Intervista a Emilio Sarli

Intervista allo scrittore Emilio Sarli

Nome: Emilio
Cognome: Sarli
Regione di residenza: Campania
Email: emiliosarli@hotmail.it

Intervista (aprile 2009)

D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Sono avvocato e dirigente di un ente; vivo e lavoro in Provincia di Salerno e seguo le questioni territoriali sotto il profilo storico, giuridico e ambientale. Questa mia propensione mi porta spesso a contatto con vicende locali o nazionali, da cui nasce lo spunto del raccontare; del narrare storie e profili di persone dentro contesti paesaggistici ed emergenze particolari che diventano metafore delle problematiche del nostro tempo sul clima che cambia, sull’esaurimento delle risorse naturali, sull’informazione, sui comportamenti delle Istituzioni.

D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Ho conseguito il diploma di liceo scientifico e la laurea in giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano.

D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) Ho sempre avuto passione per la scrittura. Sin dai tempi scolastici ho proposto scritti vari per giornali e riviste. Nel 2001 ho pubblicato il mio primo libro, un saggio sulla storia della bonifica nella valle del Tanagro.

D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Per me scrivere significa anzitutto scavare dentro di me; poi, raccontare quello che non si riesce a comunicare con le parole; infine, seminare parole nei problemi del nostro tempo, quale forma di impegno civile.

D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il Deserto dei Tartari di Buzzati, l’Aleph di Borges. Apprezzo specialmente gli scrittori siciliani, da Sciascia a Bufalino a Consolo.

D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) I libri di quelli che raccontano sé stessi, senza mettere le mani nel cuore caldo del tempo che viviamo.

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) Ho recentemente letto il “Tao dell’ecologia” di Goldsmith: un libro eccezionale per comprendere ed interpretare la natura e i suoi ritmi.

D) E quello che meno le è piaciuto?
R) Ho letto qualcuno di quelli che chiamano bestseller: spesso non danno al lettore quello che promettono.

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Cerco di coltivare un rapporto di condivisione con i problemi umani ed ambientali che tormentano la mia Regione, quella che fu la Campania felix.

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) Ho sempre pubblicato con piccole case editrici, che compiono notevoli sforzi per far emergere nuovi autori. La grande editoria la vedo troppo distante perché concentrata su autori già noti.

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) La cultura sta nella ricerca del senso profondo e della qualità vera delle cose. Non deve seguire mode e logiche di mercato.

D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Il mio ultimo libro, “La moresca e la pantera” è stato pubblicato dalle Edizioni Del Poggio: una casa editrice emergente, della quale apprezzo l’impegno e la vivacità del suo Direttore nel far emergere gli autori giovani e sommersi.

D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) La vita è bella di Benigni.

D) Musica: la canzone del cuore?
R) Pensa, di Fabrizio Moro.

approfondimento NARRATIVA

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) No.

D) Ritiene siano utili?
R) Non ho pregiudizi: ritengo che ogni cosa possa essere utile se si ha capacità di discernimento.

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Il rapporto delle parole con il contesto sociale.

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Al computer, di giorno, in solitudine.

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) Mi è capitato di trovarmi nel bel mezzo di una manifestazione ambientalista contro la ricerca del petrolio in Val di Noto: la mia attenzione e sensibilità per le questioni ambientali ed il mio amore per la terra di Sicilia mi hanno suggerito di raccontare delle storie personali e collettive nel mio ultimo libro dal titolo “La moresca e la pantera”.

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Riflettere e far riflettere, nel maggior rigore della parola scritta, sui problemi della società nella quale viviamo.

D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Ad oggi mi sono cimentato con un paio di saggi e due racconti lunghi.

D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Il racconto ha una trama unica ed esclusiva che occorre indagare in profondità. Il romanzo è un groviglio di trame che devono convergere.

D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) Il titolo del mio ultimo libro è: “La moresca e la pantera”. La moresca è una specie del genere del carrubo, pianta sempreverde tipica del ragusano. Nel racconto simboleggia il verde, ossia la difesa della natura, dell’ambiente, del paesaggio. La pantera è la metafora della crescita irrefrenabile, di uno sviluppo che non conosce limiti.

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Dopo averlo pensato nella mia mente, ho impiegato circa sei mesi per scriverlo e rivederlo.

D) Ha vinto premi letterari?
R) Il libro ha conseguito il 2° posto per la narrativa edita al premio letterario Città di Bellizzi.

D) Crede nei premi letterari?
R) Rappresentano un modo per farsi conoscere e conoscere altre persone che perseguono interessi letterari.

Ha altri progetti in cantiere?
R) Vorrei proseguire nel raccontare storie d’ambiente.

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