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I dati Istat sulla lettura in Italia

Nel maggio del 2012, l’Istat ha diramato gli ultimi dati in merito alla produzione e alla lettura di libri in Italia. Il biennio interessato è quello 2010/2011 ed esso è stato testimone di buone notizie per la produzione libraria, ma non per il tasso di lettori e nemmeno per il numero di case editrici.

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La produzione libraria italiana secondo l’Istat

Nel periodo di riferimento, l’Istat ha contato 2700 case editrici attive nella penisola, in calo rispetto all’anno precedente; questo perché il numero di nuovi editori non raggiunge quelle delle attività cessate.

Dall’altra parte, però, ha subito un aumento del 10,8% la produzione libraria, passando dalle 63.800 opere pubblicate nel 2009 alle 57.558 del 2010. Tale dato rappresenta una controtendenza rispetto alla situazione vissuta dall’editoria negli ultimi anni. Inoltre, un certo aumento è stato registrato anche nelle tirature, che hanno visto un incremento del 2,5% rispetto all’anno precedente; dall’altra parte, però, la tiratura media di ogni singola opera è scesa di 7,5 punti percentuali, passando da 3.600 a 3.340 copie per titolo.

Secondo i risultati dell’indagine, le case editrici hanno ampliato la propria offerta letteraria, tanto che dal 2005 al 2010 si è verificata una crescita del 6,85% dei titoli, la cui tiratura media, però, ha visto un’inflessione del 23,6%. Confermata, infine, la predilezione per la pubblicazione di opere di letteratura moderna.

 

I dati sui lettori

Dai dati sui lettori emergono le note più dolenti di questa indagine. Ormai è risaputo che l’Italia non è un paese di lettori, e l’Istat lo conferma puntualmente.

Nel 2011, sono stati 26 milioni gli italiani, di età superiore ai 6 anni, che hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi, per motivi non strettamente professionali e scolastici. Nell’anno di riferimento, dunque, il 45,3% della popolazione italiana ha letto almeno un libro, mentre nel 2010 la percentuale era del 48,6.

A innalzare la soglia, come sempre, le donne, tra cui legge il 51,6%, mentre i maschi si fermano al 38,5.

Oltre alla popolazione femminile, i picchi di lettori si trovano nel nord Italia, nella fascia d’età compresa tra gli 11 e i 17 anni, tra i laureati, gli imprenditori e i liberi professionisti. Interessante notare che i dati dell’Istat confermano le teorie degli esperti sul fatto che coloro che hanno una famiglia che legge sono più propensi a leggere, infatti, legge libri il 72% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni, che hanno entrambi i genitori lettori.

Scritto da il 4 marzo 2013. Tematica: Redazione.

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