inedito – “Con amore, Filosofia cap.3″ di Francesca Strufaldi

“Lascia però che ora sia io a scegliere il filosofo.”

Sorrise. Credo che si aspettasse questa richiesta. Infondo, sapeva che non come lei, ma anche io ero abbastanza sveglia. Annuì con la testa.

“1813, Copenaghen. Nasce un uomo che dirà di aver vissuto tutta la vita come se avesse avuto una spina nelle costole. Buon rapporto con il padre, ignoto con la madre, di cui non parla mai. Nemmeno in una delle sue opere, il Diario. Quest’uomo si arrenderà all’amore. O meglio. Il suo cammino sarà un po’ più lungo.Soren Kierkegard.

Prima di tutto riconoscerà che tutte le categorie dette prima di lui, tipo da Aristotele, sono inutili. L’unica vera categoria è la possibilità. Possibilità di scegliere, di non scegliere. Possibilità. Possibilità di tutto. L’uomo è condannato a essere libero. È questa condanna che lo porta alla disperazione, sai?”

Sorrise. Bevvi un po’ di caffè.

“E ora entra in gioco l’amore. Prima di tutto credo che nella categoria possibilità, ci sia dentro tutto. E quindi anche l’amore. L’amore che tutto può. Ma è nel modo di esistere che l’amore è parte più che importante. Il primo stadio dell’esistenza è quello dell’estetica, del Don Giovanni: colui che ama il conquistare, colui che sai cosa? Ama l’amore. E lo cerca, lo cerca. E non si accontenta mai, perché quando lo trova, nelle donne che insegue, non è mai sazio. Si può dire che è la fase dell’innamoramento, in cui non ti plachi, in cui hai le farfalle nello stomaco. Il secondo stadio è quello dell’uomo etico: l’uomo sposato, l’uomo che sceglie la donna della sua vita, e spesso non coincide con la persona che rappresenta l’amore della sua vita. Sceglie la via morale, un amore quasi razionale, ma pur sempre amore. Il terzo stadio, è quello del vero amore. È lo stadio religioso, ma io credo che sia piuttosto lo stadio dell’amore vero. Quello per cui te perdi il senso delle cose, diventi irrazionale, c’è solo una cosa: l’amore. Te, nella categoria possibilità, scegli una cosa non perché ne sei certo, ma perché la vuoi te. Ecco la realizzazione dell’uomo. Ecco il compimento della categoria possibilità. Ecco che vivere non è più condanna, perché essere liberi di scegliere di amare è gioia. Di abbandonarsi totalmente a qualcosa che non si vede, che può svanire, che forse non c’è, ma che si vuole, si vuole più di tutto. E quindi l’uomo, solo, nella sua decisione, sceglie l’amore. E magari la sua decisione sembra insensata, ma per lui è vera. La verità non è più universale, la verità è soggettiva. L’amore è soggettivo. Per ognuno è diverso. Per ognuno ha conseguenze diverse. Kierkegard si fece scrivere “quel singolo” sulla tomba. Io avrei detto “quell’innamorato”.”

Silenzio. Sguardo enigmatico. Compiaciuto.

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