Intervista a Valeria Giaccio
Intervista alla scrittrice Valeria Giaccio
Nome: Valeria
Cognome: Giaccio
Regione di residenza: Campania
Email: valeriagiaccio@libero.it
Intervista (3 Maggio 2010)
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Beh che dire, ho quasi 28 anni e sono napoletana. Studio legge e lavoro come animatrice per bambini, li adoro. Amo scrivere e mi piace molto l’arte, la fotografia e il teatro. Sono una persona determinata, un’idealista, un’istintiva. Non mi arrendo mai. Cerco di non perdere mai la speranza, di essere ottimista. Mi viene sempre in mente la famosa frase di una vecchia pubblicità “Gianni, l’ottimismo è il profumo della vita” eheh!
Ho iniziato a scrivere poesie sin da piccola. Poi ho provato a scrivere racconti e a 13 anni ho proseguito coi romanzi gialli.
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Ho preso il diploma di ragioneria e studio giurisprudenza.
D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) Ho iniziato a scrivere all’età di 10 anni. Ero in quinta elementare e si doveva imparare una poesia per dare “l’addio” alla maestra. Le mamme dei miei compagni di classe avevano scritto delle poesie che volevano imparassimo a memoria. A me non piacevano, erano prive di emozioni, non riuscivo a sentirle mie. Così decisi di volerne scrivere una da sola. Temevo di non riuscirci poi invece è andata bene. D’allora è nato questo grande amore e non ho più smesso di scrivere.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Per me è tutto, è la mia vita, è la parte più profonda di me stessa, se smettessi di farlo mi sentirei persa, non sarei più io. E’ un amore eterno, un‘emozione indescrivibile, incancellabile.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) I libri di Patricia Cornwell, in particolare la serie di Kay Scarpetta, l’adoro;
“L’insostenibile leggerezza dell’essere” e “l’identità” di Milan Kundera;
“Il secondo sesso” e “Quando tutte le donne del mondo” di Simone de Beauvoir;
“Non sottomessa” di Irsi Hali;
Di William Shakespeare mi piace praticamente tutto;
“Sesso e filosofia” di Anne Duformentelle;
“le cose dell’amore” di Umberto Galimberti;
“L’immoralista” di André Gide;
Le poesie di Emily Dickinson, è la mia poetessa preferita;
“Lo Zahir” di Paulo Coelho;
“Paula” di Isabelle Allende;
e poi i libri di Virginia Woolf.
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) Quelli dei calciatori, dei personaggi tv. Sono libri scritti più per marketing che per vera voglia di emozionarsi ed emozionare. In un libro cerco più la riflessione, è una questione di feeling mentale.
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, è stato un lungo viaggio dentro me stessa. Tuttavia, anche se li ho letti più anni addietro sicuramente ci sono anche lo Zahir di Paulo Coelho (molto spirituale) e Paula di Isabelle Allende (struggente, intenso). Sono libri bellissimi.
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) “In nome della rosa” di Umberto Eco; “Angeli e demoni” di Dan Brown e “l’avvocato di strada” di John Grisham.
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Amo profondamente Napoli. Credo sia una città meravigliosa. Purtroppo è martoriata dalla malavita e da molte persone che non ne hanno cura.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) Beh le grandi case editrici non prendono in considerazione scrittori esordienti, guardano più al personaggio, alla forma che al contenuto. Preferiscono volti “noti” perché già sanno che il loro libro verrà acquistato. Non importa se hanno scritto una sciocchezza, perché tanto sanno che la gente lo acquisterà ugualmente, perché è il personaggio che vende. Una vera e propria politica di marketing. Mentre la maggior parte delle case editrici medio-piccole beh non seguono molto, non aiutano nella pubblicizzazione del libro.
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) La cultura oggi è mortificata dalle politiche di marketing. I libri vengono spogliati della loro funzione, della loro sostanza.
D) Come è arrivata alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Ho sempre tenuto i miei romanzi nel cassetto, poi un giorno vidi sul giornale che il filo indiceva un concorso e così partecipai, ma per gioco sinceramente. Poi, mi chiamarono perché volevano pubblicarlo, ma non accettai. Così una mia amica mi convinse ad avere il parere anche di un’altra casa editrice, per curiosità. E mi trascinò alla Graus, che mi chiamò dopo un paio di mesi, oramai non ci pensavo proprio più, e così poi ho intrapreso quest’avventura.
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) ce ne sono vari, come the family man, tre vite allo specchio, saturno contro, women, ma ce ne sono tanti altri, è difficile fare una scelta.
D) Musica: la canzone del cuore?
R) ce n’è più di una.
approfondimento NARRATIVA
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) No
D) Ritiene siano utili?
R) non avendone mai seguito uno non saprei, ma penso di sì.
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Costruire bene la trama. Riuscire ad esprimere in modo chiaro le proprie idee, ma soprattutto riuscire a trasmettere le emozioni che si vivono mentre si scrive e riuscire a lasciare agli altri qualcosa di se, riuscire a far riflettere.
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) In passato scrivevo sulla carta, a mano, poi per un periodo ho utilizzato la macchina da scrivere e infine sono anni oramai che utilizzo il pc, è più comodo.
Quando inizio a scrivere e mi affeziono ai personaggi diventa come un’ossessione, l’ispirazione diventa inarrestabile e quindi scrivo di giorno, di notte, non appena ho un momento libero. Però i pezzi migliori mi vengono di notte.
Devo stare assolutamente da sola in stanza, abbasso le luci per creare un ambiente “intimo”, metto un po’ di musica rigorosamente straniera altrimenti mi distrarrei ad ascoltare i pezzi in italiano, così cerco di rilassarmi un po’, chiudo gli occhi e provo ad immaginarmi altrove… da lì mi lascio andare e scrivo di getto.
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro?
R) E’ nato tutto così per caso. Desideravo raccontare qualcosa di diverso, raccontare di donne, e di discriminazione, ma non avevo idea in che modo. Sapevo solo di voler scrivere un giallo con una protagonista molto forte, sensibile e mettere a confronto la realtà di una ragazza madre, di una famiglia tradizionale e di una omosessuale. Non avevo pensato al killer e al modus operandi. Poi un giorno ero in tram per andare all’università, non ricordo cosa avessi visto dal finestrino, e pouf iniziai ad avere le prime idee incastrate come un puzzle e da lì poi il romanzo ha preso vita.
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Significa raccontare con i propri occhi e le proprie emozioni uno spaccato di vita. Significa fare un percorso assieme al libro, soffermarsi su particolari della propria vita e di quella degli altri. Esternare emozioni, pensieri, idee. Valicare i limiti di se stessi, uscire da schemi, da preconcetti.
D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Col romanzo, riesco ad esprimermi maggiormente e poi perché sono molto prolissa.
D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Nel racconto c’è un raccontare in maniera alquanto limitata, una situazione, un personaggio, non c’è evoluzione, non c’è possibilità di farlo crescere.
Il romanzo invece è più lungo, più complesso. I personaggi, le situazioni hanno possibilità di crescere, di cambiare, è come se si facesse un percorso insieme a loro.
D) Come ha scelto il titolo del suo libro?
R) L’ho intitolato “la perversione del male” per indicare la perversione dell’animo umano.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) ho fatto prima 6 mesi di ricerche, dato che volevo essere attendibile e veritiera su tutto ciò che ho raccontato. In quei mesi ho fatto molte ricerche, ho studiato un po’ di criminologia, di medicina legale, di floriterapia. Infatti nel libro ho curato ogni dettaglio. Poi per scriverlo ci ho impiegato un anno pieno.
D) Ha vinto premi letterari?
R) No.
D) Crede nei premi letterari?
R) si
D)Ha altri progetti in cantiere?
R) al momento desidero terminare gli studi e continuare a scrivere.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 9 maggio 2010
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