“Il Monaco” di Matthew G. Lewis
Il romanzo narra la caduta di Ambrosio, monaco spagnolo considerato da tutti un santo. Il religioso infatti, superiore dei cappuccini di Madrid, è vissuto in convento sin dall’infanzia ed è sempre riuscito a evitare il peccato. Quando però il confratello preferito di Ambrosio, di nome Rosario, gli si rivela essere una donna, Matilda, innamorata di lui, il monaco conosce prima la tentazione e poi, malgrado i suoi tormenti interiori, il peccato.
Ben presto però il rapporto con Matilda non appaga più la lussuria del monaco che, in cerca di una nuova fonte di piacere, si innamora della giovane Antonia. Per appagare i suoi desideri carnali Ambrosio fa ricorso, attraverso l’aiuto della stessa Matilda, alla stregoneria, grazie alla quale entra una notte nella casa di Antonia con l’intento di stuprarla. Qui viene però scoperto dalla madre di lei, Elvira, che il monaco uccide per non essere smascherato, fuggendo poi in preda al rimorso.
Ambrosio, sempre su suggerimento di Matilda, decide così di avvelenare Antonia, per farla sembrare morta e poi seppellirla in una cripta accessibile solo a lui. Il piano va a buon fine e la giovane viene violentata, ma, nel frattempo, il nascondiglio sotterraneo viene scoperto da un gruppo di soldati che arrestano il monaco e la sua complice, non prima però che questo abbia pugnalato a morte Antonia.
I due sono consegnati all’Inquisizione, torturati e condannati a morte. Per sfuggire alla sentenza, il monaco, seguendo l’esempio Matilda, decide di vendere la propria anima al diavolo, che però, subito dopo averlo fatto evadere, lo uccide rivelandogli inoltre che Matilda è un demone minore, inviato apposta a lui per tentarlo e farlo peccare.
Il romanzo segue, oltre alla storia di Ambrosio, anche le vicende di altri personaggi, tutti legati in qualche modo tra loro. Questi sono: Antonia e sua madre Elvira; Lorenzo, innamorato di Antonia; sua sorella Agnes, monaca rimasta incinta e promessa sposa di don Ryamond, amico di Lorenzo.
La narrazione della storia d’amore tra Ryamond e Agnes, fatta dallo stesso Ryamond all’amico Lorenzo, rappresenta poi un vero e proprio racconto a sé stante, durante il quale compaiono figure tipiche del romanzo gotico come la Monaca Sanguinante e l’Ebreo errante.
Il testo presente in quarta di copertina
Accolto con scandalizzato entusiasmo al tempo della sua pubblicazione nel 1796, in larga misura ignorato nell’ottocento, riscoperto ed esaltato nel novecento. Il Monaco di Lewis è forse l’esempio più notevole del romanzo gotico inglese, e insieme il più estremo. Tutti i clichès del romanzo gotico vi si ritrovano moltiplicati ed esasperati. Opera di un autore appena ventenne, è un romanzo singolarmente composito in cui si incontrano echi di Shakespeare, Marlowe, Schiller, del senso dell’orrore elisabettiano e del mito di Faust. Analisi drammatica, spesso melodrammatica, della dannazione di un uomo perduto da una demoniaca donna fatale,, può considerarsi all’origine di quel multiforme filone della narrativa ottocentesca che ha in Carmen l’esponente più noto.
Autore: Matthew G. Lewis
Titolo: Il Monaco
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 1796
Luogo di pubblicazione: Inghilterra
Numero pagine: 420
Introduzione di: Samuel Taylor Coleridge
Recensione curata da Andrea Nicoli e già pubblicata su http://it.wikipedia.org/wiki/Il_monaco
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 10 aprile 2008
2 commenti
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è identico all’ articolo di wikipedia..
bello, proprio bello ^^
spero proprio di leggerlo..