&#8217;altrove in cui Kubati ci immerge non è solo un paese intuito più che espresso, ma anche la giovanissima età di chi è al centro della amara vicenda narrata. A determinarne la storia è l&#8217;impiccagione del padre in un regime totalitario e la condanna sociale che ne consegue.</font></p><p align="left" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal"><font color="#000000" face="arial,helvetica,sans-serif">Il piccolo si muove sostanzialmente solo, con le sue attente strategie di sopravvivenza in un paesaggio senza colore/calore. Grandi cortili sterrati dove &#8216;gli altri&#8217; si trovano a giocare, case semiabbandonate, pini scuriti dalla notte, cani di cui è vano cercare l&#8217;amicizia. E il mare, grande, buio, solitario. Un barlume di luce bisogna crearlo e sognarlo. </font></p><p align="left" style="margin-bottom: 0cm"><font color="#000000"></font><font face="arial,helvetica,sans-serif"><span style="font-style: normal">Nella sua solitudine si muovono maquettes più che persone e ben pochi si accostano compassionevoli; se succede è per un breve momento, ruvidamente. Nemmeno la madre può, riesce, a curarsi ancora di lui: solo un attimo di ritrovato affetto per dirgli </span><em>&#8220;Salvati, se puoi&#8221;.</em></font></p><p align="left" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal"><font color="#000000" face="arial,helvetica,sans-serif">La sua salvezza nasce dalla paura e nella tragedia, dalla spinta di una figura serena ed autorevole che lo proietta verso una nuova nascita. Al di là del mare.</font></p><p align="left" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal"><font color="#000000" face="arial,helvetica,sans-serif">È l&#8217;atmosfera netta, precisa, disegnata negli infiniti toni del grigio e del nero, animata dai rumori e dal silenzio, é questo personaggio-bambino così guardingo e cauto, che con ostinazione resiste, a catturare il lettore e immergerlo in una dimensione umana e in un&#8217;esperienza nuova.</font></p><p align="left" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal"><font color="#000000" face="arial,helvetica,sans-serif">Sono ancora quelle uscite di metropolitana che sfociano in un paesaggio sorteggiato dal caso? ma questa volta l&#8217;uccello preso in trappola viene lasciato andare.</font></p><p align="left" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal"><font color="#000000"></font><font face="arial,helvetica,sans-serif"><span style="font-style: normal">Il testo intitolato </span><em>Luca</em><span style="font-style: normal">, ora pubblicato come </span><em>Il buio del mare</em><span style="font-style: normal">, ha vinto nella sezione inediti il premio letterario Popoli in cammino, organizzato dalla Festa nazionale dell&#8217;Unità.</p><p>Recensione di Maria Rosa Mura<br /> </span></font></p><p align="left" style="background: #ffffff; margin-bottom: 0cm"><font color="#000000" face="arial,helvetica,sans-serif">Autore: Ron Kubati<br /> </font><font color="#000000"></font><font face="arial,helvetica,sans-serif">Titolo: Il buio del mare<br /> Editore: Giunti blu<br /> Anno: 2007</font></p><p align="left" style="background: #ffffff; margin-bottom: 0cm"><font color="#000000" face="arial,helvetica,sans-serif">Ron Kubati è nato a Tirana nel 1971. Nel 1991, durante la grande ondata migratoria che ha portato migliaia di albanesi nel nostro paese, è arrivato a Bari, dove ha conseguito una laurea e un dottorato di ricerca in Filosofia moderna e contemporanea, dedicandosi parallelamente alla scrittura e ad attività di traduzione. </font><font color="#000000" face="arial,helvetica,sans-serif">In Albania ha pubblicato la raccolta di poesie Midis shpreses dhe endrres (&#8220;Tra speranza e sogno&#8221;, Tirana Editrice 1992), mentre in Italia sono usciti i romanzi <em>Va e non torna</em> (Besa 2002, Premio Grotteria 2000, Finalista del Premio Firenze 2000), <em>M </em>(Besa 2002). Ha scritto inoltre numerosi saggi apparsi in volumi collettivi e collaborato con diverse riviste e quotidiani.</font></p><p align="left" class="ww-contenuto-tabella11"><strong><font color="#000000" face="arial,helvetica,sans-serif">Bibliografia:</font></strong></p><p align="left" style="margin-bottom: 0cm"><u><a target="_blank" href="http://www.ilgiocodeglispecchi.net/Libri/Libri_AbstractLibro.asp?RicercaLibri=272"><em><font color="#000000" face="arial,helvetica,sans-serif">Va e non torna</font></em></a></u><font color="#000000" face="arial,helvetica,sans-serif">, Besa, Nardò (LE), 2000.</font></p><p align="left"><font color="#000000" face="arial,helvetica,sans-serif">Al lavoro e allo studio di un giovane immigrato in Italia si intercalano, in un continuo andirivieni tra presente e passato, le vicende personali e pubbliche in Albania. L&#8217;infanzia ai tempi della dittatura con il padre in carcere, i primi amori, gli studi programmati dall&#8217;alto e le trasgressioni per sentire la televisione italiana, la lotta degli studenti e dei democratici e la fine del regime. Fino alla fuga verso l&#8217;Italia, sempre desiderata e mille volte programmata, ma realizzata poi in modo del tutto casuale.</font></p><p align="left"><u><a target="_blank" href="http://www.ilgiocodeglispecchi.net/Libri/Libri_AbstractLibro.asp?RicercaLibri=273"><em><font color="#000000" face="arial,helvetica,sans-serif">M</font></em></a> </u><font color="#000000" face="arial,helvetica,sans-serif">Besa, Nardò (LE), 2002.</font></p><p align="left"><font color="#000000" face="arial,helvetica,sans-serif">Uno scrittore in cerca di editore, in un paese straniero, viene accolto da un gruppo di transfughi, intellettuali alla deriva, uomini borderline, pellegrini senza fissa dimora che si raccolgono tutti in casa del prof. Andrea.</font></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/il-buio-del-mare-di-ron-kubati/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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