Intervista a Enrico Solmi
Intervista allo scrittore Enrico Solmi
Nome: Enrico
Cognome: Solmi
Regione di residenza: Emilia Romagna
Email: solmiro@hotmail.it
Intervista novembre 2009
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Sono un divoratore di libri, fumetti e film. Nella vita osservo tutto quello che mi circonda, registro tutto, immagini, dialoghi, personaggi e li immagino e li rimonto in mille storie. Giro sempre con un taccuino e foglietti sparsi. Ormai ho numerosi raccoglitori pieni di frammenti di storie, che forse non vedranno mai luce. tutte le mie storie nascono dalla vita che mi circonda.
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Ho seguito studi scientifici. Maturità in un istituto per chimici e poi laurea in chimica. Ho insegnato per qualche anno e adesso lavoro come analista in un laboratorio.
D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) la mia passione per le storie raccontate ha trovato sfogo nella scrittura dopo un breve corso di scrittura creativa che ha vinto il mio terrore per il foglio bianco e dato i mezzi per liberare la mia fantasia.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Dare vita a un mondo per vincere la mia paura del mondo.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) ‘I demoni’ di Dostoevsky, ’1984′ di Orwell, ‘La svastica sul sole’ di Dick, ‘Arancia meccanica’ di Burgess, ‘La banda dei brocchi’ di Coe, ‘La macchina del tempo’ di Wells, ‘Il fu Mattia Pascal’ di Pirandello, ‘Ti prendo e ti porto via’ di Ammaniti, ‘Il lungo addio’ di Chandler, ‘Hyperion’ di Simmons, ‘Sonno e Poesia’ di Keats, ‘Il ritratto di Dorian Gray’ di Wilde, ‘I miserabili’ di Zola, ‘Metallo urlante’ di Evangelisti, ‘Il grande nulla’ di Ellroy, ‘I delitti della Rue Morgue’ di Poe, ‘Il deserto dei tartari’ di Buzzati, ‘Fahrenheit 45′ di Bradbury, ‘Pastorale americana’ di Roth, ‘Uomini e topi’ di Steinback e tanti, troppi altri…
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) Tutti quelli che la grande pubblicità ti vorrebbe imporre. I libri li voglio scoprire da solo.
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) In assoluto che ho riletto, dopo aver visto il film, è un fumetto, una graphic novels di Alan Moore, grandissimo autore. Si tartta di ‘The Watchmen’
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) ‘Io uccido’ di Faletti
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Sento molto il rapporto con Modena e soprattutto con la zona collinare dove sono nato e vivo. Sto cercando di recuperare la lingua e le tradizioni. Quasi tutte le mie storie sono ambientate nella mie zone. E pure con la storia di Maranello e Ferrari, visto che mio padre era meccanico della squadra corse durante i tempi eroici, anni cinquanta e sessanta.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) In Italia non c’è molto spazio per chi vuole scrivere. Si pubblica solo quello che è di moda, o il grande nome. C’è o molta superficialità. o molta puzza sotto il naso da intellettuali. Questo per esperienza personale.
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) Perché c’è un panorama culturale? Io direi piuttosto un desolante panorama di volgarità, chiasso e superbia.
D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Leggendo un bando per autori esordienti su un giornale.
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) Mille. ma se devo scegliere ‘Arancia meccanica’ di Kubrick. E tutta la filmografia di questo grande e indimenticabile regista.
D) Musica: la canzone del cuore?
R) Amo moltissimo il blues e tutti i suoi derivati. Anni fa suonavo la chitarra. Anche qui la scelta sarebbe troppo vasta. Se devo però scelgo ‘Summertimes’ di Gershwin.
approfondimento NARRATIVA
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) Ho frequentato tre brevi corsi organizzati dalle mie parti e qualche corso on-line, tra cui uno dalla Holden School e uno dalla rivista Scrivere. Più vari libri di tecniche narrative e di sceneggiatura.
D) Ritiene siano utili?
R) Certamente. almeno per la parte tecnica e strutturale. Scrivere è un esercizio molto faticoso. La tecnica aiuta a mettere in ordine le idee e la fantasia.
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Come ho detto prima, la fase creativa, delle idee e della fantasia è la più gratificante. Mettere la fantasia nero su bianco è faticoso,e ancora di più la revisione. Odio rileggere subito ciò che ho scritto.
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Scrivo su qualsiasi pezzo di carta ho a disposizione. Creo molto meglio se non lo faccio direttamente al computer. Così però accumulo tanti foglietti. Scrivo solo quando ne ho voglia e spesso sono più ispirato se sono circondato da persone. Le vite degli altri mi ispirano.
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) E’ nato da una delusione d’amore e dalla consapevolezza che stavo crescendo e che la mia vita non sarebbe più stata la stessa.
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Registrare la vita in tutte le sue sfumature, bellezze e brutture.
D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Inizialmente ho avuto una produzione incredibile di racconti, tutti molto brevi. adesso sento più l’esigenza di una storia lunga. Forse dipende dall’età e dalla voglia di un ritmo di vita meno frenetico.
D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Un racconto e un romanzo devono avere tutti un inizio, un apice e una fine, uno scioglimento. La differenza sta nello sviluppo. nel racconto tutto è concentrato, è la storia che prende il sopravvento, deve essere forte per funzionare. Nel romanzo tutto è più dilatato e altre diventano importanti. I personaggi, i loro caratteri, l’ambientazione, le trame secondarie. questo non vuol dire che sia più facile scrivere l’uno o l’altro.
D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) Da una strana forma che compariva sul parabrezza annebbiato della mia auto, una notte piovosa.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Pochi giorni. Poi è rimasto nel cassetto anni, non mi piaceva più. L’ho riletto, modificato e alla fine ne sono rimasto entusiasta. E’0 stata in assoluto una delle prime cose che ho scritto.
D) Ha vinto premi letterari?
R) Ho vinto un concorso e un mio racconto è stato pubblicato in un’antologia. ‘Cento parole per un racconto’
D) Crede nei premi letterari?
R) Non molto. Credo in quelli che credono in quello che scrivo.
Ha altri progetti in cantiere?
R) Tanti, troppi. Ho quattro o cinque romanzi in fase di compimento, frutto di appunti presi in anni e anni di osservazione e elaborazione e e altri in fase embrionale. Sto anche trascrivendo le lettere che mio padre scriveva a mia madre, durante le trasferte con la squadra corse Ferrari, negli anni cinquanta e sessanta.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 19 novembre 2009
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