Intervista a Dana Drunk

Intervista alla scrittrice Dana Drunk Nome: Dana Cognome: Drunk Regione di residenza: Lombardia E.mail: danadrunk@alice.it Intervista (del febbraio 2008) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura Ho 27 anni, sono una poetessa, sono una musicista e sono una lavoratrice precaria. Ho iniziato a scrivere intorno ai 13 anni. Scrivevo canzoni inizialmente, testi e musica. A 15 anni ho incominciato a scrivere poesie e riflessioni. Non ho più smesso. Qual è stato il suo percorso di studi? Ho fatto il liceo scientifico, poi mi sono laureata in scienze politiche, infine ho preso un master

Intervista alla scrittrice Dana Drunk

Nome: Dana
Cognome: Drunk
Regione di residenza: Lombardia
E.mail: danadrunk@alice.it

Intervista (del febbraio 2008)

Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

Ho 27 anni, sono una poetessa, sono una musicista e sono una lavoratrice precaria. Ho iniziato a scrivere intorno ai 13 anni. Scrivevo canzoni inizialmente, testi e musica. A 15 anni ho incominciato a scrivere poesie e riflessioni. Non ho più smesso.

Qual è stato il suo percorso di studi?

Ho fatto il liceo scientifico, poi mi sono laureata in scienze politiche, infine ho preso un master in gestione delle risorse umane.

Quando e perché ha iniziato a scrivere?

Nell’adolescenza, per sentirmi meglio con me stessa, per conoscermi anche.

In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

Scrivere per me significa lasciare che la mia anima esca dal mio corpo per prendere una salutare boccata d’aria.

Quali sono i suoi libri del cuore?

Non ho un genere preferito. Tra quelli che più ho amato ci sono sicuramente: “Cent anni di solitudine”, “L’idiota”, “Il Dio delle piccole cose”, “Sulla strada”, “Lolita”, “Questa storia”, “City”, “Due di due”, “Porci con le ali”.

E quelli che non leggerebbe mai?

Non leggo e non leggerei libri che sono solo operazioni commerciali. Lo stesso vale per la musica e per tutte le altre forme d’arte. Per me ci deve essere onestà artistica da parte dell’autore, il quale deve essere il primo a credere in ciò che dice o in ciò che fa. Senza onestà artistica non c’è arte per me.

Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

“Questa storia” di Baricco.

E quello che meno le è piaciuto?

Non saprei.

Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

Io e la Lombardia non ci assomigliamo molto. Sebbene io non abbia origini meridionali, sono meridionale nell’anima: amo il sole, il mare, la cucina mediterranea, la compagnia, la tranquillità. Io abito in Brianza e devo dire che non ci trovo niente di bello né dal punto di vista geografico, né dal punto di vista culturale e sociale. Ovunque ti giri ci sono fabbriche, nebbia e grigiore. I brianzoli hanno una mentalità ottusa: lavorano tutto il giorno, risparmiano fino all’ultimo centesimo, non mettono mai il naso fuori di casa, diffidano di tutti e poi muoiono… lasciando una montagna di soldi ai loro eredi, i quali a loro volta non se li godranno e li lasceranno ai loro eredi e così via. Da me non si vive, si sopravvive. E le persone come me, che hanno scelto di vivere, non hanno vita facile.

Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

Non mi piace il fatto che arrivi il personaggio televisivo o sportivo di turno, scriva quattro cazzate ed il suo libro si trovi in tutte le vetrine di tutte le librerie. Per contro mi piace che ci sia una minoranza di piccoli editori che bada alla qualità, all’onestà artistica.

Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

Non mi piace il fatto che nel panorama culturale moderno l’arte sia considerata alla stregua di un prodotto che va commercializzato e che dunque debba sottostare alle regole del mercato. Così si rischia l’omologazione e l’omologazione porta alla stasi, alla morte delle anime. Mi piace invece il fatto che ci sia una minoranza che combatte questo sistema con tutte le sue forze… in fondo è dalle minoranze che sono partite le rivoluzioni più importanti.

Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?

Tramite il sito www.autoriemergenti.it dove ho postato alcune mie poesie. Lì ho avuto modo di entrare in contatto con Vera Ambra della casa editrice Akkuaria, la quale ha accettato di pubblicare la mia raccolta di poesie.

Cinema: qual è il suo film preferito?

Uno dei film che più mi sono piaciuti recentemente è “American beauty”

Musica: la canzone del cuore?

Non ho una canzone del cuore. Amo la musica alla follia. Scelgo cosa ascoltare in base al mio stato d’animo.

Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?

Scrivo quando mi viene l’ispirazione. Questo può capitare in qualsiasi momento della giornata ed in un qualsiasi luogo. Di solito scrivo su pezzi di carta volanti che trovo in giro; talvolta mi è capitato anche di scrivere su pacchetti di sigarette. Non seguo nessun rito.

Quali sono i suoi poeti del cuore?

Rimbaud, Baudelaire, Verlaine e Leopardi

Come nasce un suo verso?

Non saprei descrivere il processo creativo, i miei versi escono in modo molto naturale e spontaneo. Mi vengono in mente e li scrivo.

Quanto tempo ci lavora su?

Poco. Scrivo di getto. Dopo un po’ di tempo rileggo ciò che ho scritto e, se sento che c’è qualcosa che non mi convince, faccio un piccolo lavoro di limatura. Ma questo capita poche volte.
Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?

La sintesi di ciò che voglio dire.

Dove e quando ha scritto il suo primo verso?

Ho scritto il primo verso di una canzone a 13 anni in camera mia, mentre suonavo la chitarra. Ho scritto il primo verso di una poesia a 15 anni sul mio diario, mentre ero a scuola.

Cos’è che l’ha spinta a pubblicare le sue poesie?

Il desiderio di comunicare, di condividere con gli altri ciò che sento e penso.

Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?

Ci sono tanti versi celebri che mi piacciono ed apprezzo, ma non ne avrei voluto scrivere nessuno. Non ho interesse ad essere qualcun altro.

Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?

Ho scelto una frase che sintetizzasse l’essenza della mia opera: Cercando luccicanza.

Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

Il titolo mi è venuto in mente in un lampo.

Ha vinto premi letterari?

Non ho mai partecipato a concorsi letterari.

Crede nei premi letterari?

Non molto.

Ha altri progetti in cantiere?

Certo. Sto ultimando un’altra raccolta di mie poesie, che ho deciso di intitolare “Poesie di lotta e rivoluzione”. Inoltre continuo a portare avanti il mio progetto musicale con il mio gruppo, i Krampack. Facciamo pezzi nostri in italiano, genere pop rock elettronico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *