Intervista a Irina Turcanu

Intervista alla scrittrice Irina Turcanu

Nome: Irina
Cognome: Turcanu
Regione di residenza: Piacenza
Email: info@irinaturcanu.com

Intervista

Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
Nutro un amore quasi malsano per la parola sin da piccola, quando fingevo di conoscere l’inglese, poi da grande, quando fingevo di conoscere l’italiano. Il mio approccio alla scrittura si perde nella nebbia della mia infanzia quando, appena appresa la lettura, mi divertivo ad anagrammare i nomi dei detersivi nel bagno, a copiarli su un foglio e fingere di aver creato frasi sensate.

Qual è stato il suo percorso di studi?
Dopo la maturità scientifica – sono sempre stata affascinata dalla matematica e dalle scienze senza mai capirle – ho frequentato per un anno la facoltà di giurisprudenza. La mia indole non è propensa verso la difesa del prossimo, quindi ho inseguito la mia passione, la filosofia, laureandomi presso l’Università di Milano.

Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
Ho iniziato a scrivere presto, avevo 11 anni, durante un compito in classe di letteratura romena. Il tema era la natura e la professoressa ci aveva dato la possibilità di esprimerci anche attraverso una poesia. Rileggerla dopo anni mi sa sorridere, ma da allora non ho più smesso di scrivere.

In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
Scrivere è un piacere, è una linfa vitale; mi nutro di scrittura. Nel mio piccolo, mi sento una deità greca che si diverte a ingarbugliare le vite di personaggi “in cerca d’autore”. Scrivere è un incontro con me stessa perché ogni vita cartacea, in realtà, conserva una traccia di me benché celata da mille apparenze.

Quali sono i suoi libri del cuore?
L’insostenibile leggerezza dell’essere di M. Kundera è un libro che non finisce mai di stupirmi.

E quelli che non leggerebbe mai?
Più che un libro, un genere: i fantasy. Ma, come si dice, mai dire mai, un giorno forse la realtà smetterà di soddisfarmi e avrò bisogno di rifugiarmi in mondi paralleli.

Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
I manoscritti segreti di Paolo Cortese; non è un romanzo, è un libro di natura divulgativa, ma avvincente quanto un romanzo.

E quello che meno le è piaciuto?
Il salto di Saffo di Jong Erica.

Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
Sono figlia di due terre: da un lato la Romania dall’altra Piacenza, ma i miei rapporti e sentimenti nei loro confronti sono identici: come diceva Cioran, la amo con un pesante odio.

Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
Ciò che mi piace è veramente poco, nullo credo. Ciò che non mi piace porta l’ago della bilancia al limite massimo concesso. La cosa che meno amo è il meccanismo bizzarro che la guida: gran parte delle pubblicazioni vertono sul personaggio/persona e non sui contenuti.

Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
Un grande poeta romeno, V. Alecsandri, diceva che il romeno è nato poeta, io continuo dicendo che l’italiano è nato narratore. Ciò che non mi piace del panorama culturale italiano è proprio questa mancanza di consapevolezza che ogni lavoro richiede sforzi e sacrifici. Mi pare che tutto fluttui con una leggerezza strabiliante inculcando nelle fresche e alienabili menti dei giovani alcune idee poco ortodosse.

Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
Ho molto errare a guisa di Don Chisciotte, scambiando tipografie per case editrici, nonostante mi fosse giunta una e-mail dalla Seneca che per un breve periodo offriva la possibilità di valutare inediti. L’iniziativa mi sembrava interessante ma per qualche ignota ragione, inizialmente, ho esitato di spedire il mio inedito, che tenevo nel cassetto da sei anni senza l’intenzione di pubblicarlo. Poi, la stessa ignota ragione mi ha spinto a tentare, l’iniziativa era stata “congelata” ma, forse appunto perché mi avevano elargito l’invito, hanno accettato di valutare il mio dattiloscritto e quindi pubblicarlo.

Cinema: qual è il suo film preferito?
A beautiful mind; ho sempre paura di perdere la ragione e vivere attraverso le immagini questa mia paura la esorcizza; un po’ come i bambini che hanno paura ma amano lo stesso spaventarsi.

Musica: la canzone del cuore?
Requiem di Mozart.

Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
No.

Ritiene siano utili?
In parte, per quanto riguarda la tecnica, anche se credo la si possa raggiungere altresì grazie alla lettura.

Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
Ogni singola tappa è complessa, dalla creazione dei personaggi alla ricerca delle piccole incongruenze, al reperimento della documentazione, ma è proprio quel che la rende affascinate.

Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue
 “riti” particolari?
Su carta le brevi biografie e la vicenda in generale, tutto il resto sul computer. Prediligo il mattino, il primo mattino quando albeggia. In solitudine, solo in solitudine. Non so se si possa definire un rito, ma spesso capita che beva il caffè e fumo ad ogni ricerca della parola giusta.

Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
È successo così tanto tempo fa che non ricordo proprio come sia nata l’idea, credo fosse per l’esperienza in Italia.

Cosa significa per lei raccontare una storia?
Vivere, star male insieme ai personaggi, sentirmi uno Zeus, un umano che sosta più di una settimana da Dio.

Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
Decisamente romanzo.

Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
Il racconto è un viaggio breve che non concede lunghe analisi psicologiche o presentazione della vita del personaggio. Il romanzo è di più largo respiro, anche quando è breve, si possono scomodare più scheletri nell’armadio.

Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
A fine scrittura ho pensato a qualcosa che riassumesse i contenuti e incuriosisse per la laconicità.

Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
La prima stesura è durata circa due mesi, la seconda tre mesi, la revisione quattro mesi circa.

Ha vinto premi letterari?
Sono in attesa dei risultati.

Crede nei premi letterari?
È un’esperienza nuova, non ancora ben inquadrata.

Ha altri progetti in cantiere?
Un secondo romanzo che uscirà a breve, dal titolo La frivolezza del cristallo liquido. Al momento lavoro ad un romanzo storico su un argomento poco noto ma intrigante di cui preferisco tacere i dettagli.

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