Intervista a Cristina Chiochia
Intervista alla scrittrice Cristina T. Chiochia
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) attualmente collaboro con il maestro Federico Bonsignori ad un genere che ho io stessa creato, le Reading Session, ovvero “poesie in movimento”. Il mio approccio al mondo della scrittura è questo: racconto in un perenne “crossover” di musica, danza, fotografia ed arte i miei personaggi portando poi i miei racconti e poesie su di un palcoscenico. Esattamente come i miei quadri teatrali ed i miei quaderni di personalizzazione.
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Sono diplomata al liceo classico e mi sono laureata in legge (in criminologia), sui serial killer nell’anno accademico 2000-2001. Indagare l’essere umano è stato per me un piacere ed un dovere. In università cominciai a fare teatro, iscrivendomi al CUT.Mi sono anche diplomata attrice professionista 2002 e dal 2007 ad oggi insegno teatro e svolgo attività di coaching teatrale –ho ideato il mio personale metodo che ho chiamato di Theater arbeit in onore di B.Brecht- privatamente e presso la Fondazione Umanitaria di Milano
Nel 2005 ho inciso come corista il CD “i canti popolari e del lavoro”con gli Ariberto Ensamble.
Dal 2002 al 2005 sono stata attrice professionista presso il teatro Ariberto di milano .Dal 1999 sono regista ed autrice di miei spettacoli inediti ed attualmente mi sto iscrivendo alla sezione DOR della SIAE. Ma è con la mia qualifica di esperta in formazione individuale e di gruppo che i miei libri hanno preso vita, cosi come la mia carriera di docente. Con la PERSONALIZZAZIONE.
D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R)Scrivo dall’età di 8 anni. Il mio primo racconto è entrato nella biblioteca di classe in quarta elementare. Si intitolava “la via della gioia”. Le poesie sono arrivate subito dopo, alle scuole medie. Insieme ai miei primi racconti. Tutti d’amore. Nel 1999 ricevo un diploma di merito in poesia e la pubblicazione di 5 mie poesie in una raccolta di giovani poeti “ l’autodidatta” e metto in scena il mio primo spettacolo teatrale totalmente inedito e scritto da me .Nascono i quadri teatrali. Dal 2004 al 2007 organizzo eventi e spettacoli dal vivo per l’Associazione Culturale Pensieri e Poesie di Piazza Armerina (Enna ) che io stessa ho fondato. Mi occupo del concorso di poesie dedicato alla memoria di un Tenore. Da allora creo il genere “reading session” e contamino in un continuo “crossover”la mia scrittura.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) aprirmi al mondo.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) tutti i libri di richard bach, in assoluto.
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) purtroppo li ho letti ma non li considero neppure “libri”: quelli di tutti i totti e di tutti gli altri calciatori e veline.
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) Max ed Helen, è l’unico dossier che Simon Wiesenthal, il cacciatore di nazisti, ha deciso di chiudere per sempre senza assicurarlo alla giustizia, parla d’amore, dalla prima all’ultima pagina. Perche’? Non vi dico altro, dovete leggerlo!
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) SE leggo un libro fino alla fine, riesco sempre a trovare qualcosa che riesce piacermi…
LA domanda giusta è “quello che non sei riuscita a finire?” La risposta è sicuramente tutti i triller, l’ultimo tentativo è stato L’ipnotista di Lars Kepler.
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Provengo dal profondo nord (piemonte) ma ho origini dal profondo sud (lucania e puglia). Sono sempre vissuta a Milano. Milano è la mia città. La lombardia la mia terra?. Non saprei rispondere a questa domanda. La mia terra è l’Italia anche se ora sono Europea. ED il mio rapporto con l’Italia è
Fantastico. Come il mio rapporto con l’Europa.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) Sono stata ospite dalla piccola e media editoria indipendente per la presentazione di un libro sui serial killer. Ne ho approfittato per farmi un’idea del settore. L’editoria è viva. Sono le basi su cui l’editoria si fonda che sono precarie.
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) Adoro tutti questi cambiamenti repentini.
La cultura vive di cambiamenti. Purtroppo siamo in un periodo dove si abbatte prima di costruire.
Non mi piace vivere proprio in questo periodo la mia arte. Perche’ non ha spazio per essere amata ed apprezzata.
D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Grazie ad un amico poeta nel 2009. Pubblicò con http://www.ilmiolibro.com/ dopo una pubblicazione a pagamento. In quel periodo una piccola casa editrice mi offri la pubblicazione senza ISBN. Optai per la pubblicazione online. Mi sentii molto italo svevo!
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) non amo il cinema. E’ un’evasione notturna per me. Non ho un film preferito.
D) Musica: la canzone del cuore?
R) tutte quelle che mi danno emozione.
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) si, uno , al museo della macchina da scrivere di Milano. Mi piacque molto. Ma per divertirmi, non per migliorare la mia arte.
D) Ritiene siano utili?
R) assolutamente no per imparare un proprio stile. Assolutamente si per esercitarsi stilisticamente. Ma sono se veramente dotati di talento. Se no sono inutili.
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Costruire personaggi credibili. La nostra narrativa non ha grandi personaggi. Non ci sono Madame Bovary.che animano la scena narrativa italiana. Credo sia dovuto alla netta separazione tra scrittura narrativa italiana e le altre arti. Cosa che invece in altri paesi europei non esiste.
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Dipende da cosa scrivo. Scrivo su carta con stilografica le poesie. I testi teatrali rigorosamente al computer, sia le reading session che i quadri teatrali. Scrivo di giorno per il teatro e di notte per la narrativa poetica e non. In solitudine per il teatro, fra persone le poesie. Dal momento che scrivo prevalentemente d’amore, fra le altre persone, la persona che amo. Riti particolari? Si.
Ne ho solo due.
Per il teatro scelgo rigorosamente una canzone e la riascolto fino a quando non ho terminato il mio lavoro. Diventa l’ossessione delle mie immagini narrative.
Per la poesia scrivere su carta e con stilografica.
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) Per ora ho pubblicato tre libri della collana “PERSONALIZZAZIONE”. Ho chiamato i miei libri “personalizzazione” perche’ partono tutti dalla mia esperienza di docente: personalizzare un percorso significa infatti adattare i traguardi dell’istruzione del tuo alunno (teatrale o scolastico che sia) alla previsione di successo che si ritiene di formulare per ciascun allievo.
“Il crocifisso in classe” ovvero la rubrica di personalizzazione in religione, “il teatro magico” ovvero i miei quadri teatrali attraverso il mio metodo di theater arbeit, “ipogei” ovvero le mie reading session attraverso il crossover.
L’”agenda sessuologica” nascerà dall’esperienza del corso di primo ascolto in sessuologia che conduco dal 2006 alla Fondazione Humaniter di Milano
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) creare dei personaggi credibili.
D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) assolutamente racconto. E’ piu’ duttile per i miei scopi.
D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Il racconto è piu’ breve del romanzo; il romanzo ha bisogno di tempi piu’ lunghi del racconto.
D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) la parola AGENDA rimanda all’azione. La sessuologia al prendersi cura di se…
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Circa 4 anni. Nasce dalle lezioni che ho tenuto negli anni accademici 2005/2006, 2006/2007 , 2007/2008, 2008/2009 presso la fondazione dove sono docente volontaria.
D) Ha vinto premi letterari?
R) No. Non ho mai partecipato. Non credo nei concorsi. Forse perche’ per 3 anni ne ho gestito uno…
D) Crede nei premi letterari?
R) No. Per i motivi che le dicevo.
Ha altri progetti in cantiere?
R) Assolutamente si. E’ un abbecedario di coaching teatrale sul Theater Arbeit .Ma per ora il progetto è top secret.
approfondimento POESIA
D) Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?
R) Dipende da cosa scrivo. Scrivo su carta con stilografica le poesie. I testi teatrali rigorosamente al computer, sia le reading session che i quadri teatrali. Scrivo di giorno per il teatro e di notte per la narrativa poetica e non. In solitudine per il teatro, fra persone le poesie. Dal momento che scrivo prevalentemente d’amore, fra le altre persone, la persona che amo. Riti particolari? Si.
Ne ho solo due.
Per il teatro scelgo rigorosamente una canzone e la riascolto fino a quando non ho terminato il mio lavoro. Diventa l’ossessione delle mie immagini narrative.
Per la poesia scrivere su carta e con stilografica.
D) Quali sono i suoi poeti del cuore?
R) assolutamente il poeta del Cantico dei Cantici della Bibbia
D) Come nasce un suo verso?
R) dalla struttura dei versi stessi. Dalle uguaglianze dei suoni tra i versi.
D) Quanto tempo ci lavora su?
R) una poesia di 25 versi richiede all’incirca 3 giorni di lavoro.
D) Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?
R) il ritmo di luft pause, pause d’aria che arricchiscono il verso. La mia poetica è tutta li.
D) Dove e quando ha scritto il suo primo verso?
R) sul mio braccio destro, con una bic, in biblioteca
D) Cos’è che l’ha spinta a pubblicare le sue poesie?
R) il desiderio di raccontare quell’emozione. Durante la premiazione dopo la pubblicazione, svanì completamente. Anzi, quando passarono per far leggere agli attori la mia poesia, declinai l’offerta.
D) Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?
R) Nessuno. Non è mia abitudine rubare i pensieri di nessuno. E le poesie sono i pensieri di una persona. Forse citerei frasi. Una che avrei voluto dire io è “il potere logora chi non l’ha”. Di Andreotti.
D) Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?
R) Per ora ho pubblicato tre libri della collana “PERSONALIZZAZIONE”. Ho chiamato i miei libri “personalizzazione” perche’ partono tutti dalla mia esperienza di docente: personalizzare un percorso significa infatti adattare i traguardi dell’istruzione del tuo alunno (teatrale o scolastico che sia) alla previsione di successo che si ritiene di formulare per ciascun allievo.
“Il crocifisso in classe” ovvero la rubrica di personalizzazione in religione, “il teatro magico” ovvero i miei quadri teatrali attraverso il mio metodo di theater arbeit, “ipogei” ovvero le mie reading session attraverso il crossover.IPOGEI nasce dall’idea di un qualcosa di ricco e nascosto. Da scoprire. Come la mia poesia.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Circa 6 anni.
D) Ha vinto premi letterari?
R) No, non vi partecipo.
D) Crede nei premi letterari?
R) No. Non ho mai partecipato. Non credo nei concorsi. Forse perche’ per 3 anni ne ho gestito uno…
D) Ha altri progetti in cantiere?
R) poetici da scrivere per ora no.
MA la poesia fa parte di me, della mia anima…quindi ho sempre un progetto poetico..dentro al cuore….
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 2 febbraio 2010
15 commenti
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Carissimi tutti, grazie per le vostre parole..mi sono di grande incoraggiamento! colgo l’occasione di invitarvi alla presentazione del libro a Milano, presso la SALA CINEMA/REGIA della fondazione Umanitaria. Avra’ luogo il 12 Maggio alle 18.30. Vi aspetto!!
Bella la presentazione del 11 -o 12?non mi ricordo -a Milano…soprattutto la mostra dei tuoi bozzetti per i tuoi spettacoli teatrali e la scelta proprio di quella sala! come va il tuo ultimo libro? stai scrivendo altro?Spero abbia tutto il successo che meriti…
un saluto
giuseppe