Intervista a Martina Campolongo
Intervista alla scrittrice Martina Campolongo
Nome: Martina
Cognome: Campolongo
Regione di residenza: Lazio
Email: mcampolongo@hotmail.it
Intervista (aprile 2009)
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Io nasco principalmente come giornalista pubblicista. Ho collaborato in qualità di redattrice per diverse testate nazionali e locali. La passione per la narrativa stava nascendo inconsapevolmente dentro di me ed è sbocciata in seguito ad un viaggio a Parigi, da cui è nato il racconto Affinché non ti dimentichi di me.
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Sono diplomata presso il Liceo Classico “Galileo Galilei” della mia città ed ho una laurea triennale in Scienze e Tecniche della Comunicazione. Attualmente sono iscritta alla Laurea Magistrale in Linguaggi dell’informazione e della pubblicità.
D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) Per me ho iniziato a scrivere a 18 anni. Dall’età di 22 scrivo non più soltanto per me ma anche per comunicare sentimenti e passioni agli altri. Adoro condividere il mio vissuto con altre persone.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Innescare un meccanismo di catarsi nel lettore, che lo faccia immedesimare nelle mie storie e lo purifichi di tutto ciò che di negativo si porta dentro. E’ una sorta di liberazione non solo per me ma anche per chi legge.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) Amo molto Susanna Tamaro
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) Quelli di Moccia
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) Non ti muovere, di Margaret Mazzantini
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) Diciamo che sto facendo uno sforzo enorme per terminare il secondo volume de “L’interpretazione dei sogni” di Freud
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Amo molto il comprensorio in cui sono nata e in cui tuttora vivo. Sono a poca distanza da Roma e circondata dalle magnifiche terra della Tuscia.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) L’editoria italiana sta passando, a mio parere, un periodo di transizione. E’ sempre più inaccessibile.
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) La comunicazione sta facendo passi da gigante. Internet, in particolar modo, dà quotidianamente la possibilità di accedere in maniera istantanea e veloce all’intero panorama culturale italiano ed internazionale.
D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Ho impiegato quattro anni. Non tanto per scriverlo quanto per renderlo noto.
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) La vita è bella, di Roberto Benigni
D) Musica: la canzone del cuore?
R) Tutto il panorama italiano. abbiamo la fortuna di avere grandi artisti e la maggior parte quotati anche all’estero.
approfondimento NARRATIVA
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) No
D) Ritiene siano utili?
R) Dipende dalla serietà e dalla professionalità di chi tiene il corso.
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Far trasparire le proprie emozioni e far arrivare il giusto messaggio al lettore.
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Al computer. Adoro la carta ma il pc è decisamente più veloce e consente di effettuare le correzioni in maniera rapida e precisa. Scrivo sia di giorni che di notte, dipende dall’umore e sempre in solitudine. Non adoro la confusione intorno.
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) L’idea è nata durante una grande amicizia e un bel viaggio a Parigi. Preferisco non dire di più.
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Tante cose insieme. E’ mettermi a nudo di fronte al lettore.
D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Per ora con il racconto.
D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Io posso parlare del racconto, che è quello che meglio conosco. E’ riuscire a raccontare una storia in un determinato e preciso contenitore di battute. E’ difficile, non sempre si riesce a far entrare tutto in una scatola piccola.
D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) Volevo un titolo che attirasse l’attenzione e che non fosse dimenticato.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Cinque mesi.
D) Ha vinto premi letterari?
R) Si, ne ho vinti diversi. Uno anche a livello internazionale.
D) Crede nei premi letterari?
R) Si.
Ha altri progetti in cantiere?
R) Si , ne ho uno che spero di realizzare al più presto, ma preferisco non parlare. Su certe cose sono superstiziosa!
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 28 maggio 2009
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