Intervista a Enrico Arlandini
Intervista allo scrittore Enrico Arlandini
Nome: Enrico
Cognome: Arlandini
Regione di residenza: Liguria
Email: enricoarlandini@hotmail.it
Intervista maggio 2010
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Ho avuto la passione per la scrittura, oltre che per la lettura, fin da piccolo.
Negli anni ho conservato la maggior parte delle mie poesie e dei racconti brevi,
che ora scrivo piu’ saltuariamente.
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Ho conseguito il diploma di maturità linguistica.
D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) Intorno ai sei anni; le prime poesie riguardavano la natura,
in seguito sono passato ad argomenti che riguardavano piu’ direttamente
il mio vivere e sentire.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Tutto inizia con un blocco davanti al foglio bianco. In seguito tra correzioni
varie, raggiungo piu’ o meno il risultato di cio’ che vorrei esprimere.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) Non ne ho uno in particolare, mi piaceva molto Stephen King,
ora mi oriento di piu’ sui gialli.
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) Libri storici. Gia’ dai tempi della scuola non sono mai riuscito
ad apprezzare del tutto la storia.
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) Ho difficoltà a dirlo, comunque se arrivo fino in fondo
vuol dire che un libro qualcosa di interessante mi ha lasciato.
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) Anni fa avevo iniziato a leggere Il sarto di Panama,
ma dopo poche pagine avevo capito che non era di mio gradimento.
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Sono molto legato alle tradizioni e al passato, per questo
amo la Liguria e Genova in particolare.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) Mi piace l’idea che molta piu’ gente di quello che si crede ama leggere,
e, spulciando un po’ nelle librerie, si riescono a trovare riviste dedicate
anche ad esordienti, oltre ai soliti titoli degli autori affermati.
Non mi piace la cinica speculazione che alcune case editrici operano
alle spalle di autori esordienti che anelano alla pubblicazione di un loro scritto.
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) Rispondo con un concetto solo. Secondo me al giorno d’oggi troppe persone
si improvvisano come critici, filosofi, esponenti culturali. Riuscire a seguire
i pochi che meritano queste qualifiche diventa quasi un’impresa.
D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Per ora non ho pubblicato miei lavori. Alcuni racconti e poesie
sono state inserite in antologie, a seguito di partecipazione a concorsi.
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) Tra gli ultimi che ho visto al cinema, ho apprezzato in particolare
“La fisica dell’acqua”, film drammatico con Claudio Amendola e Paola Cortellesi.
D) Musica: la canzone del cuore?
R) amo la musica degli anni 80, in particolare quella dance.
approfondimento NARRATIVA
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) No, non ho mai frequentato corsi di scrittura creativa.
D) Ritiene siano utili?
R) Ritengo che sicuramente possano essere di aiuto per un aspirante scrittore,
aiutandolo a migliorare la sua capacità narrativa, tenendo comunque conto
che “saper scrivere” e’ soprattutto una dote innata.
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Credo che sia il rendersi conto che prendere in mano una penna e riempire
un foglio non basta per ritenersi scrittori.
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) In passato scrivevo su carta, ora scrivo direttamente sul computer, nel tempo libero,
e il piu’ possibile in solitudine.
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) Non ho scritto alcun libro, mi piace scrivere racconti brevi, ma mi rendo conto
di non avere le qualità per produrre opere piu’ complete.
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Mischiare fantasia e realtà, e immaginare che qualcun altro, oltre a me, dovrà
appassionarsi nel leggerla.
D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Sicuramente con il racconto.
D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Il racconto deve condensare la sua trama nell’arco di poche pagine,
solitamente non sono presenti molti personaggi e la loro personalità
viene solamente tratteggiata.
Il romanzo e’ molto piu’ complicato, perche’ si devono evitare incongruenze
e ripetizioni, e bisogna offrire il giusto spazio a tutti i protagonisti.
D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) Quando ho proposto una raccolta di mie poesie ad una casa editrice,
ho trovato simpatico intitolarla “Strofe al pesto”, giocando sulle mie
origini genovesi.
D) Ha vinto premi letterari?
R) Di recente sono stato selezionato tra i vincitori del premio
“Primo giorno di lavoro” della casa editrice Noubs
D) Crede nei premi letterari?
R) Diffido di alcuni tipi di premi letterari, dove tutti ma proprio tutti
i partecipanti, senza alcuna selezione, vengono inclusi in un’antologia,
che serve solamente ad arricchire chi ha organizzato il concorso.
Ha altri progetti in cantiere?
R) Al momento no, comunque mai dire mai.
approfondimento POESIA
D) Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?
R) Scrivo su computer, su sollecitazione dei miei stati d’animo, da solo.
D) Quali sono i suoi poeti del cuore?
R) Diversi poeti li ho studiati a scuola, di recente mi e’ piaciuta molto la
poesia di Montale dal titolo “Ho sceso un milione di scale”
D) Come nasce un suo verso?
R) Da uno stato d’animo particolare, che ha bisogno di fuoriuscire.
D) Quanto tempo ci lavora su?
R) Dipende, a volte una poesia nasce subito, altre volte impiego di piu’.
D) Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?
R) Amo la rima, non baciata, e l’uso di termini non proprio
banali per esprimere i miei concetti (amore, cuore, etc…)
D) Dove e quando ha scritto il suo primo verso?
R) Avevo cinque o sei anni.
D) Cos’è che l’ha spinta a pubblicare le sue poesie?
R) Per capire che cosa ci leggono altri occhi diversi dai miei.
D) Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?
R) “L’infinito” di Leopardi
D) Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?
R) Scegliere i titoli delle poesie mi risulta piu’ difficile che scrivere le stesse poesie.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Le ultime poesie sono scaturite in breve tempo.
D) Ha vinto premi letterari?
R) Mi e’ piaciuto essere inserito, alcuni anni fa, in un libro dal titolo
“Tutti i colori dei bambini”, con una mia poesia sul tema.
D) Crede nei premi letterari?
R) Dipende dalla buona fede degli organizzatori.
D) Ha altri progetti in cantiere?
R) Spero che l’ispirazione, per quanto possa funzionare a corrente
alternata, non manchi mai del tutto.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 19 maggio 2010
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