Intervista a Maurizio Gramolini
Intervista allo scrittore Maurizio Gramolini
Nome: Maurizio
Cognome: Gramolini
Regione di residenza: Lombardia
Email: jimmypa58@yahoo.com
Intervista
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Sono da sempre un divoratore di libri, sia in italiano che in inglese, e, fin dai tempi del Liceo ho sempre adorato anche scrivere. Fino a poco tempo non mi ero mai cimentato con un tentativo di pubblicazione, ma, grazie all’insistenza di mia moglie, alla fine ho fatto un tentativo
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) maturità linguistica
D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) quando scrivevo i temi a scuola, mi venivano regolarmente pubblicati sul giornalino scolastico, poi ho scritto qualche favoletta, e qualche racconto. Poi un lungo stop, e, nel 2004 ho ripreso.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) raccogliere idee ed emozioni personali e cercare di renderle fruibili agli alttr
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) adoro tutto di Stephen King, James Herbert, Graham Masterton, Stefano Benni, Antonio Amurri, Brunella Gasperini
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) Libri che trattano di politica e finanza. Non mi interessano
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) Il principe delle maree, di cui non ricordo l’autore
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) i libri di Giorgio Faletti.
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Dipende da cosa si intende. Vivo in Lombardia, in provincia di Bergamo, dal 1995; fino ad allora ho vissuto a Milano, e, secondo me, parliamo di due “terre” molto diverse; come si evince dal mio romanzo, la Toscana rappresenta una gran parte della mia vita; mio padre è marchigiano nato in Val d’Ossola…insomma, il senso di appartenenza per me è piuttosto ampio; comunque, come si dice in inglese “wherever I lay my hat, it’s home”, ovunque appoggi il mio cappello, mi sento a casa.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) mi pare che gli italiani siano un popolo di scrittori, troppi, e mi ci metto anch’io, naturalmente. Pare che tutti abbiano qualcosa da raccontare e da tramandare ai posteri. La conseguenza di questa offerta spropositata genera l’editoria a pagamento, gli editori cercano di cavalcare il fenomeno e pubblicano qualsiasi cosa, cercando di ricavarne soldi dagli autori stessi, senza alcuna vera logica di mercato e senza alcuna selezione. Quindi, innanzitutto si rischia di perdersi qualche vero scrittore di talento nel mare di pubblicazioni proposte, ed in realtà nessuno compra libri di autori sconosciuti.
Le major editoriali propongono solo quello che è noto e che sono certi di vendere, indipendentemente dalla qualità, e così proliferano libri di cabarettisti, attori, e personaggi televisivi, come se un qualsiasi “talento” artistico implicasse automaticamente la capacità di scrivere un libro. E’ un panorama triste.
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) quasi nulla. La televisione è inguardabile, le pubblicazioni di valore sono rarissime, buoni film se ne vedono pochi. Non parliamo poi della musica…io che sono un chitarrista ed appassionato di hard rock anni 70…un inferno.
D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) come dicevo mia moglie mi ha convinto ad inviare un mio racconto ad un concorso editoriale della Caravaggio Editore, sono arrivato in finale e mi hanno pubblicato il racconto nell’antologia Trifolium 2008. Allora ci ho preso gusto, ho scritto un romanzo ed ho cominciato a farlo circolare per le case editrici, ricevendo lodi sbrodolate da diecine di editori che però volevano dei soldi per pubblicarmi, qualche proposta senza contributo e alla fine ho firmato con Arduino Sacco Editore, che mi piace molto per lo spirito ribelle ed autonomo che dimostra, serio e concreto.
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) Blade Runner e Un mercoledì da leoni
D) Musica: la canzone del cuore?
R) Per un musicista è una domanda difficile…ne butto una che adoro, ma sarebbero molte : Song of the wind, dall’album Caravanserai dei Santana, del 1973.
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) no.
D) Ritiene siano utili?
R) non ne ho idea, tendenzialmente direi di no, uno ce l’ha o non ce l’ha (non che io sia convinto di avercela, eh…)
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Beh, le idee e lo stile.
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Solo sul computer, ogni volta che ho un minuto, quando funziona scrivo di getto e butto 30 o 40 pagine in men che non si dica.
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) Mi piaceva l’idea di fare un consuntivo della mia vita, misurandomi con il pubblico, per capire se era una cosa destinata solo alla mia cerchia di familiari ed amici o anche ad un pubblico esterno.
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Quasi sempre esporre una parte piuttosto profonda di se stessi.
D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Il racconto è più semplice, il romanzo prevede gestazione ben più complessa, ma se l’idea è buona e fluisce, preferisco il romanzo.
D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Un racconto è un flash che può essere breve o lungo, ma con orizzonti spazio temporali illimitati, proprio in quanto flash, quindi rappresentazione anche di un solo attimo. Il romanzo, secondo me, deve avere caratteristiche logiche e sequenziali precise, anche nel Fantasy più sfrenato.
D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) Mi è venuto al secondo colpo.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) circa quattro mesi
D) Ha vinto premi letterari?
R) no
D) Crede nei premi letterari?
R) Credo nella selezione. Se un opera è buona DEVE essere pubblicata. Se i premi letterari sono un mezzo per selezionare buone opere e bravi autori, ben vengano.
Ha altri progetti in cantiere?
R) si, sto scrivendo un altro romanzo.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 28 maggio 2009
Lascia un Commento