Intervista a Cinzia Carboni
Intervista alla scrittrice Cinzia Carboni
Nome: Cinzia
Cognome: Carboni
Regione di residenza: Marche
Email: larcodibice@gmail.com
Intervista aprile 2010
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Sono sempre stata una lettrice appassionata e mi è sempre piaciuto scrivere, ma ci sono voluti tanti anni per raggiungere una maturità di pensiero tale da portarmi a scrivere un intero libro.
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Liceo scientifico.
D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) E’ stato solo nel 2002 che conseguentemente alla improvvisa morte di mio figlio ventenne, ho cominciato a scrivere un diario liberatorio di quella terribile esperienza. E’ nato così “Jolly per sempre”, il mio primo libro
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Tanto. Principalmente esprimere il mio modo di vedere la vita, creando o raccontando la storia di altre vite.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) Ricordi di scuola ( G. Mosca ). Lettere a un bambino mai nato ( O. Fallaci ).
Vita ( M. Mazzucco )
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) Tutti quelli di genere horror
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) Venuto al mondo ( M. Mazzantini )
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) Non saprei.
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Appassionato, visto che ho la fortuna di vivere in una regione bellissima e ricca di storia.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) Non mi piace perché è ristretta a pochi marchi di grande visibilità che si interessano più ai personaggi famosi che agli scrittori di qualità. Per gli altri ci sono poche opportunità. E’ un po’ come in banca, ti danno credito solo se sanno che hai già ricchezze di tuo.
D) Cosa le piace e cosa non le piace de panorama culturale italiano d’oggi?
R) La cultura è una bella parola di cui troppi si riempiono la bocca. A scuola poi viene ridotta a pochi, indispensabili schemi, senza insegnare il gusto dell’approfondimento e il piacere per il conoscere. Di quale cultura stiamo parlando?
D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Ho scritto una bellissima storia, non potevo tenerla solo per me. Sapendo che non avrei trovato un editore importante in grado di gestire la pubblicazione e la vendita come avrei voluto, sono andata in tipografia e ho speso tutti i miei risparmi, ma ora sono molto contenta di averlo fatto.
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) Armageddon
D) Musica: la canzone del cuore?
R) Feeling ( Albert Morris )
approfondimento NARRATIVA
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) No.
D) Ritiene siano utili?
R) No.
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Non ritengo sia complesso narrare, anche se ci sono regole che, per strutturare meglio il racconto, è bene non perdere mai di vista.
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Scrivo solo a penna su carta e poi ricopio al computer. Di giorno ma in totale solitudine. A volte inserisco un sottofondo musicale classico a volume bassissimo.
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) Ho condotto una ricerca su una poetessa (Bice Piacentini Rinaldi ) della mia città che è vissuta tra l’800 e il ‘900 e mi sono accorta che la sua vita è stata come un romanzo e che sarebbe stato bello raccontarlo agli altri.
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Scoprirne l’anima e renderla eterna.
D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Entrambe.
D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Il racconto è senz’altro più semplice e di solito si basa sulla narrazione di una storia vissuta o verosimile, limitandosi ad esporre gli eventi.
Il romanzo è molto più strutturato e ha bisogno di un’ampia preparazione sugli argomenti che formeranno la storia.
D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) “L’arco di Bice” è un elemento architettonico realmente esistito a San Benedetto del Tronto, nato, vissuto e morto insieme a Bice, la protagonista del racconto, ma è anche un simbolo metaforico che unisce la storia di 3 secoli di vita.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Ho impiegato 3 anni per la ricerca storica, più uno per scriverlo.
D) Ha vinto premi letterari?
R) Non ho mai partecipato.
D) Crede nei premi letterari?
R) Si, ma non in tutti.
Ha altri progetti in cantiere?
R) Si, ma dovrà passare un
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 14 aprile 2010
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