Intervista a Francesca Padula
Intervista alla scrittrice Francesca Padula
Nome: Francesca
Cognome: Padula
Regione di residenza: Toscana
Email: marioefrancesca@tin.it
Intervista
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Io ho sempre scritto da quando ero ragazzina, tenevo un diario, scrivevo racconti e appunti di viaggio.
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Liceo scientifico, poi la facoltà di Biologia e la Scuola di Specializzazione in piante officinali.
D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?
R) Riguardo al farlo in modo più serio rivolto alla pubblicazione, nel 2003, quando avevo finito la scuola di specializzazione ed era un anno e mezzo circa che non lavoravo più.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Ritagliarmi uno spazio soltanto mio e tirare fuori le mie emozioni.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) Il Giardino segreto, Piccole Donne e Le avventure di Tom Sayer, sono quelli legati all’infanzia e alla prima adolescenza, poi tutti i gialli di Agatha Christie.
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) I best-sellers.
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) Sono almeno tre: “L’angelo del fango” e “Musica nera” di Leonardo Gori e “Il ciliegio di Zio Luigi” di Vito Bollettino
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) “Prima che il vento” di Antonella Boralevi.
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Molto bello e forte, infatti il mio libro più recente contiene racconti tutti ambientati nella mia regione, di cui tre nella provincia di Pisa, in cui vivo.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) L’ambiente editoriale è spesso sconfortante: c’è il monopolio dei grandi editori, che non lasciano alcun spazio agli esordienti, e la chiusura e indifferenza della maggior parte dei librai alle produzioni della piccola e media editoria.
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) La parola cultura è qualcosa di cui ci si sta dimenticando, l’uso corretto e la conoscenza della nostra lingua si sta svilendo, in quanto non viene più insegnata come andrebbe fatto.
D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Per tutti e tre c’è voluta tanta ricerca e tanta fatica…
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) Anche qui sono almeno tre: Baby boom, Suspect e Laws of attraction.
D) Musica: la canzone del cuore?
R) Con tutto l’amore che posso di Claudio Baglioni.
approfondimento NARRATIVA
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) No.
D) Ritiene siano utili?
R) Non so, ma forse limitano la spontaneità.
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) L’importanza della documentazione e l’uso di un italiano corretto.
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Nei primi tempi al computer, poi sono passata allo scrivere per lo più su carta e nei luoghi più impensati, a casa al computer in genere dopo ricopio e sistemo.
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) Per i racconti ambientati nel pisano, volevo dare spazio e voce alla mia terra.
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Trasmettere delle emozioni.
D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Attualmente con il racconto.
D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Per me la differenza sta nella dimensione, forse semplifico troppo?
D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) è venuto da sé, visto come era composto.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Qualche mese, ma non so quantificarlo precisamente perché l’ho scritto in vari tempi.
D) Ha vinto premi letterari?
R) Uno con il mio romanzo e mi sono qualificata con alcuni racconti.
D) Crede nei premi letterari?
R) Sì, ma faccio sempre una cernita, alcuni ritengo pongano delle condizioni improponibili.
Ha altri progetti in cantiere?
R) La pubblicazione di racconti che ho scritto tempo fa e il completamento di altri.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 25 gennaio 2010
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