Intervista a Rosanna Guaitoli

Intervista alla scrittrice Rosanna Guaitoli

Nome: Rosanna
Cognome: Guaitoli
Regione di residenza: Lazio
Email: rguaitoli@msn.com

Intervista (08/2010)

D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

R) Tra me e la scrittura è stato amore a prima vista, o dovrei dire “a prima letta”. Appena ho imparato a scrivere non ho più smesso, per me è un’esigenza, un modo per esprimere me stessa, per rivelarmi.

D) Qual è stato il suo percorso di studi?

R) Ho frequentato l’Istituto Magistrale e poi mi sono laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche dello Sviluppo e dell’ Educazione, successivamente ho conseguito un master in Handicap ed Integrazione.

Da poco sono diventata anche terapista Reiki.

Per quanto riguarda i miei studi artistici, ho frequentato due corsi avanzati di recitazione per una durata complessiva di quattro anni.

D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?

R) Ho iniziato a scrivere quando ero ancora una bambina. All’inizio le mie storie prendevano forma mentre le disegnavo sui fogli, poi, appena ho familiarizzato con il mondo della scrittura, i miei disegni si sono trasformati in racconti. Avevo talmente tanta fantasia che trascorrevo giornate intere a creare nuovi personaggi, ero stanca di ascoltare sempre le solite favole, volevo inventarle io.

D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

R) Scrivere è vivere per sempre, lasciando un segno indelebile nel mondo: un’immortale traccia d’inchiostro che sopravviverà a noi stessi e riecheggerà in eterno.

D) Quali sono i suoi libri del cuore?

R) Indubbiamente tutti quelli di Fabio Volo che è il mio autore preferito, poi “Non ti muovere” di Margaret Mazzantini, “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano e “Il cacciatore di aquiloni”di Hosseini Khaled

D) E quelli che non leggerebbe mai?

R) Tutti quelli di Moccia e, in generale, quelli scritti da personaggi dello spettacolo che sono tutto fuorché degli scrittori, come Costatino, Carmen Russo, Britney Spears etc…

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

R) “Il tempo che vorrei” , di Fabio Volo ovviamente

D) E quello che meno le è piaciuto?

R) “Melissa P.” Sinceramente non ho capito lo scopo di questo libro. Sono fermamente convinta che quando si scrive, lo si fa per diffondere un messaggio, quale può essere il messaggio celato tra le righe di un resoconto dettagliato delle vicende sessuali di una sedicenne? Dove sta l’utilità? Senza contare il fatto che questo romanzo ha dato il via ad un filone di confessioni imbarazzanti e diseducative da parte di giovani adolescenti ( tipo Veronica Q.) che hanno pensato bene di trarne dei best sellers…

Ed è proprio qui che sta il problema, finché esisterà chi li compra ci sarà chi li scrive. Mi stupisco pure che ne sia stato tratto un film altrettanto mediocre.

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

R) E’un rapporto di amore ed odio. Sono abbastanza legata alla mia terra d’origine, ma sempre pronta a volare verso altri lidi. Il Lazio e, nello specifico, la città di Roma, è meravigliosa dal punto di vista geografico, storico e culturale, ma non è affatto valorizzata. E’difficile realizzare i propri sogni qui, il talento non è per niente considerato, anzi, spesso è sminuito. Se avessi la possibilità di trasferirmi all’estero non ci penserei due volte.

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

R) Questo è un tasto dolente. Ad essere sincera, dell’editoria italiana, non mi piace proprio niente. Esistono solo grandi colossi che detengono il monopolio e pseudo case editrici che pubblicano qualsiasi cosa, persino l’elenco della spesa se necessario, dietro cospicui compensi da parte di ingenui autori. Schiacciata tra questi troviamo, poi, quella piccola branca dell’editoria che crede nel lavoro che svolge ed è disposta ad investire a, proprie spese, su autori esordienti e che purtroppo, ormai, sta rischiando di scomparire.

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

R) Mi piace la versatilità che contraddistingue la nostra cultura che abbraccia un po’ tutti i campi e tutti i settori. Siamo un popolo di poeti, scrittori, registi, pittori, attori, stilisti, scultori…

Non mi piace il plagio delle menti e l’appiattimento cerebrale che si sta diffondendo, soprattutto con la diffusione dei mezzi telematici che rendono incapaci di pensare con la propria testa. E’ indecente vedere assurti a modelli da seguire certi esempi di volgarità ed ignoranza che proliferano in tv, in trasmissioni come “Bulli e pupe”, tanto per dirne una…

D) Come è arrivata alla pubblicazione del suo lavoro?

R) Diciamo pure che i grandi nomi dell’editoria italiana non hanno neanche voluto sapere la trama del mio romanzo, in quanto erano già pieni di materiale. Mi sono rivolta ad una casa editrice indipendente.

D) Cinema: qual è il suo film preferito?

R) “La vita è bella” di Roberto Benigni.

D) Musica: la canzone del cuore?

R) “Moon River” di Henry Mancini.

approfondimento NARRATIVA

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

R) Assolutamente no.

D) Ritiene siano utili?

R) Per niente. Nessuno può insegnarci la creatività, o la si possiede, oppure no, è un dono naturale. Al massimo si può migliorare la grammatica, la conoscenza della lingua italiana e lo stile espressivo, per questo è indispensabile leggere molto.

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

R) Ritengo che uno degli ostacoli più difficili da superare sia sostenere uno stile narrativo che sia coerente con il genere letterario a cui si aderisce. Per fare un esempio sarebbe inopportuno e controproducente utilizzare dei termini moderni in un romanzo ambientato nell’ottocento, o un tono formale in un dialogo tra due delinquenti. Un’ulteriore difficoltà è rappresentata dalla tentazione di emulare lo stile dei nostri scrittori preferiti da cui, spesso, siamo inconsciamente condizionati.

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?

R) Scrivo al computer, nonostante, fino a qualche anno fa, aborrissi anche soltanto l’ipotesi di farlo davanti ad un monitor, piuttosto che con carta e penna. Di solito lo faccio di giorno, di notte, però, mi capita di sognare quello che sto scrivendo. Preferirei dedicarmi alla scrittura in solitudine, ma, avendo una bimba piccola, è praticamente impossibile. Spesso scrivo con lei in braccio. Non seguo dei riti particolari, a volte un po’ di musica in sottofondo mi aiuta a liberare l’immaginazione…

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?

R) E’nata quasi per gioco. Ho voluto mettermi alla prova in un genere che fosse leggero ed ironico, mi sono divertita anche io mentre lo scrivevo. Ho preso spunto dalla mia vita esagerando delle situazioni ed inserendo dei personaggi assolutamente inventati. Non sapevo neanche io come sarebbe andato a finire, le vicende mi venivano in mente man mano che andavo avanti. Ho impiegato parecchio tempo per completarlo e, nel frattempo, mi è capitato un evento che ha cambiato la mia esistenza, così non ho potuto fare a meno di inserirlo, ma ora vi sto dicendo troppo…

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?

R) Significa condividere delle emozioni e degli stati d’animo coinvolgendo il lettore al punto da fargli riuscire a dimenticare chi lui sia.

D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?

R) Preferisco, di gran lunga, il romanzo.

D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro

R) Il racconto è un pezzetto di vita, qualche passo in un lungo cammino, un frammento dell’universo. Il romanzo è una vita intera, un’interminabile strada da percorrere, il cosmo con tutti i suoi segreti…

D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?

R) Può sembrare insolito ma mi è venuto in mente prima il titolo e poi il contenuto del romanzo. Sono partita dal mio stato d’animo di allora cioè la sensazione che “mi mancasse un pezzo”…

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

R) Due anni e mezzo.

D) Ha vinto premi letterari?

R) Ancora no. Un mio racconto che ha partecipato alla selezione “Parole in corsa” è stato segnalato per essere inserito in un’antologia

D) Crede nei premi letterari?

R) Non in tutti.

Ha altri progetti in cantiere?

R) Moltissimi. Sto già lavorando ad un nuovo romanzo…

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