Intervista a Claudia Muscolino

Nome: Claudia Cognome: Muscolino Regione di residenza: Toscana Email: muscolinoc@interfree.it Intervista 29 gennaio 2017 D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) La mia passione per la scrittura si è sviluppata fin dall’infanzia. Per me è sempre stato indispensabile scrivere. Con la poesia è nato un amore profondo e la necessità di cimentarmi, fin da giovanissima. Negli ultimi quattro anni, in seguito a un corso di scrittura creativa, ho cominciato a sperimentare anche la narrativa. D) Qual è stato il suo percorso di studi? R) Mi sono laureata in Scienze Politiche dopo

Nome: Claudia

Cognome: Muscolino
Regione di residenza: Toscana

Email: muscolinoc@interfree.it

Intervista 29 gennaio 2017

D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

R) La mia passione per la scrittura si è sviluppata fin dall’infanzia. Per me è sempre stato indispensabile scrivere. Con la poesia è nato un amore profondo e la necessità di cimentarmi, fin da giovanissima. Negli ultimi quattro anni, in seguito a un corso di scrittura creativa, ho cominciato a sperimentare anche la narrativa.

D) Qual è stato il suo percorso di studi?

R) Mi sono laureata in Scienze Politiche dopo aver frequentato il liceo classico

D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?

R) Come spiegavo all’inizio dell’intervista, ho cominciato a scrivere dall’infanzia. Una vera e propria necessità: ho scritto anche qualche racconto di fantascienza in gioventù.

D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

R) Per me significa vivere.

D) Quali sono i suoi libri del cuore?

R) I libri del cuore sono tanti: da “Orgoglio e Pregiudizio” della Austen alla “Trilogia galattica” di Asimov, da “Just Kids” di Patti Smith a “Suite francese” di Irène Némirovsky. Potrei continuare . . .

D) E quelli che non leggerebbe mai?

R) Molti . . .

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

R) “Il libro delle illusioni” di Paul Auster e “Venivamo tutte per mare” di Julie Otsuka.

D) E quello che meno le è piaciuto?

R) Preferirei non rispondere!

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

R) Ho un legame forte con la mia città, Firenze. Questo si può capire leggendo il mio libro dove emergono memorie d’infanzie e leggende di famiglia.

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

R) Non mi piace che stia diventando una sorta di grande supermercato del libro, a scapito di chi desidera promuovere la qualità alla quantità. Mi piace che esista un’editoria emergente che lotta per ottenere spazio e visibilità. Infine, vorrei aggiungere che non me la sento di condannare completamente l’auto – pubblicazione, anzi: sono del parere che posso trovare una dignitosa collocazione. La fortuna sta nel trovare un editore che non si approfitti della vulnerabilità di chi propone un testo.

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

R) Il panorama culturale italiano si sta uniformando sempre più a logiche di mercato che portano verso un totale appiattimento su tutti i fronti, riducendo le diverse voci e le sfaccettature indispensabile che sono indispensabili a un vero progresso. Questo non mi piace affatto. Mi piace, altresì, che rimanga – a dispetto di quanto detto finora – chi lotta duramente per far sentire che esiste ancora la possibilità di essere unici, diversi e indispensabili.

D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro

R) Ho deciso di sfidare me stessa e partecipare a un concorso letterario. Il mio libro si è classificato terzo per le opere di narrativa inedita: il premio in palio era costituito dalla pubblicazione.

D) Cinema: qual è il suo film preferito?

R) Domanda difficile: ne ho moltissimi. Per esempio: “A qualcuno piace caldo”, “Victor Victoria”, “Carnage”, “Inception” e tra i film italiani degli ultimi anni “Latin Lover” e “La mafia uccide solo d’estate”.

D) Musica: la canzone del cuore?

R) Qui non ho dubbi: “Station to Station” di David Bowie.

approfondimento NARRATIVA

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

R) Sì: ho frequentato due corsi di scrittura creativa con Marco Vichi e ne sto frequentando uno con Mirko Tondi. C’è sempre da imparare!

D) Ritiene siano utili?

R) Sono utilissimi per acquisire un metodo e le tecniche della narrativa, però occorre avere già una grande passione per la scrittura.

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

R) Per quanto mi riguarda, l’aspetto più complesso è l’organizzazione: la narrativa ha bisogno di metodo, disciplina e costanza. Quasi come un esercizio fisico.

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?

R) Forse sembrerà una risposta scontata ma io scrivo quando ho tempo senza riti e senza orari, in mezzo alla confusione e in solitudine. Per quanto riguarda la poesia scrivo sempre prima su carta, per la narrativa direttamente al computer.

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?

R) Avevo in testa l’idea di scrivere storie brevi tenute insieme da un filo conduttore: ho pensato che il Natale potesse essere un ottimo spunto e un catalizzatore di vicende familiari e non. Dopotutto, sappiamo bene che le festività possono essere portatrici di gioie ma anche foriere di conflitti, criticità personali e familiari, così ho cominciato… la seconda parte del libro, invece, raccoglie i racconti per tutto l’anno ispirati da ricordi e sensazioni legati alle stagioni e ai mesi.

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?

R) Scrivere una storia significa condividere un’esperienza dell’anima, un percorso personale un linguaggio comune: il linguaggio dei sentimenti.

D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?

R) Fino a oggi ho preferito cimentarmi con i racconti anche perché, in qualche modo, li sento più vicini alla poesia. In questo momento, tuttavia, sto provando a scrivere un romanzo.

D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?

R) Il racconto, come la poesia, è un veicolo molto veloce per raggiungere sia la mia parte più oscura che quella più gioiosa e ludica e instaurare con loro un dialogo, portarle in superficie. È salire su un’astronave. Scrivere, un romanzo, invece, lo paragono a un viaggio su una mongolfiera: vedo tutto dall’alto, da una prospettiva ampia e in un tempo più lungo raggiungo me stessa e chi leggerà le mie parole.

D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?

R) Mi riallaccio a quanto spiegavo prima sulla genesi del libro: si tratta di dodici racconti divisi un due parti. La prima parte è unita dal tema di base del Natale, la seconda da storie nate da ricordi e suggestioni legate a vari periodi dell’anno. Per cui è stato molto facile trovare un titolo adatto.

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

R) Circa due anni.

D) Ha vinto premi letterari?

R) Ho deciso di sfidare me stessa e partecipare a un concorso letterario. Il mio libro si è classificato terzo per le opere di narrativa inedita.

D) Crede nei premi letterari?

R) Sì e no. Ho partecipato a pochissimi premi letterari: è molto importante, soprattutto per un scrittore emergente, imparare a scegliere a quali bandi aderire.

Ha altri progetti in cantiere?

R) Come dicevo prima, ho in cantiere il mio primo romanzo e spero di poter pubblicare una raccolta di poesie.

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