Intervista ad Alfio Landro

Intervista allo scrittore Alfio Landro

Nome: Alfio
Cognome: Landro
Regione di residenza: Campania
Email: autore@alfiolandro.it

Intervista

D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

R) il mio approccio con la scrittura non credo sia avvenuto in modo convenzionale, ho iniziato a scrivere all’età di 15 anni con un mio nipote coetaneo, con il quale nottetempo sgattaiolavamo sul balcone di casa e scrivevamo canzoni, poi nel 2008, grazie all’abbondanza di tempo causato dalle notti in bianco che mi faceva passare il mio Primogenito, mi sono ritrovato a scrivere la Janara, più per sfizio personale che per altro.

D) Qual è stato il suo percorso di studi?

R) Ho fatto un percorso normalissimo, superiori, università senza laurea ed un corso professionale dove ho conosciuto il Marketing.

D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?

R) Come dicevo prima avevo circa 15 anni, volevamo diventare cantanti e la prima canzone che abbiamo scritto si intitolava “Paperella Rap” poi visto che mia madre mi ha fatto bello, intelligente ma con una voce da far paura a cantare a continuato mio nipote ed io ho invece solo scritto.

D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

R) Ho notato che sia per il romanzo la Janara che per i testi delle canzoni che fin’ora ho scritto il motivo per cui prendo carta e penna è sempre lo stesso, tirare fuori un’emozione, o uno stato d’animo che in quel determinato momento ho, ovviamente per la Janara non è stato solo questo

D) Quali sono i suoi libri del cuore?

R) Il primo libro che ho letto è stato il Cliente di John Grisham, avevo circa 13 anni e ricordo ancora le descrizioni dei luoghi che faceva l’autore.

D) E quelli che non leggerebbe mai?

R) credo quelli di federico Moccia.

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

R) Il Diavolo e la signorina Primm di Paulo Coelio

D) E quello che meno le è piaciuto?

R) nessuno, i libri che leggo, se li compro, hanno qualcosa che mi piace, almeno la quarta di copertina…

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

R) Io amo la Sicilia, il mio mare, il mio sole, la mia Etna, ma appena arrivato a Benevento mi sono innamorato anche di questa città, saranno state le Streghe o l’arte non saprei, posso solo dire che se ci fosse il mare sarebbe il più bel posto del mondo.

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

R) ci sono troppi furbi, e soprattutto non si dà abbastanza spazio agli esordienti, poi c’è però qualche professionista di nicchia che invece dà il massimo non per il profitto ma per la cultura

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

R) la cultura italiana credo si sia fermata, nel senso che non vedo un proliferare di persone che si interessino particolarmente alla cultura, piuttosto credo che ci siano piu elementi che seguano gli imput della nuova “civiltà” pubblicizzata in televisione e dai mass media

D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?

R) un amico mi ha presentato l’editore al quale ho consegnato il manoscritto ad un terzo, l’ho consegnato così per capire, visto che era il mio primo romanzo, se valeva la pena continuare o era meglio dedicarmi ad altro

D) Cinema: qual è il suo film preferito?

R) sono tanti, non saprei sceglierne uno

D) Musica: la canzone del cuore?

R) Musica è di Ramazzotti, e poi le mie….

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

R) ne ho seguito uno on-line

D) Ritiene siano utili?

R) personalmente ho messo in pratica solo la time-line per il resto mi è venuto tutto naturale quindi non saprei, certo alcuni consigli sono utili, ma non credo che per scrivere sia necessario un corso, credo si debba seguire il proprio istinto.

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

R) nessuno, se hai già un idea viene tutto naturale

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?

R) nessun rito, scrivo con il computer e a volte soprattutto per le canzoni sulla carta, la Janara l’ho scritta di notte, approfittando del sonno dei miei bimbi

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?

R) Volevo fare una sorta di saggio sulle streghe di Benevento, visto che chiedendo in giro a sapere dell’esistenza della Janara erano ben pochi, poi mentre riportavo nero su bianco le mie idee mi è venuta in mente una storia che ho provato a raccontare.

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?

R) significa condividere, nel caso della Janara condivido tre aspetti, la leggenda delle streghe di Benevento, il pensiero che tutto, anche le cose più difficili, siano raggiungibili e quanto mi piace Benevento ed il caffè.

D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?

R) credo che siano la stessa cosa, dipende solo dalla lunghezza

D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?

R) Forse l’unica definizione che possa differenziarli e appunto la lunghezza.

D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?

R) E’ venuto da se.

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

R) Ho iniziato a gennaio 2008 e ho finito a settembre 2009

D) Ha vinto premi letterari?

R) non ancora, ma spero di si

D) Crede nei premi letterari?

R) più per gloria che per altro,

Ha altri progetti in cantiere?

R) si, ma non dico niente per scaramanzia

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