inedito – Con amore, Filosofia Cap.2

“Tu sai chi è nato nel 1770 a Stoccarda?”

La guardai. Per un attimo rimasi in silenzio. Io e le date, non eravamo mai andate d’accordo.  Poi lampo.

“Hegel. Georg Wilhelm Friedrich Hegel.”

“Ha legato indissolubilmente realtà e ragione. Ha affermato che tutto ciò che è reale è razionale, e tutto ciò che è razionale è reale. I poche parole ha affermato che la realtà è essenzialmente ragione. Come puoi legare a quest uomo il sentimento emblema della follia?”

Sorrisi. Sembrava di essere a un’interrogazione, di quelle in cui non vuoi sbagliare, ma sembra che il professore faccia di tutto per farti cadere in fallo. Feci mente locale. Hegel. L’uomo della dialettica: tesi, antitesi, sintesi. Nella sua stessa dialettica io vedevo l’amore.

“Hegel lega il presente, la realtà, al suo passato. Ciò che siamo è il risultato senza dubbio di un lungo percorso. Che ruolo ha l’amore? L’amore è parte integrante della storia di ogni uomo. Nasciamo grazie all’amore che lega due persone, veniamo cresciuti da queste due ci amano e che impariamo ad amare. Facciamo esperienze, conosciamo individui su indivui, e tra questi, alcuni ci prendono il cuore. La verità è dunque per Hegel amore, perché essa è il risultato del processo storico. Analizzando ogni momento del passato, ragioniamo. Quindi ragione e realtà si legano indissolubilmente, come hai detto tu. Ma, incosciamente, Hegel ha legato amore e ragione, un duo che raramente va d’accordo, ma è proprio la ragione che ci serve per farci capire perché l’amore ci ha condotti a prendere una determinata scelta. E non è sempre semplice come pensiamo. Ma per questo Hegel ha creato il metodo dialettico. La prima fase viene lasciata all’intuito, ed è il momento in cui si prende atto dei concetti isolati: è la fase dell’innamoramento. Un singolo ci attira, ci “prende” come spesso diciamo, e iniziamo a non poterne più fare a meno. Poi però entra in ballo la ragione,  e nega la pretesa autosufficienza di colui che ci ha fatti innamorare. Ci mette davanti ciò che non è, cosa dunque gli manca. È una ragione-amore ancora non completo. È nel terzo momento, quello della sintesi in cui la ragione è amore puro, e quindi riesce a legare insieme gli opposti, perché l’amore è questo che riesce a fare. Lega l’inlegabile. A a non-a. Come aveva detto Hegel, si parla di aufhebung, che vuol dire sia togliere che conservare: si toglie, si nega, qualcosa, ma lo si trova ad un livello più alto: l’amore.”

Addentò un biscotto. Un altro. Masticava lenta.

“Quindi credi che la realtà è anche la razionalità di Hegel contenessero amore?”

“In un certo senso sì. Credo che il terzo momento sia proprio guidato dall’amore. Amore maturo. Pensaci. Concetto di povero. Lo nego : non-povero, e dunque ricco. A legare ricco e povero, in una sola cosa, non può che essere l’amore.”

Rimase in silenzio.

“Voglio andare avanti. Voglio che tu mi dimostri di più”.

Risi.

“tu e il tuo spirito critico… avanti!”

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