D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

R) Sono una donna socievole, con molti interessi: lettura, cinema, teatro. Ovviamente la scrittura è al primo posto.

D) Qual è stato il suo percorso di studi?

R) Sono diplomata; mi ero iscritta all’Università, ma ho cominciato a lavorare e ho smesso di frequentare. Ancora mi dispiace.

D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?

R) Ho sempre amato scrivere, fin da ragazzina. Avevo molta fantasia, così scrivevo storie, all’epoca romantiche. Con gli anni sono passata al thriller, alla fantascienza, e ogni tanto provo anche con l’horror.

D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

R) Mi dà molta soddisfazione, anche se dovessi scrivere solo per me. Mi piace, mi rilassa, mi dà la possibilità di sognare. Insomma, è una mia grande passione.

D) Quali sono i suoi libri del cuore?

R) Sicuramente Cent’anni di solitudine, lo rileggo almeno una volta all’anno; poi Pirandello, non saprei scegliere un titolo soltanto, e Calvino. Amo molto Se una notte di inverno un viaggiatore.

D) E quelli che non leggerebbe mai?

R) I romanzi rosa, e quelli basati sul sesso, tipo Cinquanta sfumature. Mi annoiano.

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

R) Mi è piaciuto tanto Il nome della Rosa di Eco.

D) E quello che meno le è piaciuto?

R) Mi ha un po’ deluso Il silenzio degli innocenti.

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

R) Sono legatissima alla mia Sicilia, non mi trasferirei mai. Adoro alzarmi la mattina e guardare il mare.

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

R) Io ho avuto fortuna: mi sono capitati sempre editor motivati e motivatori. Persone gentili che mi hanno aiutato e sostenuto. Non sopporto l’editoria a pagamento, ma ognuno è libero di fare le proprie scelte.

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

R) Non mi piace il poco spazio che si dà agli esordienti, mentre a volte vengono osannati libri solo perché portano la firma di persone famose. Libri che spesso non valgono il loro prezzo.

D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?

R) Grazie a internet; prima con vari concorsi, poi contattando direttamente le case editrici.

D) Cinema: qual è il suo film preferito?

R) Ne ho tanti, ma forse Colazione da Tiffany. Sono pazza della Hepburn.

D) Musica: la canzone del cuore?

R) Cambio spesso. Attualmente la canzone della Mannoia: Che sia benedetta.

approfondimento NARRATIVA

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

R) Sì, per un anno circa.

D) Ritiene siano utili?

R) Mi è servito per conoscere persone che, come me, amano scrivere. Ammetto che come tecnica non ho imparato granché. Ma ogni corso è diverso, magari ad altri possono essere utili.

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

R) A volte viene un po’ il blocco dello scrittore, la sindrome della pagina bianca. In genere, distraendomi, riesco a superarlo, ad andare avanti.

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?

R) Scrivo al computer e quando capita. Di sera, di notte, spesso nei fine settimana. Sicuramente in solitudine. Non voglio distrazioni.

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?

R)  L’ho scritto di getto nell’estate del 2015. Avevo tempo libero e mi sono buttata. È stato piacevole scriverlo, perché è un libro diverso; e sì un giallo, però allegro, ricco di humour. Ha un taglio teatrale, che gradisco molto. Da leggere e da vedere. 

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?

R) Mi diverte farlo. Creare personaggi, dar loro una personalità, spingerli verso delle azioni. Pur vero, che, spesso, mi prendono la mano e sono loro che “decidono” cosa fare e cosa no.

D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?

R) Non ho preferenze. A volte parto con un racconto, che poi si trasforma in romanzo.

D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?

R) Nel racconto non mi soffermo troppo sulle descrizioni di paesaggi, ambienti, e i personaggi sono meno dettagliati. Nel romanzo, sono più precisa, e i personaggi sono più ricchi, più variegati, con più introspezione psicologica.

D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?

R) È stato un flash scrivendolo. Non ci ho pensato. Scelto e usato.

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

R) Circa tre mesi.

D) Ha vinto premi letterari?

R) In realtà, è proprio vincendo un premio letterario che ho pubblicato Tra le Nuvole. Era già arrivato in finale al Premio Giallo in Provincia, della Delos Digital. Ma sì, ho vinto tanti premi e pubblicato parecchi racconti. Recentemente ho vinto un premio indetto dall’associazione Women in giallo. Ho inoltre vinto un concorso per opere teatrali, bandito dall’associazione Habitami. E un mio soggetto è stato scelto, tra tanti, dalla casa editrice Astorina ed è diventato un fumetto di Diabolik.

D) Crede nei premi letterari?

R) Certo, danno la possibilità di farsi conoscere e apprezzare. Con me lo hanno fatto.

Ha altri progetti in cantiere?

R) Ho terminato il mio terzo romanzo, un thriller, si intitola Le otto croci. Ora sto pensando a chi proporlo. E mi sto cimentando con un romanzo horror.

 

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