estratto – da “D’amore, di sogni e di altre follie” di Zairo Ferrante
Una poesia estratta dal libro “D’AMORE, DI SOGNI E DI ALTRE FOLLIE” di Zairo Ferrante
…Uno dei miei più grandi difetti è quello di dare un valore, di solito maggiore, agli avvenimenti che osservo, così un fiore che sboccia per me rappresenta la vita che nasce, un uccello che vola rappresenta per me l’essenza della libertà, un cane che abbaia rappresenta la base della fedeltà e così via. Definisco questo un difetto, perché è una cosa che ti costringe continuamente a riflettere, anche quando non vorresti farlo, così mentre sto seguendo una lezione in aula, qualcuno per sbaglio apre la porta, tentenna e poi la richiude, io Penso!
LA PORTA
Si chiude, resta lì ferma, sospesa.
Nel limbo degli indecisi
nel mondo degli afflitti.
Si apre, resta lì ferma, sospesa.
Naufragata in un mare calmo,
non va alla deriva,
non ritorna sulla spiaggia
come farebbe una barca senza marinaio.
Resta lì nuda, ferma, sospesa.
Come sull’orlo del precipizio,
come sorretta da un vento lontano.
Quasi cercasse conforto in una voce
quasi aspettasse l’invito a farla finita.
Invece no.
Resta lì, ferma, sospesa.
Poi si apre, si chiude e di nuovo lì,
quasi soffrisse nella sua indecisione.
Poi una mano la apre,
poi più nulla,
la stessa mano la chiude.
E solo un tonfo si infrange sul mare di silenzio,
quasi a voler ricordare quella porta cullata
dal vento e poi chiusa dall’uomo.
Come vita cullata dall’amore
e poi spezzata dal destino….
Autore: Ferrante Zairo
Titolo: D’amore, di sogni e di altre follie
Editore: este-edition
Anno di pubblicazione: 2009
Luogo di pubblicazione: Ferrara
Numero pagine: 44
Introduzione di: Ferrante Zairo
Questo articolo è stato scritto da Zairo Ferrante il 12 ottobre 2009
Lascia un Commento