Intervista a Maria Chiara Ragazzi
Intervista alla scrittrice Maria Chiara Ragazzi
Nome: Maria Chiara
Cognome: Ragazzi
Regione di residenza: Lombardia
Email: chiararagazzi@gmail.com
Intervista (Gennaio 2010)
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Ho sempre amato la scrittura e l’arte del raccontare: quando ancora non sapevo scrivere, dettavo a mia nonna le mie favole e le mie lettere. Più avanti cominciai a scrivere le mie favole e ad illustrarle con disegni.
Da sempre lettrice famelica, alle medie possedevo diversi quaderni su cui annotavo le espressioni e le frasi che più mi colpivano nei libri che leggevo e, quando mi trovavo a dover scrivere un tema, consultavo questo prezioso materiale per trarne ispirazione.
Per tutta l’adolescenza ho scritto poesie e pensieri, ma l’idea di un progetto editoriale organico che raccogliesse parte dei miei lavori mi è nata solo tre anni fa, quando ho deciso di creare un libro che abbinasse dei miei quadri a delle mie poesie. Così, due anni e mezzo più tardi, nel settembre del 2009, il mio primo libro, “Lunica”, ha visto la luce.
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Ho studiato al liceo classico, dopodiché ho seguito un corso intensivo di inglese a Cambridge. Rientrata in Italia mi sono iscritta ad una scuola di moda, l’”Istituto Marangoni” di Milano. In seguito mi sono trasferita a Barcellona per alcuni mesi, dove ho studiato lo spagnolo.
D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) Ho cominciato a scrivere non appena ho imparato a farlo, spinta da una forte necessità di dare una veste concreta e tangibile ai miei pensieri ed alla mia fantasia.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Scrivere per me significa potermi esprimere, spesso è una forma di sfogo, un modo di liberarmi da pensieri che, se confinati nella testa, mi opprimono e mi appesantiscono. Scrivere è una forma di comunicare con il mondo in modo indiretto e pacato, ma più duraturo della parola orale.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) Siddharta e Narciso e Boccadoro di Hermann Hesse; Il Piccolo Principe di Saint- Exupéry; L’Alchimista di Paulo Coelho, Il Maestro e Margherita, di Bulgakov; I Fratelli Karamazov di Dostoevskij
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) I romanzetti rosa che vendono nelle edicole.
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) Durante di Andrea De Carlo
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) L’ombra del bastone di Mauro Corona
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Sono molta legata al mio lago, che mi ispira un forte senso di appartenenza al luogo in cui sono nata e cresciuta (Como). Non mi sento però affine agli abitanti della mia provincia, la cui chiusura e diffidenza mi ha sempre fatto sentire una straniera in patria.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) Mi piace la varietà dell’offerta, non mi piace che la scelta degli editori sia spesso guidata dalla notorietà dello scrittore e non dal reale valore letterario dell’opera.
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) Mi piace la possibilità, tramite i nuovi media, di diffondere in maniera sempre più capillare gli argomenti culturali. Tuttavia non mi piace il fatto che la cultura sia ancora vissuta come un fatto d’élite, da cui spesso i giovani si sentono esclusi o non considerati; inoltre trovo deplorevole lo scarso investimento che la politica attua in campo culturale e l’arretratezza rispetto ad altri paesi europei, come se l’Italia potesse vivere per sempre solo del patrimonio artistico-culturale del suo passato.
D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Tramite un lungo percorso di ricerca di contatti con persone che potessero realizzare ciò che avevo in mente.
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) Primavera, estate, autunno, inverno e ancora primavera di Kim Ki Duk
D) Musica: la canzone del cuore?
R) Rimmel, di De Gregori
approfondimento POESIA
D) Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?
R) Scrivo su carta, di getto, soprattutto di notte, in totale solitudine. Non seguo nessun tipo di rito.
D) Quali sono i suoi poeti del cuore?
R) Walt Whitman, Emily Dickinson
D) Come nasce un suo verso?
R) In modo immediato ed istintivo, non lo penso, mi arriva dal profondo accompaganto dall’imperativo di essere scritto.
D) Quanto tempo ci lavora su?
R) Dopo aver scritto una poesia la rivedo solo per sistemare la punteggiatura e gli spazi.
D) Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?
R) Devo trovarvi qualcosa di profondamente mio, un’emozione, una sensazione, che sia descritta nel modo più fedele possibile a come l’ho vissuta.
D) Dove e quando ha scritto il suo primo verso?
R) Non ricordo, è passato molto tempo.
D) Cos’è che l’ha spinta a pubblicare le sue poesie?
R) La volontà di condividerle con altri, di uscire allo scoperto.
D) Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?
R) Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer si forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
D) Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?
R) ) L’ho scelto pensando alle parole che in diverse lingue significano “luna” ed ai relativi aggetiivi. Poi ho scelto il neologismo “lunica”.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Due anni circa
D) Ha vinto premi letterari?
R) No, non ho mai partecipato
D) Crede nei premi letterari?
R) Sì, penso che alcuni possano costituire delle valide possibilità
D) Ha altri progetti in cantiere?
R) Ho un progetto di narrativa; vorrei scrivere qualcosa riguardo alla figura di mio nonno, che al momento sto scoprendo attraverso interviste a persone che lo conobbero da giovane. Poi scirvere, scrivere, scrivere…!
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 11 gennaio 2010
Lascia un Commento