Intervista a Sergio Rocca
Intervista allo scrittore Sergio Rocca
Nome: SERGIO
Cognome: ROCCA
Regione di residenza: LOMBARDIA
Email: mitoancess@hotmail.it
Intervista
Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
Io ho seguito un percorso umanistico e attraverso un senso di tendenza percepito ho scoperto la mia propensione e dote di scrittore.
Qual è stato il suo percorso di studi?
Dopo una parentesi negli studi economici ho decisamente optato per una formazione in campo storico-letterario in ambito universitario.
Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
Circa sette anni fa quando decisi di mettere per iscritto una saga fantasy creata in età adolescenziale e in seguito maturata ed evoluta in una storia coerente, ricca, sensata e prospettica.
In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
Trasmettere qualcosa di valore all’esterno.
Quali sono i suoi libri del cuore?
“Il Signore degli anelli”, “Dragonlance”, “I miti greci” di R. Graves;
E quelli che non leggerebbe mai?
Tutti quelli che parlano della realtà che viviamo, non ho bisogno di loro per sapere com’è fatta, tutt’al più mi leggo i quotidiani.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
Non so, non ho fatto classifiche.
E quello che meno le è piaciuto?
Tra i peggiori la saga del Mondo Emerso di Licia Troisi.
Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
Di cittadinanza.
Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
Mi piace che almeno a pagamento qualche degno autore pubblica. Non mi piace il clientelismo, il nepotismo, il sistema di raccomandazione, truffe al danno degli autori e dei lettori.
Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
Mi piace la presenza di qualche degno rappresentante, specialmente in ambito universitario. Non mi piacciono tutti gli altri sedicenti esponenti nonché millantatori ridicolizzati e sminuiti dalla forza d’uro della cultura straniera.
Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
Dopo aver proposto a varie case editrici il mio manoscritto.
Cinema: qual è il suo film preferito?
Jurassic Park
Musica: la canzone del cuore?
“Mea culpa” degli Enigma.
Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
No.
Ritiene siano utili?
No, come nella maggior parte dei campi o ci si nasce o è necessario volgere i propri interessi verso altri lidi.
Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
Lo stile che permette di mantenere vivo l’interesse del lettore nell’intero libro.
Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue
“riti” particolari?
Su carta. Di giorno e di notte. In solitudine, ma anche fra le persone. Mi circondo di tutte le fonti conoscitive che mi servono per poter dare spessore alla narrazione.
Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
Dalla passione per la mitologia, l’oriente e l’antichità.
Cosa significa per lei raccontare una storia?
Trasmettere i messaggi insiti in essa.
Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
Col romanzo.
Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
Racconto: storia compressa e poco approfondita.
Romanzo: storia completa e bene approfondita.
Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
Attingendo da ricerche etimologiche sui temi trattati.
Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
Un paio d’anni.
Ha vinto premi letterari?
No. Purtroppo non ho le raccomandazioni adeguate.
Crede nei premi letterari?
No, almeno in quelli italiani. Per saperne il motivo rimando alla domanda sulla cultura in Italia.
Ha altri progetti in cantiere?
Sì, il seguito del romanzo sopraccitato e altri in ambito gotico.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 23 febbraio 2009
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