[Che freschetto che fa, davanti la porta dell’inferno, le vetrate verdi e gialle filtrano un non so che di spento]

Europa, castano di cori banditi
Riecheggiano voci di venti e le mie mani volano
I colori utopici e le nevi si generano

America, d’ignoto si dipinge l’America, diventata frontiera da quando t’ho visto
Curve ricalcate e dossi di pelle

Africa, la feconda Africa!
Dio la benedica, quante volte la mia mano
Si è cullata sulle sue dolci sponde
Patrona degli incanti e delle poesie

Asia, di strutto e selve
Di dolci e superbe irrealtà
Di sangue le sue pareti
E di porpora i suoi sputi

L’incompresa Oceania
Che ali possenti! Che frivoli pensieri!
Con il niente l’ho toccata
E me ne sono pentito.

 

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