Intervista a Fabio Guzzardi
Intervista allo scrittore Fabio Guzzardi
Nome: Fabio
Cognome: Guzzardi
Regione di residenza: New york (USA)
Email: ladivco@hotmail.com
Intervista
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Sono un tranquillo quarantaseienne, curioso ma non innamorato della vita.
Ho iniziato a scrivere per raccontare a me stesso concetti che altri non vogliono ascoltare e visto che parlarmi era abbastanza noioso, ho iniziato a scrivermi.
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Non c’è mai stato o meglio si è interrotto assai precocemente. Sono un autodidatta, non sono riuscito a finire la quinta elementare, il mio maestro fumava troppo e mi annoiava il suo guardare l’orologio aspettando la fine delle lezioni.
D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) Ho risposto prima ed ho sicuramente frainteso la domanda, chiedo scusa.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Una sorta psicoterapia, gli artisti in generale sono dei psicopatici .Una volta diventati famosi sono: scrittori, musicisti, pittori etc. altrimenti siamo solo psicopatici.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) Alcuni libri di poesie fra cui Prevert e Neruda e Cioran di cui condivido certi concetti legati a dio ed alla vita.
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) Sicuramente Gomorra.
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) » La vie des maîtres « un vecchio libro datato 1950, del genere cosi detto « esoterico ».
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) La Bibbia, vecchio e nuovo testamento. Un successo commerciale del tutto ingiustificato.
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Sono nato in Sicilia anche se sono andato via molto tempo fa, adoro questa terra, un poco meno i miei conterranei.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) Non conosco molto dell’editoria italiana, non ho opinioni al riguardo.
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) Anche per questa domanda non ho opinione, conosco meglio il panorama culturale francese, avendo vissuto per molto tempo fra la Francia e la Svizzera e quello americano.
D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Non ho mai pubblicato e non ho mai cercato di farlo. Non sono alla ricerca di un editore, il mio scrivere è fine a se stesso.
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) Per restare in Italia ho molto apprezzato “Il postino” con Massimo Troisi.
D) Musica: la canzone del cuore?
R) Non basterebbe un solo cuore per contenerle tutte e vanno da Bob Dylan a Claudio Lolli.
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) No
D) Ritiene siano utili?
R) Penso di si
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Per uno come me, che scrive d’istinto e senza alcuna tecnica narrativa, penso che sia assai complesso: rendere visibili le immagini che sono proiettate nel mio cervello e trasmettere le emozioni che sono solo mie e forse non condividibili.
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Su computer, di giorno e di notte, in solitudine, fumando un sigaro ( qualche volta).
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) L’idea è nata come un specie di giuoco in cui io stesso rispondo alle mie domande su temi per certi versi esistenziali.
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Lo stesso significato che ha una sequenza di psicoanalisi, solo che costa meno.
D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Sicuramente col romanzo.
D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Il racconto è una cronaca vera o inventata, il romanzo è una cronache abbellita o abbruttita.
D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R)” Movimenti impercettibili” perché mi sono reso conto che la gente non vede cose che stanno davanti ai loro occhi o fanno finta di non vedere per quieto vivere.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Non ho ancora finito…
D) Ha vinto premi letterari?
R) no
D) Crede nei premi letterari
R) no
D) Ha altri progetti in cantiere?
R) Si ma non ancora molto definiti.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 4 gennaio 2009
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