Intervista a Claudio Foti
Intervista allo scrittore Claudio Foti
Nome: Claudio
Cognome: Foti
Regione di residenza: Lazio
Email: Info@claudiofoti.com
Intervista (aprile /2009)
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Scrivo per divertimento ma anche per lavoro. Mi piace creare sempre storie nuove, mondi completi e soprattutto credibili. Questa, secondo me, è la cosa più importante: creare un mondo, una storia, una vicenda credibile. Riuscire a sospendere l’incredulità del lettore qualsiasi cosa si stia narrando.
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Liceo Linguistico e poi laurea in Giurisprudenza.
D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) Ho iniziato tanto tempo fa, ma una svolta più seria è accaduta nel 1994 appena laureato. Perché ho iniziato? Senza voler essere superbi, ma neanche ipocriti, devo confessare che ho cominciato a scrivere storie fantasy perché all’epoca non ce ne erano molte disponibili nelle librerie e spesso quei pochi romanzi che trovavo non mi piacevano.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Divertimento e soprattutto evasione. Mi calò completamente in una realtà di carta e inchiostro cercando di renderla viva. Un po’ come un viaggio forse, nel passato, nel presente e nel futuro.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) Molti, moltissimi: Il Signore degli Anelli, ma anche la saga dei Guardiani del Giorno di Lukjianenko, senza escludere poi la saggistica e i romanzi storici, sono davvero troppi per citarli tutti.
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) Le storie d’amore fini a se stesse o libri come I love Shopping, ecc ecc.
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) Il Ritorno dell’assassino di Robin Hobb
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) Non ricordo.
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Buono, come per tutto il resto del mondo.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) Editoria italiana? Credo sia meglio soprassedere su questo punto in quanto il mio giudizio non può essere che negativo. Si pubblicano traduzioni di autori stranieri e ben pochi di quelli italiani, che poi sono solo personaggi dello spettacolo. Oggi prima di diventare scrittore si deve diventare personaggio, questo è quello che conta. Conta se si ha una storia strappalacrime alle spalle, conta questo per emergere, il fatto che la gente si ricordi il tuo volto o il tuo nome non tanto per come scrivi e per quello che crei, conta apparire, tutto qui. Solo in Italia però…
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) Non mi piace la strumentalizzazione di quello che si fa, che è tipica del nostro paese.
D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Con molta fatica, vincendo alcuni premi letterari che mi hanno dato notorietà. Ho pubblicato tre romanzi con editori tradizionali e un paio con Lulu, ad oggi non saprei dire quale dei due canali sia il più conveniente.
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) Non ne ho uno ma se devo scegliere forse: V per Vendetta.
D) Musica: la canzone del cuore?
R) Violeiro Tocador degli Olodum
approfondimento NARRATIVA
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) No.
D) Ritiene siano utili?
R) Si, se sono orientati al genere di chi li frequenta.
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Creare una storia che sia credibile e che non stanchi. Una storia che sorprenda e che sia logica.
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Al computer e non ho alcun rito particolare, l’unica cosa che faccio e mettere una musica in tono con quanto devo trattare e lasciarmi andare. Il giorno e la notte per me pari sono.
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) Come sempre dal caso. Sono come una spugna che assorbe la quotidianità e la trasforma.
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Raccontare una vicenda, fantasy, horror, futuristica, inquietante è un po’ per me evadere dalla realtà.
D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Entrambi ma per motivi editoriali i racconti non vengono pubblicati, quindi ormai scrivo solo quasi romanzi.
D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Il racconto è un gioco di luci ed ombre, deve leggersi tutto d’un fiato sennò lo scrittore ha fallito. Il romanzo è composto da una serie di racconti che si intersecano perfettamente e devono costringere il lettore a sentirsi triste quando il libro è finito.
D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) Ci ho lavorato un po’ su, dico le parole ad alta voce finché non trovo quelle più evocative.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Per scrivere La Lancia di Longinus ci ho impiegato circa un mese. Prima però c’è stato un duro lavoro di ricerca storica e, una volta finito di scriverlo, un lavoro di correzione durato circa un altro mese.
D) Ha vinto premi letterari?
R) Sì, alcuni, alcuni importanti altri meno.
D) Crede nei premi letterari?
R) Solo se non sono a pagamento. Solo se si parla di pubblicazione successiva.
Ha altri progetti in cantiere?
R) Moltissimi. Sono al quarto capitolo della mia saga su Roma nell’anno mille, sto scrivendo due saggi e sono al secondo capitolo della mia saga sui Maya. Le mie attività sono costantemente monitorabili su www.claudiofoti.com
Questo articolo è stato scritto da Claudio Foti il 23 maggio 2009
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