D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

R) THE HAWK (Il Falco) è lo pseudonimo sotto il quale si cela il vero nome dell’autore.

Nato nella prima metà degli anni quaranta, ha iniziato a scrivere brevi racconti gialli e di spionaggio per il giornalino della scuola quando i suoi genitori, forse stanchi del suo carattere un po’ turbolento, durante le scuole medie, lo misero in un collegio dove gli alunni “interni” erano organizzati in gruppi come gli scout.

Lui era nel gruppo delle “aquile” però, visto il suo carattere, per distinguersi, prese a farsi chiamare: The Hawk.

D) Qual è stato il suo percorso di studi?

R) Da giovane il mio desiderio era quello di seguire l’indirizzo di ingegneria ma a quei tempi se si intraprendeva lo scientifico non era più possibile cambiare indirizzo se non ricominciando dall’inizio così mi son lasciato convincere dai miei genitori ad intraprendere ragioneria.

Poi ho iniziato la “carriera” nel campo finanziario.

D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?

R) Come ho detto prima ho iniziato per gioco ai tempi della mia terza media. Passato alle superiori, ad altri interessi, al lavoro, alla famiglia accantonai lo scrivere sino agli anni ’80 quando, casualmente, mi venne l’idea della storia contenuta nel primo libro (I Gemelli Dormienti).

Però sul finire di quel decennio “sgraditi” avvenimenti personali mi hanno coinvolto facendomi abbandonare lo scrivere.

Sul finire del 2014, parlandone casualmente con una persona cara, mi venne detto:dai mettici mano e finiscilo“.

Quella frase è stata il “fattore scatenante”.

Modificata la storia, la stessa è stata terminata all’inizio dell’anno 2015 in tempo così da poter presentare il primo libro ad una manifestazione del settore (La Fabbrica di Carta).

Altri romanzi hanno seguito il primo ed altri sono “in cantiere”.

D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

R) Vista la mia età è ormai solo un passatempo, un modo per tenermi occupato.

D) Quali sono i suoi libri del cuore?

R) Se intende quale dei miei ricordo con più gradimento le rispondo che è senza dubbio, per ovvii motivi, il primo. Se intende il genere, tenuto conto del genere che tratto, quelli d’avventura, spionaggio, ecc.

D) E quelli che non leggerebbe mai?

R) I romanzi rosa

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

R) Non saprei dire, sono un “divoratore” posso dire che i miei autori preferiti sono Rollins, Cussler ecc. insomma autori che trattano un po’ il mio genere.

D) E quello che meno le è piaciuto?

R) Non sta bene fare nomi quindi declino la domanda

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

R) In passato, prima di andare in pensione, vivevo a Milano dove i ritmi di vita ci portavano a quasi non conoscere il nostro vicino di casa. Ora, da oltre 16 anni, vivo in un paesino dell’estremo Nord del Piemonte ove i ritmi di vita sono completamente diversi. Sono uno che difende in modo “feroce” la nazione italiana.

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

R) E’ estremamente “chiusa”, o sei “nel giro” delle persone note ed hai le “amicizie” giuste altrimenti non hai possibilità di emergere. Quando mi sono lasciato convincere a pubblicare il primo libro ho contattato tutte le principali case editrici (onestamente dovrei dire ho rotto le scatole a tutte le principali case editrici) ed ho avuto la soddisfazione che ….. nessuna mi ha risposto. Devo fare altre precisazioni ?

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

R) Non voglio essere cattivo ma al giorno d’oggi scrivono tutti, ma proprio tutti e non voglio fare commenti.

D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?

R) Le ho accennato qual è stato il fattore scatenante che mi ha portato a terminare il primo libro poi, in base al detto “l’appetito vien mangiando”, mi è venuta voglia di vederlo pubblicato e così è iniziata la mia avventura di scrittore. Come detto il primo è stato terminato di tutta fretta per poterlo presentare alla manifestazione La Fabbrica di Carta ma la storia continuava (è inserita come inizio del 2° libro – La Vendetta di Krupkin) quindi ….

D) Cinema: qual è il suo film preferito?

R) Non sono un “cine-dipendente” e nemmeno un “video-dipendente”, posso dire che sono anni che non frequento le sale cinematografiche.

D) Musica: la canzone del cuore?

R) Avrete ormai capito che sono anziano e restano nel cuore le canzoni dei “miei tempi” tipo Only you ecc.

approfondimento NARRATIVA

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

R) Assolutamente no !

D) Ritiene siano utili?

R) Penso di si ma non avendo provato …

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

R) Appassionare il lettore.

Ho avuto la soddisfazione di sentirmi dire (da uno dei miei lettori che ho intervistato): “Ieri sera non volevo smettere, mi dicevo ancora qualche pagina per vedere cosa succede adesso

Per me è stata una grande soddisfazione.

Per completezza d’informazione devo dire che altra persona ha detto “Avrei preferito un po’ più d’azione” Tale affermazione mi ha letteralmente stupito.

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?

R) Scrivo al computer (da me affettuosamente chiamato “la bestia”)

Non ho una tabella di marcia, scrivo quando giungono le idee ed accade quasi sempre di notte quando sono nel silenzio.

Spesso, se sono stanco e non ho voglia di alzarmi, mi annoto le idee tramite un mini registratore ed il giorno dopo (o la notte dopo) le trasferisco al computer.

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?

R) L’idea della storia raccontata nel primo libro è nata casualmente, non so nemmeno io come.

Ho preventivato, in termini differenti dalla realtà, quello che poi è stato chiamato “Lo Scandalo Clinton/Levinsky.”

Però per rispondere compitamente a questa domanda devo fare una precisazione ovvero spiegare, cercando di essere conciso, il genere.

Sarò breve quindi … mettetevi comodi, prendete pane e salame ed un fiasco di vino !

I personaggi dei miei libri li divido in tre categorie:

Le meteore. Definisco così quei personaggi la cui partecipazione dura solo lo spazio di un libro, o parte di esso, poi spariscono e di loro non si sa più nulla.

2° – Di contorno o ricorrenti. Chiamo così quei personaggi la cui presenza ricorre più volte in più libri.

Sono persone importanti come il capo della CIA, vari Capi di Stato, lo stesso presidente U.S.A. nel cui ruolo, per significare il trascorrere del tempo, faccio avvicendare diverse figure.

Li chiamo di contorno in quanto la loro presenza e gesta servono a favorire l’azione de ….

I Protagonisti. Sono tre, due uomini ed una donna.

I libri, in un certo senso, raccontano varie vicende delle loro vite, vite che si intrecciano, collidono ecc.

Però ogni romanzo è una storia a se e può essere letto indipendentemente dall’aver letto i precedenti.

Due dei personaggi, la donna (Emily Bianchi) ed un uomo (Ricky McGinnis), sono i “buoni” e fanno parte della squadra degli Agenti del Servizio di Sicurezza presidenziale mentre l’altro uomo (Pavel Krupkin) è il “cattivo” di turno che una ne pensa e cento ne combina.

Di tanto in tanto di Krupkin, quando è in fuga, si perdono le tracce ma ricomparirà da tutt’altra parte pronto a combinare nuove malefatte.

I libri toccano alcune vicende, più o meno note al grande pubblico, realmente accadute nella recente storia mondiale.

Naturalmente il tutto è romanzato inventando personaggi, motivazioni, cause ecc.

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?

R) Sono onesto attualmente è solo un modo per tenere occupata la mente e passare il tempo facendo una delle cose che mi piacciono.

D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?

R) Naturalmente con il romanzo dove ho la possibilità di sbizzarrirmi.

D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?

R) Il racconto, secondo me, tratta una vicenda accaduta …. che si vuol raccontare mentre nel romanzo la parte preponderante è la fantasia.

D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?

R) Il titolo di quello che è in stampa dalla sua trama, anche i precedenti seguono la stessa impostazione.

Mi spiego meglio. Il primo libro è intitolato I Gemelli Dormienti, nel mondo dello spionaggio si chiama dormiente un agente inviato in una determinata nazione ove resterà a mimetizzarsi con l’ambiante sino a quando verrà chiamato (svegliato) per compiere la sua missione.

Tutti i miei titoli (ed anche le immagini delle copertine) seguono tale impostazione.

Ci tengo a fare una precisazione.

Tutto quello che sino ad ora ho realizzato, bene o male, è solo ed esclusivamente opera mia.

Nel senso che non ho nessuno che collabora con me, mi occupo io della stesura, impaginazione, delle sinossi, delle copertine ecc.

L’unica persona che, sin dall’inizio, mi ha supportato (onestamente dovrei dire sopportato) aiutandomi nella grafica delle immagini di copertina è una certa Signora Sabrina alla quale, nel finale dei miei scritti, dedico i ringraziamenti.

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

R) A scrivere un libro impiego tempi ogni volta diversi. A volte due, tre mesi o più non sono in grado di dirlo con esattezza anche perché ho un modo di scrivere “un po’ strano”.

Ci sono determinati periodi dell’anno in cui sono in crisi e quindi mi dedico ad altro, poi mentre sto scrivendo un libro mi vengono delle improvvise idee di un prossimo così abbandono provvisoriamente il romanzo “in corso” per creare un canovaccio con le nuove idee.

Canovaccio che poi verrà messo da parte per un futuro utilizzo e riprendere il testo precedentemente accantonato.

D) Ha vinto premi letterari?

R) Non ho partecipato ad alcun concorso, mi sto “affacciando” a tale ambiente proprio in questi giorni.

D) Crede nei premi letterari?

R) Si e No, ho idea che siano “ambienti chiusi” come quelli dell’editoria cui ho prima accennato.

Ha altri progetti in cantiere?

R) Per progetti intende altri romanzi ? In tal caso la risposta è si.

 

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