recensione – Ascesa e declino di una nobile famiglia vicentina: i Beregan di Gianlorenzo Ferrarotto
La villa delle Maddalene dove ha sede una nota concessionaria di automobili? E l’elegante casa padronale seicentesca che compare, lunga e bassa, sui prati alle porte di Thiene? E poi, quell’altra magione, un po’ più sconta, dalle parti della strada Lobbia che mena a Caldogno? E, ancora, il bianco fabbricato dove girava il maglio di Sarcedo, e la villa di Albettone oggi denominata Negri-Da Salvo-Ragazzo, e quel palazzo a lungo abitato in contra’ Santi Apostoli, alle soglie dell’allora centro cittadino?
Tutta roba dei Beregan, e nel più letterario senso della parola, così come a fine 800 ce la tramandava Giovanni Verga.
Il quale creava, per la sua novella più famosa, La roba, un Mazzarò nella cui smodata febbre di accumulare ricchezze possiamo riconoscere qualsiasi personaggio realmente esistito. Ci stanno bene anche i Beregan, Mazzarò vicentini che per circa due secoli acquistano case e campi in ogni angolo della provincia, per poi uscire improvvisamente di scena. Lo fanno travolti da una Storia che, assumendo le sembianze di Napoleone Bonaparte, non dà loro modo di conquistare quella definitiva, secolare affermazione mondana a cui tanto aspiravano. Muore quasi in incognito, nel 1899 a Pederobba l’ultima di loro: la nobildonna Caterina, sposata Pedrini.
Dare un nome ai luoghi, e spiegarne il perché. E’ una delle ragioni per cui essere riconoscenti agli storici. Vale anche per Gianlorenzo Ferrarotto, che unisce tutti i fili tramite cui risalire ai Beregan nel libro fresco di stampa Ascesa e declino di una nobile famiglia vicentina, pubblicato dalla Igs di Schio. Studioso per vocazione, questo erudito e affabile cinquantasettenne già nonno di una deliziosa nipotina, ha pazientemente atteso il momento della pensione per iscriversi all’Università di Padova, e lì laurearsi in Storia Moderna con la tesi agevolmente trasformata nel libro che presenterà il 25 ottobre in Camera di Commercio affidandolo alle parole dello storico dell’arte Franco Barbieri.
Già autore di pubblicazioni di argomento locale, Ferrarotto debutta da professionista facendo tesoro di due personali talenti: conoscere come le proprie tasche il quartiere delle Maddalene dove ha casa, e avere lavorato come archivista alla Camera di Commercio, imparando ad avere dimestichezza con registri e documenti del passato. Ne trae beneficio il lettore del suo agile saggio, brillante quanto a scrittura, e prezioso quanto a documentazione allegata. Requisiti che favoriscono l’intrigante conoscenza di questi industriosi Beregan, le cui fortune maturano a cavallo fra XV e XVI secolo, grazie a fiorenti commerci di sete e tessuti. Un’escalation che si deve all’intraprendenza del capostipite Baldissera, capace di trasmettere agli eredi un patrimonio così imponente da consentire, tramite versamento di 100mila ducati, l’aggregazione alla nobiltà veneziana, datata 1649.
Nonostante la promozione fra gli aristocratici, ai Beregan, che poi investono i loro patrimoni acquistando immensi latifondi dalle parti di Thiene e Albettone, resta impresso un marchio di arricchiti ingombrante per accedere a pieno titolo nelle genealogie del sangue blu cittadino. La loro diventa così negletta storia di possidenti dediti alla Roba, ma anche di dotti mecenati come il Nicolò Beregan che nel XVII secolo abbelliva la magione di famiglia con il sontuoso Giardino Filosofico di cui ancora si rinvengono tracce alle Maddalene. A Gianlorenzo Ferrarotto il merito di avere fatto riaffiorare questo illuminante capitolo di storia vicentina.
Stefano Ferrio (Il Gazzettino, 19 ottobre 2008)
Autore: Gianlorenzo Ferrarotto
Titolo: Ascesa e declino di una nobile famiglia vicentina: i Beregan
Editore: I.G.S. Industrie Grafiche Scledensi – Thiene
Anno di pubblicazione: 2008
Luogo di pubblicazione: Thiene (Vicenza)
Numero pagine: 219
Dati personali dell’autore
Nome: Gianlorenzo
Cognome: Ferrarotto
Regione di residenza: Veneto
Email: Ferrarotto.g@tiscali.it
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 29 novembre 2008
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