Intervista a Valter Giraudo

Intervista allo scrittore Valter Giraudo

Nome: Valter
Cognome: Giraudo
Regione di residenza: Piemonte
Email:
lauravalter@tiscali.it
girval@libero.it

Intervista

D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

R) La lettura e la scrittura mi hanno sempre appassionato. Ho sempre letto molto, infatti. Poi, dopo aver completato gli studi come Iridologo/Naturopata, una casa Editrice mi ha proposto di pubblicare la tesina, cosa che ovviamente ho accettato con molto entusiasmo. Poco dopo, è iniziata una mia collaborazione con un periodico della provincia di Torino: scrivevo periodicamente articoli inrenti alla salute dal punto di vista naturopatico.

D) Qual è stato il suo percorso di studi?

R) Sono diplomato come Perito in Elettronica Industriale.

Poi mi sono iscritto all’università di Torino, facoltà di Scienze dell’Informazione, corso di laurea interrotto a metà per motivi personali.

Ma la passione per lo studio, il mio eclettismo e la mia costante sete di sapere mi hanno fatto proseguire gli studi nel campo della medicina alternativa. Così ho conseguito un diploma di laurea in “Iridologia e Naturopatia”, una laurea straniera in “Medicina Alternativa”, un diploma in “Omeopatia” e tanti altri attestati quali “Riflessoterapie”, “Shiatsu”, “Riflessologia Plantare”.

D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?

R) Come già accennato in precedenza, ho iniziato a scrivere come curatore di una rubrica di medicina naturale.

Poi il mio eclettismo e il mio senso di giustizia mi hanno portato a confrontarmi anche su altre tematiche sociali e a collaborare come giornalista indipendente con varie testate giornalistiche. Visti i miei studi tecnici, sono anche diventato creatore e/o curatore di alcuni siti e/o blog. Ho collaborato e collaboro tutt’ora anche con “Avvocati senza Frontiere” e “movimento per la Giustizia Robin Hood”.

D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

R) Ogni essere umano è un microcosmo. Vivendo qui sulla terra respiriamo i ritmi di un universo che si estende infinitamente al di sopra di noi. Quando tra questo vasto cosmo esterno e l’universo umano interiore sorgono armonie risonanti, è nata l’arte.

Forse un tempo tutti erano artisti, poeti, scrittori. Sicuramente tutti erano in intimo dialogo con la natura.

Lo spirito artistico si ritrova in ogni impresa umana. Può vibrare nel cuore di uno scienziato alla scoperta di qualche verità. Quando lo spirito artistico e poetico vive tra noi, anche gli oggetti non appaiono come semplici cose, e i nostri occhi vengono attratti verso una realtà spirituale più intima. Un fiore non è solo un fiore. La luna non è solo un ammasso di materia che vaga nel cielo. Guardando intensamente un fiore o la luna possiamo percepire con l’intuito l’indescrivibile legame che ci lega al mondo.

In questo senso i bambini sono artisti e poeti per natura, dalla nascita. Tenendo caro e nutrendo il loro cuore artistico e poetico, consentendogli di crescere, potremo condurli da adulti nel regno della scoperta sempre nuova. Dopotutto, non esistiamo solo per soddisfare i nostri desideri. La vera felicità non sta nel possedere di più ma nell’approfondire l’armonia con il mondo.

Lo spirito artistico ha il potere di “accordare” e ricollegare un mondo discordante, diviso. I veri artisti, scrittori inclusi, non si piegano, affrontano i conflitti e le complessità della vita. Una ferita inflitta a chiunque, ovunque, angustia il cuore dell’artista.

Scrittore è chi offre alla gente parole di coraggio e speranza, cercando una prospettiva – un gradino più in giù o più in su – che renda tangibili le realtà spirituali costanti nelle nostre vite.

D) Quali sono i suoi libri del cuore?

R) Tutti. Credo che ogni libro, ogni foglio stampato sia degno di rispetto perché è intriso del sudore e dello sforzo di chi l’ha scritto.

D) E quelli che non leggerebbe mai?

R) Non mi piacciono i famori “Romanzi rosa” tutti milelosi…

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

R) “La Rivoluzione Umana” e la “Nuova Rivoluzione Umana”, a più volumi, scritta dal Maestro di pace Daisaku Ikeda, Ed. Esperia.

D) E quello che meno le è piaciuto?

R) Evito di leggere quelli che penso non mi piacciano.

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

R) Sono molto legato alla mia terra, Torino, il Piemonte, soprattutto la Valle Varaita, luogo d’origine dei miei nonni, dove ho ancora una baita dove loro hanno vissuto e dove ho vissuto i ricordi infantili più belli. Infatti alcuni racconti del mio primo libro sono ambientati lì, in Valle Varaita. Il secondo libro, che uscirà a fine maggio, è completamente ambientato in quei splendidi luoghi montani.

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

R) Mi pace la maggiore possibilità che si offre

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

R)

D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?

R) Con un enorme sforzo per manifestare il coraggio di far vedere a qualche editore quello che avevo scritto quasi per scherzo!

D) Cinema: qual è il suo film preferito?

R) tutti i film di Dario Argento e Quentin Tarantino

D) Musica: la canzone del cuore?

R) Mi piace molto il Reggae, quasi tutti i brani degli UB40.

approfondimento NARRATIVA

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

R) NO

D) Ritiene siano utili?

R) Penso di sì.

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

R) Saper catturare il lettore, invogliarlo a proseguire la lettura, ad andare sino in fondo, sino all’ultima pagina e, soprattutto, raccontare del libro letto agli altri con entusiasmo.

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?

R) Avendo radici tecniche, scrivo ovviamente su PC, lo trovo comodo e familiare. Non ho riti particolari, scrivo quando sento di avere l’ispirazione. Dapprima son solo strafalcioni buttati qua e la, poi, pian piano, diventano un racconto.

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?

R) L’ultimo libro, che uscirà a maggio 2009 parla di un argomento più che attuale: violenza domestica. Scrivendo anche su blog e giornali, collaborando con movimenti di giustizia, mi ha colpito come molte volte questi casi rimanevano impuniti o, purtroppo, addirittura sconosciuti, non denunciati.

Da qui è nata l’idea di dar voce queste “vittime” della quotidianità.

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?

R) Significa mixare la realtà con la fantasia, sino a renderne il confine impercettibile. Mi piace molto approfondire, per ogni situazione, l’aspetto psicologico del protagonista o degli altri personaggi.

D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?

R) Credo che mi vengano meglio i racconti, anche se il secondo libro è un romanzo, ma non è lungo.

D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?

R)

D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?

R) “Parto di sangue” mi piaceva. Di solito il titolo mi viene di getto. Mi piace che sintetizzi il concetto espresso nel libro e che sia d’effetto.

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

R) Mah, difficile dirlo perché son abituato a far più cose in contemporanea. Credo quattro mesi.

D) Ha vinto premi letterari?

R) Per ora no. Ho iniziato ora a partecipare a dei concorsi di cui aspetti i risultati. Son comunque contento della critica fatta dalle case editrici sulla mia seconda opera.

D) Crede nei premi letterari?

R) Spero che siano puliti…

Ha altri progetti in cantiere?

R) Sicuramente. Il mio progetto più grande è diventare conosciuto ed apprezzato. Strada lunga, faticosa… ma non demordo!!!

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