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Intervista a Elena Romanello

Intervista alla scrittrice Elena Romanello

Nome: Elena
Cognome: Romanello
Regione di residenza: Piemonte
Email: elena.romanello@email.it

Intervista 01/2010

D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

R) Mi è sempre piaciuto molto scrivere, da bambina adorai subito il personaggio di Jo March di Piccole donne, ma fino a non molto tempo fa non ero molto costante. Ho scritto per un periodo al liceo, cose ormai perse, ho poi scritto durante e subito dopo l’Università, poi avevo mollato, ma ora complici vari fattori, a cominciare dal fatto che la scrittura è un hobby economico e molto gratificante ho ripreso e mi sono prefissa di farlo con costanza. Scrivo sia racconti e romanzi che fanfiction che articoli.

D) Qual è stato il suo percorso di studi?

R) Maturità scientifica, laurea in lettere moderne con una tesi su Emilio Salgari, poi una qualifica di tecnico multimediale, e dopo un po’ di anni di lavoro un ritorno a scuola sulle vecchie passioni, con un master di giornalismo e un diploma di bibliotecario.

D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?

R) Mi è sempre piaciuto, ma non ho mai avuto gran costanza. Alcuni anni fa ho pensato a qualcosa di economico che mi gratificasse e mi aiutasse a sfogarmi con la creatività, e così ho ripreso.

D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

R) Scrivere è un’attività che mi impegna ormai molto, con la quale mi sfogo, evado, mi interesso a tante cose, imparo a migliorarmi e sono stimolata a tenere la mente sveglia.

D) Quali sono i suoi libri del cuore?

R) Piccole donne di Louisa May Alcott, Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley, poi Il nome della rosa di Umberto Eco, Jane Eyre di Charlotte Bronte, Cime tempestose di Emily Bronte, ma anche la serie di Harry Potter, la trilogia di Gemma Doyle di Libba Bray, Agatha Christie, i romanzi di Joanne Harris, e potrei andare avanti un bel po’.

D) E quelli che non leggerebbe mai?

R) I romanzi di Moccia e in generale i libri scritti dai personaggi vuoti che vanno per la maggiore.

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

R) Forse proprio la trilogia di Gemma Doyle di Libba Bray, un mix riuscitissimo di femminismo, romanzo storico, gotico, paranormale, romanzo di formazione.

D) E quello che meno le è piaciuto?

R) Non mi ha detto gran che La solitudine dei numeri primi: troppo malato, come libro, e alla fine troppo stereotipato.

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

R) La cosa principale che rimprovero alla mia città, Torino, è di non offrire lavori diversi dalla fabbrica classica, ormai in crisi e improponibile. Mi piacciono le montagne vicino alla mia città, e ho amato il vedere Torino trasformarsi comunque da città industriale a città alternativa e culturale. Ma senza un incremento in lavori nuovi, in ambito turistico, museale e culturale.

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

R) Mi piace comunque che ci sia gente che crede in chi legge, proponendo titoli. Non mi piace chi chiede soldi per pubblicare libri o chi pubblica determinati libri solo perché sono di autori, magari non scrittori, che vanno per la maggiore.

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

R) Mi piace che ci sia gente che continua a credere nella cultura, malgrado i tagli dei fondi ad essa dedicata, ho adorato veder nascere nella mia città realtà come il Mao, Museo di arte orientale, o la reggia di Venaria. Non mi piace che ci siano poche opportunità di lavoro, la cultura e l’agricoltura sono fondamentali, sono i due nutrimenti, dall’anima e del corpo. Tutto il resto è superfluo.

D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?

R) Per quello che riguarda i tre libri sugli anime giapponesi editi da Iacobelli, mi sono stata proposti, perché mi sono occupata e mi occupo tuttora di fumetti e cartoni animati. Per altro, ho pubblicato sul print on demand di Lulu due romanzi che avevo pubblicato su Internet, e sto lavorando ad altri progetti. Dico fin da subito no a chi chiede soldi di contributo alle spese di spedizione.

D) Cinema: qual è il suo film preferito?

R) Labyrinth, Creature del cielo, L’attimo fuggente

D) Musica: la canzone del cuore?

R) Il testamento di Tito di Fabrizio de André.

approfondimento NARRATIVA

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

R) Non dal vivo, ma ho letto manuali in argomento on line e cartacei.

D) Ritiene siano utili?

R) Perché no? Quelli virtuali che ho seguito mi hanno dato degli spunti.

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

R)Bisogna saper avvincere, saper reinterpretare i grandi temi in maniera non banale, bisogna saper reinventare le storie, bisogna essere originali, bisogna anche saper osare.

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Scrivo su pc, su carta solo qualche appunto. Scrivo quando capita, di giorno, di sera. Amo la solitudine, adoro la compagnia del mio gatto e basta. Non ho rituali, se non l’attaccare musica mentre scrivo.

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) I saggi mi sono stati commissionati, il romanzo che è in attesa di pubblicazione è nato da un fumetto che amo molto, Mermaid Forest di Rumiko Takahashi.

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Dare spazio alla fantasia, cercando di renderla razionale e coerente. Cosa non facile.

D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Dipende dal periodo. Un anno fa ero tutta per i racconti, ora sono più per i romanzi.

D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Il racconto è un giornalino da sfogliare veloce, ma che deve lasciarti qualcosa. Il romanzo deve avvincerti di più, deve tenerti lì attaccato.

D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) Sono titoli che cerco di rendere immediati, merito del master di giornalismo.

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Da sei a otto mesi, sono abbastanza sbrigativa, e non so se sia un pregio o un difetto.

D) Ha vinto premi letterari?
R) Una segnalazione anni fa al premio letterario Città di Pinerolo.

D) Crede nei premi letterari?
R) Per l’autostima sono utilissimo e almeno servono a farsi conoscere.

D) Ha altri progetti in cantiere?
R) Certo. Sto finendo un romanzo che avevo iniziato nel mio sito, Le eredi di Bastet, poi conto di riprendere con le fanfiction, per un progetto su una virtual season di X-Files, e poi ho in programma vari urban fantasy. Conto inoltre di scrivere anche altri saggi.

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Scritto da il 14 gennaio 2010. Tematica: Interviste,Piemonte.

4 commenti per Intervista a Elena Romanello

  1. Elena Romanello

    17 maggio 2011 a 20:16

    La scrittrice mediocre ha pubblicato tre saggi sui manga che hanno venduto parecchio, ha appena fatto uscire un romanzo per Anguana edizioni, ne ha in uscita un altro per Teke, e si è giusto imparolata per fare altri sei libri, tra saggi e romanzi.
    Meno male che è mediocre, almeno così riesce ad avere una vita, non come certe personcine che passano le loro nottate a postare stupidaggini in siti penosi.
    La scrittrice mediocre ha una vita piena e gratificante, non come quel gruppetto di sfigati che sanno solo criticare gli altri.
    Ah, un consiglio, cambiate nome al vostro squallido sitarello, rievoca troppo un certo partito che sta cominciando a prendersi le batoste…

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