Intervista a Mia Scorcia

Intervista alla scrittrice Mia Scorcia

Nome: Mia
Cognome: Scorcia
Regione di residenza: Puglia
Email: mia scorcia@libero.it

Intervista (giugno 2009) a cura di Gilda Camero nella vetrina presentazione libri “Contro- radio Bari”

D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

R) Fin da piccola scrivevo pensieri a tema su qualsiasi foglio che mi capitasse per le mani sia per esprimere un emozione o semplicemente quale dono ad un amica o persona cara in condivisione di stati d’animo comuni. La scrittura mi ha sempre aiutato ad esprimere l’alter ego celato dietro ad un involucro fisico.

D) Qual è stato il suo percorso di studi?

R) Ho frequentato l’istituto tecnico per periti commerciali poiché nonostante la mia passione per le materie letterarie per assurdo non primeggiavo per quelle, forse perché nell’adolescenza non ho avuto qualcuno che mi spronasse a coltivare questo mio interesse.

D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?

R) Non ricordo quando ho cominciato a scrivere per la prima volta. Ricordo solo che ogni volta che mi chiudevo in stanza , inventando racconti di fantasia o fermando semplici pensieri su carta, lo facevo con molta naturalezza è come se la scrittura fosse per me un abito cucitomi abilmente addosso dalla nascita: la mia dote.

D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

R) Per me scrivere significa poter condividere esperienze personali non solo vissute in primis ma anche attraverso esperienze altrui raccolte in un unico bagaglio emozionale con lo scopo della condivisione e con “la volontà di reazione che si rende protagonista, la responsabilità individuale: una responsabilità che si afferma come accettazione dell’ineluttabilità del dover scegliere da se stessi per se stessi, senza demandare all’altro meriti e demeriti, gioie e delusioni, che la vita ci riserva”.

D) Quali sono i suoi libri del cuore?

R) “Undici minuti” di P. Cohelo oltre a diversi libri e saggi di psicologia.

D) E quelli che non leggerebbe mai?

R) Penso che solo dopo aver cominciato a leggere un libro puoi dire che magari non è un genere o un pensiero di tuo gradimento. Quindi tutti e nessuno…

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

R) “Come migliorare la propria vita di ogni giorno” di W. Dyer ed i Romanzi (Gertrud, etc.) di H. Hesse poiché sono scrittori che con parole semplici, ma efficaci, riescono a solleticare l’animo e le cellule celebrali assieme in un turbinio di emozioni rifuse.

D) E quello che meno le è piaciuto?

R) “La coscienza di Zeno” di I.Calvino poiché mi sembra un libro ambiguo e controverso, ovviamente è solo un giudizio soggettivo. Inoltre penso che ogni libro è come una canzone attraversa la tua vita in un particolare “tuo” momento storico dunque il tuo giudizio spesso è legato all’animo che hai mentre lo leggi.

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

R) Il mio rapporto con la mia terra è un po’ controverso un mix di amore ed odio. “La terra dà sempre i suoi buoni frutti…” ma poi continuerei non può raccoglierli lei perché non è pronta a far germogliare questi “frutti” che sovente debbano andare oltre il confine per poter riuscire a librare oltre…

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

R) Mi piace che il panorama letterario offre una vasta gamma di editori ma lo scotto è che non sempre puoi avere la fortuna di “passare “ nelle mani giuste. Solo sbagliando si impara e ribadisco che solo chi non rischia non sbaglia mai…

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

R) Non mi piace che debbano essere messi in secondo piano scritti di autori minori e sempre più lanciati solo e soltanto i soliti best seller. E’ difficile poter emerge in questo panorama “per uno nessuno centomila”.

D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?

R) E’ stata una serie di coincidenze è come quando ti appronti a gustare un dolce allettante, un morso tira l’altro così è stato il mio approccio in questi anni, uno scritto tira l’altro… Inoltre mi piace mettermi in gioco e provare a testare il pensiero creativo.

D) Cinema: qual è il suo film preferito?

R) Sono un inguaribile romantica e più che del cinema il mio film preferito è una pellicola televisiva molto vecchia “Via col vento”. Perché? Penso che sia la dimostrazione che l’animo umano per quanto volitivo sia capace di attraccare e ottenere tutto ciò che riesce a immaginare con l’arguto ingegno.

D) Musica: la canzone del cuore?

R) Debbo fare una solfa, ascolto sempre con estremo piacere “Ti sposerò perché” di E. Ramazzotti poiché ti fa viaggiare con le note nel quadro musicale da lui descritto.

approfondimento NARRATIVA

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

R) No, ma mi piacerebbe, perché amo il confronto e la crescita dovuta ad esperienze nuove e di gruppo attraverso progetti comuni a più mani.

D) Ritiene siano utili?

R) Secondo la mia modesta esperienza, tutto ciò che permette la crescita individuale è sempre una nota positiva che vale la pena testare.

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

R) Personalmente voltare la pagina e tenere sempre perfettamente filante la storia narrata.

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?

R) Scrivo sia su una cara Agenda che su pc. Prediligo la notte perché allora il flusso delle parole che si era fermato alla porta del giorno comincia a fluttuare nell’interno dell’uscio. Preferisco scivere da sola e spesso sul lettone tuffata sul piumone.

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?

R) La mia prima creatura è un libro emozionale, una silloge di versi, aforismi e massime che è frutto di anni di scrittura e studio di emozioni anche altrui. “Il dolore non scivola nella sterile opacità dell’autocommiserazione, preferendo tradursi in slancio creativo, nell’inesausta urgenza di formalizzare un sentire che implode.”

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?

R) Diventare un filo conduttore tra il lettore e la stessa autrice e trasmettere lo stesso pathos.

D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?

R) Al momento sto provando con i racconti brevi, poi si vedrà…

D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?

R) Il racconto è in genere una storia perlopiù breve che di solito trae la sua linfa da un “racconto” di vita; altresì il romanzo è spesso il frutto di una serie di eventi narrati in un filone storico o culturale di spessore più ambito.

D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?

R) Cercando di accorpare nell’acronimo del mio nome l’estratto del mio pensiero dattiloscritto.

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

R) Molto poco, in quanto l’ho solo trascritto da una serie di “fogli volanti”.

D) Ha vinto premi letterari?

R) Si, diversi. L’unica cosa che spesso mi ha bloccata è l’impossibilità momentanea a ritirarli. Nel frattempo ho testato che forse qualcosa d’interessate c’è tra queste parole “sfuse e fumanti”.

D) Crede nei premi letterari?

R) Si, sono una vetrina. Ma bisogna anche non smettere mai di alimentare il fuoco della passione, chicche sia, anche lontano da banchetti di premiazioni!

Ha altri progetti in cantiere?

R) Voglio scrivere “Il libro” e non “un libro”. Al momento non ho intenzione di fermare questo spirito creativo in un baule in soffitta!

approfondimento POESIA

D) Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?

R) Come ho già indicato in precedenza amo scrivere un po’ ovunque anzi, a volte dovrei essere premunita di registratore vocale per fermare davvero ogni istante “utile”.

D) Quali sono i suoi poeti del cuore?

R) Pablo Neruda e vari meno conosciuti.

D) Come nasce un suo verso?

R) Nasce dall’idea di esprimere un pensiero o tracciare uno stato d’animo, ripeto, sovente comune.

D) Quanto tempo ci lavora su?

R) Molto poco, mi esce di butto. Di seguito elaboro un po’ la consecuzione temporale del verso ed il suo articolarsi attorno ad una cornice.

D) Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?

R) Il mio verso deve trasmettere anche al lettore la trascrizione dell’emozione descritta.

D) Dove e quando ha scritto il suo primo verso?

R) Non ricordo, forse sui banchi di scuola.

D) Cos’è che l’ha spinta a pubblicare le sue poesie?

R) “L’insostituibilità di un vissuto – il proprio – che si snoda in un labirinto di ipostasi emotive e l’amore – da realizzarsi nella più vasta delle sue accezioni – che si invera come sottrazione, lacerante strappo che lascia sfiniti la sera, nella percezioni della vacuità di un esistere ridotto alla nuda sofferenza fisica.” Condivisione e fruizione personale verso un esterno più ampio.

D) Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?

R) “Cogito ergo sum” di Cartesio forse non è proprio un verso ma è il principio di un pensiero che aiuta ad avviluppare attorno allo stesso più trame interpretative.

D) Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?

R) Ricerca interiore e vis espressiva.

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

R) Non molto avevo già la bozza di un manoscritto.

D) Ha vinto premi letterari?

R) Sono presente in diverse antologie poetiche.

D) Crede nei premi letterari?

R) Certo come ho già espresso sopra.

D) Ha altri progetti in cantiere?

R) Certo come ho già espresso sopra.

Un commento

  • Mia scrive:

    Errata corrige: La coscienza di Zeno” non è di I.Calvino bensì di I. Svevo. Scusate…la svista …

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