<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Libri e scrittori&#187; Veneto</title> <atom:link href="http://www.libriescrittori.com/articoli/regioni/veneto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.libriescrittori.com</link> <description>Il portale per chi ama scrivere e...leggere</description> <lastBuildDate>Tue, 08 May 2012 19:05:03 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Marina Dalus, scrittrice</title><link>http://www.libriescrittori.com/marina-dalus-scrittrice/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/marina-dalus-scrittrice/#comments</comments> <pubDate>Sun, 24 Oct 2010 15:24:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Schede personali]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Marina Dalus]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/?p=3616</guid> <description><![CDATA[Scheda personale della scrittrice Marina Dalus Nome: Marina Cognome: Dalus Luogo e data di nascita: 21/09/1971 Luogo di residenza: Verona Occupazione: Promoter strumentazione biomedicale Email: marisilva144@gmail.com Sito internet: http://www.marisilva.it/ Titoli prodotti Parentesi  (www.lulu.com/product/paperback/parentesi/12658639)]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale della scrittrice <strong>Marina</strong> <strong>Dalus</strong><span id="more-3616"></span></p><p>Nome: Marina<br /> Cognome: Dalus<br /> Luogo e data di nascita: 21/09/1971<br /> Luogo di residenza: Verona<br /> Occupazione: Promoter strumentazione biomedicale<br /> Email: <a href="mailto:marisilva144@gmail.com">marisilva144@gmail.com</a><br /> Sito internet: <a href="http://www.marisilva.it/" target="_blank">http://www.marisilva.it/</a></p><p>Titoli prodotti</p><p>Parentesi  (<a href="http://www.lulu.com/product/paperback/parentesi/12658639" target="_blank">www.lulu.com/product/paperback/parentesi/12658639</a>)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/marina-dalus-scrittrice/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Lucio Panozzo, scrittore</title><link>http://www.libriescrittori.com/lucio-panozzo-scrittore-2/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/lucio-panozzo-scrittore-2/#comments</comments> <pubDate>Mon, 06 Sep 2010 14:33:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Schede personali]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Lucio Panozzo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=3322</guid> <description><![CDATA[Scheda personale dello scrittore Lucio Panozzo *Nome: Lucio *Cognome: Panozzo *Luogo e data di nascita: Vicenza, 25 luglio 1945 *Luogo di residenza: Vicenza Occupazione: pensionato Email: luciopanozzo.camparo@tele2.it Titoli prodotti: “IL XXV LIBRO DELL’ODISSEA” Manoscritto in unica copia non più esistente. Scritto “sottobanco” durante le ore scolastiche in terza media (1958/59), per uccidere la noia delle [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale dello scrittore Lucio Panozzo<span id="more-3322"></span></p><p>*Nome: Lucio</p><p>*Cognome: Panozzo</p><p>*Luogo e data di nascita: Vicenza, 25 luglio 1945</p><p>*Luogo di residenza: Vicenza</p><p>Occupazione: pensionato</p><p>Email: <a href="mailto:luciopanozzo.camparo@tele2.it">luciopanozzo.camparo@tele2.it</a></p><p><strong><em>Titoli prodotti:</em></strong></p><p>“IL XXV LIBRO DELL’ODISSEA”</p><p>Manoscritto in unica copia non più esistente.</p><p>Scritto “sottobanco” durante le ore scolastiche in terza media (1958/59), per uccidere la noia delle lezioni di matematica.</p><p>L’unica copia fu affidata al fuoco alcuni anni dopo dalle mani stesse dell’autore, per paura che qualcuno la leggesse (timidezza o squilibrio psicologico?).</p><p>La vicenda si svolgeva nei luoghi dell’Odissea e praticamente completava l’opera del sommo Omero. Contemplava molte avventure, e la fine si svolgeva “…in una terra abitata da un popolo che non conosceva il remo e il sale…”</p><p>L’intenzione di riscriverlo oramai costituisce un’ossessione, ma mi mancano i <em>bessi</em> per poter raggiungere Itaca e soggiornarvi un annetto, tanto mi ci vorrebbe per far riaffiorare alla memoria l’antico scritto. Qualche maligno dice anche che mia moglie non mi permette di allontanarmi per più di ventiquattr’ore, e ben sorvegliato anche. Ci s’immagini la Grecia, col fuoco primigenio creatore delle vulcaniche mediterranee.</p><p>Ultimamente mi è venuta un’altra idea: se provassi a far riaffiorare la memoria mediante sedute di ipnosi?</p><p>Credo che proverò.</p><p>“NUOVI RACCONTI DEGLI ANTICHI LONGOBARDI”</p><p>Con illustrazioni di Teresa Lendaro.</p><p>Edizioni Longobarde (Multiservizi s.r.l. via Marco Volpe, 17 – Udine), emanazione dell’associazione culturale “Civiltà Longobarda” di Cividale del Friuli.</p><p>Progettazione, editing e grafica della EQUI/LIBRI, consulenze editoriali, di Marilì Cammarata – via S. Michele, 23 &#8211; 34124 Trieste – tel. 040 / 301384.</p><p>Finito di stampare nel mese di maggio 1990 dalla JULIAGRAF di Premariacco (Udine), copie n. 2000, Lit. 16.000.</p><p>Presentato a Cividale del Friuli appena stampato.</p><p>Presentato alla Biblioteca Bertoliana di Vicenza nel 1991 dalla prof.ssa Marilì Cammarata e dal sottoscritto.</p><p>Presentato al circolo culturale “La Scaletta 62” di Vicenza dal sottoscritto nei primi anni 2000.</p><p>E’ la terza parte incompleta della trilogia che segue.</p><p>“<strong>TRILOGIA LONGOBARDA</strong>” Il precedente ne costituisce la terza parte incompleta. Quando sarà pubblicata porterà i seguenti tre titoli: <strong>“LA CROCETTA D’ORO – PASSAGGIO A NORD EST – LA SCUOLA DEGLI EROI”. </strong>L’ultimo titolo sostituisce “Nuovi Racconti degli Antichi Longobardi” e viene completato con tre racconti che nella prima edizione erano stati considerati di troppo.</p><p>La ponderosa Trilogia al completo è stata pubblicata in varie edizioni “fatte in casa” con il computer in una cinquantina di copie. Azzardo la data del 1987. (Edizioni Gutenberg – Vicenza).</p><p>Il titolo potrebbe anche essere: <strong>“TRILOGIA. SAGA LONGOBARDA”.</strong></p><p><strong>Nota: </strong><span style="text-decoration: underline;">questa trilogia attende con fiducia un editore.</span></p><p>“CRONACHE DI CONTRA’ DELLE FONTANELLE, IN PARROCCHIA DI ARACELI, DIOCESI ZINATIANA, CITTA’ DI GRAN PRETAGNA”</p><p>Con illustrazioni di Renato Geroin e Giada Panozzo. Ritratto dell’autore di Elisabetta M. C. Panozzo. Prefazione del prof. Mario Pavan.</p><p>Foto dall’archivio personale dell’autore, di Diego Panozzo, di Paolo Zimerle, di Daniela Giaretta, di Miranda Bertacco – Reschiglian.</p><p>Editrice Veneta s.a.s. via Ozanam, 8 – 36100 Vicenza – tel. 0444 / 567526</p><p>Finito di stampare in luglio 2001 da OGV Alte Ceccato di Montecchio Maggiore (Vi), copie n. 1000. Lit. 25.000 (€ 12,91).</p><p>E’ stato preceduto da varie “edizioni fatte in casa” ad uso di parenti ed amici:</p><p>battuto a macchina, “finito di stampare il 23. 02. 85” in 25/30 copie;</p><p>(in questo caso, siccome la dattilografa era stata la mia sorella benemerita Mariuccia, avevo riportato la seguente casa editrice: Edizioni di via Marchetti, di Mariuccia Panozzo, tipografia Gutenberg).</p><p>Edizione al computer, qualche anno dopo, forse un paio, complessivamente in una cinquantina di copie.</p><p>(Siccome questa volta me l’ero battuto con le mie mani, l’editore era stato ridimensionato in: Edizioni Gutenberg – Vicenza.)</p><p>Presentato alla Biblioteca Bertoliana di Vicenza dal prof. Gianni Giolo (lettore Eros Zecchini).</p><p>Presentato a Lavarone e a Tonezza dal prof. Mario Pavan e dal sottoscritto.</p><p>Presentato in varie località dell’Altopiano di Asiago e zone limitrofe durante l’estate 2003 dal sottoscritto nell’ambito del programma di diffusione della “COMPAGNIA DEGLI AUTORI VICENTINI”.</p><p>Presentato in altre occasioni dal prof. Gianni Giolo del Liceo Pigafetta di Vicenza.</p><p>“<strong>ANNI D’ARGENTO”</strong></p><p>Stampato in Fiera a Vicenza nell’ambito di “Vicenza Libri” (06 / 14 marzo 1999) da SELECTA, via Postumia, 9 – Quinto Vicentino (Vi) tel. 0444 / 351044. (Stampa digitale da rullo cartaceo e sistema automatico di taglio e incollatura), copie n. 15.</p><p>L’iniziativa di Selecta era presentata col seguente logo : “Il mio libro uscito dal cassetto”.</p><p>“<strong>ANNI D’ARGENTO</strong>” Seconda edizione per i tipi della Grafica Veneta, esce in ottobre 2002. Copie n. 1000.</p><p>Copertina: acquerello di Livia Munari; della stessa mano, quattro disegni a matita illustrano il testo.</p><p>Presentato alla “Scaletta 62” dal prof. Gianni Giolo (lettore Adriano Marcolini).</p><p>Presentato in varie località dell’Altopiano di Asiago e zone limitrofe nell’estate 2003 sempre nell’ambito della manifestazione come sopra.</p><p>Contiene un racconto (fiaba per anziani: “L’orologio a cucù”) secondo premio al concorso nazionale indetto dal Circolo culturale Gaetano Salvemini di Pontassieve (Fi) nel 1988.</p><p>L’ho riportato alla fine.</p><p>“…<strong>E SE SBAGLIO… MI CORIGERETE…”</strong></p><p>Con questo titolo esce il “<strong>LIBRETTO DI PRESENTAZIONE</strong>” (prima assoluta mondiale) (nel frontespizio: “<strong>LIBERCOLO DI PRESENTAZIONE</strong>”) di “<strong>AZOTO LIQUIDO”</strong> per i tipi della Tecnografica di Sandrigo nel maggio 2003. Non prezzato, distribuito come omaggio.</p><p>L’autore si nasconde sotto lo pseudonimo LEONARDO DA PERDI.</p><p>Stampato in n. 500 copie.</p><p>Editore: Osteria culturale ed editoriale con cucina “Al Bacchiglione”.</p><p>(Vedi seguito)</p><p>“<strong>AZOTO LIQUIDO” </strong></p><p>Esce in dicembre 2003 (è erroneamente riportato “finito di stampare il 31 ottobre 2003, però è anche riportato che il libro è esente da errori di <em>stompa</em>) sotto lo pseudonimo LEONARDO DA PERDI (in un primo tempo avevo scelto GIOVANNI ACUTO).</p><p>Non è riportata la tipografia, ma questo è stato fatto per non mettere nei guai nessuno (ci sono dei riferimenti umoristici sul papa e sui giudici, e bisogna stare attenti ai fondamentalisti che ti denunciano per vilipendio a capo di stato estero o ti “giudicano” per vilipendio alla categoria), comunque la tipografia c’è eccome, anche se in coda è riportato: il presente volume è stato realizzato personalmente dall’autore con l’ausilio di sistemi informatici.</p><p>Stampato in n. 1050 copie. € 10.</p><p>Come al solito ho citato in copertina il consueto editore, che tra l’altro è uno dei sogni della mia vita: Osteria culturale ed editoriale con cucina “Al Bacchiglione”. Per i tipi dell’officina gutenbergeriana di Santorso.</p><p>“<strong>RICORDI AD OLIO SU TELA CON CORNICE”</strong></p><p>Esce nel mese di giugno del 2007, stampato a computer in formato A/4 piegato in due (A/5) e legato a puntatrice. Il lavoro di “tipografia e legatoria” è stato eseguito da Michela Mussato. Si presenta in due volumi per la difficoltà propria di queste “edizioni”.</p><p>In tutto “escono” quindici copie.</p><p>In seguito, sempre nel 2007, altre 17 copie.</p><p>Sempre nel 2007, altre 5 copie.</p><p>Totale 37 copie.</p><p>Dicembre 2007 le ultime 5 copie.</p><p>TOTALE DEFINITIVO 42 MISERE COPIE</p><p>Come il lettore può constatare, la povertà porta a questo ed altro.</p><p>Ed ora un libro elettronico</p><p>“IL MARTIRIO DEL PARROCO DI CAPORETTO E ALTRO…”</p><p>Raccolta di trentaquattro “robe”. Il titolo originale è: “Il martirio del parroco di Caporetto e altri 29 racconti ovvero i trenta racconti, con una coda giornalistica, una recensione, una ricerca di archeologia industriale e un’appendice teologica. In tutto 34 robe”.</p><p>Alcuni dei pezzi sono inediti, altri, la maggior parte, già pubblicati su riviste varie. Ci sono foto mie e di altri, disegni di Max Paggin e Martina Dalla Stella.</p><p>L’anno di pubblicazione è il 2004, la grafica e la composizione sono di SCRIPTORIUM, di Marco Ferrero.</p><p>Difficile dire quante le copie: in prima battuta una cinquantina, altrettante in quella che possiamo definire la seconda edizione completata nei testi e da alcune altre illustrazioni. Ho in seguito constatato che queste edizioni in CD danno la possibilità di ritornarci su migliaia di volte con correzioni, aggiunte, tagli, quindi le “edizioni” si susseguono a ritmi vertiginosi e diventano un numero impressionante. Ultima edizione in 10 copie in ottobre 2007.</p><p>Per il numero delle copie va anche considerato che ho dato ampia facoltà a tutti coloro ai quali l’ho regalato di poterlo replicare per amici e parenti. In questo modo penso che possa essersi moltiplicato (spero) all’infinito.</p><p>Ne ho fatto un paio di copie stampate e rilegate nel 2005 e 2007 per il mio archivio.</p><p>Fin qui i libri.</p><p>Ho partecipato ad alcune antologie.</p><p>Sono stato presente per circa cinque anni sulla pagina delle lettere sul Giornale di Vicenza.</p><p>Sullo stesso ho pubblicato una decina di racconti.</p><p>Ho collaborato per quattro anni con il mensile “Realtà Vicentina”.</p><p>Ho collaborato con “Il Sospiro del Tifoso” (di Vicenza) negli ultimi sei numeri della sua vita.</p><p>Sono presente in alcuni bollettini sezionali del CAI.</p><p>Altre collaborazioni e pubblicazioni minori.</p><p>Ci sono anche degli inediti che attendono un editore che li sappia valorizzare.</p><p>L’OROLOGIO A CUCU’</p><p>Adesso è un po’ diverso, ma ci fu un tempo in cui la Svizzera era famosa solamente per il cioccolato e gli orologi a cucù. Fu allora, ma non ricordo quanti anni siano passati, che in un piccolo paesino dell’Oberland bernese accadde…</p><p>Franz, vecchissimo orologiaio, si ostinava a lavorare fino a tardi dentro al suo bugigattolo, nonostante il medico gli avesse caldamente consigliato di non forzare la vista oltre certi limiti. Capirete, nella confusione di minuscoli rotismi, vitine, pernetti, ruotine dentate, mollettine che c’è dentro a un orologio, se uno non ha occhi buoni c’è di che giocarsi l’ultimo avanzo di vista e anche la clientela. Franz per fortuna non era ancora arrivato a questo punto; accontentava la clientela e sapeva così tenersela saldamente in pugno. Era bravo, puntuale nelle consegne, pignolissimo nel regolare al minuto secondo tutti gli orologi che gli passavano per le mani e, se capitava che al posto dei pochi franchi che chiedeva gli portassero un pollo o una fettona di groviera, beh, pazienza, accettava anche quei pagamenti in natura. Altre volte, con qualche montanaro, di quelli che scendevano una volta l’anno dai pascoli alti, se si trattava di aspettare il pagamento da un anno per l’altro, beh, ancora pazienza, non si poteva certo negare a questa povera gente di saper l’ora al momento giusto. Non avrebbe mai voluto, Franz, che per colpa sua qualche vacca fosse munta con un’ora di ritardo: guai, l’economia svizzera ne avrebbe sofferto assai.</p><p>Alle prese con una vitina che si era incastrata tra la cassa e il bilanciere di un elegante orologio da tasca, roba da signori, gli scappò un:</p><p>“Ohibò, vite della malora, vieni o non vieni? Mica voglio star qua fino a notte per te, io.”</p><p>E tra l’armeggiare e il colpetto di nervi, (ai vecchietti ogni tanto capita), non si era accorto che la porta si era aperta e richiusa, e una persona era entrata nel negozio. Che fosse anche un tantino sordo non era escluso, ma in questo caso era anche successo che il cliente che era uscito una mezz’oretta prima aveva fatto cadere inavvertitamente il campanellino che suonava ogni volta che la porta si apriva. Fu così che Franz, alzando la testa per riposare il collo che teneva chinato da più di un quarto d’ora sul suo lavoro, si trovò di fronte una figura di donna, vecchia come lui, che lo fissava con tanta dolcezza.</p><p>“Greta.” Il nome gli sfuggì prima che i suoi sensi l’avessero riconosciuta. Ma come avrebbe potuto riconoscerla? Quanti anni erano passati?</p><p>“Franz,” rispose lei dolcemente.</p><p>I due si guardarono ancora a lungo, senza parlare; e ce n’era bisogno? Franz osservò quel volto tanto sognato, ora carezzato dalle rughe che parlavano di un’antica bellezza. Notò i capelli folti e bianchi, la compostezza della persona, la povera ma dignitosa eleganza. Notò ancora che, ritta in piedi, la donna teneva tra le mani un pacco avvolto con carta di giornale, vicino al petto, come cosa cara.</p><p>Greta vide invece un uomo solo, disordinato, anzi, immerso nel disordine come sanno esserlo solamente gli uomini soli: qualche macchia sul vestito, qualche rattoppo magistralmente imperfetto, come solo gli scapoli sanno eseguire. Gli occhi miopi dietro le lenti spesse, i pochi capelli, le mani magre che ancora tenevano la pinzetta che serve a recuperare le vitine ribelli che s’infilano tra i rotismi.</p><p>“Greta,” disse di nuovo lui, questa volta realizzando ciò che diceva e collegando il nome alla persona.</p><p>“Franz,” ripeté ancora dolcemente la donna.</p><p>Poi l’uomo scattò in piedi, rimproverandosi di avere per un attimo dimenticato le buone maniere. Porse rispettosamente la mano, la donna la strinse a lungo. E venne fatto a Greta di ripensare in quel momento all’ultima volta che aveva stretto quella mano, tanti anni prima, alla stazione. Treni, maledetti treni, sempre ti portano via qualcuno che ami, o ti portano lontano da lui. Sempre dividono chi dovrebbe stare insieme. Le mani, allora, non erano così rinsecchite come ora, erano mani giovani, vigorose, forti, belle. Con una punta d’ironia Greta confrontò il giovane di allora col vecchietto che le stava davanti, tanto vecchio da ispirare tenerezza. D’altra parte, pensò ancora la donna, la stessa sorte non aveva colpito anche lei? E se anche Franz fosse stato in vena di confronti? Lo era, lo era e come, Franz. Ma non fu un confronto sul piano fisico: ne avrebbe perso molto, Greta, in questo caso. Si sa, generalmente l’uomo resta sempre più “presentabile” della donna, in tarda età. Franz la vide semplicemente con gli occhi dell’affetto, di quell’affetto che non aveva fatto a tempo a chiamare amore, perché il Tempo, padrone di ogni cosa, aveva deciso diversamente. Le sapeva, Franz, queste cose: non era forse sacerdote del Tempo, lui?</p><p>Franz non vide il volto di Greta, vide la “sua” Greta, quella di cinquant’anni prima. La vide correre tra l’erba alta dei prati, la vide nel bosco di conifere, la vide vicina alle rocce e ai ghiacciai eterni delle montagne della Svizzera. La vide giovane. Si sentì innamorato o meglio sentì che non aveva mai cessato di esserlo, e il cuore, nonostante l’infarto di tre anni prima, bussò vivace alle costole quando sul libro della memoria tornò quel momento, quell’unico momento per cui era vissuto tutti quegli anni, per cui aveva tanto atteso: l’attimo in cui era stata proferita la promessa senza parole, l’attimo in cui i neri capelli di lei avevano sfiorato il suo volto, e le labbra avevano toccato le labbra. Poi il treno, il lungo treno, le infinite rotaie, tanto vicine ma che non si toccano mai. Poi, ma Franz non l’aveva vista, la nave che portava via Greta, lontana, in un paese misterioso chiamato America. Cinquant’anni!</p><p>“Greta.”</p><p>“Franz?”</p><p>“Quanti anni, Greta.”</p><p>“Troppi, Franz.”</p><p>“Perché tutto questo?”</p><p>“Un perché sarebbe troppo facile, troppo scontato.”</p><p>“Hai ragione, non importa, ora sei qui.”</p><p>“Siamo, qui.”</p><p>“Sei sposata?”</p><p>“Ma ti pare?”</p><p>“Non mi chiedi se lo sono io?”</p><p>“Non ce n’è bisogno, un vecchio scapolo lo si vede lontano un miglio.”</p><p>“Sono conciato proprio così male?”</p><p>“Peggio.” Risero, incredibilmente contenti.</p><p>“I tuoi genitori?” Riprese Franz.</p><p>“Sono sepolti a Toronto, in Canada. E i tuoi?”</p><p>“Sono sepolti qui, nel nostro piccolo cimitero a lato della chiesa. Ogni domenica rinnovo i fiori sulle loro tombe. Così vorrei fare per i tuoi.”</p><p>“Grazie del pensiero, Franz. Non mi chiedi perché sono tornata?”</p><p>“Perché sei tornata?” Ripetè pappagallescamente e un po’ confuso Franz.</p><p>“Non avevo più nulla da fare, laggiù.”</p><p>“Allora sei tu quella che è venuta a stare nella stanzetta che il sagrestano affitta dietro la chiesa?”</p><p>“Sì, sto proprio lì; mi verrai a trovare?”</p><p>“Sì, sì, domenica pomeriggio verrò.”</p><p>“E io ti aspetterò e preparerò per te cioccolata e biscotti, come ai vecchi tempi. Spero che ti piacciano sempre.”</p><p>“Come puoi pensare il contrario? Sento ancora il profumo di quelli che rubavamo alla tua mamma. E le frittelle, te le ricordi? Mi vien l’acquolina in bocca solo a pensarci.”</p><p>“Allora preparerò le frittelle. Nel frattempo vedi cosa puoi fare per questo cucù che ti ho portato. Non so se potrai farlo andare, è più vecchio di noi.” Queste ultime parole le aveva dette sorridendo, senza rimpianti, come chi ha accettato da tempo il passare degli anni.</p><p>“Greta, son cose da dire? Nessun orologio può resistermi, quando escono di qua marciano tutti in regola perfetta.”</p><p>“A domenica allora, Franz.”</p><p>“A domenica, cara Greta, a domenica. Il tempo volerà.”</p><p>Fraz non dormì quella notte. L’orologio a cucù di Greta lo tenne occupato parecchie ore a lume di candela. Non era difficile la riparazione, ci voleva ben altro per mettere in difficoltà un vecchio orologiaio come lui. Il problema era un altro, la decisione da prendere era importante: se invertire o no QUELLA ruotina dentata. Ci pensò molto, meditò molto. Poi, nell’ora in cui gli alchimisti raggiungono il premio delle loro fatiche, quando il rosa dell’aurora bussò al vetro della finestra, il sacerdote del Tempo decise: invertì QUELLA ruotina. Stette un attimo a rimirare il suo lavoro, poi chiuse la cassa dell’orologio e non ci pensò più. Quando le decisioni sono importanti, al di là della comprensione umana, non conviene pensarci su dopo averle prese: sarebbe sommamente inutile.</p><p>Franz si buttò sul letto vestito a prendersi una mezz’oretta di sonno. L’indomani, martedì, cominciò fin dal mattino a pensare all’appuntamento di domenica pomeriggio. Gli sembrava di essere tornato ragazzo: ogni qualvolta pensava a Greta il cuore gli sobbalzava in petto, proprio come succede agli adolescenti quando vedono la loro ragazza del cuore.</p><p>Contrariamente alle previsioni, tra una cosa e l’altra la settimana, che sembrava non dover passare mai, si concluse presto con il sabato, il sabato sera. Agli amici che passarono a battergli sul vetro per il consueto ritrovo in osteria a base di salsiccia e birra con partita a carte, rispose senza neanche uscire che lo scusassero, ma che per quel sabato facessero senza di lui: era troppo stanco della settimana e ora desiderava solo una buona dose di succo di materasso. I buontemponi lo presero un po’ in giro, poi passarono via e andarono a divertirsi. Franz rimase solo a prepararsi per l’indomani: lavare la camicia, rattoppare la giacca e i calzoni buoni da anni chiusi nell’armadio, farsi il bagno, radersi a fondo col rasoio, insomma rimettersi a nuovo come da anni non faceva. La mattina dopo, di buon’ora, quando si guardò allo specchio, fu soddisfatto di se stesso. Bevve in fretta una scodella di latte e uscì fischiettando in direzione della chiesa.</p><p>La mattina passò tra le solite occupazioni: la messa, i saluti agli amici, il cicchetto in osteria e una breve passeggiata sui prati. A mezzogiorno fu ospite a casa di un nipote che l’aveva invitato parecchie settimane prima. Se la cavò in fretta con una scusa, ringraziò la moglie del nipote per l’ottimo pranzo, letteralmente fuggì verso il suo appuntamento d’amore, lasciando interdetti i suoi commensali. Già molto prima di arrivare, i suoi sensi all’erta avevano percepito il profumo delle frittelle. Accelerò il passo e in breve fu alla porta di Greta. Bussò. Gli fu subito aperto, come se Greta avesse spiato il suo arrivo dalla piccola finestra, da dietro le tendine linde.</p><p>“Sono qui come d’accordo, Greta,” fece Franz dopo i saluti.</p><p>“Ti aspettavo, Franz, accomodati,” rispose Greta.</p><p>“Ho sentito il profumo delle frittelle fin da lontano. Chissà che buone! Però adesso avverto anche fragranza di biscotti e, se il mio naso non mi tradisce, di buon latte con il cacao. Tutto questo mi ricorda i bei tempi andati, quando era tua madre a prepararci queste prelibatezze.”</p><p>“Siedi, Franz,” invitò Greta.</p><p>L’uomo sedette al piccolo tavolo, preparato come per una grande occasione: c’era la candida tovaglia di lino e c’erano pure dei graziosissimi tovaglioli col pizzo, tazze di maiolica e posate lucide brillanti. Al centro del tavolo, un mazzolino di fiori di campo testimoniava il buon gusto della padrona di casa. Subito Greta versò la cioccolata bollente nelle tazze e sfornò i biscotti che rinnovarono la fragranza già presente in tutta la stanza. Dapprima cominciarono con un biscottino alla volta, un sorso di cioccolata, una frittella, poi, mano a mano che questi gesti facevano riaffiorare in loro lontani ricordi, cominciarono ad abbuffarsi, a riempirsi la bocca e a rubarsi i dolci dal piatto. Chi avesse visto i due vecchietti intenti a questi giochi non proprio adatti alla loro età, li avrebbe definiti come minimo pazzi, ma i due erano ormai ritornati, per quei pochi attimi, ai tempi di tanti anni prima. La ragione di questo la si potrebbe ricercare nel fatto che Franz e Greta, pur vecchi nell’aspetto, avevano conservato un cuore giovane, anzi bambino, proprio di coloro che hanno vissuto una vita semplice, accettando sempre di buon grado tutto quello che dalla vita viene offerto o imposto. Finirono poi col buttarsi addosso le briciole dei biscotti e addirittura Franz, in un attimo di euforia, scompose con la mano i capelli bianchi di Greta. Ne ebbe in cambio una tirata di quei pochi che erano rimasti a lui e il furto degli occhiali, senza i quali, miope com’era, cominciò a brancolare per la stanza con la speranza che Greta gli capitasse tra le mani. Poi, resisi conto di essere, per lo meno per i canoni cui erano abituati, un po’ ridicoli, si misero a sedere e per un po’ fecero i seri, ma non ci riuscirono per molto, perché Greta cominciò a prendere in giro Franz per la vistosa e poco estetica cucitura sulla giacca, che era costata al vecchio metà della notte tra aghi e fili.</p><p>“Se vuoi, Franz, domani passo al negozio, me la dai, e la rammendo io. Cercherò di fare un po’ meglio,” propose Greta offrendo la sua collaborazione.</p><p>“Grazie, Greta, con gli aghi non ho mai saputo farci più di tanto,” accettò Franz di buon grado. Poi, ricordandosi dell’orologio da parete, il famoso cucù, svolse il pacchetto che aveva posato con noncuranza sulla credenza quando era entrato, regolò l’ora senza che Greta vedesse e lo attaccò alla parete, al centro della stanza, sul chiodo che sporgeva orfano dal muro.</p><p>“Grazie, Franz,” fece Greta, “mi dirai quanto ti devo per la riparazione.”</p><p>“Ma figurati,” rispose Franz, “se mi faccio pagare non potrò più approfittare della tua arte di rammendatrice. Come scapolo, penso di guadagnarci sempre io. Piuttosto si è fatto tardi, sarà meglio per me che vada a mettermi a letto. Credo che non sarà una buona notte, con tutte le frittelle che ho mangiato. Sai, da quando ho avuto l’infarto, tre anni fa, certi cibi pesanti me li devo dimenticare.”</p><p>“Non sapevo dell’infarto, non ti avrei permesso di mangiare così se tu me l’avessi detto prima.”</p><p>“Beh, pazienza, non morirò per così poco, anche se sono un vecchio che non serve più a nulla.”</p><p>“Ma cosa dici, Franz, lo fai per farmi star male?”</p><p>“Allora ti prometto che non morirò, va bene?”</p><p>“Così va meglio, buonanotte, ci vediamo domani al negozio.”</p><p>“D’accordo, ti aspetto, grazie per le frittelle.”</p><p>Si lasciarono così, da buoni amici, e ognuno di loro, da quel momento, cominciò a pensare all’incontro del giorno dopo.</p><p>Quando, sul prestino, Greta entrò nel negozio di Franz la mattina seguente, lo apostrofò tra il serio e il faceto:</p><p>“Ecco l’orologiaio più abile della Svizzera! Sissignori, dell’intera Confederazione Elvetica. Ecco colui che fa marciare a ritroso gli orologi.” E finì con una risatina.</p><p>“Greta, sapevo che te ne saresti accorta, ma non devi né scherzarci su, né parlarne ad anima viva. Ti darò un altro orologio, ma quello lì lo devi lasciare dove l’ho messo. E’ importante che tu non lo sposti mai di lì. Hai capito?”</p><p>“Ho capito, ho capito, ma perché l’hai fatto andare all’indietro? Si può sapere o è un segreto?”</p><p>“Sarebbe un segreto, ma a te lo posso dire. Devi sapere che quando un orologiaio compie cinquant’anni di attività, diventa automaticamente sacerdote del Tempo, con tutto ciò che questo grande onore comporta. Si acquisiscono anche dei discreti poteri, si può parlare col Tempo e chiedergli dei favori.”</p><p>“Mi stai prendendo in giro?”</p><p>“No, non lo farei mai, sono cose molto serie, queste. Ti chiedo solo di attendere con pazienza e senza parlarne a nessuno.”</p><p>“Attendere cosa?”</p><p>“Te lo dirò un po’ alla volta, è una questione troppo delicata.”</p><p>“Come vuoi, aspetterò e avrò fiducia. E adesso dammi la giacca che te la rammendo.”</p><p>“Certo Greta, come d’accordo. Ti dispiacerebbe molto eseguire il lavoro qui da me? Così ci si può fare un po’ di compagnia.”</p><p>“Fantastico, Franz, io lavoro di ago e filo, e tu con gli orologi, e intanto chiacchieriamo.”</p><p>Cominciò così per loro un nuovo gioco. Lo chiamavano giocare a casetta, come fanno i bambini molto piccoli, ma lo giocavano sul serio, proprio come solo i bambini sanno fare. A parte qualche amico e i pochi parenti rimasti, non erano forse soli al mondo? Quale migliore occasione di farsi un po’ di compagnia e far così passare le giornate?</p><p>Greta non tornò più sull’argomento misterioso dell’orologio a cucù. Probabilmente quel loro vivere in consonanza, se non addirittura in spirituale simbiosi, aveva fatto sì che potesse intendere in modo abbastanza chiaro quanto il sacerdote del Tempo aveva operato per il bene di entrambi. La donna continuò così a caricare il suo cucù ogni sera, osservando ogni volta il volgere del tempo all’indietro. Si può dire che questa semplice operazione, così abituale, fosse diventata per lei quasi una preghiera, una preghiera al Tempo.</p><p>Passò un anno senza che quasi se ne accorgessero. Ormai passavano le loro giornate sempre insieme, occupandosi ognuno dei propri lavori. Capitava che in un’intera giornata parlassero di continuo, come anche che non scambiassero neppure una parola, paghi solo della compagnia l’uno dell’altra, proprio da quegli innamorati che erano. La gente aveva cominciato a pettegolare, com’è d’uso in tutti i paesi, ma i due poco se ne curavano, avendo tutt’altro cui pensare. Nessuno comunque arrivò a prenderli in giro apertamente, e tanto bastava ai due vecchietti, che immaginavano i contenuti delle chiacchiere paesane.</p><p>Dicevamo che un anno intero era passato. Capitò un giorno un loro conoscente a far riparare un vecchio orologio. Era un pezzo che costui non veniva in paese e quando entrò si fermò di botto. Si fregò gli occhi, poi disse:</p><p>“Ohibò, vecchi amici, sbaglio o state diventando sempre più giovani? Non è uno scherzo, vi trovo proprio molto bene.”</p><p>Fece quel che doveva fare, poi se ne andò per i fatti suoi, dopo aver salutato. Uscito che fu, Franz si rivolse a Greta:</p><p>“Hai sentito quel che ha detto?”</p><p>“Le orecchie ce le ho,” rispose l’interpellata.</p><p>“Allora hai capito, finalmente?”</p><p>“Avevo capito da un pezzo,” rispose la donna sorridendo. E fu il sorriso di una donna vecchia, ma non più tanto vecchia come un anno prima.</p><p>Tornarono entrambi al proprio lavoro, chiacchierando del più e del meno, quasi che solo a parlare di “quella” cosa si potesse rompere l’incantesimo.</p><p>Passò ancora un paio d’anni, e il ringiovanimento dei due vecchi divenne di pubblico dominio. Molti avevano cominciato a frequentare il negozio con qualche scusa, al solo scopo di vedere tanta meraviglia. Se qualcuno si era messo in mente di vedere due giovani, se ne tornava deluso, ma i più, che conoscevano Greta e Franz, notavano che in effetti qualcosa era successo ai due, qualcosa di misterioso che li faceva di anno in anno ringiovanire. Nessuno osava fare domande dirette, intendiamoci, l’educazione svizzera non l’avrebbe mai permesso, ma domande indirette ne arrivavano di straforo parecchie. I due, sempre gentili con tutti, si guardavano bene però dall’accennare anche lontanamente alla verità, ma si tenevano sulle generali, come se il caso non fosse loro. Gilda, la più pettegola del villaggio, entrata un giorno in negozio e accortasi che Greta aveva in testa parecchi capelli neri mescolati a quelli candidi, lo fece apertamente notare e poi lo riferì fino ai confini del loro piccolo mondo. Fu allora palese a tutti che un vero e proprio prodigio era misteriosamente in atto in quel piccolo bugigattolo-bottega dell’orologiaio. Se poi la pettegola o altri si aspettavano spiegazioni dai due nostri amici, sia lei che gli altri rimasero con un bel palmo di naso, perché i due non se ne diedero per inteso e continuarono la loro vita di sempre, senza comunicare più del necessario con i loro compaesani.</p><p>Fu doloroso per Greta e Franz quando i loro coetanei ancora in vita, e ne erano rimasti oramai pochi, cominciarono uno alla volta a prendere la via del camposanto. Dopo qualche anno, della loro età non rimanevano altri che loro due. Poi, e questo fu ancora più doloroso per quelle anime buone, cominciarono a morire quelli più giovani di loro.</p><p>I capelli di Greta ormai non erano più neanche grigi, ma stavano definitivamente assumendo il loro naturale color nero corvino. Quelli di Franz erano cresciuti di numero, tanto è vero che aveva ricominciato a servirsi dell’unico barbiere del paese, cosa che da tanti anni non faceva più. La loro pelle, da arida e incartapecorita che era, si era lentamente trasformata in pelle morbida, e le rughe, una alla volta, sparivano per lasciar posto al liscio di una pelle giovane.</p><p>Altri anni passarono, tanti altri, e un bel mattino Franz annunciò con aria solenne:</p><p>“Cara Greta, se me lo concedi, chiedo la tua mano. Voglio sposarti e formare con te una famiglia.”</p><p>E colui che aveva parlato non aveva più nulla del vecchio Franz, ma il suo aspetto era quello di tanti, tanti anni prima, giovane, bello e forte.</p><p>Greta non si meravigliò della richiesta. Rivolse a Franz i suoi begli occhi e il viso fresco di ventenne incorniciato di riccioli neri; rispose:</p><p>“Sì Franz, finalmente. Da tanto aspettavo questo momento.”</p><p>Poi i neri capelli di lei sfiorarono le guance di lui, e le labbra toccarono le labbra, come era successo tanti anni prima in un giorno d’estate. Ricordarono assieme l’antica promessa mai dimenticata, la ricordarono per finalmente mantenerla.</p><p>“Greta,” sussurrò Franz con la guancia vicino a quella di lei, “ora che abbiamo deciso di fare ciò che aspettavamo da tanti, troppi anni, è venuto il momento di restituire al Tempo ciò che è suo. Andiamo.”</p><p>“Credo anch’io che questo momento sia arrivato. Andiamo,” rispose decisa Greta.</p><p>Il sacerdote del Tempo prese i suoi ferri, e assieme s’incamminarono. Arrivati alla casa di lei entrarono, e Greta staccò dal muro l’orologio a cucù, porgendolo poi a Franz. Fu tolta la cassa esterna, e il meccanismo si presentò all’occhio esperto dell’orologiaio. QUELLA ruotina era sempre lì, al suo posto: girava da cinquant’anni in senso inverso. Fu presto smontata e rimontata nel giusto verso dal sacerdote del Tempo, il quale eseguì l’operazione senza esitazioni o rimpianti di sorta. Finito il lavoro e rimesso a posto l’orologio a cucù, uscirono e s’incamminarono verso la chiesa.</p><p>“Reverendo, noi due intendiamo sposarci, vuole cortesemente interessarsi per le pratiche necessarie?” Chiesero al parroco da pochissimo arrivato in paese e quindi all’oscuro dell’avventura occorsa ai nostri due.</p><p>“Quanta fretta! Tutti uguali, voi giovani,” rispose il prete.</p><p>Franz e Greta si guardarono sorridenti, contenti di quello che il parroco aveva detto.</p><p>“Vediamo: quando siete nati e quando siete stati battezzati?”</p><p>“Nel millesettecento e…” Rispose Franz.</p><p>“Nel millesettecento e…” Rispose Greta.</p><p>“Se avete voglia di scherzare, vi avverto che non è questo il momento,” rispose un po’ arrabbiato il parroco.</p><p>Quando poi le date furono confermate dai documenti esibiti dai due promessi sposi, il prete cominciò a sudar freddo e a pensare a stregonerie e sortilegi, cose di cui si può ridere in pianura, ma sulle quali in montagna c’è poco da scherzare. Il parroco cercò di fare in fretta quel che doveva, e in capo a quindici giorni le nozze erano belle e celebrate. Uno dei testimoni fu quel nipote di Franz di cui abbiamo parlato all’inizio, vecchio decrepito da dover essere sostenuto dai suoi figli.</p><p>Greta lasciò la stanza del sagrestano dietro la chiesa e si trasferì con tutta la sua roba in casa di Franz, sopra il piccolo negozio. Cominciò per loro una nuova vita, la vita che per molto tempo avevano atteso e sognato. L’orologio a cucù, ora funzionante per il giusto verso, segnò per loro ore buone e ore meno buone, come nella vita di ognuno deve accadere, ma sempre Greta e Franz accettarono insieme quello che il Tempo aveva tenuto in serbo per loro. Ebbero figli e figlie, lavorarono e invecchiarono, felicemente e serenamente come già una volta avevano fatto, ma questa volta finalmente insieme, d’amore e d’accordo. Quando poi il Tempo decise che il tempo era scaduto, chiesero solo di poter varcare insieme la Soglia, presi per mano così com’erano vissuti.</p><p>E per l’ultima volta l’orologio parlò:</p><p>“Cucù, cucù, cucù…”</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/lucio-panozzo-scrittore-2/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Lucio Panozzo</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-lucio-panozzo/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-lucio-panozzo/#comments</comments> <pubDate>Mon, 06 Sep 2010 14:31:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Lucio Panozzo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=3325</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Lucio Panozzo Nome: Lucio Cognome: Panozzo Regione di residenza: Veneto Email: luciopanozzo.camparo@tele2.it Intervista Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura &#62; Sono nato con questo tarlo. Qual è stato il suo percorso di studi? &#62;licenza media inferiore. Quando e perchè ha iniziato a scrivere? &#62;Dopo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore Lucio Panozzo<span id="more-3325"></span></p><p>Nome: Lucio<br /> Cognome: Panozzo<br /> Regione di residenza: Veneto<br /> Email: luciopanozzo.camparo@tele2.it</p><p><strong>Intervista </strong></p><p>Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</p><p>&gt; Sono nato con questo tarlo.</p><p>Qual è stato il suo percorso di studi?</p><p>&gt;licenza media inferiore.</p><p>Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</p><p>&gt;Dopo i primi anni di letture, dall’età di circa sei, otto anni, a tredici è esplosa quella che era sempre stata la mia inclinazione principale: scrivere. A questa età risale la mia prima opera completa in ogni sua parte. Peccato che poi io stesso l’abbia affidata alle fiamme per paura che qualcuno la leggesse (timidezza). Ora ho un bel mangiarmi le dita fino al gomito, l’opera è persa per sempre.</p><p>In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</p><p>&gt;Non posso dire che scrivere sia tutto, perché credo di essere un animale completo e vario, ma posso asserire con sicurezza che lo scrivere sia di gran lunga la mia passione principale. Poi viene il resto.</p><p>Quali sono i suoi libri del cuore?</p><p>&gt;Questa è una domanda difficile per uno che ama leggere di tutto. Posso tentare di rispondere così: arte, storia, anche romanzi, specialmente i classici (anche russi e balcanici). Se poi si vuol sapere quale libro si impolveri sopra il mio comodino (livre de chevet), ve ne dò il titolo: Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand, nella traduzione di Mario Giobbe. Il precedente era “Il romanzo di un giovane povero”, di Octave Feuillet. I due, naturalemente, non ne escludono altri.</p><p>E quelli che non leggerebbe mai?</p><p>&gt;Non vorrei dire che esistono libri che non leggerei mai. Posso però dire che alcuni libri sono stati da me eliminati dopo le prime pagine, ma solo perché non mi interessavano. Un esempio che ricordo: “Delitto e castigo”, preso in mano e subito gettato lontano in anni giovanili, perché il racconto aveva fin dall’inizio un cattivo influsso nella crisi neurologica che mi stava uccidendo. Ripresolo in mano dopo una quarantina d’anni, in un momento (raro) in cui ero libero da crisi di sorta, lo rigettai proprio perché me le ricordava.Non so se riuscirò mai a leggere questa opera che, mi si dice, è tra le maggiori della letteratura russa.</p><p>Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</p><p>&gt;Benvenuto Cellini: “La Vita”.</p><p>E quello che meno le è piaciuto?</p><p>&gt;La Costituzione Italiana, perché in qualche suo articolo contiene falsità e inganno.</p><p>Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</p><p>&gt;Rapporto d’amore, col rimpianto di non poter percorrerla in lungo e in largo come vorrei a causa di alcuni problemi vertebrali che non mi consentono di esagerare con l’auto, con la bicicletta, col camminare, con lo sci-escursionismo, con l’escursionismo alpino, ecc. ecc. ecc. (dove per eccetera bisogna leggere anche le limitazioni che mi sono imposte nella buona tavola, espressione suprema della mia terra).</p><p>Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</p><p>&gt;Preferisco dire cosa non mi piace: l’editoria nazionale è inavvicinabile, quella locale è anche troppo abbordabile, ma, per motivi di bilancio (non ho detto avidità, perché capisco che una piccola azienda debba vivere e per vivere debba introitare €), deve coprire le spese anticipatamente. E chi le deve coprire? L’autore. Se poi questo editore ti aiuta con presentazioni, pubblicità, distribuzione, articoli o altro, si può anche dire che è un buon diavolo, ma ne conosco alcuni che dopo sei mesi ti mandano le copie residue (di solito tutte) a casa e si liberano in questo modo di te e delle tue opere: questi sono i mal’editori e trovarli sulla propria strada è una mal’edizione.</p><p>Aggiungo su quella nazionale: non c’è verso che esca dai binari, pubblica solo autori conosciuti o anche nuovi ma sicuri, perché passati sotto le forche caudine dei consulenti editoriali (purtroppo a pagamento, ma niente si può dire, perché anch’essi devono vivere). Ne trovo troppo pochi che abbiano il coraggio di andare contro “la linea” seguita anche e soprattutto dall’editoria dei giornali e dei periodici e che si cimentino su argomenti poco graditi alla politica (che è una sola, allineata) e ai grandi fratelli Vaticano, USA e multinazionali della finanza.</p><p>Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</p><p>&gt;Mi pare che non esista un panorama culturale italiano. Vogliamo p arlare di cultura televsiva?</p><p>Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</p><p>&gt; Il primo contattando una associazione culturale di Cividale del Friuli che ricercava testi adatti ai ragazzi in tema di Longobardi, in concomitanza con grande mostra (appunto sui Longobardi) del 1989 (se la memoria non mi fa difetto). Il secondo attraverso un editore. Gli altri sono tutti o fatti in casa o stampati direttamente in tipografia.</p><p>Cinema: qual è il suo film preferito?</p><p>&gt; L’ultimo dei Mohicani.</p><p>Musica: la canzone del cuore?</p><p>&gt; Elo Hi di Goran Bregovich</p><p><strong>Intervista all&#8217;autore<br /> approfondimento per chi si occupa di NARRATIVA</strong></p><p>Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</p><p>&gt; Mai.</p><p>Ritiene siano utili?</p><p>&gt; Credo di sì.</p><p>Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</p><p>&gt;Se per complessità si intende difficoltà, non credo che un narratore nato possa trovarne. Se altro, non ho compreso la domanda.</p><p>Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue</p><p>“riti” particolari?</p><p>&gt;Senz’altro computer, ma all’inizio tradizionalmente a mano. Come ripeto, per me l’inizio si situa in un tempo in cui il computer non era ancora stato pensato, e forse Bill Gates nuotava ancora nel liquido amniotico. Il concittadino Federico Faggin, inventore del microprocessore, era ancora intento agli studi all’Istituto tecnico di Vicenza.</p><p>Scrivo quasi esclusivamente di giorno, in solitudine, anche se c’è chi si è preso l’incarico di rompere, ma non troppo spesso, per mia fortuna.</p><p>I riti, per un narratore, sono quelli legati allo sviluppo dell’idea seme (gestazione) e, dopo il parto, alla creazione dell’architettura secondo gli immutabili schemi di natura. Il resto è facile routine (dettatura ispirata, come se venisse da “fuori”, come se si pescasse nell’inconscio collettivo), ma molto gratificante. Riti veri e propri non ne celebro, ma momenti particolari sì, e sono quelli in cui sono particolarmente disposto a creare, in cui mi sento in disposizione d’animo particolare. Tutto questo può essere scambiato per rito quando si tenta di spiegare l’inspiegabile a chi non pratica l’arte.</p><p>Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</p><p>&gt;”Ricordi ad olio su tela con cornice”. Il titolo parla da solo: si tratta di emergenza mnemonica di ricordi fissati su quadretti dipinti dentro alla mia testa e appesi nella stanza d’onore della mia magione (in forma di castello) fantastica, ma sempre “ispirata”. Per carità, non assimiliamo il termine a quello che viene usato per le sacre scritture.</p><p>Cosa significa per lei raccontare una storia?</p><p>&gt;Non è e non può essere solo la pedissequa traduzione dalla realtà. Come in ogni branca dell’arte, io devo trasmettere ciò che esiste in natura facendone passare la luce attraverso il prisma della mia personalitàla (tipo arti visive). Prova della riuscita di quanto dico è la testimonianza di chi mi conosce bene e mi legge: uno dei commenti è: quando leggo ciò che scrivi, me sembra di sentirti parlare. Per me è la miglior critica che si possa desiderare.</p><p>Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</p><p>&gt;Ho fornicato con l’uno e con l’altro. E’ indifferente per me, solo che non lo scelgo io, agisco secondo l’idea seme che viene. Se dovessi scegliere, direi che sono portato al racconto, ma solo ed esclusivamente per ragioni di pigrizia.</p><p>Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</p><p>&gt;Il primo è un condensato, direi quasi un flash, l’altro ha un più lungo respiro e ti permette i virtuosismi o le contorsioni quando non ti riesce. Chiaro che sia il primo che il secondo devono conservare la caratteristica principale, e cioè di presentarsi come un’opera finita e completa, soddisfacente per chi scrive e per chi legge.</p><p>Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</p><p>&gt;Mi pareva il più adatto, anche se ci sarebbero state altre mille alternative. In ogni caso è immediato per chi dovesse scegliere il libro sullo scaffale.</p><p>Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</p><p>&gt;A questa domanda mi è impossibile rispondere. Io non scrivo “un” libro, io ne scrivo dieci insieme, e anche quelli già editi hanno il loro bravo file dove io giornalmente ripasso a modificare (senza mezzi termini, si chiama disturbo ossessivo compulsivo). I tempi dipendono dalla decisione di un certo giorno in cui decido di portarne a termine uno in particolare. Se volete che parliamo di anni, “Trilogia longobarda” (inedita) e “Cronache di contrà delle Fontanelle…” (edito) hanno visto la fine dopo circa venticinque anni che le avevo cominciate.</p><p>Ha vinto premi letterari?</p><p>&gt;Solo un secondo premio a Firenze in un concorso sulla fiaba (è quella allegata ai miei dati che ho inviato con precedente mail) indetto dal circolo culturale “Gaetano Salvemini” di Pontassieve (Fi). Mi gratifica il ricordo del diploma con allegato assegno di 2.000.000 consegnatomi dalle mani del ministro Valdo Spini nella fiabesca cornice di “Sala delle quattro stagioni” in palazzo Medici-Riccardi a Firenze. Correva l’anno 1989, 29 maggio.</p><p>Il racconto è inserito nel libricino dedicato agli anziani: “Anni d’argento”.</p><p>Crede nei premi letterari?</p><p>&gt;Quelli piccoli o locali penso che raggiungano gli scopi, ma faccio fatica a credere all’onestà di quelli nazionali ed internazionali. Per fare un esempio nutro molti dubbi sull’onesta di intenti del Premio Nobel.</p><p>Ha altri progetti in cantiere?</p><p>&gt; Cinque opere in computer, tra le quali una completata che vorrei pubblicare sotto pseudonimo sul vostro sito con la speranza che un editore la possa leggere e valutare.</p><p><strong>Intervista all&#8217;autore<br /> approfondimento per chi si occupa di POESIA</strong></p><p>Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?</p><p>&gt;</p><p>Quali sono i suoi poeti del cuore?</p><p>&gt;</p><p>Come nasce un suo verso?</p><p>&gt;</p><p>Quanto tempo ci lavora su?</p><p>&gt;</p><p>Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?</p><p>&gt;</p><p>Dove e quando ha scritto il suo primo verso?</p><p>&gt;</p><p>Cos’è che l&#8217;ha spinta a pubblicare le sue poesie?</p><p>&gt;</p><p>Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?</p><p>&gt;</p><p>Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?</p><p>&gt;</p><p>Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</p><p>&gt;</p><p>Ha vinto premi letterari?</p><p>&gt;</p><p>Crede nei premi letterari?</p><p>&gt;</p><p>Ha altri progetti in cantiere?</p><p>&gt;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-lucio-panozzo/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista ad Alberto Camata</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-alberto-camata/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-alberto-camata/#comments</comments> <pubDate>Sat, 03 Jul 2010 12:51:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Alberto Camata]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2903</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Alberto Camata Nome: Alberto Cognome: Camata Regione di residenza: Veneto Email: camata.alberto@gmail.com Intervista luglio 2010 D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Non ho il talento della scrittura. Ho dovuto allenarmi a causa di scelte personali (politiche, soprattutto) che mi hanno costretto, piacevolmente [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore <strong>Alberto Camata<span id="more-2903"></span></strong></p><p>Nome: Alberto<br /> Cognome: Camata<br /> Regione di residenza: Veneto<br /> Email: <a href="mailto:camata.alberto@gmail.com">camata.alberto@gmail.com</a></p><p><strong>Intervista luglio 2010</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Non ho il talento della scrittura. Ho dovuto allenarmi a causa di scelte personali (politiche, soprattutto) che mi hanno costretto, piacevolmente costretto, a scrivere relazioni, articoli per riviste, interventi in contesti politici, qualche racconto. La scrittura per quanto mi riguarda non è stata una vocazione, ma una palestra lunga e affrontata con cocciutaggine.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Sono perito elettronico, quindi lontano dal mondo umanistico.</p><p><em>D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) A quindici anni mi è capitato un libro tra le mani, “Se questo è un uomo” di Primo Levi, e ho capito la forza della scrittura, mi ha portato a una scelta di campo, mi ha fatto decidere di stare dalla parte degli ultimi. L&#8217;altra spinta mi è arrivata dalle ballate di Fabrizio De André. E, come capita a molti adolescenti, ho sentito la fantasia propormi sia frasi, che sfacciatamente definivo poesie, sia storie, che spingevano per uscire come avviene in un parto. Insomma se ho scritto credo che lo stimolo mi sia arrivato per aver letto un ebreo e ascoltato cantare un anarchico.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) È rispondere all&#8217;esigenza di avere qualcosa da dire, che non capisci ancora che cosa sia, fino a che non trova ordine su un foglio, a quel punto si rivela pure a te e, dopo averla letta, o ti sorprendi e continui, o ti lascia indifferente e la butti.</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) &#8216;Cent&#8217;anni di solitudine&#8217; di Marquez, &#8216;Finzioni&#8217; di Borges, &#8216;Ragazzi di vita&#8217; di Pasolini&#8230;</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) Non ho dei pregiudizi (cioè non giudico a priori), posso solo dire se un libro mi è piaciuto o mi ha annoiato.</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) Mi viene in mente &#8216;Libera nos a Malo&#8217; di Meneghello, ma ce ne sono sicuramente altri.</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) “Icaro” di Guccini.</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) È chiedere qual è il rapporto con la propria famiglia, con le proprie origini, con sé stesso. Questo lato di Veneto, la zona Est della provincia di Venezia, sono gli odori, i colori, le parole che mi hanno formato. Sono i miei ricordi, le mie esperienze, lo sguardo disincantato e fiducioso nel futuro e la delusione per le scelte non condivise. In questa terra, tra questa gente, che sta mal accettando l&#8217;intrusione del forestiero che qui vuol mettere radici, io ci vivo, e faccio la mia parte per convincere i più reticenti che cambiare non è un male, è crescere.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) Mi spiace constatare che la grande editoria preferisce andare a colpo sicuro, pubblicare solo quello che sicuramente si venderà. Dall&#8217;altro ammiro le piccole case editrici, quelle che non pensano esclusivamente e solo alla vendita, ma accettano di rischiare proponendo libri che aiutano a pensare o a dare spazio ad autori esordienti (con tutti i rischi che ciò comporta). Credo che a loro si debba il merito di divulgare il pensiero.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) Mi dispiace che tutto sia consumo. I grandi mezzi di comunicazione non danno spazio a coloro che potrebbero offrire uno stimolo per migliorare il pensiero corrente, e invece puntano solo ed esclusivamente sui nomi di grido, perché quel che conta non è offrire cultura, ma vendere prodotti (che sia un format televisivo o giornalistico). Grazie a Dio, ci sono molti gruppi e associazioni che si muovono in direzione contraria e, con enorme difficoltà, contribuiscono a divulgare un nuovo pensiero o a testimoniare di realtà che i mass media snobbano.</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) Con la presunzione di avere scritto un romanzo che aveva una sua forza e quindi meritevole di essere proposto al pubblico.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) “Novecento” di Bertolucci, ma non è il solo.</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) &#8216;Khorakhanè&#8217; di Fabrizio De André.</p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) No, ho letto libri sul tema.</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) A me la lettura è servita.</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) Scrivere in maniera leggera e mantenere l&#8217;attenzione del lettore sempre alta.</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) &#8216;Un nome rubato&#8217; l&#8217;ho scritto al computer, per costrizione. Ho dovuto rimanere per due mesi a letto a causa di un intervento chirurgico e mi sono affidato al PC portatile. Ora scrivo su carta, lo trovo più scorrevole, poi riporto su PC e in genere stravolgo quanto ho scritto. Scrivo, per ragioni di tempo, alla sera. La solitudine è una compagna necessaria. Se sono tra persone mi devo isolare (con delle cuffie di un lettore mp3). Non ho riti.</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) Dovevo dar respiro a un&#8217;idea che mi tormentava, poi ho voluto raccontare questa mia terra, che ha avuto degli ottimi poeti (Romano Pascutto e Giacomo Noventa tra i più noti), ha avuto chi l&#8217;ha raccontata in termini di folklore, ma un romanzo (quindi non biografie, ma pura invenzione) che parta da questo territorio per raccontare una storia universalmente valida, mancava.</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Innanzitutto misurarmi. Poi offrire con una storia una lente con cui vedere le cose, esprimere un mio pensiero. Emozionare.</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Non ho preferenze. Ultimamente mi pare che per quello che voglio dire il romanzo sia più indicato.</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Il racconto si concentra su un fiore, il romanzo oltre al fiore apre lo sguardo su tutto il prato.</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) Me l&#8217;ha suggerito un amico.</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) Otto mesi.</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) No.</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Possono far conoscere un autore a una platea più ampia.</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) Sto scrivendo un nuovo romanzo e per la testa mi stanno girando una biografia e dei racconti. Forse un giorno prenderanno corpo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-alberto-camata/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Alberto Camata, scrittore</title><link>http://www.libriescrittori.com/alberto-camata-scrittore/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/alberto-camata-scrittore/#comments</comments> <pubDate>Sat, 03 Jul 2010 12:49:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Schede personali]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Alberto Camata]]></category> <category><![CDATA[scrittore]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2900</guid> <description><![CDATA[Scheda personale dello scrittore Alberto Camata Nome: Alberto Cognome: Camata Luogo e data di nascita: Jesolo (Venezia) 17 Marzo 1963 Luogo di residenza: Eraclea (Venezia) Occupazione: Tecnico per le telecomunicazioni Email: camata.alberto@gmail.com Sito internet: stradebianche.info Titoli prodotti Un nome rubato – Edizioni Creativa (2010) – romanzo]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale dello scrittore <strong>Alberto Camata</strong><span id="more-2900"></span></p><p>Nome: Alberto<br /> Cognome: Camata<br /> Luogo e data di nascita: Jesolo (Venezia) 17 Marzo 1963<br /> Luogo di residenza: Eraclea (Venezia)<br /> Occupazione: Tecnico per le telecomunicazioni<br /> Email: <a href="mailto:camata.alberto@gmail.com">camata.alberto@gmail.com</a><br /> Sito internet: stradebianche.info</p><p><strong><em>Titoli prodotti</em></strong></p><p>Un nome rubato – Edizioni Creativa (2010) – romanzo</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/alberto-camata-scrittore/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>inediti &#8211; La stanza dietro di Luca Adami</title><link>http://www.libriescrittori.com/inediti-la-stanza-dietro-di-luca-adami/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/inediti-la-stanza-dietro-di-luca-adami/#comments</comments> <pubDate>Sat, 06 Mar 2010 12:02:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Inediti]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Luca Adami]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2427</guid> <description><![CDATA[Ormai è molto che scrivo senza che nessuno lo sappia, lasciando l’ultimo verso sempre incompleto… due frasi, nessuna rima ed un pezzo di me è uscito lì sulla carta… la sigaretta finisce e la penna è esausta. Entrambi speriamo solo di lasciare immacolato quel pezzo nel tempo; «Speri di consegnare a qualcuno la chiave per [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ormai è molto che scrivo</p><p>senza che nessuno lo sappia,</p><p>lasciando l’ultimo verso sempre incompleto…<span id="more-2427"></span></p><p>due frasi, nessuna rima</p><p>ed un pezzo di me è uscito</p><p>lì sulla carta…</p><p>la sigaretta finisce e la penna è esausta.</p><p>Entrambi speriamo solo di lasciare immacolato quel pezzo nel tempo;</p><p>«Speri di consegnare a qualcuno la chiave per capirti?»</p><p>«No, amico, voglio solo mostrargli dov’è la porta…»</p><p>&gt; <strong>La stanza dietro</strong></p><p>Autore: Luca Adami<br /> Titolo: Poesie perse per strada</p><p>Nome: Luca<br /> Cognome: Adami<br /> Regione di residenza: Veneto<br /> Email: <a href="mailto:badflames@hotmail.it">badflames@hotmail.it</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/inediti-la-stanza-dietro-di-luca-adami/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>inediti &#8211; Cinicocaina di Luca Adami</title><link>http://www.libriescrittori.com/inediti-cinicocaina-di-luca-adami/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/inediti-cinicocaina-di-luca-adami/#comments</comments> <pubDate>Sat, 06 Mar 2010 12:00:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Inediti]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Luca Adami]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2424</guid> <description><![CDATA[Lancio un grido di gioia, afferro la bottiglia fra le mani, Mino tracolla al suolo e odo il suo collo spezzarsi. lui grida. è la prima volta che lo sento parlare di oggi, forse l’ultima. tracanno avidamente l’ultimo sorso di nettare giallo ed aspetto che faccia effetto; poi apro gli occhi. va tutto bene. le [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Lancio un grido di gioia, afferro la bottiglia fra le mani, Mino tracolla al suolo e odo il suo collo spezzarsi. lui grida. è la prima volta che lo sento parlare di oggi, forse l’ultima. tracanno avidamente l’ultimo sorso di nettare giallo ed aspetto che faccia effetto; poi apro gli occhi.</p><p>va tutto bene. le cimici sono scomparse, la zanzara che volava intorno è morta, Mino è là a terra esanime. calo un braccio e lo raccolgo, gli occhi vitrei mi guardano ancora spalancati. deve aver visto il volto del demonio. cosa fare? ogni fine del viaggio, lui mi abbandona! maledetto, maledetto orso!<span id="more-2424"></span></p><p>mi alzo in piedi e vado verso il bagnasciuga. l’oceano salverà la vita di Mino, almeno spero. altrimenti dovrò imparare a fare a meno di lui.</p><p>immergo il piccolo corpo senza vita nelle acque pulite: qualche pesce gli passa sopra, altri lo osservano. mi sembra di sentire un fremito. forse, forse… lo sollevo, avvicino il suo petto all’orecchio. c’è un battito! un piccolo fottuto battito!</p><p>sorrido felice ed estraggo dall’armadio un phon; lo asciugo con cautela, cercando di non bruciargli il pelo. è ancora vivo, il viaggio verso il monte può continuare assieme. anche Mino sorride.</p><p>infine ci guardiamo negli occhi, è lo sguardo dell’amico ritrovato di Uhlmann. siamo due amici, non ce ne importa nulla del mondo. e stiamo alla grande.</p><p>&gt; (dal racconto “<strong>Cinicocaina</strong>”)</p><p>Autore: Luca Adami<br /> Titolo: Strane Lunghe Storie</p><p>Nome: Luca<br /> Cognome: Adami<br /> Regione di residenza: Veneto<br /> Email: <a href="mailto:badflames@hotmail.it">badflames@hotmail.it</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/inediti-cinicocaina-di-luca-adami/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Luca Adami, scrittore</title><link>http://www.libriescrittori.com/luca-adami-scrittore-2/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/luca-adami-scrittore-2/#comments</comments> <pubDate>Sat, 06 Mar 2010 11:58:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Schede personali]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Luca Adami]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2422</guid> <description><![CDATA[Scheda personale dello scrittore Luca Adami Nome: Luca Cognome: Adami Luogo e data di nascita: Verona, 30 marzo 1986 Luogo di residenza: Verona Occupazione: Si spera scrittore Email: badflames@hotmail.it Sito internet: www.lucadami.com   Titoli prodotti: editi in cartaceo: “La prima goccia” pubblicati e venduti online: “Luke &#38; Mike”, “Poesie perse per strada”, “Dialoghi 2006”, “Strane [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale dello scrittore <strong>Luca Adami</strong><span id="more-2422"></span></p><p>Nome: Luca<br /> Cognome: Adami<br /> Luogo e data di nascita: Verona, 30 marzo 1986<br /> Luogo di residenza: Verona<br /> Occupazione: Si spera scrittore<br /> Email: <a href="mailto:badflames@hotmail.it">badflames@hotmail.it</a><br /> Sito internet: <a href="http://www.lucadami.com" target="_blank">www.lucadami.com</a>  </p><p>Titoli prodotti:</p><p>editi in cartaceo: “La prima goccia”</p><p>pubblicati e venduti online: “Luke &amp; Mike”, “Poesie perse per strada”, “Dialoghi 2006”, “Strane Lunghe Storie”, “Poesie d&#8217;amore”, “Inseguendo i Doors”</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/luca-adami-scrittore-2/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Luca Favaro</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-luca-favaro/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-luca-favaro/#comments</comments> <pubDate>Sun, 14 Feb 2010 13:14:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Luca Favaro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2365</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Luca Favaro Nome: Luca Cognome: Favaro Regione di residenza: Veneto Email: lucafvr1@gmail.com Intervista febbraio 2010 D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Il mio approccio alla scrittura passa prima attraverso ad una grande passione per la lettura. A scuola sono sempre riuscito bene nelle [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore Luca Favaro<span id="more-2365"></span></p><p>Nome: Luca<br /> Cognome: Favaro<br /> Regione di residenza: Veneto<br /> Email: <a href="mailto:lucafvr1@gmail.com">lucafvr1@gmail.com</a></p><p><strong>Intervista febbraio 2010</strong></p><p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p><p>R) Il mio approccio alla scrittura passa prima attraverso ad una grande passione per la lettura. A scuola sono sempre riuscito bene nelle materie letterarie, mentre in matematica sono sempre stato un totale disastro. Mi piaceva scrivere i temi che raccoglievano sempre buoni voti dai professori e consensi positivi dai lettori.</p><p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p><p>R) Dopo la scuola dell’obbligo ho conseguito il diploma di “addetto alla contabilità d’azienda” con infinite difficoltà vista la mia scarsità in matematica. Ma allora come oggi dovevo pur nutrire il mio masochismo in qualche modo, ed ho scelto una scuola dove la matematica era una materia importante. Poi mi sono iscritto al corso triennale per infermieri, e lì mi sono innamorato di un lavoro che ormai faccio da vent’anni, ed ancora adesso mi piace moltissimo.</p><p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p><p>R) Quando? Non saprei con precisione. Ricordo di aver sempre scritto molte lettere agli amici, ai familiari. Poesie, racconti, pensieri .Tengo un mio diario personale da quando avevo circa 10 anni, i primi racconti li ho scritti a 14 anni, potrei dire di aver cominciato a quell’età.</p><p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p><p>R) Quando scrivo entro nel mio mondo. E’ una corazza, una difesa. E’ anche il momento in cui mi libero da tutti quei fantasmi che infestano la mia vita interiore. E’ bellissimo poi poter scrivere quello che non potresti mai dire in faccia ad alcune persone che esercitano una certa “tirannia” nella tua vita, e che sei un po’ costretto a subire per il quieto vivere. Ma scrivendo escono anche i buoni sentimenti, puoi dichiarare il tuo amore alle persone che ti circondano in modo efficace, profondo. Vivo nel nord-est, dove la gente ha perso la capacità di dirsi “ti voglio bene”. Non credo che riuscirei a guardare negli occhi un mio caro amico e dirgli che lo amo, scrivendo invece sì, perché non devo guardarlo negli occhi. Non servono sguardi, è una comunicazione da cuore a cuore.</p><p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p><p>R) “Il deserto dei tartari” di Dino Buzzati, e “Finché il cuculo canta” di Mauro Corona.</p><p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p><p>R) Quelli pubblicati dai personaggi famosi nel mondo dello spettacolo, specialmente nella musica, cinema e nella televisione.</p><p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p><p>R) “Le voci del bosco” di Mauro Corona.</p><p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p><p>R) “Il vincitore è solo” di Paulo Coelho.</p><p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p><p>R) Amo molto la mia terra, soprattutto la zona del Trevigiano. Siamo a mezz’ora dal mare ed un ora dalle dolomiti. Amo molto la natura e quindi tutto il paesaggio naturalistico delle nostre zone. Mi piace la nostra cucina, il nostro vino. Purtroppo però non amo la nostra mentalità, così fredda, chiusa verso le cose nuove e le persone con culture diverse, materialista e totalmente orientata verso il lavoro come unica cosa essenziale nella vita.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p><p>R) Non mi piace il fatto che gli esordienti non trovano spazio nelle grosse case editrici, a meno che non abbiano qualche conoscenza. Ci sono tanti libri di esordienti molto belli, profondi, molto migliori di quelli dei personaggi famosi, che sono tutto fuorché scrittori, ma il nome consente loro di pubblicare senza dover versare contributi e contando sempre in una campagna pubblicitaria massiccia. Ormai si pensa solo ai soldi. Per capire cosa mi piace…forse devo pensarci un po’ su.</p><p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p><p>R) L’arte, la cultura ormai non emergono più. Non sono più la cose importanti. Come ho già detto prima, si pensa solo ai soldi, ai soldi “facili”. I giovani talenti ci sono eccome, ma sono destinati a rimanere nell’anonimato perché nessuno investe su di loro. Non fanno guadagnare, almeno non all’inizio. Questo secondo me un po’ in tutti i settori, nella letteratura come nella musica..</p><p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p><p>R) Ho inviato il manoscritto a varie case editrici ed ho scelto tra le proposte di pubblicazione quella che mi sembrava migliore.</p><p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p><p>R) “Schindler’s list”.</p><p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p><p>R) “Gli uomini celesti” di Lucio Battisti.</p><p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p><p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p><p>R) No.</p><p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p><p>R) Non saprei, forse dovrei provare a frequentarne almeno uno per rispondere.</p><p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p><p>R) Entrare nel cuore del lettore, fare in modo che il lettore non si annoi leggendo. Parlare alla sua anima, divertirlo, farlo ridere o piangere, ma comunque non lasciarlo indifferente.</p><p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p><p>R) Non seguo nessun rito. Scrivo in genere su carta, e non mi pongo mai il problema di essere da solo od in presenza di altri. L’ispirazione non viene a comando, e quando mi viene, se posso scrivo, e se non posso cerco di tenere nella memoria l’idea.</p><p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p><p>R) L’idea è nata dalla voglia di parlare di un aspetto della sanità italiana di cui nessuno parla: il rapporto infermiere-paziente come un qualcosa di umano, basato sull’amore, sull’amicizia. Nel contempo portare a galla il modo di operare di Dio, che ama particolarmente i sofferenti, e si serve delle nostre mani, dei nostri piedi per star loro vicino, spesso parlando al nostro cuore.</p><p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p><p>R) Significa trasmettere il numero possibile di emozioni, possibilmente varie, diverse e contrastanti.</p><p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p><p>R) Sono due cose molto diverse, sinceramente non ho una preferenza particolare, forse vado un po’ a periodi. Ci sono momenti in cui mi viene spontaneo scrivere un romanzo, altri in cui sento di dover scrivere un racconto.</p><p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p><p>R) Il romanzo è una storia lunga e spesso dettagliata, articolata, è come un film di due ore se così si può dire. Il racconto è una storia breve, può essere più o meno articolato ed è come un video di cinque minuti.</p><p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p><p>R) “Il sole in una lacrima” è il titolo dell’ultimo racconto del libro, ed è il titolo di tutto il libro. Significa due cose: la prima che nella lacrima che simboleggia la sofferenza può esserci il sole della speranza. Nella seconda il significato è un po’ più spiritualeggiante: il cammino della fede spesso può passare attraverso le lacrime che però sono sempre illuminate dalla luce del sole.</p><p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p><p>R) Sinceramente non c’è stato un momento ufficiale in cui l’ho cominciato. Alcuni racconti li ho scritti parecchi anni fa, altri recentemente, quindi è difficile capire quanto tempo ci ho messo.</p><p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p><p>R) Non ancora, ma chissà….</p><p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p><p>R) Nei premi non tanto. Ma ritengo che i concorsi possono essere utili per farsi conoscere dagli addetti ai lavori.</p><p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p><p>R) Due romanzi al momento fermi, ed un altro libro di racconti, che probabilmente sarà la prossima pubblicazione, se ci riuscirò.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-luca-favaro/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Luca Favaro, scrittore</title><link>http://www.libriescrittori.com/luca-favaro-scrittore/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/luca-favaro-scrittore/#comments</comments> <pubDate>Sun, 14 Feb 2010 13:13:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Schede personali]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Luca Favaro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2363</guid> <description><![CDATA[Scheda personale dello scrittore Luca Favaro Nome: Luca Cognome: Favaro Luogo e data di nascita: Treviso, 20 settembre 1969 Luogo di residenza: Breda di Piave (TV) Occupazione: infermiere Email: lucafvr1@gmail.com Titoli prodotti: Il sole in una lacrima]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale dello scrittore Luca Favaro<span id="more-2363"></span></p><p>Nome: Luca<br /> Cognome: Favaro<br /> Luogo e data di nascita: Treviso, 20 settembre 1969<br /> Luogo di residenza: Breda di Piave (TV)<br /> Occupazione: infermiere<br /> Email: <a href="mailto:lucafvr1@gmail.com">lucafvr1@gmail.com</a></p><p>Titoli prodotti: Il sole in una lacrima</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/luca-favaro-scrittore/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Leonardo Colombi</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-leonardo-colombi/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-leonardo-colombi/#comments</comments> <pubDate>Mon, 18 Jan 2010 09:40:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Leonardo Colombi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=1966</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Leonardo Colombi Nome: Leonardo Cognome: Colombi Regione di residenza: Veneto Email: leonardo.colombi @ gmail.com Intervista (aprile 2008) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura Beh, che dire? Ho iniziato a scrivere per passione già ai tempi del liceo quando partecipavo al giornalino scolastico con articoli [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore <strong>Leonardo Colombi</strong></p><p>Nome: Leonardo<br /> Cognome: Colombi<br /> Regione di residenza: Veneto<br /> Email: leonardo.colombi @ gmail.com</p><p>Intervista (aprile 2008)</p><p>Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</p><p>Beh, che dire? Ho iniziato a scrivere per passione già ai tempi del liceo quando partecipavo al giornalino scolastico con articoli semiseri sugli argomenti più disparati. Ma anche nei temi non mi risparmiavo, è giusto dirlo. Da lì in avanti ho coltivato questa passione scrivendo racconti e poesie che ho iniziato a proporre in svariati siti web oltre che sul mio, anzi, sui miei. Partecipo poi in svariati portali letterari e collaboro pure con qualche rivista.</p><p>Comunque sia, scrivo più che altro per esigenza, quasi fosse una necessità. Metto per iscritto le mie emozioni, i miei pensieri, racconto le storie che immagino…non mi pongo limiti, ecco, in termini di ciò che posso e voglio scrivere. Molto spesso mi lascio contagiare dalle mie letture, libri fantasy e manga soprattutto, e dalla visione dei film più disparati, poi sull’onda di ciò che ho assorbito, rielaboro e…scrivo!</p><p>Non sono quindi uno che tende a documentarsi o a studiare troppo prima di cimentarsi con la scrittura delle mie opere &#8211; e probabilmente sbaglio – ma parto dalla mia fantasia e dalla mi interiorità. Più in là, tempo libero permettendo, spero di avere l’occasione di invertire questa mia tendenza, però.</p><p>Qual è stato il suo percorso di studi?</p><p>Ho frequentato le scuole elementari e medie presso un istituto privato a Treviso, quindi il liceo scientifico a Camposampiero (PD) e infine l’Università. Al momento di scegliere ero un po’indeciso, combattuto tra la mia passione per lo scrivere e l’informatica. Alla fine ha prevalso quest’ultima, anche sulla base di considerazioni più “materiali” e nel 2005 ho conseguito la laurea in Informatica presso il Dipartimento di Matematica Pura e Applicata dell’Università degli Studi di Padova.</p><p>Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</p><p>Ups…credo di aver già risposto prima…</p><p>In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</p><p>Significa donare qualcosa. In fondo, quando si scrive è come se si lasciasse una parte di sé sul foglio, o sul monitor. Si comunica qualcosa ma non tanto per se stessi, quanto per gli altri. Cioè, si scrive ANCHE per se stessi, ma l’obbiettivo che cerco di non perder di vista quanto mi dedico ai miei testi è quello di far emozionare o riflettere il lettore, di giocare con lui, un po’ come sa esprimere meglio di me J. L. Borges dicendo: ”La letteratura, del resto, non è che un sogno guidato”</p><p>Quali sono i suoi libri del cuore?</p><p>Non saprei…ne ho letti parecchi. Soprattutto di genere fantasy.</p><p>Se proprio devo citarne un paio che ricordo in modo particolare, allora vada per “Lo specchio nello specchio” di M. Ende oppure “Il Signore degli Anelli” di J. R. R. Tolkien.</p><p>E quelli che non leggerebbe mai?</p><p>Mai dire mai. Ora come ora quelli scritti da vip famosi che si improvvisano scrittori, della serie Totti e Paris Hilton. O Harry Potter…lo detesto…</p><p>Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</p><p>Non so se è il “più bello” che io abbia letto ma se dico “Io sono leggenda” di R. Matheson non credo di andarci molto lontano.</p><p>E quello che meno le è piaciuto?</p><p>Uno di quelli che mi ha deluso è stato “Il fuoco degli angeli” di T. Brooks</p><p>Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</p><p>Della serie lei sta sotto e io la calpesto? A parte gli scherzi, non è che ci abbia mai riflettuto molto. Di certo sono “veneto” nel modo di fare e di essere ma di più non saprei che dire..</p><p>Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</p><p>Mi piace il fatto che sia un ambiente vitale, prolifico. Ci sono così tanti titoli, così tanti nomi, gente che scrive e che comunica. O che ci tenta per lo meno. Mi spiace che sia un po’ legata a un certo tipo di letteratura, più sulla narrativa classica che a sperimentare altro…e questo poi si riflette sui film prodotti…ce ne fosse uno di fantascienza… Non mi piace poi il fatto che si sia creata una fitta rete di editori “a pagamento” che si spacciano per editori, appunto, quando invece non lo sono. E allo stesso tempo che non si provi a proporsi in modo diverso, raggiungendo i lettori nei luoghi in cui sono “costretti” alla lettura (vedi ospedale, treno, aereo…) o educandoli a scuola dove si finisce troppo spesso per non affrontare nulla della letteratura recente (basti pensare a King o Bukowski).</p><p>Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</p><p>Come dicevo prima che, a mio avviso, ristagna un poco. Un poco tanto.</p><p>Il risultato è che sembriamo sempre più ignoranti e meno lucidi e liberi di scegliere e pensare. Di conseguenza veniamo ammorbati da una serie infinita di programmi televisivi e film di scarso livello (basti pensare ai reality, Amici e compagnia bella), veniamo abituati a guardare al mondo tramite gli occhi e le parole dei giornalisti più che a cercare obbiettività e verità, a indagare e a pretendere chiarezza, infine ci diseduchiamo all’arte, alla musica e al sapere ma puntiamo sempre più su aspetti frivoli e immediati. E molto spesso tutto ciò che di culturale produciamo è solo un riproporre qualcosa di “già visto” e soprattutto di portata limitata.</p><p>Non che ci sia solo questo, ovvio, ma il quadro generale è questo.</p><p>Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</p><p>Partecipando a svariati portali letterari ho riscontrato la volontà da parte di altri autori sconosciuti come me di proporsi alle case editrici. E visto che come si suol dire “l’unione fa la forza” abbiamo cercato di realizzare un’antologia collettiva da proporre ad alcuni editori. Ho coordinato così la realizzazione di una raccolta di racconti e illustrazioni fantasy e alla fine, tra tutto il materiale presentato, un editore si è detto interessato ad alcune opere, per inserirle all’interno di una nuova collana. Tra queste, c’era un mio racconto e…</p><p>Cinema: qual è il suo film preferito?</p><p>Domanda difficile….già già…ne ho un po’ troppi che mi piacciono. Ora come ora direi The Matrix ma non è certamente l’unico.</p><p>Musica: la canzone del cuore?</p><p>Non ne ho una in particolare. Certo, di musica ne ascolto e molta, ma non ho né un gruppo preferito né una canzone “del cuore”.</p><p>Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</p><p>No, mai. Tra l’altro, non sono nemmeno sicuro della mia posizione in merito ad essi. Da un lato potrebbero essere utili, dall’altro il rischio fregatura è molto alto.</p><p>Ritiene siano utili?</p><p>Forse in certi casi sì. Ma non ne ho mai provato nessuno per cui la mia sarebbe una risposta poco utile alla causa…sarebbe più interessante capire se i vari autori di best sellers ne abbiano mai preso parte…</p><p>Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</p><p>Per quel che mi riguarda, creare dialoghi convincenti e un intreccio non banale.</p><p>Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</p><p>Dipende. Di solito tendo ad annotare i miei pensieri, le parole che mi nascono in mente o le immagini che “vedo” su carta per poi riportarle a pc. Altre volte parto direttamente al computer. Non ho né rituali particolari (…tra l’altro…questa domanda mi insospettisce: che riti compiono gli altri miei colleghi?) né orari. Però la solitudine sì, quella serve. Non mi riesce di scrivere se non sto solo con me stesso. Possono esserci anche altre persone ma in questo caso divento più nervoso e meno propenso alla scrittura. Non che mi vergogni di ciò che faccio ma, ecco, ogni volta che scrivo è un po’ come se mi denudassi di ciò che è il mio mondo interiore.</p><p>Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</p><p>In principio c’è stata la visione di alcun film, d’animazione e non, e la lettura di qualche manga. Quindi l’idea di scrivere di un vampiro ma non nel solito modo, come se fosse per lui una condanna e non un dono l’esser divenuto un non morto. Molto probabilmente sono poi confluite nel testo anche altre considerazioni, sulla vita, sulle scelte che compiamo e che ci portano altrove da quel che pensavamo, sulle malattie…su tutto ciò che può provocare un cambiamento drastico e drammatico nella vita di ciascuno.</p><p>Cosa significa per lei raccontare una storia?</p><p>Credo di avervi già accennato in partenza…è un modo per liberarmi di ciò che “immagino e sento” e allo stesso tempo un tramite verso il prossimo, l’occasione per trasmettere le mie emozioni e suscitarne di nuove.</p><p>Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</p><p>Finora ho scritto solo racconti…col romanzo mi ci sto cimentando ora. Preferisco i racconti comunque, più facilmente gestibili.</p><p>Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</p><p>Un racconto è un testo, un romanzo è una città in cui più racconti convivono, ci incontrano e stringono legami.</p><p>Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</p><p>L’ho scelto pensando a come si sentiva il mio protagonista</p><p>Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</p><p>Ho iniziato a scriverlo il 22 aprile del 2006 e l’ultima modifica “ufficiale” l’ho apportata nel novembre del 2007. Però non ci ho impiegato un anno e più per scriverlo, semplicemente mi piace, di tanto in tanto, riprendere i miei testi, correggerli, migliorarli.</p><p>Ha vinto premi letterari?</p><p>Con quel racconto no. Però ho partecipato a qualche concorso risultando finalista e ricevendo attestati.</p><p>Crede nei premi letterari?</p><p>Mica tanto. Però possono tramutarsi in occasioni, no? Per conoscere gente, per diffondere il proprio nome, per entrare in contatto con gruppi letterari ed editori</p><p>Ha altri progetti in cantiere?</p><p>Eccome!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-leonardo-colombi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Leonardo Colombi, scrittore</title><link>http://www.libriescrittori.com/leonardo-colombi-scrittore/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/leonardo-colombi-scrittore/#comments</comments> <pubDate>Mon, 18 Jan 2010 09:37:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Schede personali]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Leonardo Colombi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=1964</guid> <description><![CDATA[Scheda personale dello scrittore Leonardo Colombi Nome: Leonardo Cognome: Colombi Luogo e data di nascita: Camposampiero (PD) 17 giugno 1982 Luogo di residenza: Trebaseleghe (PD) Occupazione: programmatore in un’azienda che sviluppa software per aeroporti Email: leonardo.colombi@gmail.com Sito internet: http://digilander.libero.it/LeonardoColombi http://leonardocolombi.blogspot.com http://leonardocolombi.altervista.org Titoli prodotti: Condannato – non vita (Runde Taarn edizioni ISBN: 978-88-6120-058-6 )]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale dello scrittore<strong> Leonardo Colombi</strong><span id="more-1964"></span></p><p>Nome: Leonardo<br /> Cognome: Colombi<br /> Luogo e data di nascita: Camposampiero (PD) 17 giugno 1982<br /> Luogo di residenza: Trebaseleghe (PD)<br /> Occupazione: programmatore in un’azienda che sviluppa software per aeroporti<br /> Email: <a href="mailto:leonardo.colombi@gmail.com">leonardo.colombi@gmail.com</a><br /> Sito internet:<br /> <a href="http://digilander.libero.it/LeonardoColombi" target="_blank">http://digilander.libero.it/LeonardoColombi</a><br /> <a href="http://leonardocolombi.blogspot.com" target="_blank">http://leonardocolombi.blogspot.com</a><br /> <a href="http://leonardocolombi.altervista.org" target="_blank">http://leonardocolombi.altervista.org</a></p><p><strong><em>Titoli prodotti:</em></strong></p><p>Condannato – non vita (Runde Taarn edizioni ISBN: 978-88-6120-058-6 )</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/leonardo-colombi-scrittore/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista ad Attilio Cinquegrani</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-attilio-cinquegrani/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-attilio-cinquegrani/#comments</comments> <pubDate>Mon, 18 Jan 2010 09:22:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Attilio Cinquegrani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=1952</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Attilio Cinquegrani Nome: Attilio Cognome: Cinquegrani Regione di residenza: Veneto Email: ocamartina@hotmail.com Intervista del 14 gennaio 2010 D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) La scrittura è un hobby che ho coltivato sempre, seppure in maniera altalenante, trascurando di dedicarvi tempo per degli anni [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore <strong>Attilio Cinquegrani</strong><span id="more-1952"></span></p><p>Nome: Attilio<br /> Cognome: Cinquegrani<br /> Regione di residenza: Veneto<br /> Email: <a href="mailto:ocamartina@hotmail.com">ocamartina@hotmail.com</a></p><p>Intervista del 14 gennaio 2010</p><p>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura<br /> R) La scrittura è un hobby che ho coltivato sempre, seppure in maniera altalenante, trascurando di dedicarvi tempo per degli anni e riscoprendo all’improvviso una passione travolgente. Sono sempre stato considerato dagli altri (amici, insegnanti, colleghi) un bravo scrittore; ciò mi ha portato a pensare che se davvero, come ho sempre creduto, ciascuno di noi ha qualcosa che sa fare meglio della maggior parte delle persone, nel mio caso questo “qualcosa” era scrivere. Ora che ho pubblicato il mio primo romanzo, spero che le sorti dello stesso non deludano questa mia piccola presunzione.</p><p>D) Qual è stato il suo percorso di studi?<br /> R) Dopo aver frequentato il liceo classico, mi sono laureato in giurisprudenza presso l’Università di Ferrara, con una tesi in Diritto Romano.</p><p>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?<br /> R) Ho iniziato a scrivere con una certa regolarità all’età di 14 o 15 anni, ma il primo romanzetto giunto a conclusione l’ho composto intorno ai 18 anni. E’ ancora nel mio cassetto ed aspetta di essere integralmente riscritto e trasformato in un racconto più maturo. Le ragioni sono quelle di tutti coloro che scelgono di dedicare il loro tempo libero alla scrittura: una sorta di bisogno incontenibile. Il sogno di firmare autografi ad una folla in delirio, comunque, ha giocato la sua parte.</p><p>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?<br /> R) E’ la fonte primaria di autostima. Oltre a questo, l’impegno di rendere comprensibili i miei pensieri per un ipotetico lettore, fa sì che questi si chiariscano anche a me: scrivere mi aiuta a pensare meglio.</p><p>D) Quali sono i suoi libri del cuore?<br /> R) “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez, “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “Pastorale americana” di Philiph Roth, “Don Chisciotte” di Cervantes, “Diceria dell’untore” di Gesualdo Bufalino”, “L’anello di Re Salomone” di Konrad Lorenz.</p><p>D) E quelli che non leggerebbe mai?<br /> R) Ci sono alcuni autori italiani di grandissimo successo che trovo insopportabili ma, non avendoli letti, potrei sbagliarmi clamorosamente.</p><p>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?<br /> R) “Pastorale americana” di Philiph Roth</p><p>D) E quello che meno le è piaciuto?<br /> R) Ho provato con un paio di libri di Pamuk. Non ce l’ho fatta.</p><p>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?<br /> R) Io sono nato a Treviso, ma sono figlio di meridionali. Mi sento più legato affettivamente alla Sicilia che al Veneto, ma non ho mai vissuto nell’isola. E sono consapevole del fatto che difficilmente potrei adattarmi a vivere laggiù. Amo la mia terra, ma fatico a considerarla pienamente mia. Temo di non avere, effettivamente, una mia terra. Il tema del rapporto con le proprie radici è presente nei miei scritti.</p><p>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?<br /> R) Sarebbe scontato rispondere che non mi piace il poco spazio dato agli autori emergenti, ma quando vado in libreria solitamente scelgo le opere di scrittori famosi. Noi esordienti siamo molto bravi a criticare chi fa esattamente ciò che facciamo noi nella veste di lettori.</p><p>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?<br /> R) Chi come me vive in una piccola cittadina, soffre talvolta per la limitatezza dell’offerta culturale. Ciò nonostante, credo che il livello di questa offerta sia comunque soddisfacente per le aspettative dell’utente medio.</p><p>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?<br /> R) Ho pensato per decenni che la pubblicazione di un libro fosse una cosa impossibile, che quello dell’editoria fosse un mondo chiuso ed inaccessibile, che si trattasse di un privilegio riservato a pochi eletti. Poi ho scritto un romanzo, l’ho inviato ad una sola casa editrice che l’ha immediatamente pubblicato.</p><p>D) Cinema: qual è il suo film preferito?<br /> R) Credo “Blade runner”</p><p>D) Musica: la canzone del cuore?<br /> R) “C’è tempo” di Ivano Fossati</p><p>approfondimento NARRATIVA</p><p>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?<br /> R) No</p><p>D) Ritiene siano utili?<br /> R) Non lo so. Ho pensato di frequentarne nel passato, ma temo che possano cancellare qualcosa di mio che potrei rimpiangere.</p><p>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?<br /> R) Creare una storia senza pensare che altri la leggeranno, scriverla pensando che altri dovranno leggerla.</p><p>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?<br /> R) Scrivo direttamente al computer, anche se ho sempre con me una piccola agenda perché le buone idee possono raggiungermi ovunque mi trovi. Scrivo in qualunque momento mi sia possibile (la sera o la domenica). Non credo nei riti: riporto su carta il mio pensiero. Se il pensiero è chiaro lo sarà anche lo scritto, indipendentemente dai rituali.</p><p>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?<br /> R) E’ nato prima il desiderio di scrivere un libro, per qualche giorno ho architettato la trama e poi l’ho progressivamente sepolta sotto la narrazione di tutto ciò che ho imparato negli ultimi 37 anni.</p><p>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?<br /> R) Condividere con gli altri ciò che mi dà piacere.</p><p>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?<br /> R) Decisamente con il romanzo: ritengo il racconto più complesso, forse non sono pronto.</p><p>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?<br /> R) Sono due differenti forme espressive, convenzionalmente diversificate dall’estensione che le caratterizza. Qualsiasi altra definizione mi pare artificiosa e contestabile.</p><p>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?<br /> R) Non è stato facile. Ho provato e riprovato a trovarne uno, ma non ero mai convinto. Rileggendo più volte il manoscritto, alla fine è emerso spontaneamente.</p><p>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?<br /> R) Un paio di anni.</p><p>D) Ha vinto premi letterari?<br /> R) Non ho ancora partecipato a nulla.</p><p>D) Crede nei premi letterari?<br /> R) Temo che non crederci significherebbe giustificare a priori i miei possibili insuccessi. Se pensassi che l’editoria e tutto ciò che la circonda non sia credibile, non sarei dovuto entrare in questo mondo. E poi io ho pubblicato senza avere amicizie e senza pagare nulla.</p><p>Ha altri progetti in cantiere?<br /> R) Una montagna.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-ad-attilio-cinquegrani/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Attilio Cinquegrani, scrittore</title><link>http://www.libriescrittori.com/attilio-cinquegrani-scrittore/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/attilio-cinquegrani-scrittore/#comments</comments> <pubDate>Mon, 18 Jan 2010 09:21:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Schede personali]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Attilio Cinquegrani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=1950</guid> <description><![CDATA[Scheda personale dello scrittore Attilio Cinquegrani Nome: Attilio Cognome: Cinquegrani Luogo e data di nascita: Treviso, 6 Aprile 1972 Luogo di residenza: Treviso Occupazione: Dirigente d’azienda Email: ocamartina@hotmail.com Titoli prodotti: “Zanzare”, 0111 Edizioni, anno 2009]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale dello scrittore <strong>Attilio Cinquegrani</strong><span id="more-1950"></span></p><p>Nome: Attilio<br /> Cognome: Cinquegrani<br /> Luogo e data di nascita: Treviso, 6 Aprile 1972<br /> Luogo di residenza: Treviso<br /> Occupazione: Dirigente d’azienda<br /> Email: <a href="mailto:ocamartina@hotmail.com">ocamartina@hotmail.com</a></p><p><strong><em>Titoli prodotti: </em></strong></p><p>“Zanzare”, 0111 Edizioni, anno 2009</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/attilio-cinquegrani-scrittore/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista all&#8217;editore di Kite edizioni</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-alleditore-di-kite-edizioni/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-alleditore-di-kite-edizioni/#comments</comments> <pubDate>Tue, 17 Nov 2009 16:11:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Case editrici]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=1624</guid> <description><![CDATA[Quando è nata la vostra casa editrice? 2006   Qual è la vostra struttura redazionale? In 3 compartimenti: direzione editoriale, grafica e impaginazione, ufficio stampa.   Qual è la vostra politica editoriale? Qualità non quantità   In quali settori si concentra la vostra attività? Saggistica, narrativa, poesia? Ragazzi, guide, opere.   Quali collane compongono il [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando è nata la vostra casa editrice?</p><p>2006<span id="more-1624"></span></p><p> </p><p>Qual è la vostra struttura redazionale?</p><p>In 3 compartimenti: direzione editoriale, grafica e impaginazione, ufficio stampa.</p><p> </p><p>Qual è la vostra politica editoriale?</p><p>Qualità non quantità</p><p> </p><p>In quali settori si concentra la vostra attività? Saggistica, narrativa, poesia?</p><p>Ragazzi, guide, opere.</p><p> </p><p>Quali collane compongono il vostro catalogo?</p><p>Albi illustrati, Opere d’Arte, Arte e Avventura.</p><p> </p><p>Come è strutturata e gestita la distribuzione dei vostri libri?</p><p>Distributore nazionale con affiliati distributori regionali.</p><p> </p><p>Quali servizi offrite ai vostri autori?</p><p>Seguiamo tutto il lavoro, dalla progettazione iniziale, alla stampa che è uno dei nostri punti di forza.</p><p> </p><p>Quanti titoli avete pubblicato sinora?</p><p>circa 15</p><p> </p><p>Quali sono le principali difficoltà di chi fa l’editore oggi?</p><p>Distribuzione, ritorno degli investimenti.</p><p> </p><p>Qual è il vostro modello di editore?</p><p>Alcuni piccoli editori francesi.</p><p> </p><p>Sintetizzi in tre parole lo spirito e gli obiettivi della sua casa editrice?</p><p>Creatività, fantasia, poesia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-alleditore-di-kite-edizioni/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Kite edizioni</title><link>http://www.libriescrittori.com/kite-edizioni/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/kite-edizioni/#comments</comments> <pubDate>Tue, 17 Nov 2009 16:08:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Case editrici]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=1622</guid> <description><![CDATA[Scheda aziendale di Kite edizioni Kite edizioni Regione nella quale si trova la sede: Veneto Email: Kite@papergraf.it Le aree di interesse editoriale: Libri per ragazzi La persona da contattare per sottoporre inediti e proposte: Caterina Arcaro]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda aziendale di Kite edizioni<span id="more-1622"></span></p><p><strong>Kite edizioni<br /> </strong>Regione nella quale si trova la sede: Veneto<br /> Email: <a href="mailto:Kite@papergraf.it">Kite@papergraf.it</a></p><p>Le aree di interesse editoriale:<br /> Libri per ragazzi</p><p>La persona da contattare per sottoporre inediti e proposte:<br /> <strong>Caterina Arcaro</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/kite-edizioni/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Paola De Pizzol</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-paola-de-pizzol/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-paola-de-pizzol/#comments</comments> <pubDate>Sat, 29 Aug 2009 13:08:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Paola De Pizzol]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=1365</guid> <description><![CDATA[Intervista alla scrittrice Paola De Pizzol Nome: Paola Cognome: De Pizzol (nome d’arte M.P. Black) Regione di residenza: Veneto Email: baccichet.Giancarlo@libero.it   Intervista generale Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura &#62; Sono una mamma – lavoratrice, con la passione per la scrittura. Scrivo racconti fin da piccola, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista alla scrittrice <strong>Paola De Pizzol</strong><span id="more-1365"></span></p><p>Nome: Paola<br /> Cognome: De Pizzol (nome d’arte M.P. Black)<br /> Regione di residenza: Veneto<br /> Email: <a href="mailto:baccichet.Giancarlo@libero.it">baccichet.Giancarlo@libero.it</a>  </p><p><strong>Intervista generale</strong></p><p>Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</p><p>&gt; Sono una mamma – lavoratrice, con la passione per la scrittura. Scrivo racconti fin da piccola, ma la trama di “Lisa Verdi e il ciondolo elfico” l’ho stesa solo nel 2005, dopo vari anni di impegni familiari e lavorativi.</p><p>Qual è stato il suo percorso di studi?</p><p>&gt; Ho frequentato l’Istituto Magistrale. Non ho continuato gli studi perché avevo trovato un buon impiego già al termine delle Superiori e volevo “risparmiare” per sposarmi quanto prima!</p><p>Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</p><p>&gt; Ho iniziato a scrivere vari racconti e piccoli romanzi sin dalle scuole medie. Scrivo spinta da un irrefrenabile impulso che mi costringe a liberare la mia mente sempre ben stipata di pensieri, di parole e di emozioni che poi trasporto su carta. Solitamente scrivo la sera, quando in casa vige un silenzio quasi totale, e a raffica, cioè anche per due ore ininterrotte, senza pause.</p><p>In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</p><p>&gt; Significa esprimere tutto il mio essere, le mie emozioni, il mio credo, le mie gioie, le mie paure, significa dare tutto di me stessa ed ottenere una soddisfazione immensa ed indescrivibile, quando vedo il frutto di questa passione raccolto in un libro vero e proprio.</p><p>Quali sono i suoi libri del cuore?</p><p>&gt; “Harry Potter e l’ordine della Fenice” in primis, quindi “Il Signore degli Anelli” e la saga delle “Cronache di Narnia”.</p><p>E quelli che non leggerebbe mai?</p><p>&gt; Saggi e biografie. Noiosissimi!</p><p>Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</p><p>&gt; “Harry Potter e l’ordine della fenice”.</p><p>E quello che meno le è piaciuto?</p><p>&gt; Non saprei, ce ne sono parecchi che non mi sono piaciuti!</p><p>Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</p><p>&gt; Adoro il Veneto, è una regione in cui si trovano mare, montagna, pianura e colline, dove io abito. Non potrei mai trasferirmi in un’altra Regione, qui c’è tutta la mia vita, i miei affetti, le mie passioni…</p><p>Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</p><p>&gt; Apprezzo la volontà delle piccole case editrici di promuovere e pubblicare gli scrittori esordienti ed emergenti, che faticano a trovare spazio nelle grandi case editrici. Non sopporto la totale mancanza di sensibilità di quest’ultime nei confronti dei nuovi autori che potrebbero arricchire parecchio la noiosa collezione di scrittori già conosciuti ed affermati.</p><p>Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</p><p>&gt; Apprezzo i tentativi di costruire qualcosa di nuovo, ma l’Italia purtroppo è un Paese che mal sopporta le novità e che preferisce restare legato alle tradizioni, per non rischiare troppo…un dramma anche per il nostro panorama culturale, che avrebbe bisogno di innovazioni e di una ventata di freschezza.</p><p>Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</p><p>&gt; Ho cercato in internet alcuni indirizzi di case editrici. Le prime a rispondermi sono state quelle che chiedevano contributi (alti), alle quali naturalmente ho risposto di no. Finché non ho trovato il Giralibro che mi ha consentito quindi di arrivare a pubblicare con la casa editrice 0111 edizioni di Milano.</p><p>Cinema: qual è il suo film preferito?</p><p>&gt; “L’ultimo dei Mohicani”</p><p>Musica: la canzone del cuore?</p><p>&gt; “Sunday bloody Sunday” degli U2.</p><p>Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</p><p>&gt; No.</p><p>Ritiene siano utili?</p><p>&gt; Senz’altro!</p><p>Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</p><p>&gt; Innanzitutto la costruzione della trama, che deve reggere dall’inizio alla fine senza sbavature od incongruenze, quindi la caratterizzazione dei personaggi.</p><p>Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</p><p>&gt; Scrivo generalmente prima su carta, quindi riporto tutto sul computer. Scrivo generalmente la sera, quando il clima è senz’altro più tranquillo. Posso sedermi alla scrivania, oppure sul tappeto del salotto o sul divano, la cosa importante è che non vi sia musica di sottofondo. Con la musica non riesco assolutamente a concentrarmi!</p><p>Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</p><p>&gt; In seguito ad un sogno. La mattina ho afferrato subito carta e penna e ho riportato il sogno. Ed ecco nato il libro!</p><p>Cosa significa per lei raccontare una storia?</p><p>&gt; Significa raccontare qualsiasi vicenda col cuore, col massimo dell’impegno, con sentimento, con amore, con passione, per far sì che il lettore possa condividere con me l’immensa emozione che io ho provato nel stendere la trama.</p><p>Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</p><p>&gt; Col romanzo. Ho sempre tante cose da scrivere e il racconto è troppo breve per riportarle tutte, mi sento limitata…</p><p>Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</p><p>&gt; Il racconto è una breve descrizione di un avvenimento, il romanzo è la descrizione totale ed assoluta dello stesso avvenimento.</p><p>Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</p><p>&gt; Senza pensarci più di tanto, è venuto così, ancora prima di stendere la trama.</p><p>Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</p><p>&gt; Sei mesi.</p><p>Ha vinto premi letterari?</p><p>&gt; No. Non ho iscritto il libro ad alcun premio.</p><p>Crede nei premi letterari?</p><p>&gt; Senz’altro, possono essere sicuramente un ottimo trampolino di lancio.</p><p>Ha altri progetti in cantiere?</p><p>&gt; Sto aspettando la pubblicazione del secondo libro della Trilogia, dal titolo “Lisa Verdi e l’antico codice” e ho iniziato a scrivere il terzo, che si chiamerà “Lisa Verdi e il sole di Aresil”. Ma ho già in mente un altro fantasy, che però sarà un libro unico.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-paola-de-pizzol/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Paola De Pizzol scrittrice</title><link>http://www.libriescrittori.com/paola-de-pizzol-scrittrice/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/paola-de-pizzol-scrittrice/#comments</comments> <pubDate>Sat, 29 Aug 2009 13:05:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Schede personali]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Paola De Pizzol]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=1362</guid> <description><![CDATA[Scheda personale della scrittrice Paola De Pizzol Nome: Paola Cognome: De Pizzol (nome d’arte M.P. Black) Luogo e data di nascita: Conegliano Veneto (TV), 28.06.1968 Luogo di residenza: S. Pietro di Feletto TV Occupazione: impiegata comunale Email: baccichet.Giancarlo@libero.it  Sito internet: http://blog.libero.it/MPBLACK   Titoli prodotti: “Lisa Verdi e il ciondolo elfico”, 0111 edizioni “Lisa Verdi e [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale della scrittrice <strong>Paola De Pizzol</strong><span id="more-1362"></span></p><p>Nome: Paola<br /> Cognome: De Pizzol (nome d’arte M.P. Black)<br /> Luogo e data di nascita: Conegliano Veneto (TV), 28.06.1968<br /> Luogo di residenza: S. Pietro di Feletto TV<br /> Occupazione: impiegata comunale<br /> Email: <a href="mailto:baccichet.Giancarlo@libero.it">baccichet.Giancarlo@libero.it</a> <br /> Sito internet: <a href="http://blog.libero.it/MPBLACK" target="_blank">http://blog.libero.it/MPBLACK</a>  </p><p>Titoli prodotti:</p><p>“Lisa Verdi e il ciondolo elfico”, 0111 edizioni</p><p>“Lisa Verdi e l’antico codice” , 0111 edizioni (in pubblicazione).</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/paola-de-pizzol-scrittrice/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Nicola Lotto</title><link>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-nicola-lotto/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-nicola-lotto/#comments</comments> <pubDate>Sat, 29 Aug 2009 12:50:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Autori]]></category> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Nicola Lotto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=1353</guid> <description><![CDATA[Intervista allo scrittore Nicola Lotto Nome: Nicola Cognome: Lotto Regione di residenza: Veneto Email: nibbiomk@freemail.it Intervista D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) La mia necessità di scrivere nasce con l’influenza degli ascolti musicali, sostanzialmente ho cominciato a scrivere dopo essermi interessato ai testi di particolari [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore <strong>Nicola Lotto</strong><span id="more-1353"></span></p><p>Nome: Nicola<br /> Cognome: Lotto<br /> Regione di residenza: Veneto<br /> Email: <a href="mailto:nibbiomk@freemail.it">nibbiomk@freemail.it</a></p><p>Intervista</p><p>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura<br /> R) La mia necessità di scrivere nasce con l’influenza degli ascolti musicali, sostanzialmente ho cominciato a scrivere dopo essermi interessato ai testi di particolari canzoni ma non essendo portato per rispettare la struttura della canzone, sono nati testi fin troppo liberi, buoni per diventare poesie.</p><p>D) Qual è stato il suo percorso di studi?<br /> R) Sono laureato in Discipline dell’arte della musica e dello spettacolo ed ora mi sto specializzando in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale.</p><p>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?<br /> R) Ho iniziato verso i 17 anni, un po’ come quando si inizia a fumare, per provare.</p><p>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?<br /> R) catturare nella convenzionalità e nella logica delle parole un flusso di pensiero che non è comunque traducibile con le parole</p><p>D) Quali sono i suoi libri del cuore?<br /> R) Qualsiasi cosa di Baudelaire o di Bukowski</p><p>D) E quelli che non leggerebbe mai?<br /> R) Tre metri sopra il cielo</p><p>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?<br /> R) Sogni di Bunker Hill di J. Fante</p><p>D) E quello che meno le è piaciuto?<br /> R) non ricordo, se non mi piace non lo leggo</p><p>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?<br /> R) Mi sento veneto fino in fondo e vorrei che il dialetto non fosse visto come un’arretratezza culturale ma come un patrimonio da salvaguardare.</p><p>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?<br /> R) Alcune piccole case editrici riescono a dare spazio ad autori emergenti senza fare spendere grosse cifre o spendendo cifre che poi si assorbono, e lo fanno in maniera efficiente anche se grava in loro il peso di tasse e costrizioni. C’è di buono quindi che riescono a sopravvivere e a dare spazio ai giovani scrittori. Il problema poi è che non si riesce ad emergere, spesso anche se si hanno le qualità perché in realtà nel mercato sono richiesti i prodotti messi a disposizione e i prodotti messi a disposizione sono sempre gli stessi. È la stessa cosa che accade anche nel mondo della musica.</p><p>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?<br /> R) Mi fa paura che il pensiero critico della gente si sia eclissato, mi fa paura che il Grande Fratello sia più importante del telegiornale, mi fa paura che face book sia diventato il miglior modo per comunicare, mi fa paura che il teatro sia visto come una cosa da vecchi, mi fa paura che Cassano abbia scritto un libro.</p><p>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?<br /> R) Contatti con La Bancarella editrice tramite Andrea Panerini conosciuto sulle pagine de “Il libro volante” rivista letteraria e culturale.</p><p>D) Cinema: qual è il suo film preferito?<br /> R) non sono un appassionato di cinema, ma posso dire di aver visto mille volte Pulp fiction.</p><p>D) Musica: la canzone del cuore?<br /> R) Non si può scegliere…</p><p>approfondimento NARRATIVA</p><p>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?<br /> R)</p><p>D) Ritiene siano utili?<br /> R)</p><p>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?<br /> R)<br /> D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</p><p>R) D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?<br /> R)<br /> D) Cosa significa per lei raccontare una storia?<br /> R)</p><p>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?<br /> R)</p><p>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?<br /> R)</p><p>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?<br /> R)</p><p>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?<br /> R)</p><p>D) Ha vinto premi letterari?<br /> R)</p><p>D) Crede nei premi letterari?<br /> R)</p><p>Ha altri progetti in cantiere?<br /> R)</p><p>approfondimento POESIA</p><p>D) Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?<br /> R) Nessun rito per carità, scrivo quando mi viene la famosa ispirazione, sul cellulare, su carta e raramente col pc, poi ovviamente quando si elabora mi metto al computer. Che la notte sia fatta per scrivere è ormai un luogo comune, anche se la notte è fertile per il pensiero ogni momento è buono per buttar giù qualcosa.</p><p>D) Quali sono i suoi poeti del cuore?<br /> R) Baudelaire e Bukowski come dicevo prima, in più tra gli italiani sicuramente Montale e Leopardi, i poeti crepuscolari e forse aggiungerei anche Pasolini..forse!</p><p>D) Come nasce un suo verso?<br /> R) Nasce con leggerezza, senza troppa difficoltà, quasi d’inconscio.</p><p>D) Quanto tempo ci lavora su?<br /> R) Dipende, a volte basta la prima stesura, altre volte occorre levigare il testo ma solitamente la prima idea è quella buona.</p><p>D) Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?<br /> R) Forza e impatto emotivo, dolcezza ed inquietudine.</p><p>D) Dove e quando ha scritto il suo primo verso?<br /> R) Non me lo ricordo proprio!!</p><p>D) Cos’è che l&#8217;ha spinta a pubblicare le sue poesie?<br /> R) La pubblicazione è il passo finale, è una sfida perché fai conoscere agli altri le cose che hai scritto e non è mai semplice ma è assolutamente necessario.</p><p>D) Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?<br /> R) Sono molti, uno sicuramente è quello di Pasolini:<br /> “oggi è domenica domani si muore”</p><p>D) Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?<br /> R) Volevo un titolo breve e semplice anche banale non aveva importanza. Ho scelto “Silenzio” che evoca il silenzio del pensiero, della ricerca interiore e del lavoro su se stessi, il silenzio dell’umiltà e del rispetto ed il silenzio di chi di fronte al rumore più inconcludente riesce a trovare un posto sacro dove sopravvivere, anzi dove vivere.</p><p>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?<br /> R) Pochi mesi per scriverlo, 2 anni per pubblicarlo.</p><p>D) Ha vinto premi letterari?<br /> R) No, sono stato pubblicato a seguito di alcune partecipazioni a premi letterari ma non ne ho mai vinti.</p><p>D) Crede nei premi letterari?<br /> R) Certo, se non sono a pagamento, troppo facile lucrare sulle ambizioni dei partecipanti.</p><p>D) Ha altri progetti in cantiere?<br /> R) Musica e poesia, unirli insieme e vedere dove si va a finire!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/intervista-a-nicola-lotto/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>recensione &#8211; &#8220;Scrigni, segreti, passioni&#8221; di Sandra Riato</title><link>http://www.libriescrittori.com/recensione-scrigni-segreti-passioni-di-sandra-riato/</link> <comments>http://www.libriescrittori.com/recensione-scrigni-segreti-passioni-di-sandra-riato/#comments</comments> <pubDate>Sun, 23 Aug 2009 14:05:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Redazione</dc:creator> <category><![CDATA[Libri]]></category> <category><![CDATA[Veneto]]></category> <category><![CDATA[Sandra Riato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=1334</guid> <description><![CDATA[L&#8217;amore, le infinite sfumature del sentire, l&#8217;intrecciarsi di stati d&#8217;animo con i luoghi più suggestivi della natura, l&#8217;infinito fuori e dentro di noi. Dostoevskij diceva: &#8220;la bellezza salverà il mondo&#8221;. La bellezza si cela ovunque, basta fermarsi un attimo, in silenzio ad osservare ed ascoltare per coglierla e per lasciarci illuminare. Immagini poetiche tradotte in versi [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;amore, le infinite sfumature del sentire, l&#8217;intrecciarsi di stati d&#8217;animo con i luoghi più suggestivi della natura, l&#8217;infinito fuori e dentro di noi. Dostoevskij diceva: &#8220;la bellezza salverà il mondo&#8221;. La bellezza si cela ovunque, basta fermarsi un attimo, in silenzio ad osservare ed ascoltare per coglierla e per lasciarci illuminare. Immagini poetiche tradotte in versi e in schizzi a matita appena sussurrati. Poesia e illustrazione si mescolano creando una realtà tersa ma impalpabile. <span id="more-1334"></span></p><p>Il testo presente in quarta di copertina</p><p>L&#8217;amore, le infinite sfumature del sentire, l&#8217;intrecciarsi di stati d&#8217;animo con i luoghi più suggestivi della natura, l&#8217;infinito fuori e dentro di noi.<br /> Dostoevskij diceva: &#8220;la bellezza salverà il mondo&#8221;. <br /> La bellezza si cela ovunque, basta fermarsi un attimo, in silenzio ad osservare ed ascoltare per coglierla e per lasciarci illuminare.<br /> Immagini poetiche tradotte in versi e in schizzi a matita appena sussurrati.<br /> Poesia e illustrazione si mescolano creando una realtà tersa ma impalpabile.</p><p>Autore: Sandra Riato<br /> Titolo: SCRIGNI, SEGRETI, PASSIONI<br /> Editore: ALTROMONDO EDITORE<br /> Anno di pubblicazione: 2008<br /> Luogo di pubblicazione: Italia<br /> Numero pagine: 63<br /> Introduzione di: Sandra Riato</p><p>Sandra Riato nasce a Dolo (VE) allo sbocciare della primavera del 1976.<br /> Vive ad Oriago, frequenta la Facolta&#8217; di Lettere e Filosofia all&#8217;Universita&#8217; di Venezia.<br /> Fin da bambina annota nei suoi diari riflessioni, gioie e malinconie, mentre scruta il mondo con silenziosa attenzione e curiosita&#8217;.<br /> “Non bisogna mai smettere di credere nei propri sogni”.<br /> Eccola infatti aprire il suo &#8220;scrigno segreto&#8221;.</p><p>Copertina e illustrazioni interne: KhiaraArt</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.libriescrittori.com/recensione-scrigni-segreti-passioni-di-sandra-riato/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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