inedito – Movimenti impercettibili di Fabio Guzzardi
inedito – Movimenti impercettibili di Fabio guzzardi
Considerazioni
“Tutte le religioni danno una spiegazione della creazione del mondo, tutti i libri sacri cominciano con questa spiegazione. Non una sola religione ha mai lasciato intendere quale é la vera forma della terra, la natura del cielo e delle stelle, le leggi gravitazionali, il rapporto fra la terra, la luna, il sole ed i pianeti, la costituzione del corpo umano, il ruolo dei micro-organismi, nelle malattie, etc.Tutti i libri santi, nel momento di spiegare questo mondo creato da un dio osannato, impazziscono. Si ha il sentimento ( spesse volte celato) che i ”libri sacri”, fondamenta intoccabili della fede, fossero l’opera d’ignoranti fumosi e pretenziosi, illuminati in stato di eccitazione, di monomaniaci in preda a un’idea fissa, con una conoscenza, sulla natura delle cose, pari a quella della brava gente della loro epoca”.
François Cavanna nato nel 1923 dal suo libro “ Lettera aperta ai culi benedetti”
Capitolo primo
Primo Dialogo
Le amanti di Varsavia
Hanna: Hai già notato una trasmigrazione di anime verso
sud ?
Ingrind: Il razionale é soggetto all’illusorio, come il fuoco all’acqua, gli elementi si attirano e si respingono, la tua domanda è un’ipotesi, la mia risposta sarebbe sprovvista di certezze.
Hanna: Dal mio corpo, ho estratto le essenze del piacere primordiale, un guizzo di scosse connesse agli organi vitali, ho creduto di morire, di morte terrena, senza appello ne esattezza.Ho concentrato tutta l’energia dell’atto, in un punto preciso, in corrispondenza del cuore, ho sentito le tue mani avvolgermi l’anima e la tua bocca scaldare le pareti della mia vagina in un susseguirsi di battiti.Il senso delle cose mi sfugge, la mia anima é dannata.
Ingrind : Il corpo non é responsabile in alcun modo degli atti incoerenti dell’anima, esso é distaccato, quasi in perenne attesa di punizioni o ricompense che possano lenire i dolori dell’esistere,una macchina guidata da un pilota prudente o audace, incline all’incidente, destinato a percorsi tracciati da un’inconfutabile maestro di ancestrali memorie -
In quel momento, la casa di Ingrind era invasa da invadenti amici che suo marito aveva invitato. Era il compleanno di lei, doveva avere quaranta o quarantadue anni, faceva sempre finta di non ricordare la sua data di nascita e questo non per civetteria -
Ingrind : Io vivo già da molti cicli! intendo e so di cose impercettibili!
La stanza del riposo : era la stanza dove lei amava dipingere, scrivere e abbandonarsi ai piaceri dell’amore. Hanna , la sua giovane amante, aveva 15 anni quando conobbe le carezze di lei. Dividevono, oltre al piacere corporale, uno strano e perenne bisogno di rassicurarsi sulle cose dello spirito e dell’intelletto, argomenti che Ingrind non avrebbe mai potuto affrontare con suo marito, troppo distanti erani i ruoli edificati dalla società . Avrebbe voluto studiare Ingrind, ma suo padre le impose un “buon partito”, la Polonia in quegli anni, difendeva la giovane indipendenza , guidata dall’eroico Pilsudeski. Varsavia: decadenza e splendore.
Hanna era completamente innamorata di Ingrind e non faceva niente per nasconderlo. Avrebbe voluto essere un uomo, non certe per le sgraziate movenze maschili o le pelosità oscene, ma per il diritto, il diritto d’amare.
Ingrid rovesciò un bicchiere d’acqua fredda sul seno tiepido di Anna, una sensazione di stupore mista a eccitazione invase il suo viso, raccolse alcune gocce con la mano e cosparse il suo corpo di quell’umidità trasparente senza cambiare espressione . Avvicinò le labbre sue a quelle di lei e gemitando compirono il rito perpetuale. Primordiale istinto, inconsolabile karma -
Hanna: Ho letto con grande attenzione alcune delle poesie di Achille Chavée , che tu mi avevi consigliato l’estate scorsa; mi sono soffermata a riflettere sull’affermazione : “Puisque Dieu doute de nous, rendons-lui la pareille et quittes serons-nous.” Abbiamo noi il diritto di dubitare di dio o lo stato simbolico del predetto é punto fermo dell’esistenza?
Ingrind : “Lo stato di veglia differisce, a secondo del livello mistico del soggetto si può parlare di diritto o dovere nel dubitare. Allontanandosi dal consueto, puoi sentire se la strada è giusta quando non sentirai nessuna tristezza o rimorso per quello che hai lasciato, dopo non avrai nessun dubbio e neanche per un’istante penserai che la tua decisione non sia corretta. ”
Hanna : Alcuni scritti di Pierre Bayle, mi confondono.Sul suo dizionario storico-critico del 1697, egli descrive le attività celebrali come fini a se stesse, intendo: il nostro cervello é capace di mischiare tutte le carte ogni volta che troviamo una certezza. Non importa quale idea o soluzione abbiamo trovato, ti mostra subito la maniera di distruggerla.
Ingrind: Il cercatore é sempre solo davanti ai suoi dubbi, cosi il cervello, essenza vera dell’essere, propone soluzioni atte alla salvezza della specie, per un disegno cosmico pianificato o casuale.Vorrei ritenere le affermazioni di Bayle come un’interrogazione, poichè il cercatore dubita sempre delle risposte, il popolo ha bisogno di risposte, in qualità di massa uniforme e totalmente privo di libero arbitrio.
Hanna : La credenza é un segno d’estrazione sociale?
Ingrind : Lo é simbolicamente, la credenza é il popolo per essenza, lo scetticismo é lo spirito critico, l’aristocrazia dell’intelligenza.
Hanna : La conoscenza é dunque riservata a una cerchia ristretta di pseudo-intellettuali?
Ingrind : Al contrario, il conoscere é appannaggio certo del credulo, il dubbio è bagaglio perenne del cercatore -
Sui tratti di Hanna, si leggeva una certa dimistichezza con i modi fascinanti e ammaliatori, una leggerezza sottile e inconsueta nel cogliere ogni fremito del corpo disteso e quasi immobile di Ingrind. Era distante (pensava lei) quella donna dai seni quasi inconsistenti e dai fianchi stretti, dall’idea diffusa di donna. Sapeva con poche e semplici carezze, risvegliare gli istinti più primordiali, le primitive vergogne dell’essere.Avrebbe voluto svegliarla, con una carezza o con un soffio diretto sul collo, si mise a cantare invece, uno di quei canti popolari che aveva appreso da sua madre, solo punto fermo della sua vita in mutazione. Gli tuonavano in testa le sentenze di suo padre :”L’intelligenza incita alla riflessione e la riflessione conduce al dubbio”. La vita nel suo svolgersi gli sembrava piu vaga, i principi incontestabili: contestabili, le verità nascoste e irrangiungibili, l’amore: una parodia illusoria, “la fede solleva le montagne!” montagne d’assurdità. Il riflesso dello specchio é solo l’immagine che abbiamo di noi, deformata dall’istinto coerente e riparatore -
Hanna : Ho sognato dio!
Ingrind : Come?
Hanna : Era davanti a me, rideva e mi parlava, di cose inconsuete.
Ingrind:Com’éra?
Hanna : Donna!
Ingrind: Donna? Se una capra sognasse di dio, quale immagine rappresenterebbe? Dio non é rappresentabile ed é anche inpronunciabile, introvabile e sopratutto insostenibile!
Hanna: Siamo naufraghi senza speranza alcuna? Dimmi di no! rendi questo vuoto superfluo e la speranza viva e ininterotta, poiché io possa continuare il mio cammino.
Ingrind: Sono completamente sprovvista di fede e dunque infelice, la paura di vivere sapendo di andare incontro a una morte sicura, non può rendermi felice.Non ho ricevuto nessuna eredità, ne dio ne punto fermo su questa terra da dove possa attirare la sua attenzione: non mi hanno delegato il furore ben mascherato dello scettico, l’ascia di Siux del razionalista o il candore ardente dell’ateo.Quindi, non oso gettare la pietra a chi crede in delle cose che mi ispirano solo dubbi, nè a chi coltiva il suo dubbio come se questo non lo fosse, anche lui circondato dalle tenebre. Questa pietra colpirebbe sicuramente me stessa , poiché sono convinta di una sola cosa: il bisogno di consolazione nell’essere umano é impossibile da colmare.-
Cicli instancabili percorrono i viaggiatori erranti e accostano le anime perse di questa parte di universo. Hanna prese la sua testa fra le mani e pianse, di un pianto collerico, gettò il suo mantello sulle spalle e finse di non vedere lo sguardo pietoso di Ingrind.Vedendola partire pensò che una notte così chiara si vedesse raramente a Varsavia .Leggerezza dell’anima, inconsolabile karma.
Secondo Dialogo
Il musicante
Jozef : Hai trovato conforto nella meditazione? Il suono allo stato primitivo ?
Musicante: Si! Una sensazione di leggerezza inconsueta pervade l’anima e tutto il corpo, la materia acquista senso e innegabili benefici sono trasmessi verso il corpo.La musica é una vibrazione materiale, sottile, irrilevante per la materia stessa.- Hai letto il vecchio testamento?
Jozef : No! Chi ha ereditato?
Musicante : Il più grande successo letterario di tutti i tempi!
Jozef: Certo! La prova inconfutabile che gli uomini non sono difficili!-
Il musicante era uno degli amici prediletti di Jozef : sposo di Ingrind e padrone di casa.
Fra loro nascevano spesso discussioni legati all’esistenzialismo ed il mistico musicante si scontrava spesso con il
razionale Jozef -
Jozef : Ti ascolto!
Musicante : La sola forma di ateismo autentica é in teoria , la filosofia razionale e critica che rifiuta la pretesa di fondare la vita sull’assoluto; nella pratica di un’etica pragmatica, regolatrice del desiderio nella relazione con se stessi e con gli altri .
Jozef: In cosa, voi esseri mistici che affermate l’incomprensibilità assoluta della divinità, vi distinguete dagli scettici e dagli atei che pretendono la causa di tutto sconosciuta e illeggibile? E ancora, questa storia di anima, entità invisibile, inverificabile e talmente aleatoria … certo bisogna riconoscere che é un’invenzione formidabile e non é la sola, tutta la religione é costruita su un sistema d’affermazioni dello stesso genere, impossibile da dimostrare e dunque innegabili, consolatrici e terrificanti, ma là dove siamo obbligati ad ammirare è nell’affermazione di una specie animale (la nostra) che è solamente in apparenza simile alle altre per il suo aspetto e per la materia di cui é composta, ma che essa e solo essa possiede una cosa essenziale e sublime, immortale sembrerebbe, che le altre creature di carne e ossa non hanno, che questa entità invisibile é il suo vero “io” che sopravvive a tutto, il resto: solo vili spoglie destinate alla putrefazione.Questa scintilla divina la rende non solamente superiore alle altre specie viventi, ma sopratutto differente nell’essenza in quanto venendo dalla natura stessa di dio, questo le da diritto di vita e di morte su tutto ciò che vive! Mi viene da pensare al buon vecchio colpo della razza superiore.
Musicante: In queste ultime settimane, mi sono dedicato allo studio del quintetto in la maggiore di Schubert. Si tratta di un opera non breve e strutturalmente tutt’altro che elementare, la frammentazione degli ultimi tre movimenti, rendono apparentemente più breve il percorso e presentano il nuovo sotto una luce di familiarità che invita alla scoperta.
Jozef : Die Forelle ! ( La Trota )
Musicante : La difficoltà d’esecuzione, che non é mai troppo modesta, si serve più della brillantezza che del virtuosismo, come mezzo d’eccitazione gioiosa, senza ombre, conforto quindi senza inquietudini.
Jozef : Mi pare che abbia un pò perso, quello spirito mozartiano delle prime composizioni, la quinta sinfonia ad esempio: questo spirito soave e tenero che pervade l’aria e che si ritrova nel più recente:”Adagio e rondò concertante”, considerata a torto secondo me, un opera minore.
Musicante :È il ruolo fondamentale del pianoforte, detto appunto “Concertante”, che ispira l’intero discorso musicale. Se congede una sorta di dialogo agli archi nell’introduttivo e poetico “Adagio”, li relega in seguito ad un ruolo subalterno, quasi da sfondo armonico. È in questo secondo movimento che si coglie il piglio mozartiano dei temi.
Jozef : Tipicamente schubertiane però, mi sembrano le concatenazioni armoniche, che conferiscono elementi di sorpresa e vitalità .
Musicante : Come và Ingrind ?
Jozef : Và, le donne cercano sempre un motivo per affermare la loro evidente superiorità.
Musicante : Sentimenti di castrazione? hai voluto una donna intellettuale?
Jozef : L’importanza dell’elemento femminile, é relegata spesso a sporadiche manifestazioni intellettive. Bisognerebbe cogliere per un istante, l’essenza animalesca dell’attrazione o la comunione dei sensi: Perchè relegare l’accoppiamento di due esseri che si amano o che si bramano e che a volte si odiano, ad un volgare atto carnale? La condizione di divieto nella vita erotica delle donne é paragonabile al bisogno sentito dagli uomini di degradare l’oggetto sessuale.Il fatto che il freno messo alla vita sessuale dalla civiltà comporti una tendenza universale a degradare gli oggetti sessuali, ci porterà forse a volgere lo sguardo verso gli istinti stessi.
Musicante : Teorie freudiane? A questo proposito possiamo dire che la corrente ascetica della cristianità ha creato per l’amore valori psichici che l’antichità pagana non era mai stata capace di conferirgli.
Jozef : Si ma con quali risultati? La lotta contro la tentazione libidica?
Musicante : Per accrescere la libido,servono degli ostacoli! Ai tempi in cui non vi erano difficoltà che ostacolavano l’appagamento sessuale, per esempio durante il declino delle civiltà antiche, l’amore perdeva ogni valore e la vita diventava vuota -
La guerra delle frontiere contro le milizie ukraine nel sud-est della Polonia, si concluse.
Lo sforzo adoperato per ritirare l’Ukraina dell’est alle grinfie dei bolscioviti, avrebbe potuto costare la perdita dell’indipendenza appena acquisita. Nell’agosto del 1920, i bolscioviti avanzarono sino alle porte di Varsavia, ma un intervenzione militare sapientemente orchestrata da Pilsudski, mise in fuga il nemico e salvò la nazione da una capitolazione certa.
Negli anni seguenti, Hanna raffinò sempre più il suo talento di scrittrice, ottenendo consensi critici fino al quel momento riservati agli scrittori. Riconosciuta per il suo talento anche in altri paesi d’europa, si prodigò per promuovere i più talentuosi artisti Polacchi. Si fece portavoce della cultura del suo paese cercando un’unione fra una tradizione letteraria sonnolente ed un’avanguardista visione umanesimale.
Ingrind fu sempre al suo fianco, sostenendola nelle sue azioni ed attivando le numerose relazioni fra gli intellettuali del paese.
Joseph accettava con sufficiente parsimonia lo stato delle cose, forse avrebbe voluto una moglie meno doverosa nei suoi confronti, più sfrontata, di quella sfrontatezza cosi usuale quando parlava con la sua amica del cuore, ma che assumeva un carattere quasi istituzionale nel suo ruolo di moglie, come a voler mascherare certi pensieri, certe fantasie.
A volte, dichiarandosi geloso, risvegliava in lei la tenerezza e la sensuale padronanza femmina. Si scusava, lei, spegnendo con poche carezze l’istinto maschio, addolcendo cosi, gli umori variabili del vivere.
Terzo Dialogo
La quiete
Hanna : Sapevo delle distanze che ci separono da Parigi, quasi incolmabili, ma sembra che i nostri maggiori artisti abbiano più tempo che talento!
Jozef : Gli artisti hanno poca memoria come le belle donne : fingono di non conoscerti fin dalle prime luci dell’alba.
Ingrind : Hai fatto un buon viaggio?
Hanna: Senza interesse , ai bordi della Senna non hanno mai sentito parlare di Julian Tuwim ne di Jean Lechon, la Polonia è un’aggettivo marginale, buono per qualificare l’inutile.
Ingrind : Maria Dabrowska ha chiesto tue novelle svariate volte.
- Nel decennio successivo, alla fine della prima guerra mondiale, un fenomeno letterario completamente nuovo, invase l’europa, alcune donne scrittrici fra cui: Maria Dabroswka et Hanna Malewska, impressero il loro nome nella storia della cultura polacca ed in buona parte del continente -
Jozef : Ho sentito critiche lusinghiere su di te!
Hanna : Avranno buoni motivi?
Jozef : Hanno un bisogno quasi patriottico d’averli.
Hanna : Io non scrivo così per scrivere.
Ingrind: Corrono voci, di fermenti nazionalisti in Germania.
Jozef : Cosa possiamo temere? abbiamo visto quel che c’era da vedere.
Hanna : La quiete! Ecco cosa possiamo temere, la quiete riparatrice e premonitrice.
Vorrei immergermi in questa quiete, dargli il senso che merita, perturbarla con la mia insistenza. Mi fa paura la quiete, quando si abbassa la guardia arrivano i colpi di mortaio , mi fa paura la coscienza vile di questo continente imbandito di teste coronate, assuefatte ai dettami del fanatismo pseudo-rivoluzionario, farebbero di tutto pur di non perdere la loro bella corona .
Jozef : Esistono movimenti popolari avanguardisti e poi l’anima culturale della vecchia europa!
Hanna: L’anima culturale dell’europa é una puttana! Viaggia sull’asse Berlino-Roma contempla il nostro sedere da Stalingrado a Vienna e si compiace della propria inerzia.
Ingrind : Resti a cena?
Hanna : Farò del mio meglio!
- Troppo quieta era la stagione, anche se non priva di fermenti. Varsavia, l’amata, mostrava la sua coscienza; le donne hanno imparato a combattere, usano altre armi ma come potranno salvare questa patria? dal furore arrogante, dallo scempio, dall’orrore dei pianti immacolati ; la quiete, fra le ombre si insinuava la bestemmia , irreparabile, la quiete -
Ingrind : Ho pensato per un attimo che tu mi avessi scordata, la mia anima persa nel dubbio era completamente incapace di giustificare o forse la mia mente é inadatta al dolore.
Hanna: Riportami in quel giaciglio di fiori d’arancio dove é nato il nostro amore, ricordami che siamo caduti per caso e mai più, mai più ci indurranno in tentazione!
Ingrind : Vorrei sentire le tue labbra ancora contro le mie per il tempo di una vita, addizionarsi al sapore familiare della tua saliva, al profumo del tuo corpo al dilatarsi ritmato delle tue narici, sconvolgere la quiete di questa stanza e impregnarla di gemiti ed odori primitivi.
Hanna: Io so del tuo amore, ne riconosco il nome e la forza rigeneratrice, conosco il tuo essere, perché ne faccio parte io stessa, é sconvolta l’anima mia, in perdizione.
-Ingenuamente protesa verso l’istinto sensoriale, una delle donne porse il calice del piacere alla bocca dell’altra, che insistentemente la dilettò con giochi orali, accarezzando il suo con delicatezza femminile -
Ingrind: In un’altra vita, ero un pittore!
Hanna: Ed io la tua tela!
Ingrin :”Non ridere di me!
Hanna : Scusa!
Ingrind: Trascendere dal reale o presupposto tale, innamorarsi di se stessi, ecco il primo passo verso il nirvana! Ma la coscienza é reale? La vita é sogno! Di cosa abbiamo coscienza? Nascere e morire, la realtà é un’equazione così elementare da inibire l’esistenza stessa: siamo naufraghi, senza principio ne fine!
Hanna :Siamo sempre le solite ricercatrici di verità, come se alle questioni corrispondesse sempre una risposta. La filosofia dovrebbe elucidare certi concetti primordiali, renderne trasparente l’essenza stessa ma in realtà non é riuscita à rimpiazzare nemmeno la più bassa e inconcludente delle espressioni religiose .
Ingrind: La verità é davanti ai nostri occhi, così ben mascherata da non vederla, così evidente da negarla, inconfutabile e inaccettabile per questo mondo! -
La notte si impossessò dei pensieri detti e di quelli immaginati , sfiorò con alcuni lampi di luna, i corpi delle due donne ancora nude e distese, quasi a reclamare una parte di verità o ad insinuarne il riposo. Si sciolse l’elettrico germoglio del piacere conversativo, con certezze nuove ed antichi dubbi. La consapevolezza dell’essere, l’appartenenza cosmica a questo inevitabile ciclo di vite.
New York, Marzo 2006 – non finito
Tutti i diritti letterari di quest’opera sono di esclusiva proprietà dell’autore
Nome: Fabio
Cognome: Guzzardi
Regione di residenza: New York (U.S.A.)
Email: ladivco@hotmail.com
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 30 dicembre 2008
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