Intervista a Sandra Riato

Intervista alla scrittrice Sandra Riato

Nome: Sandra
Cognome: Riato
Regione di residenza: Veneto
Email: danielescatto@virgilio.it

Intervista

D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Sono nata il 13 Marzo 1976, sotto il segno dei Pesci.
Vivo ad Oriago, paese della Riviera del Brenta che amo particolarmente per il fiume e le stradine di campagna, da percorrere in bicicletta. Romantica e sognatrice, mi riconosco perfettamente in queste caratteristiche del mio segno zodiacale.
Fin da bambina annotavo nei miei diari riflessioni, gioie e malinconie raccolte mentre scrutavo il mondo e il mio animo con silenziosa attenzione e curiosita’.

D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Liceo Scientifico e poi ho frequentato per un po’ di anni la Facoltà di Lettere e Filosofia (senza però concludere gli studi, a causa del lavoro)

D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) Come dicevo nella risposta precedente, ho sempre avvertito l’esigenza di scrivere: riempivo pagine e pagine di diari annotando quello che mi succedeva, ma anche le mie sensazioni interiori, i tormenti e le gioie che agitavano la mia anima e il mio cuore. Per me scrivere è un’esigenza, per “fissare” momenti e sensazioni. E poi, magari, tornare ad esaminarli anche dopo molto tempo, alla luce di una nuova maturità e di una più ampia visione del mondo e delle cose, maturata con gli anni e con l’esperienza.

D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Arricchire sé stessi e gli altri di nuovi punti di vista e spunti di riflessione.

D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) Sono una lettrice piuttosto onnivora, ma i miei preferiti sono i romanzi di Alessandro Baricco, Andrea De Carlo, Banana Yoshimoto e David Grossman

D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) Genere horror.

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) Ce ne sono tanti… per citarne solo 2: “Che tu sia per me il coltello” di David Grossman e “Seta” di Baricco

D) E quello che meno le è piaciuto?
R) Niente, in particolare: ogni libro ha qualcosa da insegnare.

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Vivo ad Oriago, paese della Riviera del Brenta che amo particolarmente per il fiume e le stradine di campagna, da percorrere in bicicletta. Questi luoghi sono per me, oltre che luoghi reali, luoghi dell’anima. Nei miei scritti, infatti, è molto presente la relazione tra paesaggio e stato d’animo. Il fiume influenza il mio sentire, come pure il mare, con i suoi tramonti.

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) Mi piace l’idea di essere riuscita a pubblicare la mia raccolta di poesie.
Non mi piace il fatto che i nuovi autori hanno scarsa visibilità ed è molto difficile farsi conoscere.

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) E’ piuttosto statico, avverto un appiattimento e un impoverimento a vantaggio di una mera fruizione di prodotti banali e stereotipati. Non ci sono più idee nuove.

D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Era un sogno che cullavo fin da adolescente! Un giorno ho partecipato ad un concorso di poesia indetto dal Gruppo Culturale “Parole Sparse” e una mia poesia si è classificata quinta. Da li’ mi sono detta: perchè non provare a trovare un editore?

D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) I films di Ozpetek.

D) Musica: la canzone del cuore?
R) Le canzoni dei Cranberries e quelle dei Beatles.

approfondimento NARRATIVA

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) No.

D) Ritiene siano utili?
R) Credo di si.

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Stare attenti a non “perdersi” nelle proprie parole.

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Sempre rigorosamente su carta. Spesso anche su pezzi di giornale, se magari l’ispirazione mi viene mentre sono in treno o in bus e sto leggendo un giornale: proprio per fissare l’attimo, senza farmelo sfuggire. Mi capita di scrivere sia di giorno che di notte. Sicuramente in solitudine riesco a concentrarmi meglio.

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) Perchè volevo aprire il mio scrigno segreto. Penso che i sentimenti di cui parlo nelle mie poesie siano “universali”, infatti alcuni lettori mi hanno detto che, leggendo il mio libro, in alcune parti, gli sembrava di essere loro stessi a “parlare”, a raccontarsi.

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Fissare non solo i fatti ma soprattutto le sensazioni che mi suscita.

D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Entrambi.

D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Racconto: sintesi. Romanzo: analisi.

D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) In base al contenuto del libro stesso.

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) E’ una raccolta di poesie scritte nel corso di vari anni.

D) Ha vinto premi letterari?
R) Si, dei premi di “Parole Sparse”.

D) Crede nei premi letterari?
R) Si.

Ha altri progetti in cantiere?
R) Si.

approfondimento POESIA

D) Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?
R) Sempre rigorosamente su carta. Spesso anche su pezzi di giornale, se magari l’ispiarazione mi viene mentre sono in treno o in bus e sto leggendo un giornale: proprio per fissare l’attimo, senza farmelo sfuggire. Mi capita di scrivere sia di giorno che di notte. Sicuramente in solitudine riesco a concentrarmi megli.

D) Quali sono i suoi poeti del cuore?
R) Catullo (in particolare la sua poesia “odi et amo”: mirabile sintesi, ancora attualissima, anche a distanza di cosi’ tanti secoli.

D) Come nasce un suo verso?
R) Dal mio sentire interiore.

D) Quanto tempo ci lavora su?
R) Scrivo di getto e raramente cambio totalmente quello che scrivo, solo qualche piccolo aggiustamento.

D) Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?
R) Dev’esserci sviscerato fino in fondo il mio “sentire” di quell’esatto istante, il succo, l’essenza.

D) Dove e quando ha scritto il suo primo verso?
R) Non ricordo.

D) Cos’è che l’ha spinta a pubblicare le sue poesie?
R) La vittoria ad un concorso di poesie.

D) Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?
R) Come dicevo prima, quelli di Catullo: “Odi et amo, quare id faciam fortasse requirem. Nescio. Sed sentio fieri et excrucior”.

D) Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?
R) In base al contenuto del libro.

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) E’ una raccolta di poesie scritte nel corso di vari anni.

D) Ha vinto premi letterari?
R) Si, dei premi di “Parole Sparse”.

D) Crede nei premi letterari?
R) Si.

D) Ha altri progetti in cantiere?
R) Si.

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