Intervista a Francesco Scardone

Intervista allo scrittore Francesco Scardone

Nome: Francesco
Cognome: Scardone
Regione di residenza: Campania
Email: baccononperdona@hotmail.it

Intervista

D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

R) Beh, premettendo che odio parlare di me stesso in terza persona, Francesco è un ventenne della provincia di Napoli che si è messo in testa verso i cinque anni che voleva fare lo scrittore. E non ha mai cambiato idea! Gli amici e i conoscenti amano dire che lui è una contraddizione vivente, uno scombinato cronico, un mezzo pazzoide… uno strano sul serio non per presa posizione… è uno che cinque minuti prima si legge Dostoevskij e cinque minuti dopo lo trovi a guardare il Grande Fratello, e fa entrambe le cose con estremo piacere. Francesco odia tutte quelle persone che amano definirsi intellettuali, tutti quegli spocchiosi del cazzo che non sanno fare altro che aumentare la propria boria. Francesco odia ogni tipo di accademismo, e piscerebbe volentieri nella bocche di tutti i professoroni che si atteggiano tali. Francesco ama, oltre alla scrittura, viaggiare e ha già girato per mezza Europa, ama un certo tipo di cinema(Lars Von Trier vi dice niente?) e musica di qualsiasi genere(si va dai Gorgoroth a Mina e Celentano passando per Chick Corea e i Dream Theater). Ma più di tutto Francesco ama la visceralità(lo so che non è italiano), ama tutto quello che si fa con le budella!

D) Qual è stato il suo percorso di studi?

R) Ho frequentato il liceo classico con risultati abbastanza mediocri e ora sono iscirtto al primo anno di lettere moderne.

D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?

R) Scrivo da sempre…credo.

D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

R) Scrivere significa tirare fuori se stessi, farsi una bella operazione alle budella e mostrarle a chi ci legge.

D) Quali sono i suoi libri del cuore?

R) Amo molto la letteratura americana contemporanea e quella dell’europa dell’est. Adoro Ellis, Palahniuk, Ginsberg, Kerouac, Bulgakov, Gogol. Sartre è, tra gli scrittori, uno dei pensatori che mi affascina di più anche se spesso non mi trovo d’accordo con quello che dice(per esempio odio il suo ateismo). Ho letto molti classici, anche se, fino ad ora, mi sono avvicinato solo alla letteratura dell’800 e del ’900, più qualche lettura del ’700. L’unico riferimento più datato, un bel po’ più datato a dire il vero, è Archiloco, che, anche se ci ha lasciato molto poco è, per me, uno dei poeti più moderni ed attuali che ci siano(anche se scriveva nel 6 secolo a.C.). In ogni caso per lo più leggo prosa e poesia solo in minima parte. In ogni caso il mio scrittore preferito, il mio Dio in terra è e sempre rimarrà l’insuperato ed insuperabile Dostoevskij.

D) E quelli che non leggerebbe mai?

R) Non leggo le saghe dei vampiri e i libri per adolescenti innamorati. Odio i romanzi rosa e, di solito, non gradisco molto i best-seller(tranne, qualche volta, quelli di Stephen King)

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

R) Memorie del sottosuolo di Dostoevskij

D) E quello che meno le è piaciuto?

R) Le affinità elettive di Gothe

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

R) Mmmm…non saprei dirlo, sono legato alle mie origini, credo siano fondamentali per ogni uomo, ma, allo stesso tempo, non avrei problemi a lasciare la mia città. Forse, però, in ogni caso, non la dimenticherei.

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

R) La conosco veramente poco per poter esprimere un giudizio. So, ma questo lo sanno tutti, che non è il più idilliaco e semplice dei campi.

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

R) In Italia, secodno me, si scrive poco e male. Oggi la cultura è, per lo più, rappresentata da professoroni in giacca e cravatta e la puzza sotto al naso che poco o niente hanno a che vedere con l’arte.

D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?

R) Non conoscevo nulla dell’editoria all’epoca, l’ho spedito a un po’ di case editrici e dopo un paio di mesi ho accettato questa proposta.

D) Cinema: qual è il suo film preferito?

R) Alexander di Ingmar Bergman e Antichrist di Lars Von Trier

D) Musica: la canzone del cuore?

R) Through the glass degli Stone Sour(in questo momento, almeno)

approfondimento NARRATIVA

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

R) No.

D) Ritiene siano utili?

R) Ci sono persone per le quali sono utili e altre per le quali sono inutili.

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

R) La creatività, il ritmo e lo stile.

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?

R) Scrvo quasi sempre al pc, quasi sempre di notte e sempre da solo con la porta chiusa.

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?

R) Com’è nato Necrophylia non lo so, io direi che è nato è basta. Mi è venuto fuori e l’ho buttato su carta.

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?

R) Non è il mio primo obiettivo quando scrivo, quello di raccontare una storia. Prima di tutto voglio tirare fuori la verità, almeno quella che devo avere dentro.

D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?

R) Di solito con i romanzi brevi.

D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?

R)

D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?

R) Sono una frana con i titoli, il titolo del libro lo ha scelto l’editore.

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

R) 3-4 mesi.

D) Ha vinto premi letterari?

R) No, non ho mai partecipato a premi letterari.

D) Crede nei premi letterari?

R)

Ha altri progetti in cantiere?

R)

approfondimento POESIA

D) Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?

R)

D) Quali sono i suoi poeti del cuore?

R)

D) Come nasce un suo verso?

R)

D) Quanto tempo ci lavora su?

R)

D) Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?

R)

D) Dove e quando ha scritto il suo primo verso?

R)

D) Cos’è che l’ha spinta a pubblicare le sue poesie?

R)

D) Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?

R)

D) Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?

R)

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

R)

D) Ha vinto premi letterari?

R)

D) Crede nei premi letterari?

R)

D) Ha altri progetti in cantiere?

R)

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