Intervista ad Antonella Parrocchetti

Intervista alla scrittrice Antonella Parrocchetti

Nome: Antonella
Cognome: Parrocchetti
Regione di residenza: Emilia Romagna
Email: a.parrocchetti@ausl.mo.it

Intervista (Dicembre 2008)

D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) E’ iniziato quando era davvero molto piccola, leggevo libri, favole, fumetti già durante la scuola elementare. Mi incantavo a leggere le favole, che nessuno mi leggeva. Poi ho continuato, iniziando a selezionare libri e letture, anche se mi è sempre piaciuto spaziare tra diversi generi di scrittura , sia in letteratura che in poesia. Sono stata ,e sono ,sempre molto attratta dalle parole e della loro capacità emozionale. Credo che de Andrè sia stato il maggiore artefice della mia formazione; sin da adolescente, l’ho ascoltato tanto, ho letto i suoi testi come poesie, già allora e poi sempre, ed è stata una esperienza, un incontro che ha condizionato, in seguito, i miei gusti sia letterari sia di formazione personale. Dopo l’incontro profondo con Fabrizio, il suo mondo di umanità e il suo modo, assolutamente nuovo, per quei tempi e nel tempo, di comprendere profondamente l’essere umano per quello che è, senza giudizio, nulla resta come prima.

D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Liceo Classico, Università : Scienze Sociali, poi trasformata in Scienze Politiche, Scuola a statuto speciale x Assistenti Sociali, master in Mediazione Familiare Sistemica. Master in Counselling.

D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) Ho iniziato tanti anni fa, in un momento molto particolare della mia vita. Credo di avere avuto la profonda necessità di esplorare meglio e mettere in fila un insieme di sensazioni che pullulavano nella mia mente e nella mia anima, ma in modo troppo confuso e complesso. Scrivere mi ha aiutato a fare chiarezza, non solo, a parlare di sensazioni e concetti con persone a me vicine, con cui per tanti motivi mi riusciva davvero difficile parlare.Ho iniziato a scrivere solo per me, poi a scrivere a persone particolari, lunghe lettere che avevano lo scopo non tanto di raccontare eventi, quanto piuttosto di approfondire sensazioni e relazioni.In seguito sono riuscita a desiderare la scrittura in modo meno intimo e personale.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Credo che le parole abbiano un valore terapeutico, sia quando vengono lette e interiorizzate, sia quando sono il prodotto di tutto quanto abbiamo sentito, compreso e sono il canale di espressione di ciò che, nel tempo, siamo diventati. Permettono di raccontare e raccontarsi, condividendo sensazioni e idee, nel modo che desideriamo.Scrivere è qualcosa di ancora più forte del solo parlare: dopo abbiamo davanti, fermo sul foglio bianco, un insieme di pensieri che possiamo rileggere e su cui possiamo riflettere. Mentre i pensieri, si sa , per loro natura, sono in eterno movimento e, pur essendo nella nostra mente, non vi restano a lungo nello stesso modo.

D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) L’amore ai tempi del colera (G.G.Marquez)
Non ti muovere(M.Mazzantini)
Nel nome della madre( Erri de Luca)
Veronica decide di morire(P.Coelho)
L’antologia di Spon River (Edgar Allan Poe)
Il Corpo(U.Galimberti)
Donne che corrono coi lupi (Clarissa Pinkola Estèes)
Il cancro come sentimento(Giorgio Donini)
Viaggio di una strega bambina e Se io fossi una strega ( Celia Rees)
Storia di amore ed eresia (Charmaine Craig)
La casa degli spiriti (J. Allende)
Seppellite il mio cuore a Wounded Knee (Dee Brown)
Gabriella garofano e cannella- Frutti d’oro (J.Amado)…e moltissimi altri, ma mi fermo qui!

D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) Tutti i romanzi della B.Cartland e simili.

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) Il contrario di uno (Erri De luca)

D) E quello che meno le è piaciuto?
R) Ne ho abbandonato uno, non mi piaceva e non ricordo il titolo, nè l’autore, nè dove l’ho imboscato per poter, ora, controllare i dati.Sono sicura di non averlo gettato via, non si buttano i libri, mai.

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Io abito in montagna, sono cresciuta a Sestola, un paese di tremila anime che si trova ai piedi del monte Cimone, un posto bellissimo. La mia terra è soprattutto questa parte, alta, con percorsi meravigliosi nella natura e straordinari colori del cielo. Amo i paesi piccoli, dove le persone dialogano e si conoscono, dove c’è curiosità, forse pettegolezzo, ma non indifferenza. E’ un paese molto vivace, colmo di iniziative culturali e, in alcuni periodi dell’anno, molto turistico. Io però abito fuori dal paese, in una casa isolata, vicina al fiume, dove il silenzio è la norma e in media passano due auto al giorno. Non sempre. Dove quando nevica molto resto bloccata in un manto soffice di neve, anche per giorni.Con questa parte della mia terra ho un ottimo rapporto. Le città…..per me sono luoghi da visitare, le frequento perchè ho bisogno di cose, di servizi, di momenti culturali, di teatro e so che posso trovarli solo in esse. Alcune le amo molto, Modena, Bologna, Ferrara…. Poi, la sera, mi piace ritornare nella mia casa sul fiume.

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) Non conosco davvero bene l’editoria, conosco i libri. Mi piace l’idea che si possano pubblicare opere di persone poco conosciute perchè questo offre spazi creativi a persone che hanno voglia di mettersi in gioco. Ma non so fino a che punto questo sia facile, o possibile. Non mi piace vedere moltissimi libri pubblicati da persone che sono già famose per altri motivi, che spesso hanno ben poco a che fare con la scrittura, ma che vengono incoraggiati a scrivere….di niente, o di cose di una banalità imbarazzante, perchè sarà il loro nome a vendere.

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) Mi trovo in sintonia con il pensiero, uno dei tanti, di Umberto Galimberti, che conosco personalmente e stimo moltissimo. Credo che, anche da un punto di vista culturale, siamo sommersi dalla tecnica, e non dalla scienza, che può e deve essere umanistica, al servizio dell’uomo, quindi mantenere un valore etico. La tecnica, il fare, il saper fare ad ogni costo rischiano di sovrapporre il sarer essere. L’apparire sembra divenuto essere, ciò che appare è, e ciò che non appare NON è, non esiste. Questo non mi piace. Ma credo che ognuno possa trovare contesti di confronto e riflessione interessanti, internet da questo punto di vista, se ben usato, apre orizzonti infiniti. Può stimolare le persone a ritrovarsi e dialogare, cosa che io ritengo il traguardo della cultura.

D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Non ci sono arrivata ancora…..

D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) Le fate ignoranti F.Opzetek

D) Musica: la canzone del cuore?
R) Sally (Vasco Rossi)

approfondimento NARRATIVA

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) No, ho solo letto qualche libro, tra cui, molto belli, “Negoziando con le ombre” di Margaret Atwood e “La scrittura come elemento creativo” di Demetrio.

D) Ritiene siano utili?
R) Mi piacerebbe frequentarlo e credo potrebbe essere utile. Ma al momento ho un mondo di cose che stanno affiorando e lo fanno spontaneamente. Mi piace anche così.

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Scrivere è un pò come entrare in una stanza buia. Piano piano illuminiamo le stanze, possiamo descriverle ma loro sono già lì. La complessità a mio avviso è cercare di comunicare attraverso personaggi e trame inventate qualcosa che è già profondamente dentro di noi. Ma, spesso, nemmeno noi lo sappiamo.

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Scrivo su computer, da sola, quando posso. Di solito la sera tardi, la notte. Non seguo alcun rito.

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) Calvino aveva già avuto l’idea di sviluppare storie di persone o momenti di vita utilizzando la traccia fornita dai Tarocchi. Non ho mai letto i suoi racconti, ma ho capito che questo era per me un buon percorso da sviluppare.Conosco molto bene i Tarocchi e credo che ognuno di loro possegga una trama di fondo, che può modificarsi a seconda del sentire di chi scrive. Così come ogni Carta ha diverse interpretazioni a seconda di quali sono le carte che la circondano.

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Ho in mente un insieme di pensieri, sensazioni, emozioni che hanno una forma confusa ma un senso a me chiaro. E’ un pò come dipingere un quadro, so cosa voglio rappresentare, ma i dettagli nel tempo affiorano o possono modificarsi. La cosa più bella è che le parole vengono davvero da sole. Una volta ho perso un paragrafo di un racconto: l’ho rifatto ma non sono riuscita a ritrovare le stesse parole.

D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Con il racconto, per il momento.

D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Il romanzo è la descrizione di una storia che vede al proprio interno personaggi, sitazioni storico-ambientali e una trama che ne faccia una narrazione. La sua corposità lascia la possibilità allo scrittore di approfondire i diversi aspetti che egli vuole. Un racconto è un cameo, che racconta breve momento che appartiene ad una diversa o più ampia trama, che lascia solo intuire.

D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) Il romanzo devo ancora scriverlo, ma credo che il titolo sia qualcosa che verrà alla fine.

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) A volte impiego pochi giorni per scrivere un racconto. Se è pronto ad uscire è qualcosa che non riesco a fermare. A volte mi blocco dopo i primi fogli e possono passare mesi prima che io possa continuare.

D) Ha vinto premi letterari?
R) No

D) Crede nei premi letterari?
R) Perchè no?

Ha altri progetti in cantiere?
R) Continuare a scrivere

Un commento

  • ROLANDO MANFREDINI scrive:

    Che bello conoscere Antonella!!! Ero curioso , mi sarebbe piaciuto sapere chi era che scriveva racconti cosi…innovativi! Certo i suoi racconti li ho divorati , cosi immediati, telepatici..ecco forse questa è la parola giusta:mi sono entrati nella mente senza resistenza come se forse da sempre c’era posto per loro…. ma non in una sorta di file remoto o nascosto ..no questi provocano profonda emozione, ti fanno pensare possono farti cambiare il pensiero in modo giusto , sembra quasi che ti aiutino a capire nella loro semplicità , quanto sia complessa la vita , quanto sia importante la nostra interiorità, quanto questo possa essere utile a volerci bene e quidi a volerne agli altri … e ce ne è tanto bisogno in una società che appiattisce , che non rivoluziona più , che uccide le emozioni profonde che sono il senso stesso della vita .. u
    Grazie Antonella sei una grande persona e una grande scrittrice e sono sicuro ti affermerai in questo senso..
    Rolli

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