Intervista ad Angelo Pizzuto
Intervista allo scrittore Angelo Pizzuto
Nome: Angelo
Cognome: Pizzuto
Regione di residenza: Sicilia
Email: pizzuto.arseg@tin.it
Intervista
Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
Ho vissuto tanti anni all’estero, facendo esperienza nel campo dell’internazionalizzazione d’impresa. Esperienza che, attraverso questo saggio, ho voluto mettere a disposizione non soltanto delle imprese stesse, ma anche dei tanti giovani che studiano i fenomeni di internazionalizzazione, ma che spesso non contemplano esperienze vissute sul campo ma soltanto teoriche.
Qual è stato il suo percorso di studi?
Il mio percorso di studi è sempre stato improntato all’economia internazionale e aziendale, con particolare attenzione alle tematiche dell’ambiente.
Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
Iniziando a collaborare con l’Autorità Portuale di Palermo, mi sono reso conto che gli aspetti ambientali nei nostri porti non avevano ancora suscitato una sensibilità importante negli amministratori. Questo volume spiega che non è poi così difficile lavorare per preservare il nostro ambiente.
In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
Trasmettere le proprie esperienze ad altri è una cosa molto gratificante, non solo perché si possono aiutare altri a capire l’importanza delle tematiche ambientali, ma soprattutto perché si possono evitare e prevenire oggi tanti problemi che possono nascere domani.
Quali sono i suoi libri del cuore?
I grandi classici, come I Promessi Sposi o la Divina Commedia, e poi se parliamo di narrativa recente mi affascinano le intricate trame dell’ormai ultra noto Dan Brown.
E quelli che non leggerebbe mai?
Cerco di avere una mente aperta e leggere un po’ di tutto.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
Certamente il Codice da Vinci
E quello che meno le è piaciuto?
Cripto, dello stesso autore, anche se un lavoro iniziale di circa 10 anni fa, che ho trovato un po’ deludente per le mie aspettative
Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
Il rapporto con la mia terra è molto bello, quasi viscerale. Vivo la mia attività quotidiana con un occhio sempre rivolto alla Sicilia, cercando di produrre iniziative per incidere sul tessuto sociale e sull’economia della mia regione. Sono stato sempre convinto che è giusto chiedere aiuto allo Stato, ma che il rilancio e la rinascita della nostra regione parte da noi. E’ una nostra sfida, non possiamo tirarci indietro.
Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
Devo dire che rispetto ad alcuni anni fa l’editoria italiana ha fatto passi da gigante, offrendo soprattutto a giovani autori, o a quelli meno conosciuti, molte possibilità in più per far conoscere il proprio lavoro, e da questo ne sono scaturiti grossi successi impensabili fino a qualche anno fa.
Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
Credo che il nostro panorama culturale stia subendo oggi un certo appiattimento, i riferimenti culturali e politici che hanno sempre contraddistinto la cultura italiana sono variati in maniera rilevante, lasciando poche certezze e soprattutto poche idee.
Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
Attraverso gli appelli dei miei ragazzi ed il sostegno delle persone che lavorano con me, che mi hanno spinto a condividere le mie esperienze in supporto alle nuove generazioni imprenditoriali.
Cinema: qual è il suo film preferito?
La saga di Bourne Identità ispirata dagli scritti di Robert Ludlum
Musica: la canzone del cuore?
Tutto ciò che è impeccabilmente cantato da Laura Pausini
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 29 novembre 2009
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