Ingenuità
E così l’ingenuità prese la penna in mano e iniziò a scrivere d’amore.
Forse solo lei poteva esserne davvero capace. Solo forse con l’ingenuità di chi sa stupirsi, di chi sa meravigliarsi, di chi sa emozionarsi, si può parlare d’amore.
Solo con l’ingenuità di un bambino che ha ancora tutto da scoprire e da vivere, si può parlare d’amore.
Nitzche raccontava la metamorfosi delle persone: da cammello a leone, da leone a bambino. Oltre a essere la metamorfosi dell’uomo in generale, è anche un po’ quella che un uomo deve subire per amare veramente. Il cammello può amare, ma non verrà amato. Subirà, e un giorno, dopo tanto subire, si stancherà di tutto ciò che gli è capitato. Capirà che non è giusto che venga trattato così, e allora deciderà di prendere in mano la sua vita. Diventerà leone. Ma il leone è l’estremo opposto. Il leone che attacca, che non si rilassa un attimo, che intento a mantenere la sua supremazia si perde il bello delle cose. E così deciderà di abbandonarsi alla vita, all’amore. Divenendo bambino. Ingenuo. Pronto a dare e a ricevere amore. Pronto a piangere, a sorridere, a sentirsi vivo. pronto a lottare per qualcuno in cui crede. in cui punta tutto anche se il resto del mondo dice di no e lo guarda attonito. Perchè con la sua ingenuità, il bambino non ha paura di perdere tutto. Il bambino non ha nulla da perdere se è il prezzo da pagare per avere ciò che vuole.
Solo con ingenuità si vede tutto nell’altro.
Perchè amare è questo. perdersi con ingenuità nell’altro.
Non è stupidità. Potrebbe apparire agli occhi di persone scettiche, che forse col tempo hanno smesso di credere all’amore, stanche di cercarlo e non trovarlo.
L’ingenuità è coraggio, è follia, è … l’amore. Ingenuità e amore vanno a braccetto un po’ da sempre. Un po’ per sempre.
Questo articolo è stato scritto da Francesca Strufaldi il 27 marzo 2009
2 commenti
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mi piace un sacco
E’ vero … condivido