Intervista ad Annamaria Trevale

Intervista alla scrittrice Annamaria Trevale

Nome: Annamaria
Cognome: Trevale
Regione di residenza: Lombardia
Email: annamariatrevale@virgilio.it

Intervista

D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

R) Vivo a Milano, sono sposata e ho due figli. Ho pubblicato un romanzo epistolare e due raccolte di racconti, oltre a vari racconti in antologie e su riviste. Scrivo recensioni di libri per la rivista online “Progetto Babele” e ho partecipato alla stesura di due saggi sulla comunicazione in rete pubblicati a cura dell’università Ca’ Foscari di Venezia

D) Qual è stato il suo percorso di studi?

R) Liceo classico e laurea in lingue e letterature straniere

D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?

R) Mi è sempre piaciuto scrivere, ma sono dovuta arrivare alla maturità per evitare di cestinare ciò che scrivevo, che risultava sempre perdente nel confronto con i libri che leggevo in grande quantità. Ad un certo punto, però , ho provato a conservare qualcosa, e sono arrivata alla pubblicazione.

D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

R) Un piacere personale

D) Quali sono i suoi libri del cuore?

R) Tanti, da “Guerra e pace” al “Diario” di Etty Hillesum, passando per “Orgoglio e pregiudizio”…impossibile sceglierne uno solo.

D) E quelli che non leggerebbe mai?

R) I romanzi di Dan Brown e dei suoi epigoni, “Il codice da Vinci” mi è bastato.

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

R) “Spingendo la notte più in là” di Mario Calabresi

D) E quello che meno le è piaciuto?

R) “Il codice da Vinci”

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

R) Non mi sento particolarmente “lombarda”, ma sicuramente il fatto di vivere in una città come Milano mi ha portato a inserire molti aspetti della vita metropolitana nei miei racconti.

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

R) Il fatto che le librerie siano piene di libri scritti da veline, calciatori e simili.

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

R) L’appiattimento generale

D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?

R) Ho mandato il manoscritto alla casa editrice ed è stato approvato.

D) Cinema: qual è il suo film preferito?

R) Non saprei, ne ho visti tanti.

D) Musica: la canzone del cuore?

R) “My way” di Frank Sinatra

 

approfondimento NARRATIVA

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

R) No

D) Ritiene siano utili?

R) Possono insegnare la tecnica, ma credo siano inutili se non si è dotati di un certo talento innato.

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

R) Inventare delle storie che appassionino il lettore.

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?

R) Scrivo al computer, che considero ormai insostituibile per tutte le possibilità che offre riguardo a revisioni, correzioni, ecc., ma non seguo nessun “rito” particolare.

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?

R) Mi sono resa conto, quasi per caso, che avevo già scritto diversi racconti i cui protagonisti affrontavano il problema della solitudine, e da lì è nata l’idea di costruire una raccolta che spaziasse su come tutte le età della vita potevano trovarsi in questa condizione.

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?

R) Comunicare delle emozioni.

D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?

R) Per ora col racconto.

D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?

R) Un racconto focalizza un’esperienza, un momento preciso dei personaggi, mentre un romanzo affronta più vicende e in modo più vasto e complesso.

D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?

R) “Solitudini” semplicemente annuncia il tema dei racconti che lo compongono.

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

R) Ho unito racconti scritti in momenti diversi, perciò non saprei quantificarlo.

D) Ha vinto premi letterari?

R) Ho avuto delle segnalazioni.

D) Crede nei premi letterari?

R) Non molto, temo che in gran parte i giudizi non siano del tutto obiettivi, e che molte vincite siano in qualche modo “pilotate”.

D) Ha altri progetti in cantiere?

R) Ho altri racconti che vorrei prima o poi pubblicare.

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