Intervista a Ines Desideri
Intervista alla scrittrice Ines Desideri
Nome: Ines
Cognome: Desideri
Regione di residenza: Abruzzo
Email: ines.desideri@email.it
Intervista
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Sono sposata, ho due figli. Sono stata insegnante di lingua inglese e attualmente sono scrittrice a tempo pieno. Ho iniziato a scrivere quando ero bambina e da allora la scrittura è la mia più grande passione.
D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) Escludendo le esperienze infantili (racconti fantasiosi) e adolescenziali (diari e poesie), ho scritto il primo romanzo all’età di 25 anni per il desiderio di raccontare soprattutto i ricordi legati alla prima infanzia.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Rappresentare e analizzare la realtà con particolare interesse per le problematiche attuali, i sentimenti e le emozioni che da esse scaturiscono.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) “Se questo è un uomo”; “I Malavoglia”; “Mastro don Gesualdo”; “I Promessi Sposi”
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) I libri di fantascienza, quelli prettamente rosa e quelli “di tendenza”.
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) “La Califfa” di Bevilacqua.
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) “Il bambino che sognava la fine del mondo” di Scurati
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Alla mia regione d’origine (il Lazio) mi legano il senso di appartenenza, i luoghi, gli affetti, le esperienze che hanno fatto di me la persona che sono; alla regione che mi ha adottata da 16 anni (l’Abruzzo) sono legata da un profondo sentimento di gratitudine per quanto mi ha offerto in termini di realizzazione professionale, umana e sociale.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) Apprezzo la varietà e la ricchezza delle pubblicazioni; non apprezzo la tendenza a privilegiare spesso l’aspetto commerciale a scapito della qualità letteraria.
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) Il panorama culturale italiano è di scarso rilievo, quindi poco incisivo allo scopo di un arricchimento/orientamento socio-culturale.
D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) “L’Ara del Marmo”, romanzo di ispirazione storica, mi ha richiesto un lungo lavoro di documentazione, di ricerche, di incontri e interviste alle persone che hanno vissuto il dramma della II Guerra Mondiale. Lasciar “morire” il materiale (soprattutto le testimonianze dirette) in un cassetto sarebbe stato, a mio avviso, come perdere la traccia – seppur umile e secondaria rispetto agli eventi storici – di vissuti personali di notevole interesse umano e sociale.
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) “C’era una volta in America”
D) Musica: la canzone del cuore?
R) Molte. Cito “Sally”.
approfondimento NARRATIVA
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) Sì.
D) Ritiene siano utili?
R) Utili, ma non indispensabili.
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Creare l’architettura del romanzo oppure del racconto
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Scrivo al computer; abitualmente di giorno e sempre in solitudine, senza seguire “riti” particolari.
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) Come desiderio di recuperare il passato della gente umile, un passato destinato a essere dimenticato nel giro di pochi anni, quando inevitabilmente quelle persone non saranno più tra noi.
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Entrare in quella storia, farla mia come se stessi vivendo personalmente gli avvenimenti che racconto; vivere dunque esperienze diverse, spesso molto lontane dalle mie, cercando soprattutto di calarmi in un ruolo, nei sentimenti e nel mondo interiore dei protagonisti.
D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Amo entrambi. Dipende dalla storia che desidero raccontare: ci sono storie che si esauriscono in un racconto, altre che hanno bisogno di un respiro più ampio e devono dar vita a un romanzo.
D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Il tiro al bersaglio: con il racconto si può fare un solo tiro e bisogna centrare l’obiettivo; con il romanzo si hanno a disposizione molti tiri, da utilizzare comunque al meglio.
D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) Dall’antico nome del borgo di un paese laziale, quello in cui il romanzo è per buona parte ambientato.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Circa sei mesi.
D) Ha vinto premi letterari?
R) Sì.
D) Crede nei premi letterari?
R) Sì, se organizzati e/o patrocinati da enti pubblici.
Ha altri progetti in cantiere?
R) Ho completato il secondo romanzo e una raccolta di racconti, che prevedo di pubblicare nei prossimi mesi. Sto lavorando al terzo romanzo. Ho in programma la stesura di un quarto romanzo, di cui ho realizzato una prima bozza alcuni anni fa.
approfondimento POESIA
D) Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?
R) Scrivo su carta, prevalentemente di giorno e in assoluta solitudine.
D) Quali sono i suoi poeti del cuore?
R) Ungaretti, Leopardi, Quasimodo.
D) Come nasce un suo verso?
R) Come bisogno di esprimere un’emozione, se in lingua italiana; come l’incipit di un racconto se in vernacolo (dialetto romanesco).
D) Quanto tempo ci lavora su?
R) Alcune ore per una poesia in lingua; molte settimane per una poesia in vernacolo.
D) Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?
R) Comunque l’immediatezza di un messaggio. Nello specifico l’intensità delle emozioni nelle poesie in lingua, lo svolgimento completo ed esauriente di un tema nelle poesie in vernacolo.
D) Dove e quando ha scritto il suo primo verso?
R) Nella mia stanza da letto all’età di 15 anni.
D) Cos’è che l’ha spinta a pubblicare le sue poesie?
R) Finora ho pubblicato soltanto una poesia in lingua: “A mia madre”, inserita in una raccolta di poesie di AA.VV. dall’Editore Fruska. La poesia è nata come frutto del profondo sentimento che mi lega a mia madre.
D) Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?
R) “E’ il mio cuore il paese più straziato.”
D) Ha vinto premi letterari?
R) Sì.
D) Crede nei premi letterari?
R) Sì, se organizzati e/o patrocinati da enti pubblici.
D) Ha altri progetti in cantiere?
R) Completare una raccolta di poesie in vernacolo che trattino le principali tematiche della società attuale.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 22 gennaio 2010
5 commenti
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Condivido le motivazioni verso lo scrivere citate dall’autrice, intese come bisogno che parte dal sé per estendersi a esperienze umane più ampie.
Interessante il concetto del calarsi in un ruolo, necessario perché chi scrive riesca a scandagliare vissuti ed emozioni.
Complimenti.
E.G.
Ho letto L’Ara del Marmo di Ines Desideri e l’ho trovato uno dei romanzi a carattere storico-sociale più interessanti degli ultimi anni.
L’autrice, pur non avendo vissuto quel periodo (io invece c’ero già, purtroppo), è riuscita ad entrare in modo efficace e verosimile nella realtà rurale di quei difficili anni.
Giovanni Nardo – Teramo
Il romanzo “L’Ara del Marmo” è stato adottato dalla nostra insegnante di Lettere per noi studenti di terza media. L’ho trovato un’ottima lettura allora. L’ho riletto durante questa estate, dopo alcuni anni e si è confermato come un libro che merita.
Ho avuto anche l’onore di conoscere personalmente e intervistare l’autrice: una persona speciale.
Ely