Intervista allo scrittore Christian Agostino Dilorenzo

Nome: Christian Agostino
Cognome: Dilorenzo
Regione di residenza: Puglia
Email: chrisdilorenzo@libero.it

Intervista (06/2010)

D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

R) Mi chiamo Christian Dilorenzo, ho 21 anni e sogno di diventare uno scrittore, come tanti esordienti anch’io sogno di emergere. Mi sono avvicinato al mondo della scrittura per sconfiggere la mia paura più grande: essere dimenticato dalle generazioni future.

D) Qual è stato il suo percorso di studi?

R) Ho conseguito il diploma di ragioniere programmatore con il massimo dei voti, ed ora frequento il secondo anno del corso di laurea in economia e commercio presso l’Università degli Studi di Bari.

D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?

R) Ho iniziato a scrivere quando avevo sette anni. Prima ho cominciato a comporre versi, poi da qualche anno mi sono affacciato al mondo della prosa. All’inizio la scrittura era solo un passatempo, un modo per mettermi alla prova, per vedere se riuscivo a creare qualcosa di speciale; poi è diventata una passione, un bisogno, uno dei pochi piaceri della vita che ho imparato ad amare e a concedermi.

D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

R) La scrittura è il mio modo di comunicare, di confessare i miei segreti, le mie paure, per dare sfogo a quel dolore che nemmeno le lacrime, a volte, riescono a cancellare. È il mio rifugio dal mondo, una realtà che cerco di cambiare con questo strumento potente che è la scrittura.

D) Quali sono i suoi libri del cuore?

R) Il ritratto di Dorian Gray, Il signore degli anelli, Il piccolo principe, Siddharta, When we were very young.

D) E quelli che non leggerebbe mai?

R) Quelli di Federico Moccia.

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

R) Il ritratto di Dorian Gray

D) E quello che meno le è piaciuto?

R) La versione di Barney

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

R) La Puglia è una terra stupenda, ricca di sapori, profumi, colori, che purtroppo spesso non sa valorizzare ciò che possiede. Ci vivo benissimo, anche perché la maggior parte delle persone si dimostra accogliente e socievole.

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

R)Trovare qualcosa che mi piaccia è veramente difficile. Sono tante, invece, le cose che non mi piacciono. Per esempio il fatto che non si dia abbastanza visibilità e credito agli scrittori emergenti. Mi riferisco soprattutto alle grandi case editrici che difficilmente pubblicano tali scrittori. Eppure in giro ce ne sono alcuni davvero bravi. Forse perché questa è l’Italia degli “anziani”, per i giovani si fa poco e male, nessuno crede in noi e lotta con noi per i nostri sogni.

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

R) Mi piace il fatto che sempre più persone si stanno avvicinando al mondo della lettura. Quello che mi dispiace è vedere le nuove generazioni detestare la scuola, in modo convinto e a volte violento. Il panorama della scuola italiana è uno scenario che fa acqua da tutte le parti; nessuno è capace di porvi rimedio, eppure secondo me le misure da adottare sono abbastanza chiare. La scuola purtroppo viene vista come un dovere, un’imposizione. Pochi riescono a capire che si tratta di un privilegio che a molti ragazzi, basti pensare ai paesi in via di sviluppo, nemmeno è concesso.

D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?

R) Ho iniziato sottoponendo il mio manoscritto al mio professore di lettere delle superiori, non tanto per ottenere delle correzioni, quanto per avere un giudizio obiettivo. Poi ho cominciato a inviarlo ai piccoli editori. Non ho nemmeno tentato di inviarlo alle grandi case editrici. Poi visto che i contratti che mi proponevano erano più o meno simili e i costi andavano crescendo, ho deciso di pubblicarlo con il centro culturale della mia città.

D) Cinema: qual è il suo film preferito?

R) Mrs Doubtfire, una storia che tocca il cuore ogni volta che lo si rivede. Robin Williams è uno dei miei attori preferiti.

D) Musica: la canzone del cuore?

R) “Un senso” di Vasco Rossi.

approfondimento NARRATIVA

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

R) No.

D) Ritiene siano utili?

R) Si.

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

R) Riuscire ad individuare le sottili differenze tra i vari stili e rispettarli nelle proprie stesure secondo le regole della scrittura narrativa.

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?

R) Scrivo al computer semplicemente per ritrovarmi con un manoscritto già in formato digitale; non nego però che molte idee le appunto su un bloc-notes per poi inserirle dove ritengo più opportuno.

Amo scrivere di notte, in solitudine, lasciandomi sopraffare dal quel silenzio che regna quando tutti vanno a dormire.

Il mio modo di scrivere è molto particolare, in quanto ogni singola frase nasce da un’emozione. Quando scrivo ascolto diversi generi musicali e a volte non riesco a finire un capitolo semplicemente perché non riesco a trovare la colonna sonora adeguata alle parole, o meglio, adatta alle emozioni che voglio suscitare con le parole.

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?

R) “Regalami un sogno” è tratto da una storia vera, ovviamente un po’ romanzata. Stavo guardando un famoso programma televisivo quando mi è venuta in mente l’idea.

Ho iniziato a scrivere tanti romanzi, usando per ognuno un genere diverso, eppure non sono mai riuscito a completarne uno. Con “Regalami un sogno”, il mio romanzo d’esordio, è nata una sfida che per fortuna sono riuscito a vincere.

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?

R) Per me raccontare una storia significa innanzitutto renderla parte di me, cioè riuscire ad immedesimarmi nei personaggi che ne diventeranno i protagonisti. Raccontare non significa semplicemente scrivere o descrivere qualcosa, io cerco ogni volta di toccare il cuore del lettore, sfiorando la sua sensibilità.

D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?

R) Preferisco il romanzo.

D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?

R) Il racconto è in genere una narrazione breve, con pochi personaggi e con una trama molto semplice, senza intrighi complessi e ampi flashback.

Il romanzo è una narrazione ampia, che permette di dar vita ad una storia avvincente, intricata, permette di sviscerare i personaggi non solo sotto un profilo fisico , ma anche psicologico. Il romanzo è eterno. Il racconto, invece, è fatto per essere letto ed apprezzato sul momento.

D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?

R) Non è stato facile. “Regalami un sogno” è un titolo che, nonostante si ricolleghi al tema centrale del romanzo, rappresenta un mio appello. Nel titolo sono io che chiedo la realizzazione di un mio sogno: essere ricordato dalle generazioni future. Volete sapere in che senso? Be’ l’unico modo per saperlo è leggere il libro…

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

R) Circa un anno e mezzo.

D) Ha vinto premi letterari?

R) Il riconoscimento “il Quadrato”, assegnatomi inseguito alla partecipazione al II Concorso Nazionale di Scrittura Creativa “Antonio Bruni”.

D) Crede nei premi letterari?

R) In alcuni. Sono i lettori che comprano il libro a dargli importanza e non dei semplici premi.

Ha altri progetti in cantiere?

R) Tantissimi. Ho già iniziato a scrivere il mio secondo romanzo. Questa volta mi sono posto un obiettivo e non mi arrenderò finché non l’avrò realizzato.

Il mio obiettivo è sempre quello di essere pubblicato da una grande casa editrice, chissà se qualcuna in futuro vorrà regalarmi questo sogno…

 

2 Comments

  1. calogero catania 3 luglio 2010 at 18:41

    HO LETTO LE DOMANDE E … LE RISPOSTE. Sei un ragazzo molto maturo per la tua età. Complimenti… sono sicuro che diventerai un grande scrittore… devi insistere e continuare così, un giorno o l’altro qlcn investirà sulla tua giovane età e ti darà credito. Ti auguro tanto successo e mi onoro di esserti amico…
    Calogero.

     
  2. Pio raziano 8 luglio 2010 at 22:37

    Hai tutto per esser un grande scrittore… La voglia,il cuore e il desiderio di scrivere faranno di te una delle più grandi figure letterarie dei nostri tempi e quelli che verranno. Ricorda come sei e non cambiare MAI. Bravo

     

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