Intervista a Claudio Barbero

Intervista allo scrittore Claudio Barbero

Nome: Claudio
Cognome: Barbero
Regione di residenza: Liguria
Email: claudio.barbero@alice.it

 Intervista

D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

R) Sono molti anni che mi dedico alla scrittura, solo per piacere personale. Poi con l’avvento dell’informatica mi sono deciso di far conoscere i miei lavori agli editori.

 

D) Qual è stato il suo percorso di studi?

R) studi di scuola superiore ad indirizzo di elettronica….. che a dire il vero poco ci azzecca con i mie romanzi

 

D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?

R) per gioco e per passione circa una decina di anni fa, poi spronato dagli amici ho cecato un editore che credesse in ciò che scrivo.

 

D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

R) Evadere dalla realtà, vivere una seconda vita……

 

D) Quali sono i suoi libri del cuore?

R) Tanti, in gene sono romanzi storici.

 

D) E quelli che non leggerebbe mai?

R) Difficile dirlo, leggo un po’ di tutto, dalle etichette delle bottiglie ai tomi voluminosi delle biblioteche.

 

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

R) Sono due I pilastri della terra e Mondo senza fine.

 

D) E quello che meno le è piaciuto?

R) Sul momento non saprei dire

 

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

R) Amo la Liguria e adoro l’Italia intera

 

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

R) I piccoli editori puntano sui nuovi autori, ma anche loro hanno ben poco spazio, i grandi editori pensano solo agli autori affermati non dando spazio ai giovani, poi ci sono le case editrici a pagamento (tanto promettono e poco fanno), capisco quegli editori che chiedono un minimo di contributo, perché le spese sono elevate e i rischi posso essere alti tenendo presente che si presentano a decine e decine per far pubblicare le loro opere. Insomma c’è qualcosa da rivedere e forse le cose per i giovani esordienti andrebbero meglio.

 

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

R) Mi piace il fatto che molti si sono avvicinati alla scrittura e che molti giovani stanno attualmente riscoprendo il piacere della lettura, cosa non mi piace è il fatto che ancora ci siano tanti stereotipi sul fatto “è italiano non è bello….è straniero è bello” riscopriamo la cultura italiana!

 

D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?

R) Con tanta ricerca e tanta pazienza, Dopo aver inviato i mie manoscritti a decine di case editrici ho atteso parecchio, ma dopo circa sei mesi ho ricevuto a casa tre contratti, avevo solo l’imbarazzo delle scelta.

 

D) Cinema: qual è il suo film preferito?

R) Normalmente mi piacciono i film storici

 

D) Musica: la canzone del cuore?

R) Amo tutte le canzoni di Battisti e De Andrè

 

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

R) No, sono un autodidatta

 

D) Ritiene siano utili?

R) Fino ad un certo punto, la creatività penso sia un dono naturale.

 

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

R) Non saprei, tutto può sembrare complesso per chi non scrive, per chi invece si dedica alla scrittura sembra tanto naturale.

 

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?

R) Normalmente su pc o palmare, scrivo ovunque anche quando la fila dal dentista, quando mi viene in mente qualcosa lo scrivo subito, poi lo elaboro a casa con calma.

 

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?

R) Non saprei, a volte le idee vengono per caso

 

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?

R) Cerco di portare il lettore al di fuori della realtà, farlo vivere nella storia., chi legge deve per un po’ mettere da parte i problemi quotidiani e rilassarsi, cerco di dare questo stimolo e spero di riuscirci.

 

D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?

R) Il romanzo, è più avvincente

 

D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?

R) Il racconto deve raccontare brevemente una storia (il più delle volte vera) brevemente in modo semplice, il romanzo è più articolato, suddiviso in capitoli ove si possono raccontare più storie che si intrecciano tra loro, con descrizioni più accurate estorie arricchite di particolari, abbellite (romanzate insomma)

 

D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?

R) Ho buttato giù un elenco di vari titoli possibili ed ho fatto scegliere agli amici, credo molto nei pareri dei lettori.

 

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

R) Circa 4 mesi. In meno di due anni sono al 4° libro (altri due sono nelle mani di due case editrici)

 

D) Ha vinto premi letterari?

R) Non ho partecipato a premi letterali

 

D) Crede nei premi letterari?

R) Un mio amico ne ha vinti parecchi e mi ha detto che servono a ben poco (parole sue)

 

Ha altri progetti in cantiere?

R) Molti, dopo il 4° vado avanti. Ogni libro nuovo e legato in qualche modo a quello precedente.

Sono partito dall’anno 1000 e voglio arrivare ai giorni nostri, ora sono al 1350. La strada è ancora lunga.

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