Intervista a Giorgio Colomba
Intervista allo scrittore Giorgio Colomba
Nome: Giorgio
Cognome: Colomba
Regione di residenza: Emilia Romagna
Email: colombagiorgio@libero.it
Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
Studi tecnici per errore emulativo di gioventù; estrazione commerciale per necessità di sussistenza; cultura umanistica per vocazione. Che fa rima con passione. Me ne accorsi sul finire delle superiori, quando un amico di famiglia giornalista, il compianto Carlo Ventura, udendo il mio linguaggio un po’ troppo forbito per la mia età, mi cooptò a collaborare con lui nel redigere articoli per alcune testate dell’epoca, primi anni Settanta, tra cui Il Nuovo Quotidiano diretto da Enzo Tortora.
Qual è stato il suo percorso di studi?
Normale trafila sino al diploma di Geometra, conseguito nel 1977, che conservo agli atti senza aver mai esercitato; aggiungo l’iscrizione alla S.I.A.E. del 1980, come Autore della Parte Letteraria per la sezione Musica e l’adesione al MENSA INTERNATIONAL The High Q.I. Society, sempre nel 1980.
Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
Primo articolo firmato per un quotidiano pubblicato nel 1974. Sul perché, credo discenda dall’innata pulsione a fissare in forma duratura ogni pensiero ritenuto meritevole di essere diffuso; e poi, siccome tutto quanto viene pronunciato può essere anche scritto, perché negarsi la vantaggiosa opportunità del poter evitare il rischio di essere mal interpretati o addirittura fraintesi?
In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
Oltre a quanto detto, è anche un modo di comunicare svincolato dai condizionamenti emotivi, dai lapsus verbi e dai black-out mnemonici tipici del linguaggio parlato. Con in più la proficua possibilità di lasciare traccia di sé.
Quali sono i suoi libri del cuore?
I Pensieri di Blaise Pascal; Ipotesi su Gesù di Vittorio Messori; Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde; Il Piacere di D’Annunzio.
E quelli che non leggerebbe mai?
Con tutto il rispetto, quelli di Baricco, Camilleri, Moccia, Rowling et similia.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
Senti chi parla di Mario Giordano
E quello che meno le è piaciuto?
Il mare verticale di Giorgio Saviane
Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
Non particolarmente gratificante. Grossetano di nascita e con numerosi parenti anche nelle Marche, ho potuto constatare come il tanto sbandierato, cosiddetto modello emiliano, dal punto di vista professionale come della qualità di vita, sia più un’escamotage propagandistico che una realtà oggettiva in grado di influire sulle dinamiche quotidiane dei suoi cittadini.
Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
In un settore che sforna ormai cento titoli al giorno, non possono mancare aspetti positivi. Penso alla vivacità di idee e, nell’era della Ragnatela Mondiale, all’ancora attuale modo di veicolarle in brossura. Ma in ciò risiede anche la sua debolezza, rappresentata soprattuto dalla pervasività della produzione cossiddetta di tendenza, in genere quantità a scapito della qualità. Peraltro, più che la classifica dei libri venduti, culturalmente inattendibile almeno quanto commercialmente pertinente, bisognerebbe poter stilare quella dei libri effettivamente letti.
Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
Analogamente a quanto sopra, si può affermare che l’offerta vasta e composita di cultura è sempre vantaggiosa, fatta salva la non positiva e purtropppo ricorrente prassi che attraverso meccanismi di propaganda mirata ad interessi parapolitici e/o economici porta ad elevare al ruolo di maitre e penser – sulla carta stampata, in televisione e finanche sul web – figure non propriamente funzionali all’assolvimento della supposta “ragione sociale” affidata loro, che tuttavia ottengono grande seguito in ottemperanza alla prtassi secondo cui non si è famosi perché bravi, ma bravi perché famosi.
Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
Risoluto a non disperdere la grande mole di interventi formalizzati in un decennio di attività istituzionale come amminstratore locale (di opposizione), ho elaborato una stesura corredandola di corposa introduzione ed aforismi finali, per rendere più accattivante il prodotto. Contattando poi alcune case editrici disposte a stampare testi ritenuti meritevoli a fronte di contributi spese non proibitivi, sono pervenuto alla Seneca di Torino.
Cinema: qual è il suo film preferito?
Shining, di Stanley Kubrik
Musica: la canzone del cuore?
God only nows dei Beach Boys
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 14 novembre 2008
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