Intervista a Maria Grazia Girola

Intervista alla poetessa Maria Grazia Girola

Nome: Maria Grazia
Cognome: Girola
Regione di residenza: Lombardia
Email: magry.puffi@alice.it

Intervista

Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
> Lo scrivere in rima è da sempre scaturito da una dimensione profonda del mio essere che come larva profonda ha tessuto negli anni la sua tela interiore e mi ha reso incapace di scrivere versi senza seguire l’orecchiabilità e spero in alcuni casi di far fluire persino ritmo e musicalità. 
 I versi scritti mentre frequentavo le superiori erano brevi e toccanti e sempre con incisi di preghiere sommesse, poi col passare degli anni il tono pesante dei doveri ha sovrastato i fruscii leggeri dell’anima e i versi rincorrevano solo compleanni o festività leggibili solo su bigliettini augurali, che metodicamente finivano cestinati con le carte regalo.
Incerta sulle mie doti di poetessa, pur essendo sempre stata  una studentessa con ottimi profitti in italiano, ho lasciato languire per anni l’effluvio di parole, finché ad inizio del 2004 ho ripreso a scrivere con alacrità  poesie per partecipare concorsi su internet.
Nel 2005 il fato mi è stato propizio e la vincita di un primo premio  ha fomentato la scintilla rimasta accesa che è divenuta un grande fuoco e l’ involucro  religioso del mio sentire ha penetrato senza più esitare la natura e le sue creature, le persone amate, argomentazioni toccanti e città meravigliose impresse nei ricordi, lasciando scie descrittive minuziose come sfumate da attenta pittrice.
Semplici e freschi i contenuti, nessun ermetismo, un coinvolgimento che si avverte crescente negli slanci ove i versi divengono bella poesia e non più semplici accordi  musicali con metrica probabilmente imperfetta.
Romantica e sensibile ho dovuto spesso reprimere questa mia indole per contrastare le asperità che la vita mi ha presentato, ma convinta che il doni elargiti da nostro Signore non vanno sprecati e devono essere custoditi per raggiungere  buoni obbiettivi, ora è finalmente giunto il tempo di lasciare la fresca impronta del mio sentire attraverso un’edizione poetica , affinché anche altri possano goderne a loro discrezione.
Qual è stato il suo percorso di studi?
>Mi sono diplomata in ragioneria presso l’Istituto Nicola Moreschi di Milano

Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
>Me lo insegnò un maestra delle elementari a seguire il canto d’usignolo nel cuore e le prime pene d’amore permisero che con battito d’ali uscisse armonioso e si tramutasse in incerte incisioni con nero inchiostro su bianchi fogli di diario scolastico, bagnate da lacrime adolescenziali.
In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
> E’ un po’come una malattia il momento dell’ispirazione che mi attanaglia e prende improvvisa salendo fino alle viscere e nulla e nessuno mi riesce a scuotere negli attimi fecondi in cui io divento strumento per esprimere emozioni profonde che il creato riesce a trasmettermi.
Quali sono i suoi libri del cuore?
> Mi appassionano i romanzi del mondo antico, perciò si può intuire come“L’armata perduta” che Valerio Massimo Manfredi ha recentemente scritto, abbia lasciato un segno nella sfera del cuore.
Altrettanto leggo con passione e piacere i libri sui cani e l’ultimo è stato “Io & Marley” di John Grogan che ho trovato perfetto nella sua semplicità e condivisibile per un’amante dei cani come me.
Senza polemiche, mi chiedo perché per pubblicare racconti sugli animali gli editori italiani vanno a tradurre best- seller inglesi o americani e non pescano da risorse di scrittori italiani visto che il filo conduttore è l’amore intenso tra padrone e cane e certo qualcuno che saprà esprimere bene questo sentimento in un racconto ci sarà anche in Italia, ma forse è solo una questione commerciale…..

E quelli che non leggerebbe mai?
>Quelli la cui trama è troppo intricata o pesante di contenuti. Leggere per me deve essere un alleggerimento dell’anima e non una fatica.

Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
>L’Armata Perduta

E quello che meno le è piaciuto?
>”Vita da cani”- istruzioni per l’uso- di David Brawn che pur con i fumetti che lo accompagnano
ricalca frasi ovvie anche se simpatiche, ma è privo di veri contenuti. Potrebbe essere più adatto a lettori di giovane età.
(Anche in questo caso l’editore ha scelto nella sua collana solo testi di scrittori stranieri)

Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
>Siccome adoro il mare, chiaramente in Lombardia mi sento un pesce fuor d’acqua, ma è pur vero che quando vado in vacanza dopo un po’ comincio a sentire la mancanza della anonima quotidianità cittadina perché qui sono nata, qui sono le mie radici e nella memoria le immagine care sono legate a questa terra immersa nella Pianura Padana.

Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
>Ribadisco il concetto dell’editare quasi esclusivamente per lucro senza la ricerca di nuovi talenti, lasciando più volte nell’anonimato validi scrittori ed innalzando testi di personaggi dello spettacolo o meglio noti, che spesso non sanno esprimersi in un corretto italiano e che magicamente scrivendo, diventano degli eruditi scrittori.

Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
>Gli artisti che non si arrendono e proseguano nei loro intenti culturali, senza guardarsi intorno per scoprire che emeriti incapaci sono arrivati molto in alto senza meriti.
C’è chi nasce col talento ed anche senza una base culturale emerge ed allora nulla vi è da dire perché questi doni sono una manna dal cielo e non devono provocare invidia, ma trasmettere ammirazione.
C’è invece che si avvale di raccomandazioni ed emerge solo perché protetto o sospinto ed allora il panorama culturale ne soffre per l’ingiustizia.

Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
>Solo recentemente ho deciso di far conoscere ad esperti alcune delle mie poesie che scrivo da anni, partecipando come anonima sconosciuta a Concorsi indetti da organizzazioni serie ed allora come adesso, mi è sembrato il miglior modo per mettermi alla prova e capire se scrivevo qualcosa di valido.
Ottenuto il 1^ premio nella sesta edizione del Premio La montagna Valle Spluga, indetto e organizzato dalla Pro Loco di Campodolcino con il Patrocinio anche della Regione Lombardia e la cui giuria era composta da: Prof. Franco Melotti (Presidente), Dott.ssa Irene Pivetti, Dott. Marco Sartori, Prof. Guglielmo Scaramellini, Prof. Guido Scaramellini, ecc., che dopo aver esaminato i testi anonimi pervenuti avevano così decretato: per la Sezione Poesia 1^ classificata Maria Grazia Girola di Milano con Nelle nari….)in me è nata la premessa per considerare che pur essendo un’esordiente avevo qualcosa di valido da offrire e quindi dovevo proseguire nel cammino.
Inizialmente non avevo idea di pubblicare perché aspettavo altre conferme meritorie che sono poi arrivate ad inizio 2007 ed avendo ricevuto come da regolamento del Premio vinto, libretti fuori commercio stampatomi in 50 copie e contenenti circa 26 mie poesie, ho pensato di donare la piccola “Silloge” oltre a familiari ed amici a persone competenti per sponsorizzarmi.
E’ stato così che casualmente a Milano ho conosciuto Vera Ambra che si occupa di letteratura contemporanea e nel suo “Specchio di Akkuaria” che dirige, pubblica racconti e poesie di autori esordienti, le ho così donato il mio libretto di poesie ed avendolo trovato di suo interesse, mi ha proposto un’edizione con l’aggiunta di altre 25 poesie.

Cinema: qual è il suo film preferito?
>”Via col vento”

Musica: la canzone del cuore?
>” Scende la pioggia “di Gianni Morandi

 

approfondimento per chi si occupa di POESIA

Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?
> Preferibilmente di mattina presto o in tardo pomeriggio, ma se ho l’ispirazione ovunque ed anche tra persone traccio la base della poesia.

Quali sono i suoi poeti del cuore?
> Pascolo e Leopardi

Come nasce un suo verso?
> Dal cuore, ricordando e concentrandomi sulle emozioni che mi suscitano luoghi, eventi o persone conosciute.

Quanto tempo ci lavora su?
>Va molto a periodi a seconda dell’ispirazione, potrei non scrivere per giorni e fare un full immersion di ore.

Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?
> La rima anche se imperfetta, nonostante non sia più di moda.

Dove e quando ha scritto il suo primo verso?
>A scuola

Cos’è che l’ha spinta a pubblicare le sue poesie?
>Il segno del destino di aver vinto il 1^ premio appena ho iniziato a partecipare ai Concorsi.

Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?
                    >“…Sì come ruota che igualmente è mossa,
                      l’amor che muove il sole e l’altre stelle.”
Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?
>Come gocce d’acqua da getto irrompente, mi tornano alla mente luoghi, fatti o persone e cerco di immortalarle al meglio, come farebbe un pittore, cercando di non perdere i dettagli.

Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
>Le poesie della raccolta sono state scritte in anni ed io ho pescato qui e là, a seconda di quelle che mi rappresentavano maggiormente, senza badare al contenuto che avrebbe avuto maggior impatto commerciale per contenuti.

Ha vinto premi letterari?
> Ottenuto il 1^ premio nella sesta edizione del Premio La montagna Valle Spluga, indetto e organizzato dalla Pro Loco di Campodolcino con il Patrocinio anche della Regione Lombardia e la cui giuria era composta da: Prof. Franco Melotti (Presidente), Dott.ssa Irene Pivetti, Dott. Marco Sartori, Prof. Guglielmo Scaramellini, Prof. Guido Scaramellini, ecc., che dopo aver esaminato i testi anonimi pervenuti avevano così decretato: per la Sezione Poesia 1^ classificata Maria Grazia Girola di Milano con Nelle nari….). Ho ottenuto altresì nel 2007 in altri concorsi, un IV premio, una segnalazione per merito e sono arrivata finalista con ottenimento di una medaglia per merito, oltre ai diplomi inerenti ai concorsi in questione.
Crede nei premi letterari?
>Ero scettica perché pensavo alle raccomandazioni, ma ho dovuto ricredermi perché ero proprio una sconosciuta e le copie inviate per le partecipazioni non portavano alcun riferimento.
Se poi un partecipante telefona ad un membro di giuria è segnala il titolo XXXX della sua poesia o racconto e il membro giuria lo vota, ci sono anche gli altri 6 o 7 componenti ed il gioco mi sembra arduo, a meno che anch’essi conoscano il tal partecipante.

Ha altri progetti in cantiere?
>Sì, una” Silloge di poesie religiose” ed un racconto proprio sui cani intitolato “Puffi e Billo i re delle Valli”

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