Intervista a Federica Debbi
Intervista alla scrittrice Federica Debbi
Nome: Federica
Cognome: Debbi
Regione di residenza: Emilia Romagna
Intervista
Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
Scrivo da sempre perché per me è un istinto naturale, un bisogno primario: naturalmente, sono cosciente che la necessità non corrisponde sempre a un reale talento, per cui non sono adatta a valutare le mie stesse opere. Ma mi piacerebbe sapere quanto e come i miei vaneggiamenti possono risultare interessanti agli occhi di un lettore disinteressato
Qual è stato il suo percorso di studi?
Diploma di perito tecnico e poi corsi di formazione informatica. Cosa ci azzecca questo con la scrittura creativa? Niente, ahimè
Quando e perché ha iniziato a scrivere?
Non mi ricordo di un momento in cui ho “iniziato”. Scrivevo già quando ero bambina, mettevo su carta i miei vaneggiamenti infantili… cosa che continuo a fare tutt’ora.
In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
Esternare fantasie assurde, sognare, mettermi in gioco… esorcizzare tare mentali, perché no? Scrivere è una specie di auto psicoterapia
Quali sono i suoi libri del cuore?
Non ho una serie di titoli, ma autori di cui ho seguito la bibliografia e che sono diventati parte integrante del mio modo di scrivere: King, Pennac, Gasperini, Christie… e molti altri che mi vergogno di citare
E quelli che non leggerebbe mai?
Quelli che mi annoiano: lettura per me è evasione, divertimento.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
“Q”
E quello che meno le è piaciuto?
Cinque conferenze sulla psicoanalisi
Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
Amore viscerale e delusione
Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
Nell’editoria mondiale, non solo italiana, non è più il talento dell’autore che crea un buon libro, ma la pubblicità (e i soldi per pagarla)
Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
Il livello culturale dell’Italia a mio parere è tagliato in due: da una parte, l’infima, piatta e deprimente visione dei realtyshow-isti, dall’alta, la snobistica alterigia e ristrettezza dei letterati. Su tutto, la mancanza di entusiasmo in ogni livello sociale.
Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
Cercando!
Cinema: qual è il suo film preferito?
Anche qui, non posso dare un titolo solo: “C’era una volta in America” di Sergio Leone come “Pulp ficition” di Tarantino come “Dirty dancing”… amo il cinema.
Musica: la canzone del cuore?
Quella che deve ancora essere scritta
Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
No, purtroppo
Ritiene siano utili?
Sicuramente, per aiutare l’autore ad elaborare le idee secondo schemi classici
Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
La capacità di riuscire a sorprendere e catturare l’attenzione del lettore
Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue
“riti” particolari?
Scrivo al computer, quando capita di avere l’ispirazione.
Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
Sto ancora scrivendo la mia ultima opera che parla di Angeli e Demoni. E’ un argomento che mi ha sempre affascinato perché lo trovo un’espressione pura di fantasia.
Cosa significa per lei raccontare una storia?
Riuscire ad incantare
Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
Dipende: a volte certe storie richiedono un formato più incisivo, breve. Altre necessitano di tempi lunghi per essere espressi al meglio
Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
Racconto: un bacio da uno sconosciuto Romanzo: una lunga e appagante storia d’amore
Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
I titoli sono un po’ la mia spina nel fianco. In genere, tendono ad essere completamente privi di fantasia e corti. Cerco di dare in una parola il senso del romanzo intero, e così ho fatto con la mia ultima opera
Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
Sto scrivendo da un anno e mezzo e non ho ancora finito
Ha vinto premi letterari?
No
Crede nei premi letterari?
Credo nei premi, credo meno nella serietà di coloro che li istituiscono
Ha altri progetti in cantiere?
Milioni, come i sogni
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 30 dicembre 2008
3 commenti
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per m è bravissima ho avuto occasione di stare vicino a questa ragazza e di sbirciare sulle sue opere è semplicemente fantastico il modo in cui gli vengono questi orgasmi di pura fantasia intrigante lettura e svago assoluto
a volte fin troppo puntigliosa ma mai noiosa.era ora che si decidese a farsi conoscere
su selene devo dire purtroppo che la storia sarebbe interessante se non ci fosse di mezzoora più che mai il modacult twilight ,che commercializza non poco la storia senimento_vampiro ,anche se devo ammetere che è senza ombra di dubbio fors la prima dopo la morte degli argometi più introduttivi per il semplice fatto di mistero ,che da genrazioni affascina anche i bambiniò.
differenza:omosessualità tra le due protagoniste ,ma gia ripetutamnte ammiratenei fumetti : ZORA FRAU M…..
s
ono sicuro però che quando svelerà il segreto di quest amore cosi materno ….la cosa si farà molto interessante.ciao
rimango comunque sul fatto che una panchina è un luogo di sosta ,un”OTPIA REALIZZATA .UA VACANZA APORTATA DI MANO,OVE SI GUARDA LO SPETTACOLO DEL MONDO ,DOVE SI GUARDA SENZA ESSERE VISTI E CI SI DA IL TEMPO
DI PERDERE TEMPO!!!!!
COME LEGGERE UN BEL ROMANZO.