Intervista a Fabio Sorrentino

Intervista allo scrittore Fabio Sorrentino

Nome: Fabio
Cognome: Sorrentino
Regione di residenza: Abruzzo
Email: gfsorrentino@libero.it

Intervista

Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
Sono nato e cresciuto in luoghi permeati da forti suggestioni letterarie. Sono stato concepito a Luino (VA) sulle sponde del Lago Maggiore, la città natale dello scrittore Piero Chiara. Sono nato ad Agrigento e sono cresciuto tra Porto Empedocle, Gela e l’isola di Lampedusa. Dal balcone di casa di mio nonno materno, nella “Vigata” resa celebre da Andrea Camilleri, mi era ben visibile, sin da bambino, il famoso Pino di Pirandello (oggi non più esistente) all’ombra del quale riposavano le ceneri dello scrittore agrigentino. 

Qual è stato il suo percorso di studi?
Maturità conseguita al Liceo Classico “Eschilo” di Gela dove ho avuto fra gli insegnanti la scrittrice Silvana Grasso. Ho studiato lingue straniere a Catania e a Roma.

Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
I primi danni si sono creati fra gli otto e i dieci anni, quando le mie maestre leggevano ad alta voce i miei temi ai compagni di classe e li facevano leggere alle altre maestre. La medesima cosa si è verificata alle Medie ed alle Superiori. Attorno ai venti anni ho scritto il mio primo romanzo. Mi è sempre piaciuto leggere, sin da piccolo.

In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
Accedere ad un mondo di fantasia e riflessione interiore che la vita reale spesso preclude.

Quali sono i suoi libri del cuore?
Tantissimi. Tra i miei autori preferiti in assoluto, Thomas Mann e Alberto Moravia.

E quelli che non leggerebbe mai?
Tutto può essere letto, non ci si deve mai imporre delle pregiudiziali, in nessun aspetto della vita. Poi, possiamo condividere o meno, può essere di nostro gradimento o meno, ma niente deve essere giudicato a priori.

Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
Il cacciatori di aquiloni

E quello che meno le è piaciuto?
Angeli e demoni

Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
Sono siciliano di nascita e formazione ed abruzzese di adozione, dopo una parentesi romana. I legami con gli affetti familiari e personali sono tanti e profondi, ma in genere mi piace considerarmi un Cittadino del Mondo e detesto ogni forma di campanilismo.

Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
Non credo che l’editoria italiana sia qualitativamente seconda a nessuna. Il problema fondamentale, rispetto ad altre nazioni, è che sa raccogliere un bacino d’utenza decisamente inferiore.

Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
Ben poco. Mi pare, del resto, un panorama piuttosto desolato, che vive quasi esclusivamente delle glorie passate.

Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
Da un incontro fugace e quasi casuale con coloro che sarebbero divenuti i miei editori. La fortuna aiuta gli audaci…

Cinema: qual è il suo film preferito?
Tutti quelli (o quasi) con Tom Hanks

Musica: la canzone del cuore?
Yesterday dei Beatles

Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
No

Ritiene siano utili?
Tutto è utile, nulla è indispensabile.

Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
Realizzare dei dialoghi credibili, realistici ed interessanti. Approfondire l’aspetto psicologico dei personaggi.

Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
Un po’ tutte queste cose. Non credo ci possa essere un’unica formula vincente. I riti in genere, sono indicatori di qualche mania ossessiva-compulsiva che mi auguro di non possedere…

Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
Da un sogno e da una foto vista casualmente su Internet.

Cosa significa per lei raccontare una storia?
Attingere da un contenitore di idee, esperienze e fantasie un insieme di pensieri da ri-ordinare in una forma espressiva.

Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
Con il romanzo.

Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
Il romanzo è come un treno a lunga percorrenza. Il racconto è un vagone, che dopo poche fermate viene staccato per non proseguire più.

Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
L’ho ricavato da una situazione descritta nel romanzo. In realtà, data la mia passione per le lingue straniere, l’avevo prima immaginato in inglese (lingua in cui mi suonava decisamente meglio), e successivamente l’ho tradotto in italiano.

Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
Circa 6 mesi.

Ha vinto premi letterari?
Non vi ho mai partecipato.

Crede nei premi letterari?
Non ho bisogno di crederci. Ritengo che abbiano comunque i loro meriti ma non li reputo di certo fondamentali ed irrinunciabili.

Ha altri progetti in cantiere?
In continuazione.

Un commento

  • La spontaneità e la schiettezza sono pregi di valore inestimabile, Fabio Sorrentino è una persona di valore.
    Con la sua semplicità e la sua spiccata intelligenza riesce a trasmettere serenità e buon umore con una punta d’interesse a fondere l’idea dell’uguaglianza….e dell’umiltà.
    Dovrò leggere al più presto il suo libro per avere la conferma della sua eccezionalità, ma non ho dubbi!
    Sono stata fortunata ad aver potuto conoscere, seppur virtualmente…una persona così Speciale!!!!!
    Fiera di essere una sua fan….. Anna Stigliano
    Cantù. 17.9.2009

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